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Notizie economiche

 

Notizie economiche

Indici macroeconomici e dati sull'interscambio tra Italia e Ungheria (aggiornato al 19/10/2018)

 

NOTIZIE

FINANZIAMENTO GOVERNATIVO PER L’IMPIANTO BMW A DEBRECEN

Il sostegno ungherese all’investimento BMW a Debrecen si sostanzia in un finanziamento a fondo perduto pari a 12.3 miliardi di fiorini (circa 39 milioni di euro). Inoltre il governo si è impegnato a realizzare il tratto terminale della M35 ed un terminal per container nei pressi della fabbrica. Secondo quanto dichiarato dal Ministro degli Esteri e del Commercio, Peter Siijarto, i benefici a lungo termine supereranno ampiamente il contributo governativo. La struttura che la casa automobilistica tedesca ha in progetto costerà in totale 1 miliardo di euro, darà lavoro a più di mille persone e, a partire dal 2023, si prevede che avrà una capacità annuale di produzione di 150.000 veicoli, sia convenzionali che elettrici. La BMW avrebbe scelto Debrecen tra oltre 160 località per le sue ottime infrastrutture e la riserva di manodopera qualificata presente nella zona.

Data di pubblicazione: 18/10/2018

INVESTIMENTO DA 12 MILIONI DELLA MOLSON COOR

Il produttore canadese-statunitense di birra Molson Coor, proprietario tra l’altro del birrificio Borsodi, investirà 12 milioni di euro nella sua fabbrica di Bőcs in modo da aumentarne la produzione dagli attuali 1.8 milioni di ettolitri all’anno ai 2.5 milioni. L’obiettivo è quello di trasformare l’impianto nel principale fornitore per i mercati regionali, anche grazie alla sua ottima localizzazione. Le selezioni per assunzione di personale partiranno in novembre.

Data di pubblicazione: 18/10/2018

PROGETTI FERROVIARI PER IL FUTURO

L’amministratore delegato di MÁV, Robert Homolya, ha dichiarato che il progetto 2030 per lo sviluppo urbano di Budapest potrebbe portare a cambiamenti importanti nella geografia della città. Tra le varie opere pianificate, ci sarà infatti un’estensione della linea ferroviaria suburbana H7 fino a Kálvin tér, tramite la costruzione di un tunnel. Altri lavori previsti saranno quelli per il ponte ferroviario a Sud della città, per il collegamento via rotaia del centro con l’aeroporto e per la linea che collegherà la capitale ungherese con Belgrado.

Data di pubblicazione: 18/10/2018

RISTAGNA LA COMPETITIVITÀ UNGHERESE A LIVELLO EUROPEO

Secondo la lista stilata dal Forum Economico Mondiale, l’Ungheria risulta essere al 24esimo posto tra i paesi dell’Unione Europea per quanto riguarda la competitività. Il risultato è lo stesso dell’anno scorso e pone il paese magiaro agli ultimi posti della classifica, sopra solamente a Bulgaria, Romania, Grecia e Croazia. Nella lista globale, invece, l’Ungheria guadagna posizioni salendo dal 60esimo al 48esimo, ma è un avanzamento dovuto per lo più ai nuovi criteri che il Forum ha utilizzato quest’anno.

Data di pubblicazione: 18/10/2018

APRE NUOVO IMPIANTO RÁBA

La compagnia statale Rába, specializzata nella manifattura automobilistica, ha aperto una nuova fabbrica a Mór. La struttura in questione creerà 33 posti di lavoro e sarà dedicata alla fornitura di rivestimenti per sedili per le automobili Suzuki prodotte nell’impianto di Esztergom. L’investimento è stato pari a 1.2 miliardi di fiorini (circa 3 milioni di euro) ed è stato finanziato dal governo con 418 milioni di fiorini (circa 1.3 milioni di euro).

Data di pubblicazione: 18/10/2018

 

ACCORDO DI COOPERAZIONE TRA LE BANCHE PER L’IMPORT-EXPORT DI UNGHERIA E TURCHIA

La Eximbank ungherese e quella turca hanno concluso un accordo di cooperazione durante il business forum turco-ungherese che si è svolto a Budapest. Il patto prevede un regolare scambio di informazioni sulla situazione economica nazionale e sulle eventuali possibilità di affari. Sono inoltre previste soluzioni finanziarie condivise e partnership congiunte nei paesi terzi.

Data di pubblicazione: 18/10/2018

LA BLACKROCK APRE UN NUOVO CENTRO DI INNOVAZIONE A BUDAPEST

La compagnia statunitense BlackRock, dedita alla gestione degli investimenti ha aperto un centro di innovazione a Budapest e si tratta della seconda più grande struttura di questo tipo che la società possiede in Europa. Il capo dell’ufficio di Budapest, Melanie Seymour, ha dichiarato che il centro attirerà nuovi professionisti nella capitale magiara. Il Ministro per gli Affari Esteri ed il Commercio Szijjártó ha dichiarato che l’ufficio di Budapest ha già un livello di competitività paragonabile a quello di Londra e la sua presenza in Ungheria attirerà nuovi investimenti dall’estero nei settori avanzati.

Data di pubblicazione: 18/10/2018

APPALTO PER UN NUOVO PORTO SUL DANUBIO

La città di Mohács ha annunciato l’apertura di una gara d’appalto pubblica per la costruzione di un porto sul Danubio. La struttura sarà lunga 330 metri e rappresenta l’estensione del porto già esistente al confine con la Croazia. L’opera costerà 5 miliardi di fiorini (circa 16 milioni di euro) e sarà finanziata dall’Unione Europea con una somma di 4.75 miliardi di fiorini (circa 15 milioni di euro). Il bando scade il 27 novembre e il vincitore avrà a disposizione tre anni per completare il progetto.

