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Notizie economiche

 

Notizie economiche

Indici macroeconomici e dati sull'interscambio tra Italia e Ungheria (aggiornato al 14/5/2018)

 

NOTIZIE

L’UNGHERIA PERDE UN POSTO NELLA CLASSIFICA UE “DIGITAL ECONOMY AND SOCIETY INDEX” (DESI) 2018

Nonostante si sia piazzata tra i primi posti nell’utilizzo dei social media (84% degli utenti internet li utilizza), ha dimostrato ritardo nello sviluppo dei servizi pubblici digitali. L’indice relativo alla connettività è risultato positivo, considerata l’ampia presenza di banda larga veloce ed ultra veloce in tutto il paese.

Riguardo all’indice relativo allo sviluppo del capitale umano, l’Ungheria si piazza sotto la media UE, e paga l’assenza di competenze tecnologiche di base da parte di metà della popolazione, nonché il basso numero di laureati in materie matematiche e scientifiche. Anche il dato relativo all’acquisizione di tecnologie digitali da parte delle aziende è rimasto piuttosto basso: l’Ungheria si piazza al 25o posto, con solo il 14% delle aziende a condividere informazioni per via elettronica, contro il 34% della media UE. La diffusione di servizi transazionali online rimane debole: solo il 49% utilizza e-banking ed e-Commerce, contro una media UE pari rispettivamente al 61% e al 68%.

È la sfera dei servizi pubblici digitali a rimanere la più grande sfida dell’economia digitale: l’Ungheria si piazza in posizioni molto basse negli indici connessi alla digitalizzazione della pubblica amministrazione: è 23a nella riutilizzazione di informazioni utili da parte della pubblica amministrazione e 25a nella sofisticatezza dei servizi.

Data di pubblicazione: 22/5/2018

 

 

PREVISIONI DI CRESCITA DELLA BERS

La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) ha spinto al rialzo le previsioni di crescita dei paesi aderenti, al 3,3% per il 2018. Tuttavia la Banca ha fatto presente che la crescita dei paesi dell’Europa centro orientale ha già raggiunto il picco ed il rafforzamento del dollaro potrebbe causare un rallentamento sensibile delle loro economie. Secondo la Banca, la decisione del Presidente USA Donald Trump, di ritirare il paese dall’accordo sul nucleare iraniano potrebbe far schizzare al rialzo il prezzo del petrolio. Secondo il Chief Economist, Sergei Guriev, questi paesi, se vogliono sviluppare nuove fonti di crescita, devono intervenire in modo strutturale sui fattori produttivi, oltre a favorire una maggiore integrazione nell’economia globale e lo sviluppo di infrastrutture sostenibili. Guriev ha poi messo in guardia dal rischio connesso al crescente debito pubblico e privato dei paesi dell’area, considerata la politica di rialzo dei tassi che molto probabilmente verrà perseguita anche quest’anno dalla FED. Gran parte del debito accumulato nell’area in questione è infatti denominato in valuta straniera e la svalutazione della moneta locale porterebbe ad un inasprimento del rapporto debito/PIL.

Data di pubblicazione: 15/5/2018

ANDAMENTO TITOLI PUBBLICI

L’Agenzia Governativa per la Gestione del Debito (AKK) ha venduto lo scorso 10 maggio titoli triennali, quinquennali e decennali per un valore complessivo di 90,5 miliardi di HUF (287 milioni di €).

Lo scambio di titoli a breve termine ha rasentato lo zero fino alla seconda metà del 2017, per poi subire una brusca accelerazione nelle ultime settimane, mentre i titoli a lungo termine hanno seguito la tendenza internazionale al rialzo nel settore, crescendo mediamente di 50-65 punti base negli ultimi due mesi.

L’orientamento della Banca Centrale Ungherese (MNB) resta rivolto ad una politica monetaria espansiva per un periodo prolungato, nonostante le tendenze globali vadano in senso opposto.

AKK ha venduto titoli triennali per un valore di 29 miliardi di HUF, a fronte di un offerta degli operatori primari pari a 43 miliardi di Huf. Il rendimento medio è salito allo 0,9%, 16 punti base in più rispetto all’asta precedente. L’offerta iniziale per i titoli quinquennali ha subito un rialzo da 8,5 a 33,5 miliardi di HUF, dopo aver ricevuto offerte pari a 62 miliardi di HUF dagli operatori primari. Il rendimento medio è aumentato di 13 punti base, raggiungendo l’1,42%. Infine, per quanto riguarda i titoli decennali, questi sono stati venduti per un valore complessivo di 28 miliardi di HUF, in linea con l’offerta iniziale. Il rendimento medio è salito al 2,71%, guadagnando 17 punti base.

Data di pubblicazione: 15/5/2018

 

RISERVE INTERNAZIONALI

Le riserve in valuta straniera hanno raggiunto 23,17 miliardi di euro a fine aprile, con un incremento di 109 milioni rispetto al mese precedente. Le riserve nei primi quattro mesi dell’anno sono diminuite di 201 milioni di euro e rispetto allo stesso periodo del 2017 sono diminuite di 1,21 miliardi di euro. La diminuzione delle riserve è strettamente collegata alla strategia della Banca Centrale e del Governo di ridurre l’esposizione esterna, favorendo l’indebitamento denominato in fiorini e riducendo l’ammontare delle obbligazioni in valuta straniera. Le operazioni swap della Banca Centrale collegate alla conversione del fiorino e le spese governative in valuta estera hanno determinato la diminuzione delle riserve valutarie nel primo quadrimestre 2018. Come sottolineato dalla MNB il livello del debito a breve termine supera significativamente il livello giudicato valido dagli investitori ovvero che le riserve di un paese dovrebbero essere pari al debito estero a breve termine con anno o meno di maturità (regola Guidotti-Greenspan). La prossima scadenza di debito in valuta è fissata a giugno quando maturerà una tranche dell’Eurobond per un valore di 1,28 miliardi di euro.

Il 7 maggio scorso la Banca Centrale Ungherese ha venduto all’asta swap in fiorini in cambio di euro per un valore di 150 miliardi di fiorini. Già dal 2016 la Banca Centrale ha introdotto aste swap a scadenza settimanale, mensile e trimestrale al fine di spingere la liquidità del sistema bancario che a seguito della messa in atto di questi strumenti, è salita da 1,58 a 1,72 trilioni di fiorini.

Data di pubblicazione: 8/5/2018

WIZZAIR OTTIENE LICENZA PER OPERARE IN UK

La filiale britannica della low cost Wizz Air ha ottenuto il 3 maggio scorso dalle autorità britanniche il certificato di operatore aereo (AOC) e la licenza operativa (OL), necessarie per assicurare le operatività nel post-Brexit. La compagnia è in forte espansione e nel 2017 ha trasportato a 23,8 milioni di passeggeri, contro i 20 milioni dell’anno precedente e ha registrato un profitto netto record di €246 milioni nell’esercizio finanziario concluso a marzo.

Data di pubblicazione: 4/5/2018

LA COMMISSIONE EUROPEA RIVEDE AL RIALZO LE STIME DI CRESCITA DELL’UNGHERIA

La Commissione ha rivisto al rialzo le stime di crescita dell’Ungheria per il 2018 che prevede ora al 4% contro il 3,7% di febbraio. Per il 2019 la previsione è del 3,2%. Il governo stima una crescita del 4,3% per quest’anno e del 4,1% per il prossimo.

