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Cooperazione Politica

 

Cooperazione Politica

POLITICA INTERNA
Le elezioni parlamentari dell’ 8 aprile 2018 hanno segnato una nuova netta vittoria del partito dei Giovani Democratici e di Alleanza Civile (Fidesz), guidato da Viktor Orbán: la coalizione con il Partito Popolare Democratico Cristiano (KDNP) ha conquistato 133 seggi, assicurandosi così per il terzo mandato consecutivo la maggioranza dei 2/3 in Parlamento.

Come seconda forza politica del paese si è affermato il “Movimento per un’Ungheria migliore” (Jobbik), collocato su posizioni di estrema destra, che, avendo ottenuto il 19,6% dei consensi, occuperà 26 seggi. L’alleanza di centro-sinistra formata dal Partito Socialista Ungherese (MSZP) e dal “Partito del Dialogo per l’Ungheria” (Parbeszed) ha raggiunto invece il 12,4% dei voti, corrispondenti complessivamente a 20 seggi (dei quali 17 spettanti a MSZP e 3 a Parbeszed). Sono rimasti in Parlamento il partito di ispirazione ambientalista “La politica può essere diversa” (LMP, con 9 seggi) e Coalizione democratica (DK, con 8 seggi). Infine, sono entrati un membro del partito Insieme (Egyutt), un rappresentante della minoranza etnica tedesca (MNOO) ed un indipendente.

Il Governo Orbán conferma dunque l’ampia maggioranza parlamentare che lascia prevedere, dopo le molte riforme varate nella precedente legislatura, un quadro di stabilità in cui potranno essere mantenute le politiche di promozione degli investimenti finalizzati alla produzione manifatturiera nonché gli interventi tesi al rafforzamento della sicurezza energetica (gas e nucleare) del Paese; inoltre, potrà proseguire anche lo sviluppo della piccola imprenditoria agricola ungherese (settore di potenziale conflitto con l’Unione Europea) mentre la tassazione delle grandi imprese e banche potrà permanere nel prossimo futuro.

COMPOSIZIONE DEL PARLAMENTO
Il Parlamento è unicamerale, svolge le funzioni legislative e si compone di 199 deputati. Ogni 4 anni si svolgono elezioni legislative convocate dal Presidente della Repubblica per i mesi di Aprile o Maggio ed organizzate secondo un sistema elettorale misto. 106 deputati sono eletti a rappresentanza delle corrispondenti circoscrizioni elettorali, con sistema maggioritario ad un unico turno. I restanti 93 deputati sono eletti con sistema proporzionale dalle liste di partito compilate su base regionale e dalla lista nazionale unica dei partiti, grazie al computo dei resti.

Presidente del Parlamento: László Kovács (Fidesz)
Vice Presidente del Parlamento: István Hiller (MSZP)

Risultati delle seste elezioni democratiche.

Le attuali forze sono così ripartite:
• FIDESZ-KDNP: 133 seggi
• JOBBIK: 26 seggi
• MSZP-PARBESZED: 20 seggi
• LMP: 9 seggi
• DK: 8 seggi
• EGYUTT: 1 seggio
• MNOO (minoranza etnica tedesca): 1 seggio
• Indipendente: 1 seggio

COMPOSIZIONE DEL GOVERNO
L’Ungheria è una Repubblica costituzionale a governo parlamentare, democratico e pluralista. Il Governo esercita il potere esecutivo, sotto la guida del Primo Ministro, ed ha funzioni di controllo della Pubblica Amministrazione. L’attuale Governo ha giurato il 18 maggio 2018.
Il Primo Ministro è eletto dal Parlamento dietro proposta del Presidente della Repubblica. I Ministri ed i Segretari di Stato sono nominati dal Presidente della Repubblica su proposta del Primo Ministro.
Esiste l'istituto della sfiducia costruttiva, grazie al quale il Parlamento può sfiduciare il Capo di Governo, dando la fiducia ad un nuovo Primo Ministro. È stato per la prima volta applicato nel 2004 quando il Parlamento sfiduciò l'allora Primo Ministro Medgyessy ed elesse al suo posto Ferenc Gyurcsàny.

• PRIMO MINISTRO: Viktor Orbán, Fidesz
• VICE PRIMO MINISTRO: Zsolt Semjén, KDNP
• MINISTRO DELL’UFFICIO DEL PRIMO MINISTRO: Gergely Gulyás, Fidesz
• MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI E DEL COMMERCIO: Péter Szijjártó, Fidesz
• MINISTRO DELL'INTERNO: Sándor Pintér, indipendente
• MINISTRO DELLE CAPACITA’ UMANE: Miklós Kásler, indipendente
• MINISTRO DELL'AGRICOLTURA E DELLO SVILUPPO RURALE: István Nagy, Fidesz
• MINISTRO DELLA DIFESA: Gen. Tibor Benkő, indipendente
• MINISTRO DELLA GIUSTIZIA: László Trócsányi, indipendente
• MINISTRO PER L’INNOVAZIONE E LA TECNOLOGIA: László Palkovics, indipendente
• MINISTRO DELLE FINANZE: Mihály Varga, Fidesz
• MINISTRO DELLE PARTECIPATE NAZIONALI, SENZA PORTAFOGLIO: Andrea Bártfai-Mager, indipendente
• MINISTRO PER L’ESPANSIONE DELLA CENTRALE NUCLEARE DI PAKS, SENZA PORTAFOGLIO: János Süli, indipendente
• CAPO DI GABINETTO DEL PRIMO MINISTRO: Antal Rogán, Fidesz