Data di pubblicazione: 18/10/2018

APERTURA DI NUOVE STRUTTURE LOGISTICHE NEL PORTO DI BUDAPEST

Il porto di Budapest a Csepel (Distretto 21) ha inaugurato un nuovo centro di logistica. La struttura è composta da due edifici, rispettivamente di 5000 e 10.000 metri quadri. Il Ministro della Difesa Németh ha dichiarato che il potenziamento dei porti fluviali è una priorità del governo. Il porto di Budapest è gestito dalla compagnia statale Marart Szabadkikötő e da quella privata Budapest Szabadkikötő Logisztikai.

Data di pubblicazione: 18/10/2018

STATO RICOMPRA TITOLI RICHTER

Il gestore del fondo statale MNV ha ricomprato titoli della Richter per un valore di 795.3 milioni di euro. I bond in questione, emessi nel 2013 e destinati a scadere l’anno prossimo, garantiscono allo Stato di mantenere il controllo su poco più del 25% dell’azienda farmaceutica. Il governo ha delegato la gestione della transazione alla Goldman Sachs e alla società di mediazione ungherese Equilor.

Data di pubblicazione: 10/10/2018

COLLEGAMENTO FERROVIARIO TRA BUDAPEST ED IL SUO AEROPORTO

L’AD della compagnia ferroviaria statale MÁV, Robert Homolya, ha dichiarato che i permessi per iniziare la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità destinata a collegare il centro di Budapest con l’aeroporto internazionale Ferenc Liszt sono pronti. Le attività partiranno il prima possibile; il progetto potrebbe già essere terminato nel 2021-2022. I costi totali sono stati stimati in 142 miliardi di fiorini (circa 437 milioni di euro) ed un decisivo passo in avanti è stato realizzato con l’accordo raggiunto tra il governo e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per un prestito di 225 milioni di euro. Una parte di questa somma, pari a 46 miliardi di fiorini (circa 148 milioni di euro), verrà utilizzata per il progetto, co-finanziato anche dall’Unione Europea. Nello specifico, l’Ungheria si aspetta di ricevere 96 miliardi di fiorini (circa 309 milioni di euro) dalla Connecting Europe Facility (CEF), uno dei principali strumenti comunitari per il finanziamento dei lavori sulle infrastrutture. L’idea di collegare Budapest ed il suo aeroporto con una ferrovia è sul tavolo da più di 20 anni ed adesso si inserisce in una già avviata opera di espansione ed ammodernamento del Ferenc Liszt. La struttura, infatti, ha fatto registrare l’anno scorso il suo record di passeggeri (13 milioni di persone, il 15% in più rispetto all’anno prima) e sembra che il trend sia lo stesso anche quest’anno (si prevede di arrivare ai 15 milioni di passeggeri). I gestori non nascondono la loro ambizione di rendere l’aeroporto ungherese un hub a livello regionale, in competizione con il più affermato scalo di Vienna.

Data di pubblicazione: 10/10/2018

SALE L’INFLAZIONE

Nel mese di settembre i prezzi del consumo sono saliti del 3,6%, il livello più alto dal gennaio del 2013. Ciononostante, l’analisi dell’inflazione di base (che è passata dal 2,2% al 2,4%) rivela che non c’è una significativa pressione dei prezzi sull’economia ungherese.

Data di pubblicazione: 10/10/2018

CONTINUA AD AUMENTARE IL PREZZO DELLE CASE

Le indagini Eurostat per il secondo trimestre del 2018 rivelano che in media il prezzo delle abitazioni è salito del 4,3% sia nella zona euro che in tutta l’Unione Europea. L’Ungheria, con un aumento del 10,4%, si piazza al quarto posto all’interno dell’House Price Index. Andando ad analizzare gli sviluppi nel tempo, si vede come la crescita nel valore delle case sia cominciato nel 2015 ed abbia visto il suo aumento maggiore nei due anni e mezzo seguenti, con un livello pari al 31%. Le ragioni vanno rintracciate, tra le altre cose, nella caduta del tasso d’interesse sui mutui fino ai suoi minimi storici. Il mercato immobiliare è stato così stimolato, attirando tra l’altro i compratori stranieri: si è calcolato che 1 appartamento ogni 20 sia stato comprato da una persona non-residente in Ungheria durante il 2017 e la cifra sale se si vanno a controllare le aree più popolari; a Budapest, il 9% dei compratori era straniero. Altro fattore importante è stato l’abbassamento dell’IVA sulle nuove abitazioni al 5% nel 2016, una misura destinata a durare fino a dopo il 2019. Tutto ciò ha sicuramente favorito i proprietari e gli investitori, ma non si può certo dire lo stesso per coloro che comprano la prima casa oppure vivono in affitto.

Data di pubblicazione: 10/10/2018

CAMBIAMENTI IN VISTA PER IL SETTORE R&S

Una risoluzione del governo ha incaricato il Ministro dell’Innovazione e della Tecnologia di preparare una proposta dettagliata per quanto riguarda l’apparato istituzionale ed il finanziamento del settore ricerca e sviluppo nazionale. Il ministro, inoltre, dovrà preparare entro il 1 dicembre un piano per creare una rete di istituti di ricerca applicata finanziati dallo Stato e dovrà elaborare una nuova strategia per il settore. Il fine ultimo è l’aumento della competitività del paese a livello internazionale. In questo suo incarico, è previsto che il ministro si consulti con il presidente dell’Accademia Ungherese delle Scienze (MTA). Proprio riguardo quest’ultima erano sorte delle polemiche durante l’estate, quando i fondi per le sue attività di R&S erano stati tagliati e attribuiti al Ministero dell’Innovazione e della Tecnologia.