Secondo la Commissione il buon andamento dell’economia è da attribuire agli investimenti ed ai consumi, anche se il crescente limite di capacità nel settore delle costruzioni ed in altri, avrà un effetto frenante sulla crescita del 2019 ed oltre. Inoltre la Commissione prevede che l'impatto positivo dell’incremento del salario minimo sui consumi diminuirà. Anche la crescita dell’occupazione diminuirà col diminuire delle riserve disponibili. La Commissione stima anche una netta crescita degli investimenti societari che saranno sostenuti da un'elevata capacità di utilizzo, da afflussi di IDE e da un crescente assorbimento di fondi UE. Il rapporto investimenti / PIL potrebbe salire al 25% entro il 2019, vicino al suo picco storico.

Il deficit è stimato al 2,4% del PIL dall'1,7% dello scorso anno, mentre per il 2019 la stima è del 2,1%. Il debito pubblico diminuirà leggermente, passando al 73,3% del PIL quest'anno dal 73,6% dell'anno scorso. Per il 2019 la stima è del 71%, grazie all’alto tasso di crescita del PIL nominale.

Data di pubblicazione: 4/5/2018

 

 

PREVISIONI ECONOMICHE GKI

Nell’ultimo rapporto del centro di ricerca economica GKI, la crescita annuale del PIL è stimata al 4%, ma un rallentamento è atteso nel settore delle costruzioni e delle vendite al dettaglio, che nel 2017 hanno registrato una crescita superiore alle attese. Al tempo stesso, il continuo deterioramento della competitività, le tensioni sempre più accese con l’UE, nonché la possibile diminuzione dei fondi europei dopo il 2020 pongono delle sfide alla sostenibilità della politica economica governativa. La disoccupazione è scesa dello 0,7%, raggiungendo il 3,9%, uno dei dati più bassi dell’UE, ma se si tengono in considerazione i lavoratori inclusi nello schema di “lavoro pubblico” il tasso di disoccupazione arriva al 7,4%. La rapida crescita nei salari lordi rallenterà dal 13% del 2017 al 10% di quest’anno, implicando un aumento del 7% dei salari reali, visto che secondo il GKI l’inflazione si attesterà intorno al 2,7%.

GKI stima un calo del surplus commerciale dagli €8,1 miliardi dello scorso anno ai €7 miliardi di quest’anno, dal momento che aumenteranno le importazioni. Il surplus nella bilancia delle partite correnti è stimato intorno ai 2,5 miliardi di euro, contro i 3,6 dello scorso anno, tale diminuzione attribuibile principalmente al calo del surplus commerciale.

L’Istituto di ricerca ha sottolineato che il deficit di bilancio ha raggiunto nel primo trimestre il 64% della stima annuale. Questo non comprometterebbe il parametro UE secondo la metodologia ESA. Un aumento del deficit avrebbe comunque un impatto negativo sulla riduzione del debito.

Data di pubblicazione: 3/5/2018

INTERVISTA AL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE BANCARIA UNGHERESE

Il presidente dell’Associazione bancaria ungherese, Mihaly Patai, ha dichiarato nel corso di un’intervista che è necessario una riduzione della tassa speciale sul settore bancario, nonché degli ostacoli per i pagamenti elettronici. Patai ha inoltre espresso scetticismo riguardo alle previsioni del vice governatore della Banca Centrale, Márton Nagy, che stima una crescita del 12% dei prestiti societari e un aumento del 15% dei prestiti alle famiglie, entro il 2030. Secondo Patai le proiezioni relative alla crescita dei prestiti al dettaglio sono realistiche, mentre ci sono perplessità riguardo alla crescita dei prestiti societari ed egli ha sottolineato che l’aumento del credito è nell’interesse sia delle banche sia dell’economia in generale. Patai ritiene che la svolta nei rapporti tra banche e governo risalga al 2014, in occasione della conversione dei mutui in Franchi svizzeri. L’onere di tale conversione è ricaduto sulle banche e tale richiesta è arrivata dal governo proprio prima che la Banca Centrale svizzera dichiarasse di non avere più intenzione di mantenere il franco svizzero ad un tasso di cambio fisso nei confronti dell’euro. Il Presidente dell’Associazione ha espresso il suo apprezzamento per la lungimiranza di tale scelta politica. Patai ha poi difeso la politica monetaria non ortodossa della banca centrale ungherese, ritenendo che dovrebbe essere definita “pro-attiva” in quanto le misure introdotte hanno stimolato la crescita del credito.

L’Associazione Bancaria prevede un rendimento nel settore bancario pari ad oltre Ft300 miliardi nei prossimi anni, ovvero un ROE vicino al 10%, in calo rispetto ai Ft632 miliardi dello scorso anno, quando i rendimenti sono cresciuti grazie alla riduzione della tassa speciale sulle banche.

Data di pubblicazione: 3/5/2018

PRESTITI ALLE PMI: I PIANI DI ERSTE BANK

Sono in arrivo nuovi prodotti finanziari, lanciati da Erste Bank, per le PMI ungheresi e l’Istituto stima di aumentare il volume dei prestiti del 50% nel corso dell’anno. È stato previsto di velocizzare le istruttorie a 5 giorni, con un massimo importo del prestito di Ft 75 milioni, con una scadenza di 10 anni. I tassi di interesse saranno pari al tasso BUBOR più un punto percentuale, con una tassa di gestione variabile tra lo 0,2% e lo 0,35%. La banca ha 50.000 clienti tra le PMI, 6.000 delle quali hanno un gettito annuale compreso tra i Ft 300 milioni e Ft15 miliardi. La percentuale di prestiti in sofferenza è dell’1%. Il volume di prestiti concessi da Erste alle imprese è aumentato del 66% nel corso degli ultimi due anni, arrivando a raggiungere i Ft500 miliardi nel dicembre 2017. Secondo il vice governatore della MNB, Márton Nagy, il settore bancario si sta preparando ad un periodo interessante in quanto si prevede un’accelerazione nella crescita del volume dei prestiti del 10-15%, contro il 5-10% di oggi. Questo dovrebbe portare entro il 2030 ad una crescita del volume dei prestiti societari dall’attuale 17% del PIL al 30%.

Data di pubblicazione: 3/5/2018

SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA RELATIVAMENTE ALLA TASSA PER L’ISPEZIONE DELLA CATENA ALIMENTARE E ALLA TASSA SUI PRODOTTI DEL TABACCO

Nel luglio 2015, la Commissione europea ha avviato due indagini per esaminare se due misure ungheresi, con strutture tariffarie fortemente progressive, fossero in linea con le norme dell'UE in materia di aiuti di Stato. La prima misura riguarda una tassa per l'ispezione della catena alimentare e la seconda una tassa sul fatturato derivante dalla produzione e dal commercio di prodotti del tabacco. In entrambi i casi, la Commissione ha evidenziato che la progressività delle aliquote basate sul fatturato fornisce alle imprese con un fatturato basso un vantaggio competitivo rispetto ai loro concorrenti, in violazione delle norme UE in materia di aiuti di Stato. La Commissione ha quindi vietato all’Ungheria di applicare le tasse in parola fino alla conclusione delle indagini.
Pochi mesi dopo, l’Ungheria ha impugnato la decisione della CE presso la Corte di Giustizia europea. Il verdetto finale afferma che le misure nazionali in questione possono essere considerate come aiuti di Stato incompatibili con il mercato interno. Poiché l'Ungheria non ha contestato le decisioni definitive e non ci sono stati ricorsi da parte di terzi, le decisioni sono diventate definitive e giuridicamente vincolanti. L'Ungheria ha ora due mesi per presentare ricorso.

Data di pubblicazione: 26/4/2018

CASO DI PESTE SUINA

Secondo quanto riportato dal quotidiano ungherese Világgazdaság, a causa del virus della peste suina africana, rilevato in un cinghiale nella contea di Heves, sabato 21 aprile, è stata bandita l’esportazione di carne di maiale e prodotti a base di carne in Serbia, Giappone, Taiwan, Singapore e Corea del Sud. Con Singapore, riferisce il quotidiano, potrebbe essere raggiunto un accordo che escluderebbe solo le carni provenienti dall’area soggetta a restrizioni.