CAPO DELLO STATO:
János Áder -
Presidente dello Stato dall’8.5.2017
È nato nel 1959 a Csorna (Ungheria occidentale, regione di Győr). È coniugato con Anita Herczegh, di professione giudice (figlia di Géza Herczegh, ex-giudice della Corte Costituzionale e della Corte Internazionale dell’Aia). Ha 4 figli. Si è laureato in giurisprudenza nel 1983 all’Università ELTE di Budapest. Ha lavorato prima come dipendente del Comune di Budapest (VI distretto), poi come ricercatore dell’Istituto di Sociologia dell’Accademia Ungherese delle Scienze fino al 1990. È stato tra i fondatori del partito Fidesz nel 1988; nel partito ha ricoperto diversi incarichi fino a quello di vicepresidente (dal 1999 al 2003). È stato eletto al Parlamento come deputato Fidesz ininterrottamente dal 1990 al 2009; per tre volte ha conseguito il mandato nel collegio uninominale. Dal 1998 al 2002 è stato presidente del Parlamento e dal 2002 al 2006 capogruppo Fidesz. Nel 2009 è stato eletto al Parlamento europeo, in cui ricopre il ruolo di vicepresidente della Commissione per la Protezione dell’Ambiente e per la Sicurezza alimentare.

CAPO DEL GOVERNO:

Viktor Orbán - Presidente del Consiglio dei Ministri dal 29.5.2010
Nato a Székesfehérvár nel 1963, coniugato, 5 figli.
Laureato in giurisprudenza nel 1987.
Ha preso parte alle trattative dell’opposizione al regime nel 1989.
Il 16 giugno 1989, in occasione dei solenni funerali di Imre Nagy (Primo Ministro martire del ’56), tiene un discorso sulla Piazza degli Eroi di Budapest, chiedendo l’uscita definitiva delle truppe sovietiche dall’Ungheria e l’indizione di libere elezioni. Fondatore e presidente dell’Associazione dei Giovani Democratici (Fiatal Demokraták Szövetsége, Fidesz).
Deputato al Parlamento ungherese dal 1990.
Primo Ministro dal 1998 al 2002: durante il suo Governo viene ratificata l’adesione dell’Ungheria alla NATO nel 1999.
Vicepresidente del Partito Popolare Europeo e dell’Internazionale Democratica di Centro dal 2000.
Insignito di numerosi riconoscimenti, tra i quali la Gran Croce al Valore della Nazione Francese (2001).
Si occupa attivamente di sport: nel 2007 ha dato vita alla Fondazione Ferenc Puskás per le giovani leve del calcio

POLITICA ESTERA
Dopo la caduta del Muro di Berlino, le relazioni internazionali dell’Ungheria corrono lungo alcune tracce ben definite, in particolare con il secondo Governo Orbán e dopo l’esercizio della Presidenza UE da parte dell’Ungheria (primo semestre 2011):

- dal punto di vista geografico: politiche di vicinato (nel Gruppo di Visegrad-V4, nell’Iniziativa Centro Europea-InCE, nella Commissione per il Danubio), europeismo (l’Ungheria e’ membro dell’Unione Europea dal primo maggio 2004), atlantismo (membro della NATO dal marzo 2009);

- dal punto di vista tematico: diplomazia economica, sicurezza dei cittadini, sicurezza energetica, protezione delle minoranze, promozione dell’agricoltura e della sicurezza alimentare, sviluppo sostenibile.

L’Ungheria partecipa attivamente ad operazioni di mantenimento della pace sotto egida ONU (UNIFIL, UNFICYP, MINURSO), UE e UA (EUFOR, EU CONGO, EU SOMALIA, MFO SINAI, EU GEORGIA, EU NAVFOR ATALANTA) e NATO (KFOR, ISAF, NTM-I, HQ SARAJEVO, MLO BEOGRAD).

La posizione centrale dell’Ungheria, fra Est ed Ovest nel Centro Europa, favorisce un ruolo di ponte, anche dal punto di vista dei collegamenti e delle infrastrutture, tra Russia e Asia post-sovietica verso l’Europa Occidentale. In questo quadro, grande importanza riveste - per la politica estera ungherese - il tema della sicurezza energetica e, in particolare, dei corridoi che portano il gas dall’Asia all’Europa.

Le relazioni con l’UE si sviluppano in modi ambivalenti. Da un lato, l’Ungheria sostiene il processo di allargamento ed ha promosso il gruppo “Amici della Coesione” per limitare i tagli di bilancio che implicano un decremento delle risorse comunitarie a favore dei Paesi a piu’ basso reddito e delle risorse destinate alla politica agricola comunitaria: per sostenere tale indirizzo, l’Ungheria promuove un’azione comune dei Paesi V4 (Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia e Ungheria) in seno all’UE. Dall’altro lato, diverse iniziative legislative del Governo ungherese sono state oggetto di procedure di infrazione da parte dell’UE, in particolare le leggi sul sistema giudiziario, sull’ufficio per la protezione dei dati personali, sulla banca centrale.

Piu' di recente, il Governo Orbán ha dato un impulso piu' deciso alla politica regionale (il 2013 e’ stato dichiarato “Anno dell’Europa Centrale”, per la contemporanea presidenza ungherese dell'InCE e del Gruppo V4) ed ha promosso la cosiddetta "apertura ad Est". Quest'ultima si e' realizzata con un rafforzamento dei legami con alcuni Paesi asiatici, con scambi di visite politiche e commerciali, in vista di un incremento delle relazioni economiche.
Il tema della tutela delle comunita’ ungheresi nei Paesi confinanti riveste un ruolo centrale nella politica estera ungherese ed ha gia’ prodotto tensioni ricorrenti (in particolare con Romania e Slovacchia) facilitate dal ricorso alla retorica nazionalista da tutti gli attori coinvolti.


Luogo:

Budapest

Autore:

Ambasciata d'Italia a Budapest - Ufficio Politico

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