Data di pubblicazione: 10/10/2018

 

IL MINISTRO VARGA CONFIDA NEI FONDI UE

Il Ministro delle Finanze, Varga, si aspetta che entro la fine dell’anno siano trasferiti da Bruxelles 350 miliardi di fiorini (circa 1.1 miliardi di euro) di fondi comunitari. Il deficit di bilancio è andato oltre la soglia prefissata per quest’anno, e la principale causa è da attribuire al prefinanziamento da parte dello Stato di progetti destinati a ricevere aiuti finanziari dall’UE. Fino ad ora sono arrivati da Bruxelles solo 183 miliardi di fiorini (circa 590 milioni di euro) a fronte di una spesa di 1.4 trilioni di fiorini (4,3 miliardi di euro).

Data di pubblicazione: 8/10/2018

ACCORDO DA 225 MILIONI DI EURO TRA L’UNGHERIA E LA BEI

Il governo ungherese e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) hanno raggiunto un accordo per un prestito di 225 milioni di euro da utilizzare per il cofinanziamento dei progetti di sviluppo comunitari. La cifra è solo una parte del credito di 1 miliardo di euro, di cui già sono stati erogati 500 milioni, che la BEI ha accordato all’Ungheria a partire dal 2015. Secondo le parole del Ministro delle Finanze i soldi verranno utilizzati nell’arco dei prossimi tre anni in investimenti finalizzati alla tutela ambientale e all’efficienza energetica. Nello specifico, potrebbero essere adoperati per il miglioramento degli impianti idrici di Budapest, per la costruzione di un collegamento ferroviario tra il centro della capitale e l’aeroporto e per l’estensione delle autostrade verso i confini del paese.

Data di pubblicazione: 8/10/2018

CRESCE L’OUTPUT DEL SETTORE INDUSTRIALE

Secondo i dati pubblicati dall’Ufficio Centrale di Statistica (KSH), nel mese di agosto la produzione industriale è aumentata del 4,5%. È un risultato che è andato oltre le previsioni degli stessi analisti. Questa crescita è andata a compensare le deboli performance dei due mesi precedenti, portando il tasso di espansione del settore industriale al 3,6% su base annua. Quello elettronico è stato l’ambito dove si è visto il ritmo di crescita più elevato, mentre è sceso il trend dell’industria automobilistica. La causa è da attribuire alle norme più severe riguardo le emissioni che hanno penalizzato soprattutto il Gruppo Volkswagen, a cui non sono stati rilasciati i permessi ambientali. L’apporto della produzione di automobili al PIL nazionale potrebbe quindi essere minore di quanto previsto, ma la cosa dovrebbe essere bilanciata dallo sviluppo nel mercato dei servizi e dell’edilizia, secondo gli analisti della Erste Bank. Essi stimano che la crescita del PIL si manterrà al 4,3%.

Data di pubblicazione: 8/10/2018

100 MILIONI DI EURO ALLA MVM DA PARTE DELLA BEI

La compagnia statale nel settore energetico MVM ha siglato un patto con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per un prestito a lungo termine pari a 100 milioni di euro. Il finanziamento sarà spalmato in un periodo di 15 anni e verrà utilizzato per investire nella rete elettrica nazionale, gestita dall’operatore Mavir, e per sviluppare i collegamenti elettrici tra Ungheria e Slovacchia. L’AD di MVM, Kóbor, ha dichiarato che questi progetti non solo miglioreranno la qualità del sistema di trasmissione nazionale, ma andranno anche ad amplificare le capacità di network trans-frontaliero. Il vice-presidente della BEI Hudak, da parte sua, ha fatto notare che questo accordo è il primo realizzato in Ungheria con il supporto del Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici. Il Gruppo MVM è la terza più grande compagnia ungherese, con attività che coinvolgono tutto il sistema energetico nazionale; è presente in 15 paesi ed impiega più di 12.000 lavoratori, con un margine operativo lordo che lo scorso anno è stato di 92.9 miliardi di fiorini (circa 299 milioni di euro).

Data di pubblicazione: 8/10/2018

NUOVI VOLI PER L’AEROPORTO DI BUDAPEST

L’aeroporto Ferenc Lizt di Budapest ha annunciato che per la stagione invernale, a partire dal 28 di ottobre, inizieranno ad essere operative nuove tratte aeree. La novità assoluta è lo sbarco in Ungheria della compagnia georgiana MyWay, con tre voli settimanali in direzione Tbilisi. Altre linee rilevanti saranno quelle della EasyJet verso London Southend e Manchester e quella verso London City della polacca LOT con 14 voli settimanali.

Data di pubblicazione: 8/10/2018

DEROGA SULLA SOGLIA DI ESENZIONE DALL’IVA

Durante l’incontro a Lussemburgo tra i ministri delle Finanze dei paesi dell’Unione Europea, è stata approvata una deroga per l’Ungheria che potrà alzare la cifra annuale per l’esenzione dall’IVA da 8 milioni a 12 milioni di euro. Saranno esentati tutti i soggetti tassabili il cui fatturato annuale non supera il valore di 48.000 euro. Beneficeranno della misura, secondo il Ministro delle Finanze Varga, più di 600.000 aziende. Varga ha poi fatto notare come il governo abbia anche alzato il livello dell’imposta media dettagliata, sempre per i piccoli impresari, conosciuto con l’acronimo ungherese “kata” che permette di pagare, al posto delle normali imposte, una tassa mensile di 50.000 fiorini (circa 161 euro).