Grave il danno economico: negli ultimi anni, il Giappone è diventato il principale mercato di esportazione, generando un quarto (76,2 milioni di EUR) dei ricavi totali.

Dal 2016 l'Ungheria ha monitorato i cinghiali selvatici morti per peste suina nelle contee orientali, vicino alle frontiere con Ucraina e Polonia con controlli alle frontiere. Dal 2017 ha aumentato la sorveglianza passiva nel resto del paese. Questo primo caso è stato comunque rilevato nel centro del paese, lontano dalle aree di sorveglianza. L'area diventerà ora una zona soggetta a restrizioni.


Data di pubblicazione: 26/4/2018

COLLABORAZIONE TRA GRAPHISOFT E LA SOCIETÀ ITALIANA TEAMSYSTEM

Graphisoft introdurrà sul mercato ungherese la linea di software STR Vision messa a punto dalla società italiana Team System Group. Si tratta di software gestionali per imprese edili, amministrazioni pubbliche, studi tecnici e professionisti impegnati nel settore edile. STR Vision consente stime migliori per la pianificazione e manutenzione degli immobili, con risparmi considerevoli per i costruttori. Il direttore commerciale di Graphisoft Ungheria ha sottolineato l'importanza di pianificare i costi di sviluppo della proprietà con la progettazione architettonica.

Graphisoft è uno dei quindici brand del gruppo tedesco Nemetschek leader mondiale nella produzione di software per l’industria delle costruzioni. Graphisoft è presente in oltre 100 paesi e il suo prodotto principale è il software Archicad, uno strumento di progettazione architettonica in 2D/3D.

Data di pubblicazione: 24/4/2018

FONDAZIONI DELLA MNB

Eurostat ha espresso delle riserve circa i dati riportati dall’Ungheria in relazione alla classifica delle sei Fondazioni della Banca Centrale ungherese. Eurostat ritiene infatti che le Fondazioni, incluse le filiali, debbano essere incluse tra gli enti pubblici, come avvenuto di recente per Eximbank. Le fondazioni hanno investito al momento della loro fondazione in titoli di stato, che sono stati gradualmente svenduti dall'ottobre 2016 dopo che la Banca centrale europea (BCE) ha richiesto alla MNB di garantire misure sufficienti per evitare un finanziamento monetario della Banca Centrale verso il Governo. Lo stock di titoli governativi è stato quindi ridotto da 210 miliardi di HUF di fine 2015 ai 40 miliardi di HUF di settembre 2017. Se le Fondazioni venissero riclassificate all’interno del settore amministrazioni pubbliche, sarebbe rivisto al rialzo anche il rapporto debito/PIL.

Data di pubblicazione: 24/4/2018

 IL FMI RIVEDE AL RIALZO LE STIME DI CRESCITA

Secondo le ultime stime del FMI (World Economic Outlook), il PIL dell'Ungheria aumenterà del 3,8% nel 2018 dopo il 4,0% registrato lo scorso anno, una decelerazione poco significativa. Nelle previsioni di ottobre, il FMI stimava una crescita del PIL del 3,4% sempre per il 2018. Per il 2019 la stima di crescita dell’economia è del 3%. L’inflazione è stata rivista al ribasso e passa dal 3,2% di ottobre al 2,5% attuale, mentre per il 2019 è stimata al 3,3%

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione la stima del FMI è del 3,8 per il 2018, e del 3,5 % per il 2019.

Data di pubblicazione: 19/4/2018

POSSIBILE AUMENTO DEI TITOLI DEL DEBITO PUBBLICO

Secondo la recente analisi di Bloomberg, vista la crisi geopolitica in corso, i titoli governativi ungheresi e polacchi potrebbero diventare particolarmente attraenti poiché comportano minori rischi politici e assicurano rendimenti significativi per gli investitori, rispetto alle basse rendite dell'Eurozona. L'Europa centro - orientale sta diventando uno dei mercati favoriti dagli investitori dei mercati emergenti in quanto le minacce commerciali, le sanzioni e i rischi geopolitici di fatto creano una ritirata degli investitori dal mercato russo e turco nonostante i rendimenti elevati.
Gli investitori sono alla ricerca di alternative e in Europa centrale, dove i mercati continuano a beneficiare della crescita non inflazionistica e del raffreddamento delle tensioni politiche, sia la Polonia che l'Ungheria sembrano essere la scelta ideale. Sebbene entrambi i Paesi siano in conflitto con l'UE, i loro rendimenti non riflettono le tensioni politiche e sono più alti che nella zona euro.

Data di pubblicazione: 17/7/2018

KRAVTEX ESPANDE LA PRODUZIONE IN UNGHERIA

Kravtex, società ungherese produttrice di autobus, intende espandere la propria capacità produttiva e modernizzare la propria tecnologia con un investimento di due miliardi di fiorini (6,43 milioni di euro). Il gruppo Kravtex-Kühne, fondatore del marchio Credobus, avvierà un programma di investimenti per 2 miliardi di HUF e questo aiuterà l'azienda a rafforzare la propria posizione sul mercato, soprattutto attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie. Il programma sarà finanziato con risorse proprie e a partire dal corrente anno saranno introdotti nuovi modelli di Credobus. Obiettivo dell’azienda non è solo quello di espandere la capacità produttiva, ma anche di migliorare l'efficienza e aumentare la produttività.
Data di pubblicazione: 17/7/2018

OTP – PROGRAMMA INVESTIMENTI

Nel corso della Assemblea generale di OTP, il presidente Sándor Csányi ha parlato dei piani di investimento per il 2018; l'AGM ha approvato il dividendo 2017 pari a 219 fiorini per azione e un programma di riacquisto di azioni proprie. E’ in corso un'acquisizione in Serbia e un'altra in Croazia che si concluderà in estate. Le acquisizioni si concentreranno in Europa e in particolare nell’area centrale e orientale. Il programma di “buy back” è stato autorizzato per le sole azioni ordinarie e per un numero massimo di 70 milioni.

Stabilità, redditività e crescita rimangono gli obiettivi chiave della politica aziendale. Secondo il Presidente Csányi è attesa una crescita nella regione. Segni di surriscaldamento fiscale si stanno manifestando solo in Romania, mentre Russia e Ucraina potrebbero potenzialmente essere aree a rischio perché il rublo è stato deprezzato a causa delle sanzioni statunitensi. Tuttavia egli ha confermato che OTP resterà in Russia e continuerà a crescere, attraverso acquisizioni. La banca prevede una crescita del 6% delle spese operative, a causa della crescita dei salari e degli investimenti nel digitale, in quanto l'intero sistema IT deve essere aggiornato.
Data di pubblicazione: 17/7/2018

UNGHERIA E ADOZIONE DELL’EURO


Il capo economista della Banca nazionale di Ungheria (MNB) Palotai, nel corso di una tavola rotonda organizzata a Parigi dall'ufficio estero della banca centrale presso la business school HEC Paris Alumni e Dumakavics - business club parigino degli ungheresi in Francia, ha affermato che la banca centrale ungherese è fondamentalmente a favore di qualsiasi proposta che possa contribuire a rinnovare l'Unione europea, rafforzare la sua economia e migliorare la sua stabilità finanziaria e la sostenibilità del debito pubblico. Tuttavia, ha avvertito che quando si valutano queste idee - la maggior parte delle quali sollecitano una più stretta cooperazione nell'Eurozona - bisogna prendere in considerazione gli interessi dei paesi al di fuori dell'area dell'euro. In altre parole, dovrebbero rispettare il principio di parità di trattamento e condizioni di concorrenza uguali. L'Ungheria non può appoggiare proposte che potrebbero trarre finanziamenti attraverso la riduzione dei fondi di coesione. Egli ha sostenuto che MNB è a favore di una più stretta cooperazione tra i paesi dell'area dell'euro a livello di un'unione bancaria o di un'unione di mercato dei capitali. Tuttavia, ha sottolineato la necessità di assicurarsi che i paesi che adottano l'euro solo più tardi possano aderire all'area alle stesse condizioni. Palotai ritiene che garantire una convergenza sostenibile sia più importante per l'Ungheria che adottare l'euro il prima possibile. Le conseguenze negative di questo sono già state subite dai paesi mediterranei. Inoltre, basandosi su ciò che mostrano le esperienze di convergenza, il rispetto dei criteri di Maastricht è insufficiente di per sé e ci sono nuovi criteri da considerare, in relazione ai quali la MNB aveva già avanzato diverse proposte.