Data di pubblicazione: 8/10/2018

LINEA FERROVIARIA AD ALTA VELOCITÀ TRA I PAESI DI VISEGRAD

Il Ministro per gli Affari Esteri ed il Commercio Szijjártó ha annunciato, dopo una serie di colloqui con i suoi colleghi ai Trasporti di Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, che i quattro paesi di Visegrad hanno intenzione di costruire insieme un nuovo collegamento ferroviario tra di loro. Il progetto, ha dichiarato, coincide con gli interessi politici di tutto il Gruppo V4. Già in questa settimana verrà indetto il bando pubblico, attivo per sei mesi, per realizzare uno studio di fattibilità nel giro di due anni; a novembre si creerà poi un comitato di rappresentanti ufficiali dei quattro Stati. Il progetto prevede una linea a doppio binario dove i treni possano viaggiare fino ad una velocità di 250 km/h. La linea collegherà Budapest, Bratislava, Brno e Varsavia, che saranno anche le sue uniche fermate. Ai colloqui hanno partecipato anche dei rappresentanti della Banca Europea degli Investimenti, ma Szijjártó non ha escluso che i finanziamenti possano arrivare anche da altre istituzioni: “sarà il tipico progetto stile Visegrad, con tutti e quattro i paesi coinvolti nelle trattative per trovare i fondi” ha affermato il ministro.

Data di pubblicazione: 3/10/2018

TREND POSITIVO PER MÁV

L’amministratore delegato della compagnia ferroviaria statale MÁV, Robert Homolya, si è dichiarato soddisfatto degli ultimi sviluppi della sua società, che si trova a suo parere “sulla strada giusta” per aumentare la sua redditività. Il numero dei passeggeri è salito durante lo scorso anno (139 milioni rispetto ai 135.5 milioni del 2015) ed il suo debito, pari a 51 miliardi di fiorini (circa 164 milioni di euro) ad inizio anno, dovrebbe scendere alla cifra di 40 miliardi (circa 123 milioni di euro). L’entrata annuale dovuta alla vendita dei biglietti dovrebbe invece attestarsi intorno ai 38 miliardi di fiorini (circa 122 miliardi di euro). Homolya ha garantito che la compagnia intende continuare a migliorare i suoi servizi ed attirare maggiore forza lavoro.

Data di pubblicazione: 3/10/2018

AMPLIAMENTO DEL PONTE FERROVIARIO DI BUDAPEST

La compagnia per lo sviluppo della infrastrutture statali NIF ha annunciato l’inizio di una gara d’appalto per assegnare i lavori destinati all’ampliamento del ponte ferroviario meridionale di Budapest. Il progetto, che dovrebbe essere realizzato nell’arco di due anni, è finanziato dall’Unione Europea e aggiungerà una terza corsia di binari alle due già presenti. Il ponte in questione è la principale arteria di comunicazione ferroviaria Est-Ovest del paese. È previsto anche un parallelo potenziamento dell’adiacente stazione di Ferencváros, sovvenzionato da fondi nazionali.

Data di pubblicazione: 3/10/2018

UNGHERIA E CROAZIA PREPARANO UN ACCORDO SUL GAS

In un comunicato congiunto, il Ministro per gli Affari Esteri ed il Commercio Szijjártó ed il Ministro dell’Ambiente e dell’Energia croato Coric hanno annunciato che verranno definite entro la fine dell’anno prossimo le condizioni tecniche per il trasporto di gas naturale liquido verso l’Ungheria da un terminal che verrà costruito sull’isola croata di Krk. Il ministro ungherese ha sottolineato come sia nell’interesse del paese magiaro l’avere a disposizione molteplici forniture di gas, in vista della scadenza nel 2020 dei suoi accordi a riguardo con la Russia; l’altra opzione di rifornimento sono i giacimenti, gestiti da ExxonMobil e OMV, presenti nelle acque territoriali rumene del Mar Nero. Coric, da parte sua, ha affermato che la struttura di Krk è un progetto strategico che la sua nazione porta avanti per garantire la diversificazione delle risorse combustibili nella regione e ha accolto con favore l’interesse dell’Ungheria a riguardo. Il gasdotto previsto dovrebbe avere una capacità annuale di trasporto pari a 1.7 miliardi di metri cubi. Il prossimo passo sarà richiedere alla Commissione Europea, che già ha garantito un budget di 100 milioni di euro al progetto, di stabilire la tassazione sul trasporto del gas tra i due paesi.

Data di pubblicazione: 3/10/2018

 

ACCORDO TRA IL GOVERNO E LA BORGWARNER

Il Ministro per gli Affari Esteri ed il Commercio Szijjártó, in questo momento in visita a New York, ha dichiarato che per la prima volta nella Storia il settore automobilistico dell’Ungheria supererà la soglia dei 10.000 miliardi di fiorini (circa 32 miliardi di euro). In questo ambito, il Ministro ha approfittato della sua permanenza in America per firmare un accordo strategico con BorgWarner, uno dei più grandi produttori mondiali di componenti per motori. Ad ora, la compagnia possiede uno stabilimento ad Oroszlány, il suo secondo impianto per dimensioni in tutto il globo, che fornisce lavoro a 1700 persone e rappresenta un fornitore Tier 1 per le maggiori industrie automobilistiche. L’accordo appena firmato, secondo le parole dello stesso Szijjártó, “aumenterà ulteriormente la presenza delle compagnie statunitensi in Ungheria e rafforzerà il gruppo dei fornitori per la produzione di auto, garantendo che la crescita economica rimanga superiore al 4%”.

Data di pubblicazione: 1/10/2018

IL MINISTRO PALKOVICS SUPERVISIONERÀ I LAVORI PER LA COSTRUZIONE DELL’IMPIANTO BMW

Il governo ha nominato il Ministro per l’Innovazione e i Trasporti Lázló Palkovics commissario adibito al controllo delle attività volte alla creazione della nuova fabbrica della BMW a Debrecen, fino al 31 agosto 2020. Oltre ai lavori per la struttura vera e propria, verranno potenziati anche i collegamenti stradali vicini, con la creazione di un nuovo svincolo lungo la M35, mentre la Strada 33 verrà ampliata fino ad avere una doppia corsia su entrambi i sensi di marcia. Per la fine del 2021 è prevista anche la costruzione di un centro per la logistica e lo stoccaggio, dotato di collegamento ferroviario. Palkovics ed il Ministro delle Finanze Varga presenteranno un piano finanziario per i lavori il 15 ottobre.

Data di pubblicazione: 1/10/2018

SI ALZA IL SALARIO MINIMO

Secondo Világgazdaság, a partire del 1 gennaio 2019 il governo alzerà la soglia di salario minimo mensile sia per i normali lavoratori (150.000 fiorini, circa 480 euro) sia per i lavoratori qualificati (202.000 fiorini, circa 650 euro). Si lamenta il sindacato dei lavoratori nel commercio al dettaglio KASZ, che auspicava un aumento dello stipendio minimo a 220.000 fiorini (circa 700 euro) nel suo settore in modo da renderlo più vantaggioso. Il governo non annuncerà ufficialmente le nuove cifre prima della fine di novembre o degli inizi di dicembre.

Data di pubblicazione: 1/10/2018

BUDAPEST GUADAGNA POSIZIONI NELLA CLASSIFICA DELLE CITTÀ VISITATE

Nel Mastercard Global Destination Cities Index del 2017, Budapest sale alla posizione numero 32 dalla 39 dell’anno scorso, con quasi 6 milioni di turisti che in media si sono trattenuti 5 giorni ed hanno speso 103 dollari al giorno. Al primo posto delle città più visitate si trova Bangkok con oltre 20 milioni di arrivi turistici, seguita da Londra e Parigi.

Data di pubblicazione: 1/10/2018

FERROPATENT APRE NUOVA STRUTTURA DI PRODUZIONE

La società ungherese Ferropatent, dedita al trattamento dell’acciaio, ha aperto un nuovo capannone per la produzione nel suo impianto a Szekszárd, per un investimento complessivo di 2 miliardi di fiorini (circa 6.4 milioni di euro). Una parte di questa somma è stata fornita dal governo e dall’Unione Europea ed utilizzata per l’installazione di una nuova linea di macchinari. Ferropatent vende 70.000 tonnellate di prodotti in acciaio all’anno e nel 2017 ha avuto un profitto netto pari a 14 miliardi di fiorini (circa 45 milioni di euro).

Data di pubblicazione: 1/10/2018

 

DEFICIT AL 121% ALLA FINE DI AGOSTO

Il Ministro delle Finanze ha confermato che alla fine dello scorso mese il deficit di bilancio era pari a 1.646,2 miliardi di fiorini, pari al 121% del target annuale. La causa principale, sempre secondo il Ministro, è da rintracciare nel prefinanziamento fatto dallo Stato ai progetti ricevitori di fondi dell’Unione Europea, con una spesa complessiva di 1385,5 miliardi di fiorini a fronte di soli 183 miliardi realmente pervenuti da Bruxelles. Altre motivazioni sono nelle spese di vasti programmi per le città e le infrastrutture nonché nei sussidi alle famiglie, pagati in agosto e non a settembre quest’anno. Contemporaneamente sono però aumentate anche le entrate statali, grazie alla riduzione del lavoro in nero, alla crescita economica robusta e all’aumento dell’impiego. Il Ministro conclude quindi che un deficit annuale fissato al 2,4% del PIL è “realistico” e “raggiungibile” se in parallelo vi è una crescita superiore al 4%.

Data di pubblicazione: 1/10/2018

NUOVI LAVORI ALL’AEROPORTO DI BUDAPEST

Sono cominciati i lavori presso l’Aeroporto Internazionale “Ferenc Liszt” per la costruzione di una base logistica, ribattezzata “Cargo City”. Il progetto, del valore totale di 32 milioni di euro, aumenterà le capacità di cargo della struttura al livello di 200.000 tonnellate all’anno. In un primo momento, verranno costruite un edificio di 20.000 metri quadri per le attività di trasporto ed un’area di servizio di 32.000 metri quadri. In un secondo momento, si aggiungerà un centro per la spedizione merci. Il progetto rientra in un più vasto programma di sviluppo dell’aeroporto del valore complessivo di 184,8 milioni di euro.

Data di pubblicazione: 1/10/2018

PROGETTI DI ESPANSIONE PER MÁV

Il nuovo presidente ed amministratore delegato della compagnia ferroviaria nazionale MÁV, Róbert Homolya, ha detto durante un’intervista che la società intende aumentare il numero dei suoi passeggeri e quindi le entrate provenienti dalla vendita di biglietti per garantirsi una maggior autonomia finanziaria. Ha aggiunto che se il guadagno ricavato dai biglietti arrivasse a coprire più del 18% delle spese, allora si potrebbero lanciare dei programmi di sviluppo auto-finanziati dalla compagnia stessa. Altri progetti in vista sono il miglioramento dei treni a Budapest, centro di tutto il traffico ferroviario del paese, e il collegamento delle maggiori città attraverso treni capaci di viaggiare a 160 km/h. Si vuole inoltre dare priorità all’ammodernamento della linea Vienna-Budapest-Oradea-Cluj Napoca e si attendono i permessi per cominciare i lavori per il collegamento ferroviario dell’aeroporto della capitale.

Data di pubblicazione: 1/10/2018

GRANDI INVESTIMENTI PER IL FUTURO PROSSIMO

La Banca Nazionale d’Ungheria (MNB) ha identificato quali saranno gli investimenti in arrivo che più condizioneranno l’economia del paese. A saltare all’occhio sono sicuramente i corposi progetti di espansione, già in corso, di Mercedes e MOL e quello appena annunciato dalla BMW. Quest’ultimo, andando a sommarsi con le attività della casa automobilistica tedesca già presenti in Ungheria, da solo potrebbe alzare il PIL nazionale di uno 0,5%. Gli effetti a livello macroeconomico di questo investimento cominceranno a palesarsi a partire del 2020, anno in cui pianifica di cominciare la costruzione del nuovo impianto. Più in generale, il 2018 e il 2019 vedranno la sovrapposizione di diverse importanti fasi di implementazione, avendo dunque in questo stesso periodo il maggior impatto diretto nell’economia. L’arrivo di investimenti di questa portata è capace di influenzare tutta la crescita nazionale, in primo luogo con l’immissione di denaro nel sistema e poi con l’aumento della produzione dovuto alle nuove strutture operative. In parallelo, ciò implica un’espansione dell’impiego della forza lavoro e quindi un aumento dei consumi. L’Ungheria ha già attirato in passato degli investimenti di grande portata ed essi continueranno ad essere un fattore chiave dello sviluppo del paese anche negli anni prossimi a venire.