Data di pubblicazione: 17/7/2018

KOMÉTA 99 REGISTRA UN AUMENTO DEI RICAVI DEL 20%

L’azienda di proprietà italiana, con sede a Kaposvár dove produce lavorati in carne, ha registrato un aumento dei ricavi del 20% passando dai 36 miliardi di fiorini del 2016 agli attuali 43 (circa euro 140.000.000)

Kométa 99 è operativa dal 1994, e circa la metà dei suoi prodotti vengono esportati in Italia. La società è molto impegnata sotto il profilo della qualità e pertanto non utilizza soia ed ha ridotto il contenuto di sale del 25%.

L'ambasciatore italiano Massimo Rustico ha ribadito come l’azienda sia un esempio positivo di cooperazione tra un'impresa locale e il governo locale. Al capitale della società partecipa il comune con una quota del 38%, ma entro il 2020 i proprietari riacquisteranno il 33% di tale capitale.

Data di pubblicazione: 11/4/2018

NOMINATO TEAM DI CONSULENTI PER L’ACQUISTO DELLE AZIONI INA DETENUTE DA MOL

La Croatia, per riacquistare il pacchetto azionario di INA detenuto da MOL(49,08%), si avvarrà di un team di consulenti guidato da Morgan Stanley e di cui fanno parte Intesa San Paolo e Privredna Banka Zagreb. Il team dovrà preparare la transazione, effettuare una valutazione e cercare potenziali partner strategici. Zagabria, che detiene il 44,84% di INA, e Mol con una quota del 49,08%, è da diversi anni in disaccordo sui diritti di gestione e sulla strategia di investimento INA.

INA ha una capitalizzazione di mercato di circa 33 miliardi di kune (5,49 miliardi di dollari).

Zagabria ha intentato un arbitrato contro Mol all'inizio del 2014, sostenendo che il gruppo ungherese avrebbe acquisito il controllo di INA con la corruzione, non avrebbe dato seguito agli investimenti concordati con gli azionisti e avrebbe violato la legislazione croata sulle società commerciali. Il tribunale ha respinto tutte le accuse alla fine del 2016. Successivamente è stata annunciata la decisione del governo croato di voler riacquistare il capitale INA detenuto da Mol.

Data di pubblicazione: 11/4/2018

BRUA – L’UNGHERIA SI RITIRA DAL PROGETTO

La Banca Europea di Ricostruzione e Sviluppo (BERS) ha erogato un prestito di 60 milioni di euro alla compagnia rumena Transgaz al fine di completare i lavori del connettore che fa parte del progetto BRUA. Il progetto in parola prevede la creazione di un unico gasdotto che attraversi Bulgaria, Romania, Ungheria ed Austria con un trasporto minimo di 10 miliardi metri cubi di gas all’anno, mentre la portata massima raggiunge i 23 miliardi di metri cubi. La creazione di questo collegamento permetterebbe la fornitura di gas anche verso l’Europa occidentale allacciando il BRUA con il futuro gasdotto trans-Adriatico (TAP) completando così il progetto del Southern Gas Corridor. Nonostante ciò i finanziamenti europei sono arrivati ad un momento di stallo in quanto la società ungherese che sia era impegnata nel completamento del connettore con l’Austria ha deciso di ritirarsi dal progetto BRUA. A riguardo l’operatore ungherese FGSZ ha dichiarato di voler sfruttare pipeline già esistenti con la Slovacchia e l’Ucraina. La BERS sostiene anche l’offerta di acquisto della compagnia rumena per la società greca DESFA e per alcuni investimenti in Moldavia. Se l’acquisto della DESFA da parte di Transgaz andasse a buon fine, il trasporto del gas dall’ Italia all’Est Europa sarebbe gestito esclusivamente dalla Transgaz. A causa del blocco creato dall’Ungheria la Commissione europea ha approvato un’estensione del finanziamento per 179 milioni di euro a favore della Transgaz, al fine di assicurare la fornitura di gas dai giacimenti offshore rumeni verso i paesi limitrofi. L’Unione Europea è impegnata a portare a buon fine il progetto iniziale in modo tale che i connettori possano raggiungere il centro di scambio austriaco di Baumgarten. Questo porterebbe dei vantaggi non solo alla Romania, che potrebbe vendere il gas nel libero mercato, ma contribuirebbe alla creazione di un mercato unico dell’energia.

Data di pubblicazione: 11/4/2018

 

DEBITO PUBBLICO A FINE 2017

Secondo i dati preliminari della Banca Centrale (MNB), il debito pubblico ungherese, incluse le passività di Eximbank, è stato pari al 73,6% del PIL nel 2017, contro il 76% del 2016. Se dal calcolo si escludono le passività di Eximbank, il rapporto debito/PIL è pari al 71,7%. Sempre nel 2017, la necessità di finanziamento esterno è stata di 721 miliardi di fiorini (circa 2,3 miliardi di euro) che ha generato un deficit dell’1,9% rispetto al PIL, contro l’1,7% del 2016.

Il CEO dell’ agenzia del debito pubblico ungherese - AKK - ha annunciato che la quota di debito pubblico detenuta in valuta estera verrà ridotta sotto la soglia del 20% entro la fine del 2018 e al 10% entro il 2022. Nel 2017 la quota è stata del 22.

Data di pubblicazione: 5/4/2018

GKI RIDUCE LE PREVISIONI SUL LIVELLO DI INFLAZIONE

Il centro di ricerca statistica ungherese GKI ha ridotto le previsioni sull'inflazione del 2018, dal 3% al 2,7%, nell’ultimo report pubblicato il 21 marzo scorso. L’espansione prevista dei consumi si attesterà attorno al 4% quest'anno in aumento rispetto al 3,5% stimato lo scorso trimestre. La GKI ha ridotto anche le sue previsioni sul tasso di disoccupazione del 2018 dal 4% al 3,7%. Mentre le proiezioni sulla crescita del PIL sono rimaste invariate al 3,8% ed al 9% per gli investimenti in capitale fisso. La società ha stimato inoltre che il surplus ungherese diminuirà da 4,5 miliardi di euro del 2017 a 3,5 miliardi di euro quest'anno. Infine la relazione riporta che il tasso base del MNB non varierà nel 2017 ed il cambio medio dell'euro sarà 312 Ft (fiorini).