Data di pubblicazione: 1/10/2018

NUOVA FASE DI PRODUZIONE PER L’IMPIANTO DELLA APOLLO TYRES

La fabbrica della Apollo Tyres nella regione di Gyöngyöshalász, la seconda struttura di produzione del marchio in Europa e la sesta a livello globale, ha cominciato a produrre pneumatici per camion, il cui primo lotto è già stato comprato da una società di trasporti del Belgio. L’impianto ha iniziato le attività l’anno scorso fabbricando pneumatici per automobili. Col passaggio alle gomme per i camion, la cui produzione aumenta quotidianamente, la Apollo Tyres ha raggiunto un altro target intermedio del suo investimento in Ungheria. I pneumatici in questione sono tra i migliori per la qualità ed hanno dimostrato di possedere un’eccezionale capacità di resistenza. Il Belgio è stato una scelta ovvia come scelta per l’export dall’Ungheria, in quanto è stato il primo paese europeo in cui Apollo Tyres ha cominciato a vendere le sue gomme per camion.

Data di pubblicazione: 1/10/2018

 

GOVERNO TAGLIA I PAGAMENTI ANTICIPATI SUI PROGETTI UE

Il governo ungherese ha decretato un taglio dei pagamenti anticipati per i progetti privati che ricevono finanziamenti comunitari, a partire dall’8 settembre. La ragione principale sta nel deficit creato dalla discrepanza che c’è stata tra somme anticipate dal paese e fondi europei realmente pervenuti: nei primi otto mesi dell’anno sono stati anticipati 1.4 trilioni di fiorini (circa 4 miliardi di euro) ma solamente 183 miliardi di fiorini (circa 590 milioni di euro) di sovvenzioni sono arrivati dall’Unione. La decisione è stata dunque di ridurre le cifre dei pagamenti anticipati dal 50% del valore del progetto al 25%; per i progetti in ricerca e sviluppo si è scesi dal 75% al 50%.

Data di pubblicazione: 19/9/2018

SETTORE EDILIZIO IN CRESCITA

L’Ufficio Centrale di Statistica (KSH) ha dichiarato che l’industria edilizia è cresciuta del 38% su base annua nel mese di luglio. È stato inoltre calcolato che nei primi sette mesi di quest’anno il settore è cresciuto del 22,2% rispetto allo stesso periodo del 2017. Il trend sembra destinato a continuare su questa direzione giacché nel prossimo futuro si prevedono nuovi importanti progetti per le infrastrutture.

Data di pubblicazione: 19/9/2018

PROGETTO PER UNA NUOVA FABBRICA REHAU

Il ministro per gli Affari Esteri e il Commercio Szijjártó ha annunciato la firma di un accordo di cooperazione tra il suo governo e l’azienda svizzera Rehau Automotive per la costruzione di un nuovo impianto a Újhartyán, nella contea di Pest. La fabbrica sarà il secondo stabilimento Rehau operativo in Ungheria, produrrà paraurti in plastica e creerà 652 nuovi posti di lavoro.

Data di pubblicazione: 19/9/2018

NUOVA TRATTA VERSO BUDAPEST DELLA MYWAY

La compagnia georgiana MyWay, fondata l’anno scorso e finanziata dal gruppo cinese Hualing, ha annunciato che dal 28 ottobre partiranno tre volte a settimana dei voli da Tbilisi a Budapest. La capitale magiara sarà la seconda destinazione europea della compagnia, dopo Atene.

Data di pubblicazione: 19/9/2018

INIZIA LA COSTRUZIONE DEL NUOVO IMPIANTO CONTINENTAL

L’azienda tedesca Continental ha cominciato lunedì i lavori per la costruzione di un impianto a Debrecen. Il progetto del valore di 100 milioni di euro prevede anche un sussidio statale del valore di 10.6 miliardi di fiorini (circa 34 milioni di euro). L’investimento creerà 450 nuovi posti di lavoro e sarà operativo per il terzo semestre del prossimo anno. La Continental ha già sei fabbriche ed un centro di logistica e vendita di pneumatici in Ungheria. La nuova fabbrica aumenterà la produzione aziendale di componenti elettroniche per il mercato europeo. La scelta di Debrecen è stata motivata soprattutto dalla presenza nella zona di lavoratori altamente qualificati e in quest’ottica la ditta ha allacciato rapporti stretti con l’università ed il centro di formazione professionale locali. Il nuovo impianto sarà “una fabbrica ad alto livello tecnologico, conforme ai dettami delle regole sull’efficienza elettronica”.

Data di pubblicazione: 19/9/2018

LA STARTUP MILLENÁRIS APRE UN CAMPUS

La Millenáris ha aperto il Millenáris Startup Campus, un ufficio comune per le startup, vicino all’omonimo parco nel Secondo Distretto di Budapest. Il campus, uno dei più grandi nel suo genere in Europa Centrale ed Orientale, è dotato di 180 postazioni di lavoro, 24 uffici e aule meeting, due stanze per i seminari ed uno spazio per la lettura. Il governo ha stanziato 5 miliardi di fiorini (circa 16 milioni di euro) l’anno scorso come sussidio al progetto ed il ministro delle Finanze, Varga, ha affermato che il campus ha giù un livello di occupazione del 70%. Varga ha poi aggiunto che l’intento di quest’opera è promuovere lo sviluppo del capitale umano e migliorare le condizioni per le attività di business. Ha poi sottolineato che questo tipo di politiche è necessario per garantire anche in futuro la crescita economica dell’Ungheria, mentre quest’ultima e l’Europa intera affrontano nuove sfide nell’ambito demografico, della sicurezza e della competitività.

Data di pubblicazione: 19/9/2018

PROGETTI FERROVIARI PER L’UNGHERIA

Il ministro degli Esteri, Peter Szijjártó, ha annunciato che Ungheria e Cina vogliono concludere entro la fine dell’anno le trattative riguardo i finanziamenti per la modernizzazione della ferrovia Budapest- Belgrado. I lavori potrebbero partire già all’inizio del 2019 per concludersi nel 2023 e saranno finanziati per l’85% dal paese asiatico, che vuole inserire questo progetto nel più vasto piano di creazione di un corridoio commerciale con l’Europa. Sono già stati stabiliti con la Eximbank cinese sia il tasso di interesse che la scadenza del prestito, ma altri aspetti rimangono ancora da discutere. Il Ministro ha inoltre parlato del progetto per una linea ferroviaria ad alta velocità che collegherà Budapest a Varsavia passando per Bratislava e Brno, con un tempo di percorrenza al massimo di 4 ore per risultare davvero competitiva. A riguardo è già stato commissionato uno studio di fattibilità. È inoltre in corso la pianificazione la linea ad alta velocità tra Budapest e Cluj, in Romania, dove vive una numerosa comunità ungherese. Il tracciato dovrebbe poi collegarsi alla linea rumena e raggiungere Bucarest.

Data di pubblicazione: 18/9/2018

FIORINO UNGHERESE A RISCHIO DEPREZZAMENTO DOPO IL VOTO DEL PARLAMENTO EUROPEO

L’approvazione da parte del Parlamento Europeo del report Sargentini, con la conseguente possibilità di sanzioni contro l’Ungheria previste dall’articolo 7 del Trattato UE, prospetta “scenari non favorevoli” per la moneta ungherese. L’impatto sull’economia reale potrebbe essere minimo, ma si prospettano conseguenze per il budget europeo post-2020: potrebbe infatti essere applicato un maggior rigore finanziario agli Stati membri che non rispettano le norme dei trattati.

Data di pubblicazione: 18/9/2018

FIRMA DI CONTRATTI TRA MOL E THYSSENKRUPP

L’AD di MOL, Zsolt Hernádi, ha dichiarato che sono stati firmati 4 contratti EPC (Engineering, Procurement, Construction) con la Thyssenkrupp per la realizzazione del cosiddetto “Polyol Project”. Il valore totale del progetto, approvato anche dalla Commissione Europea e finanziato in parte dal governo ungherese, è di 1,2 miliardi di euro e renderà il Gruppo MOL l’unico produttore integrato nell’Europa Centrale ed Orientale di poliolo, il composto base del poliuretano usato in numerosi settori come quello edile, automobilistico e tessile. Lo stabilimento, che sarà dotato di tecnologie avanzate e utilizzerà lavoratori provenienti da vari paesi del mondo, verrà costruito a Tiszaújváros, in Ungheria. Sarà operativo entro il secondo semestre del 2021, in anticipo rispetto a quanto originariamente previsto. Il progetto, secondo l’AD di MOL, non solo aumenterà il fatturato del gruppo, ma permetterà anche di sfruttare nuove aree di mercato “ricche di potenziale” nel settore chimico-industriale. Si tratta di una collaborazione destinata a durare nel tempo.

Data di pubblicazione: 18/9/2018

INFLAZIONE STABILE AD AGOSTO

Per il mese di agosto, l’Ufficio di statistica ha rilevato che l’inflazione è rimasta al 3,4% su base annua, come in luglio. Nei primi otto mesi, i prezzi al consumo sono aumentati del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2017. L’inflazione “core”, che esclude energia, cibo e tabacchi, è stata del 2,2 %, sempre su base annua. I prezzi sono saliti dello 0,1% rispetto al mese precedente.

L’inflazione è rimasta stabile nel mese di agosto, nonostante gli analisti si aspettassero un ribasso, a causa del mancato ribasso dei prezzi del cibo stagionale.

TURISMO IN AUMENTO

Nel mese di luglio, il numero di notti passate da turisti in strutture di alloggio commerciali è salito del 1,3% su base annua raggiungendo 4,5 milioni di pernottamenti. Gli ospiti stranieri hanno pernottato mediamente un 3,8% in più rispetto allo stesso periodo del precedente anno, mentre i turisti nazionali uno 0,6% in meno, numero che si spiega considerando l’elevato dato di partenza del 2017. L’occupazione media delle stanze di hotel è salita al 72,5% dal 70,4% dell’anno scorso. I ricavi lordi degli alloggi commerciali sono aumentati del 2,3%, raggiungendo i 59 miliardi di fiorini (190 milioni di euro circa).

Nel periodo gennaio-luglio, il numero di pernottamenti è cresciuto del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2017 fino a 17,5 milioni, con i visitatori stranieri che hanno passato un 4% di notti in più e i turisti nazionali un 4,5%. I ricavi lordi sono saliti dell’ 8,5% fino a 277 miliardi di fiorini (894 milioni di euro circa).