Data di pubblicazione: 22/3/2018

BOND GIAPPONESE

L'Ungheria ha emesso il 14 marzo un samurai bond per un valore di 30 miliardi di yen (227 milioni di euro). Le obbligazioni a tre anni hanno una cedola dello 0,37%, ma hanno un rendimento dello 0,6% dopo la conversione in euro, un minimo storico , secondo il ministero dell'Economia. Il ministero dell'Economia ha definito l'emissione di 227 milioni di euro una pietra miliare, che rappresenta un terzo dell'emissione obbligazionaria denominata in valuta estera prevista per quest'anno. Il capo dell’Agenzia del debito pubblico - AKK, Gyorgy Barcza ha dichiarato che vale la pena essere presenti sui mercati giapponesi, poiché gli investitori asiatici acquistano per il lungo periodo, restano in possesso dei titoli fino alla loro scadenza. L'Ungheria prevede di emettere quest'anno solo 1 miliardo di euro di debito in valuta estera, al di sotto dei 2,3 miliardi di euro dovuti alla scadenza. Ha detto che la riduzione della quota di debito in valuta estera all'interno del debito complessivo rimane l'obiettivo del governo. L'AKK prevede che la quota di debito in valuta estera scenderà al di sotto del 20% del debito complessivo l'anno prossimo, dal 22% attuale.

Data di pubblicazione: 16/3/2018

FITCH CONFERMA IL RATING DELL’UNGHERIA

L’agenzia americana di rating Fitch, ha mantenuto le sue previsioni sul breve periodo e sul lungo periodo sul grado di solvibilità del debito ungherese classificandolo “BBB-“,in linea con le previsioni di mercato. L’agenzia ritiene che il debito pubblico sia ancora , si riscontri un alto livello di imprevedibilità delle politiche governative e volatilità macroeconomica.

L’Agenzia rileva che il PIL è cresciuto del 4,2% nel 2017, grazie ad una serie di fattori esterni favorevoli, al contributo dei fondi europei, alla crescita dei salari e agli stimoli che sempre vengono varati prima delle elezioni. Per il 2018 Fitch stima la stima di crescita del PIL al 4%, il deficit di bilancio al di sotto del 3%, nonostante il recente annuncio del governo per ulteriori tagli fiscali. Inoltre l’Ungheria è riuscita a ridurre il suo debito estero netto rispetto ai valori del 2010, che era un noto impedimento per il merito di credito del paese.

L’agenzia ritiene che anche dopo le elezioni politiche di aprile, la politica economica non subirà variazioni sostanziali. Il rating ungherese potrà ottenere un miglioramento, se il debito sarà ulteriormente ridotto in rapporto al PL e se crescerà la fiducia degli investitori nelle politiche economiche del Paese.

Il rating dell’Ungheria assegnato dalla Fitch è stato confermato anche dalla S&P’s con “BBB-“ e dall’agenzia Moody’s con “Baa3”.

Data di pubblicazione: 14/3/2018

LA SOCIETÀ SK INNOVATION APRE UN CENTRO PER LA PRODUZIONE DI BATTERIE A KOMAROM

La società Sud Coreana SK Innovation aprirà un impianto per la produzione di batterie a celle fotovoltaiche nel parco industriale Komaron. L’investimento ha un valore 312.75 milioni di euro ( 97.5 miliardi di fiorini) e beneficerà di finanziamenti governativi a fondo perduto per un ammontare di 8,17 miliardi di fiorini (circa 27 milioni di euro). Il nuovo impianto o genererà 410 nuovi posti di lavoro.
L’industria di punta dell’economia ungherese è quella automotive, che impiega 176,000 persone e contribuisce per un terzo all’intera produzione industriale del paese.

LA COMMISSIONE EUROPEA RICHIEDE UNA MODIFICA SULLA LEGGE CHE REGOLA LA VENDITA DEI PRODOTTI AL DETTAGLIO

La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Ungheria e ha dato due mesi di tempo al paese per modificare la legge che restringe i profitti sulla vendita di prodotti alimentari ed agricoli. La legge attualmente in vigore impone che ogni rivenditore al dettaglio applichi lo stesso margine di profitto sui prodotti alimentari ed agricoli sia nel caso di beni importati da paesi EU che prodotti sul territorio nazionale. Nel “parere motivato” la Commissione afferma che la legislazione non è conforme alle normative dell'Unione europea. Tale esigenza potrebbe frenare la vendita di prodotti importati, che di solito sono meno noti al consumatore nazionale, a prezzi più interessanti. La Commissione ha inoltre aggiunto che i regolamenti ungheresi limitano la libera circolazione delle merci e pregiudicano la libera formazione della fissazione dei prezzi e della concorrenza leale.

PROGRAMMA CITTÀ NUOVE – PROGETTI A ZALAEGERSZEG E SZOMBATHELY

Il Ministro senza portafoglio Lajos Kósa, che sovraintende allo sviluppo delle città metropolitane, ha annunciato la realizzazione di nuove opere su larga scala nelle città di Zalaegerszeg e Szombathely. Questi piani fanno parte del più ampio progetto “Città moderne”. Nello specifico verrà predisposto un investimento di 240 miliardi di fiorini (circa euro 800 milioni) per la città di Zalaegerszeg, destinati alla costruzione del collegamento stradale M76 tra la città e l’autostrada M7, e la creazione di un’ulteriore arteria tra Zalaegerszeg e Vasvár, quest'ultima collegata alla rete autostradale austriaca.

 

AUMENTO DEL PIL NELL’ULTIMO TRIMESTRE DEL 2017

Il PIL ungherese è aumentato del 4.4% nell’ultimo trimestre del 2017, grazie allo sviluppo dei servizi e del settore delle costruzioni, che hanno registrato un +1,9%, mentre le attività agricole hanno subito una battuta d’arresto con una riduzione dell’11%, come dimostrano i dati dell’ufficio di statistica. Il valore generato dalle aziende manifatturiere è aumentato del 3,6% nel periodo considerato, rispetto ai dati del 2016. Il settore delle costruzioni ha registrato un notevole aumento del 36%, mentre il settore dei servizi è aumentato del 3,6%. La crescita del PIL segnala quindi un sostanziale incremento della produzione rispetto al 2016, dove il PIL è aumentato del 2,2%.

 

NUOVI OBIETTIVI E STRATEGIE DI CRESCITA ECONOMICA

Il Ministro dell’economia Mihály Varga ha stilato un piano dei principali obiettivi di politica economica nel medio periodo che si articolano in: 1) crescita economica al di sopra della media europea tra il 2018 ed il 2022; 2) presentazione al Parlamento di un disegno di legge sul pareggio di bilancio entro il 2020; 3) percentuale debito/PIL al di sotto del 60% entro il 2022; 4) cuneo fiscale: le imposte sul reddito dovrebbero essere ridotte al di sotto del livello regionale entro il 2022. Contribuzione sociale abbassata all'11,5%; 5) come precedente annunciato, il Ministro ha riconfermato la creazione di 1 milione di posti di lavoro nell’arco di 10 anni, di cui tra 250.000 e 300.000 entro il 2020; 6) aumentare il numero di persone iscritte a strutture di formazione aziendale fino a raggiungere 75.000 unità dalle attuali 53.000 entro il 2022; 7) far entrare nei circuiti internazionali almeno tre o quattro aziende ungheresi come la Tunsgram (illuminazione), Ikarus (autobus), e Medicor (strumenti medicali).

Secondo il Governatore della Banca Centrale , Matolcsy, il 2018 è un anno fondamentale per il paese, poiché a livello globale è in atto un cambiamento nelle politiche monetarie, economiche e geostrategiche. Se il paese sarà in grado di sviluppare nuove strategie competitive, potrà raggiungere il livello medio di sviluppo dell'Unione europea entro il 2030 e il livello austriaco entro il 2050. Importanti passi avanti sono stati fatti dal governo negli ultimi anni per quanto riguarda il mercato del lavoro, il regime fiscale, il debito pubblico, solo per citarne alcuni. Secondo il Governatore, per raggiungere tale obiettivo di crescita, è necessario che l’economia si trasformi da “Labor Intensive” a “Capital Intensive”. Non mancano problemi da risolvere come quello demografico, la mancanza di manodopera qualificata, basso valore aggiunto degli IDE, elevato divario tra PIL e PNL (4-5%). La Banca Centrale già nel 2016, su richiesta del Primo Ministro, ha indicato cinquanta misure per migliorare la competitività. Il pilastro centrale di tale cambiamento resta il sistema bancario che dovrebbe essere molto più competitivo di quanto non sia oggi.

 

NUOVO CENTRO R&S HYUNDAI A BUDAPEST

La Hyundai Electric & Energy Systems Co. Ha aperto a Budapest un nuovo centro integrato di ricerca e sviluppo (H-TEC) per le energie rinnovabili. Il centro è dotato di strumentazioni ed aree per lo sviluppo di prototipi e sistemi di controllo energetico. H-TEC rappresenta per la società il principale centro di ricerca per lo sviluppo di motori e pianifica ulteriori investimenti per aumentare la competitività dell’azienda. L'anno scorso, con l’obiettivo di espandere la propria rete di business in Europa, la società ha acquisito una filiale bulgara attraverso l’affiliata Hyundai Heavy Industries.

NUOVI INVESTIMENTI AUDI IN UNGHERIA

L’Audi metterà in funzione a Györ un nuovo centro di R&S per motori elettrici ed a combustione interna di nuova generazione. Il valore complessivo dell’investimento ammonta a 6,15 miliardi di fiorini (circa 2 milioni di euro). Il contributo governativo ammonta ad un quinto del valore. Nel centro saranno assunti 30 ingegneri .
Audi Ungheria nel 2017 ha prodotto 1.965.165 milioni di motori, con un aumento della produzione su base annua del 2%. Per il management di Audi Ungheria la sede di Györ dovrà diventare un hub per la produzione di motori elettrici, con un target di produzione fissato al 25% della produzione complessiva entro il 2025. I dati registrati nell’ultimo anno sulla produzione dei vari modelli, hanno messo in evidenza una riduzione del 14% della produttività rispetto al 2016, per tale motivo la società ritiene necessario iniziare la produzione della nuova Audi Q3. La produzione del nuovo modello avverrà in uno stabilimento già equipaggiato con 700 robot.

Audi impiega 12.300 persone e con l’indotto arriva a 30.000 addetti, gestisce in Ungheria il più grande stabilimento per la produzione di motori e la maggiore industria orientata all’export.

L’industria automobilistica nel 2017 ha raggiunto una produzione di 25,7 miliardi di euro e rappresenta il il 28,7 della produzione industriale del paese. L’export del settore automotive è aumentato del 2%, mentre le entrate fiscali del 7%.

L’AGENZIA S&P CONFERMA IL RATING DELL’UNGHERIA

L'agenzia di rating Standard & Poor's (S & P) ha confermato il rating del debito sovrano dell'Ungheria a BBB- / A-3, una decisione in linea con le previsioni fatte dagli analisti. Il rating secondo S&P, riflette le solide prospettive economiche del paese, ed il miglioramento del settore bancario. La S&P ha previsto inoltre nelle sue analisi una crescita del PIL del 3,5%, che è però superiore alla crescita potenziale di lungo termine del paese.

Nella sua analisi, S & P prevede una crescita del PIL del 3,5%, che è superiore alla crescita potenziale di lungo termine del paese. Tra il 2019-2021, si prevede che la crescita economica dell'Ungheria decelererà al 2,5%, a causa delle sfide strutturali. I fattori alla base della crescita economica dell'Ungheria sono il boom dei consumi, lo stimolo fiscale, l'aumento dei salari minimi, l'accelerazione delle sovvenzioni dell'UE e la posizione finanziaria del settore privato e il miglioramento delle prospettive economiche in Europa. S&P prevede che il deficit di bilancio scenderà al di sotto del 2,2% del PIL nel 2018-21, ma il debito pubblico rimarrà superiore al 60%. La crescita dopo il 2020 potrebbe essere ostacolata dai minori finanziamenti dell'UE dovuti al nuovo bilancio del periodo 2020-2027.

IL RUOLO DELLE MULTINAZIONALI IN UNGHERIA

Secondo quanto emerso nel corso di una Conferenza presso l’Istituto Civitals, László Vértesy docente presso l’Universitá della Pubblica Amministrazione, ha rilevato che tra le 100 piú grandi aziende del paese solo 7 sono realmente di proprietá ungherese. Le grandi aziende impiegano il 35% della forza lavoro e contribuiscono alla formazione del PIL per il 46,5%. I loro ricavi ammontano a 26000 miliardi di fiorini (circa 85 miliardi di euro) di cui il 20% nelle prime top 5.

Tra le otto maggiori aziende figurano: MOL, Audi, GE, MVM, Telekom, Richter, Hankook e Mercedes. Il settore automobilistico é molto rilevante in Ungheria. Le sovvenzioni statali per le multinazionali sono aumentate dell’11% tra 2011-2016, a 170 miliardi di fiorini (circa 560 milioni di euro). Le multinazionali riceverebbero sovvenzioni statali comprese tra 4,6-6,4 milioni di fiorini, mentre le PMI non ricevono abbastanza fondi. Il lavoro presso le multinazionali è generalmente maggiormente retribuito rispetto ad altre aziende, ma in Ungheria, i salari risultano essere più bassi della media dei paesi occidentali (Un impiegato ungherese di una multinazionale riceve un quarto o un terzo di quello di un impiegato tedesco tedesco).

 

LA COMMISSIONE EUROPEA APPROVA LA VENDITA DELLA MÁTRAI ERŐMŰ

La commissione Europea ha approvato l’acquisizione della centrale elettrica alimentata a carbone Mátrai Erőmű da parte di una joint-venture costituita dall'ungherese Opus e dalla EP Power Europe con sede a Praga. Mátrai Erőmű è la più grande centrale elettrica a carbone del Paese, con una capacità di 966 MW, fornisce il 15% dell'elettricità, la percentuale più alta dopo la centrale nucleare di Paks. A dicembre l'Opus Global e l'EP Power Europe hanno stipulato una joint venture con quote del 50-50% e acquistato una partecipazione del 72,6% della centrale elettrica tedesca RWE Power e della EnBW Energie di Baden. La Commissione ha concluso che l'acquisizione non compromette il principio di concorrenza, date le limitate sovrapposizioni tra le attività delle imprese. Mátrai Erőmű è proprietaria del maggiore impianto fotovoltaico dell’Ungheria con 72.000 pannelli che generano 16 MW di energia.

 

CRESCITA SETTORE COSTRUZIONI


Forte crescita del settore costruzioni che nel 2017, secondo i dati dell’Ufficio di Statistica, è aumentato del 29,6%, dopo la battuta d’arresto subita nel 2016 per il ritardo nei trasferimenti dei fondi UE. Nel solo mese di dicembre si è registrato un più 35% su base annua. Il settore è stato il primo contributore alla crescita del PIL.
La costruzione di edifici è aumentata del 27%, mentre i lavori di ingegneria civile del 34,8% a seguito di lavori di riammodernamento ferroviari ed autostradali. L’aumento del 124,7% dei nuovi contratti rispetto al precedente anno, prefigura un anno di crescita anche per il 2018. Le aziende di settore stanno cercando di ultimare i lavori entro il 2019, termine ultimo per il riconoscimento dell’IVA al 5% anziché 27%.
La carenza di manodopera resta il principale problema e nel 2018 è prevista una crescita del 20%.

ESTENSIONE DEL GASDOTTO CON LA SLOVACCHIA

Il ministro degli Affari Esteri e del Commercio, Péter Szijjártó ha annunciato a Bratislava che il Governo ha approvato il progetto per la costruzione di un gasdotto che collegherà il centro di distribuzione ungherese all’interconnettore del gas ungherese-slovacco. Questa decisione fa seguito al recente accordo tra la Romania e L’Ungheria che permetterà a quest’ultima di trasportare il gas dal Mar Nero entro il 2022. La costruzione di questo gasdotto, lungo 100 km, aprirà quindi un nuovo corridoio per la consegna del gas proveniente dal Mar Nero fino alla Slovacchia.

 

CONNESSIONE CON LA ROMANIA PER IL TRASPORTO DI GAS

La Romania ha annunciato che implementerà tutte le misure tecniche necessarie per esportare gas verso l’Ungheria entro il 2020 e per consentire il trasporto di gas dal Mar Nero entro il 2022. Questo permetterebbe all’Ungheria di diversificare l’approvvigionamento di gas ed essere meno dipendente dalla Russia. Le aziende ungheresi hanno già riservato 4,4 miliardi di metri cubi di spazio per il trasporto del gas. La Romania si è impegnata a installare compressori attraverso i quali 1,75 miliardi di metri cubi di gas possono essere inviati in Ungheria entro il 2020 e, con un’ulteriore espansione fino a 4,4 miliardi di m3 di gas entro il 2022. Il gas proviene dai giacimenti del Mar Nero ed è estratto da società petrolifere Exxon Mobil e OMV.

 

MESSA IN PRODUZIONE DI GAS PROVENIENTE DA GIACIMENTI UNGHERESI

La multinazionale ungherese del gas&oil, MOL, inaugurerà a luglio una nuova produzione di gas nell’area di Vízvár, vicino al confine con la Croazia. Quattro pozzi saranno collegati alla rete nazionale, fornendo il 4-5% della produzione di gas naturale in Ungheria. La capacità giornaliera del giacimento sarà di circa 200.000 m3 di gas e 120 m3 di condensa o olio leggero. MOL alimenta il 20% della domanda domestica di gas naturale con la produzione nazionale.

 

LA CONTINENTAL APRIRÀ UN CENTRO DI AI PER 5.5 MILIARDI HUF A BUDAPEST

La Continental Autmotive Srl, una succursale della azienda tedesca Continental AG, aprirà un centro di competenza per l’intelligenza artificiale (AI) a Budapest, entro il prossimo maggio. Il governo ungherese fornirà finanziamenti per 1,37 miliardi di fiorini (euro 4,4 milioni) su un investimento totale stimato di 5.5 miliardi HUF (euro 17,8 milioni).
Obiettivo della Continental è Vision Zero : zero incidenti e l’intelligenza artificiale è una competenza fondamentale per il design delle auto senza pilota.

Il centro AI di Budapest sarà integrato nella rete globale di produzione di software e posto all’interno della business unit ADAS (Advanced Driver Assistance Systems – Sistemi avanzati di assistenza alla guida). La società avrebbe scelto Budapest come sede, per la forte presenza dell’industria automobilistica e di università e centri di ricerca specializzati, in linea con gli obiettivi dell’azienda. Il centro di competenza darà lavoro a circa 100 ingegneri e svilupperà soluzioni per gestire situazioni di guida complesse con l'aiuto dell'apprendimento automatico.

 

IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE IN UNGHERIA SCENDE AL 3.8% NELL’ULTIMO TRIMESTRE DEL 2017

Continua a crescere il mercato del lavoro in Ungheria. Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,8% nell’ultimo trimestre 2017, mentre su base annua il tasso di disoccupazione è stato del 4,2%, un punto percentuale in meno rispetto al 2016. Il numero dei disoccupati è stato pari 192 mila unità, ovvero 43.000 unità in meno rispetto al 2016. E’ leggermente diminuito il numero di lavoratori pubblici ( di circa 40.000 unità) e l’Ufficio di Statistica stima che 14.000 persone sono rientrate dall’estero. Attualmente sarebbero impiegati all’estero circa 103.000 persone. Il mercato del lavoro primario resta molto solido. Nell’ultimo trimestre del 2017, il livello di occupazione è stato del 59.8% . Il numero dei disoccupati è sceso a 157.000 unità, circa 30.000 unità in meno rispetto all’anno precedente. Il numero di persone occupate, non considerando le persone impiegate nel settore pubblico e le persone impiegate all’estero, risultano pari a 4.166.0000 unità, 88.000 in più rispetto all’anno precedente.

INAUGURATO IL NUOVO COLLEGAMENTO FERROVIARIO TRA CINA E BUDAPEST

Un nuovo servizio di treno merci che collega il porto della città di Xiamen nell’est della Cina a Budapest è stato inaugurato il 19 gennaio. Il treno è partito dal polo logistico di Xiamen con 35 container contenenti beni per un valore complessivo di 3.5 milioni di dollari, tra cui prodotti tecnologici, vestiario, scarpe e materiali edili. La consegna impiegherà 18 giorni.
L’Ungheria si è impegnata per diventare un centro logistico per i beni cinesi in quanto la sua posizione geografica la rende un ottimo passaggio per raggiungere i paesi dell’Europa occidentale.
Il governo di destra di Victor Orbàn ha accelerato gli sforzi per migliorare i legami politici con la Cina, tramite il lancio della politica –apertura verso l’Est- con lo scopo di diventare un leader regionale per attirare capitali ed investimenti cinesi in Ungheria. Gli accordi bilaterali sono stati intensificati da quando Pechino ha rivelato il suo piano della One Belt Road Initiative del 2013. L’ungheria è il più grande esportatore verso la Cina tra i paesi dell’Est Europa con 2 miliardi di dollari e attira molti degli investitori cinesi.

SUMMIT CINA-CEE 16+1

Budapest ha ospitato il summit Cina-CEE 16+1 a novembre, nel quale sono stati firmati una serie di accordi. L’aeroporto di Budapest ha firmato una cooperazione con compagnie di logistica cinese nel tentativo di diventare una rete di trasporto cargo per i prodotti cinesi, soprattutto a fronte delle dinamiche di crescita dell’e-commerce.
La corsa per il miglioramento della linea ferroviaria Budapest-Belgrado, che include la costruzione di una seconda linea, è stato annunciato al summit di Budapest.

MFB EROGA 80 MILIARDI DI FIORINI PER UN PROGRAMMA DI FINANZIAMENTO

La banca di sviluppo ungherese MFB ha lanciato un programma di 80 miliardi di fiorini (circa 270 milioni di euro) per finanziare la produzione, l’acquisto e il leasing di macchinari agricoli.
Ci saranno 30 miliardi Ft di fondi messi a disposizione di aziende ungheresi che producono macchinari agricoli e di aziende registrate nell’ Area Economica Europea (EEA) con stabilimenti in Ungheria. Le aziende possono richiedere un prestito compreso tra i 150 milioni e 3 miliardi di fiorini. Il prestito avrà una durata massima di 15 anni e l’impresa dovrà partecipare con una quota del 10%.

Per quanto riguarda le PMI , sono disponibili di 50 miliardi Ft (circa 170 milioni di euro) per l’acquisto di macchinari agricoli. La dimensione del prestito potrà variare tra 1 milione e 100 milioni di fiorini, con una scadenza massima a sette anni.

L'INFLAZIONE RALLENTA A DICEMBRE

Secondo i dati preliminari dell’ufficio di statistica, l'inflazione, su base annua, è scesa al 2,1% a dicembre dal 2,5% di novembre, leggermente al di sotto delle stime degli analisti.
I prezzi al consumo sono rimasti invariati rispetto al mese precedente e nel 2017 sono aumentati complessivamente del 2,4%, il livello più alto degli ultimi cinque anni. Le variazioni dei prezzi del carburante nel mese di dicembre sono state contenute e hanno contribuito a far scendere l’inflazione.
I maggiori aumenti sono stati rilevati per gli alcolici, tabacco e carburante, che sono aumentati del 6,8%, seppur da una bassa base di partenza. I prezzi dei generi alimentari sono aumentati del 3,5% su base annua, lo 0,1% in più rispetto al mese precedente. I prezzi dei carburanti sono aumentati dello 0,8% su base annua, un netto rallentamento rispetto alla crescita del 5,9% di novembre. Il prezzo dei servizi è aumentato dell'1,1% sempre su base annua. I beni di consumo sono stati l'unico settore in cui i prezzi sono diminuiti, in calo dello 0,4% su base annua.
Su base mensile i prezzi alimentari sono aumentati dello 0,1% e l'energia per le famiglie dello 0,2%, mentre i prezzi del carburante sono diminuiti dello 0,4%. L'inflazione core, che esclude i prezzi dei combustibili volatili e dei prodotti alimentari, è stata del 2,6% a dicembre e del 2,3% in media nel 2017. Nonostante i forti aumenti salariali non ci sono ancora state pressioni al rialzo sull'inflazione, ma man mano che l'economia cresce ed aumenta la produzione, questi dovrebbero avere un impatto sull'inflazione.
Nei primi mesi del 2018 l’ufficio di statistica stima che l’inflazione potrebbe scendere al di sotto del 2% per poi accelerare nel secondo semestre, avvicinandosi al livello target del 3% entro la metà del 2019, in linea con le stime della Banca Centrale ungherese.
Gli analisti stimano che l’inflazione nel 2018 si attesterà tra il 2,5 e il 2,7% .

KONZUM SMENTISCE L'ACQUISIZIONE DI NORDTELEKOM

Il presidente-CEO di Konzum, Gellért Jászai, ha smentito le voci secondo cui la società quotata presso la Borsa di Budapest avrebbe intenzione di acquistare la NordTelekom. Nel mentre, a seguito a seguito di una affermazione di János Lázár, capo dell’ufficio del Primo Ministro, di istituire un fornitore di servizi di telecomunicazione mobile di proprietà statale dopo le elezioni del prossimo aprile, il prezzo delle azioni della compagnia di telecomunicazioni è salito di oltre il 50%. In Konzum detiene una partecipazione di minoranza Lőrinc Mészáros, sindaco della città natale del primo ministro Viktor Orbán.
Konzum è una holding, la cui attività principale è costituita dalla gestione di proprietà immobiliari e fornitura di materiali da costruzione. La società detiene anche una partecipazione in OPUS che a sua volta detiene una quota di Appeninn (developer immobiliare), e nella compagnia di assicurazioni CIG.

 

LA BANCA MONDIALE MODIFICA AL RIALZO LE PREVISIONI SUL PIL UNGHERESE

Nel rapporto “Global Economic Prospects”, pubblicato il 10/1/2018, la Banca Mondiale prevede una crescita del 3,9% per il 2017, del 3,8% per il 2018, del 3,1% per il 2019, del 2,9% per il 2020. Le previsioni per il 2017 sono state riviste in aumento dello 0,2% e dello 0,1% quelle per il 2018 e per il 2019.

Il Ministero dell’Economia ungherese prevede una crescita del 4,1% per il 2017 e del 4,3% nel 2018 per poi riscendere nel 2019 e nel 2020 rispettivamente al 3,8% ed al 3,7%.

Fonte: HM, 11/1/2018

 

L’ISTITUTO DI RICERCA GKI PREVEDE UN BOOM NEL 2018 PER IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

Secondo l’Istituto, il settore delle costruzioni quest'anno dovrebbe aumentare del 10%, sulla base degli ordini esistenti e del sentimento di fiducia che aleggia nel settore. A tale crescita contribuiranno i fondi europei e la riduzione dell’IVA sulle nuove costruzioni. Anche per il 2019 le previsioni sono di crescita, stimata ad oggi, al 7%.

IN DIMINUZIONE IL SURPLUS COMMERCIALE

Il surplus commerciale nel 2017 è diminuito per effetto della contrazione di beni e servizi. Il deterioramento è attribuibile all’aumento dei prezzi delle commodities, ma secondo lo studio della Banca Centrale, la contrazione è da attribuire principalmente ai volumi scambiati. Lo studio rileva la diminuzione dell’export di macchinari, mentre è aumentata l’importazione di macchinari dall’estero grazie alla crescita degli investimenti. Dalla fine del 2016, il contributo della bilancia commerciale al PIL è diminuito di circa il 2%, per i tre quarti attribuibile al calo delle esportazioni di beni e per un quarto al calo dei servizi.

Mentre il calo del saldo dei beni è stato principalmente causato dalla maggiore crescita delle importazioni di beni, che ha superato le esportazioni, la diminuzione del saldo dei servizi è stata principalmente dovuta alla decelerazione delle esportazioni. Il calo dell'eccedenza del saldo delle merci nella seconda metà del 2016 è collegato a una più lenta crescita delle esportazioni di beni a seguito delle temporanee interruzioni di produzione in fabbrica e al calo della produzione industriale a causa del cambiamento dei modelli, mentre nel 2017 può essere attribuito alla maggiore importazione di beni per la forte domanda interna. La crescita delle esportazioni è stata sostenuta anche dall'aumento della domanda esterna nel 2017, ma dal secondo trimestre sono cominciate ad aumentare le importazioni, superando la crescita delle esportazioni. La diminuzione del saldo dei servizi è attribuibile alla decelerazione della crescita delle esportazioni di servizi, che si protrae dal 2015, mentre sono in aumento le importazioni di servizi. In contrazione tutti i settori dei servizi ad accezione dei trasporti.

Il calo delle esportazioni nette di macchinari, in una disaggregazione settoriale più dettagliata, secondo la Banca Centrale è dovuto principalmente all'aumento delle importazioni di veicoli stradali. Negli anni successivi alla crisi, l'eccedenza delle esportazioni di macchinari è stata sostenuta principalmente dalle esportazioni nette di apparecchiature di telecomunicazione, registrazione audio e lettori, mentre dopo il 2012 - in linea con l'espansione degli investimenti dell'industria automobilistica - è stata sostenuta dalle esportazioni nette di veicoli stradali. Tuttavia, nonostante la diminuzione, le esportazioni nette di macchinari rimangono ad un livello elevato.

La crescita economica degli ultimi trimestri è stata sostenuta dalla domanda interna, in particolare dalla robusta crescita degli investimenti, in un’ampia gamma di settori in cui è aumentata la produzione. Anche gli investimenti nel settore pubblico e nei settori strettamente collegati al settore pubblico si sono notevolmente ampliati, sostenuti dai fondi UE 2014-2020 e da fondi governativi.

GOVERNO: PER IL 2018 SONO FAVOREVOLI LE PROSPETTIVE DELL’ECONOMIA UNGHERESE

Secondo quanto dichiarato dal Ministro dell’Economia Mihaly Varga, il 2018 inizia con i migliori auspici di crescita rispetto al 2017. Il responsabile del dicastero ha dichiarato che alla luce dei dati attualmente disponibili si prevedono una crescita del 4,1% per il 2017 ed un deficit di ca. il 2%, inferiore rispetto al previsto ed anche per il 2018 si proietta un deficit ridotto. Il debito pubblico rimane su una traiettoria di calo e secondo i dati preliminari esso è stato pari al 74,5% alla fine del 2017 contro il 76% del 2016.

Per ulteriori dettagli comunicati dal Ministro consultare il sito inglese del Governo.

 

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