Data di pubblicazione: 18/9/2018

ERSTE VEDE AL RIALZO LE PREVISIONI SULLA CRESCITA DELL’UNGHERIA

Secondo Erste Bank, il PIL dell’Ungheria aumenterà al 4,3% nel 2018, rispetto alla precedente previsione del 4%. Gli analisti bancari sostengono che la crescita è trainata dai consumi interni in crescita e dagli investimenti di capitale fisso. Rispetto all’inflazione, stimano che essa rimanga sopra al 3% sia quest’anno che il prossimo, ma ritengono che ciò non influenzerà il tasso di sconto fissato dalla Banca Centrale allo 0,9%, da oltre un anno. Il fiorino si è indebolito significativamente nel primo semestre e, secondo gli analisti, non sarà in grado di rafforzarsi a breve.

L’elevato saldo di conto corrente e le eccedenze commerciali hanno finora aiutato l’Ungheria ad evitare gli shock registrati in alcuni mercati emergenti, ma, avvisano gli analisti, il surplus della bilancia commerciale è in diminuzione.

Data di pubblicazione: 18/9/2018

GLI AUTOTRASPORTATORI SUGGERISCONO UN AUMENTO DEI PREZZI

La compagnia internazionale di autotrasportatori Nit Hungary e l’associazione nazionale degli autotrasportatori MKFE hanno rilasciato un comunicato congiunto l’11 agosto, raccomandando un aumento dei prezzi unificato del 15-20%, a causa dei maggiori prezzi del carburante, dei pedaggi, dei componenti dei veicoli, nonché per la carenza di manodopera. Senza tali aumenti potrebbero essere messi a rischio i trasporti merci a partire dal prossimo autunno.

Data di pubblicazione: 18/9/2018

BRIDGESTONE SI ESPANDE A TATABÁNYA

La Bridgestone amplierà il proprio stabilimento di produzione di pneumatici a Tatabánya con un investimento da 9.2 miliardi di fiorini (circa 30 milioni di euro). Saranno applicate tecnologie digitali innovative e verranno creati cento nuovi posti di lavoro da aggiungere agli attuali 1200. Il progetto riceverà un finanziamento governativo per 826 milioni di fiorini (2,6 milioni di euro). Con il nuovo progetto la produzione di pneumatici passerà dalle attuali 420.000 unità/anno a 600.000 unità/anno.

Data di pubblicazione: 18/9/2018

MINORI PROFITTI PER IL SETTORE BANCARIO

Il profitto ante-tassa del settore bancario ungherese è sceso a 323 miliardi di fiorini (circa 1,04 miliardi di euro) nel primo semestre dai 393 miliardi (circa 1.6 miliardi di euro) dello stesso periodo nel 2017, secondo i dati della Banca Centrale. Delle 60 banche presenti nel Paese, 48 hanno riportato profitti per 326 miliardi di fiorini (euro 1,05 miliardi circa) e le restanti sono finite in perdita per un totale di 12 miliardi di fiorini (circa 39 milioni di euro). Le attività totali del settore sono rimaste a 38.4 trilioni di fiorini (circa 124 miliardi di euro) alla fine di giugno, mettendo a segno un incremento del 10% rispetto a 12 mesi prima, con le attività nette aumentate del 5% pari a 4.1 trilioni di fiorini (circa 13,2 miliardi di euro). I prestiti alle imprese sono cresciuti del 16% a 6.7 trilioni di fiorini, mentre lo stock di prestiti individuali è aumentato del 6% a 5.5 trilioni di fiorini.

Data di pubblicazione: 18/9/2018

 

GKI RIVEDE IN POSITIVO LE STIME DI CRESCITA DELL’ECONOMIA

L'istituto di ricerca economica GKI ha rivisto in positivo la proiezione di crescita dell’economia al 4,2%, rispetto alla precedete stima del 4%. Questo ultimo aggiornamento è comunque ancora al di sotto delle previsioni ufficiali del governo che sono al 4,3%. Per il 2019, gli analisti dell’Istituto di ricerca stimano una crescita del 3%, tra i tassi più bassi della regione a causa della decelerazione della crescita degli investimenti e dei consumi delle famiglie. Le previsioni del governo ungherese si aggirano intorno al 4%, considerate però eccessive dagli analisti. Tra i settori stimati maggiormente in crescita per quest’anno figurano agricoltura, comunicazioni e commercio. La produzione industriale è prevista rallentare nonostante l’entrata in funzione di nuovi stabilimenti nel settore automobilistico. Secondo GKI la crescita del settore industriale sarà del 4% e quella del settore delle costruzioni del 14%. I servizi di mercato, in particolare il commercio e il turismo, che hanno giocato un ruolo importante nella crescita del PIL del 2 ° trimestre (+4,4%), si stanno espandendo rapidamente. Anche gli investimenti sono stati accelerati nel secondo trimestre, grazie ai progetti finanziati dall'UE. GKI stima una crescita delle vendite al dettaglio al 6% e quella dei salari lordi al 10%. I salari reali cresceranno del 7-8%. Sommando il numero di lavoratori inseriti nei programmi di pubblica utilità a quelli disoccupati, il tasso di disoccupazione ungherese sarebbe intorno alla media UE. Il deficit di liquidità era vicino a 1,5 trilioni di HUF (4,5 miliardi di euro) nei primi sette mesi, a causa degli anticipi relativi a progetti finanziati dall'UE. Secondo la metodologia UE, che esclude questi pagamenti, il deficit di bilancio sarà inferiore al previsto, stimato al 2,2% del PIL. L'inflazione è continuata a salire per il quinto mese consecutivo a luglio, raggiungendo il 3,4%, in terza posizione in ambito UE dopo Romania e Bulgaria. Secondo l’Istituto potrebbero verificarsi ulteriori aumenti entro la fine dell'anno, a causa del fiorino debole. Il tasso medio annuo è stimato al 3%. GKI ha evidenziato crescenti incertezze, come il rallentamento nella zona UE, la minaccia di una guerra commerciale e l'aumento dei tassi.

Data di pubblicazione: 4/9/2018

 

RITARDI NELLA CONSEGNA DI MATERIALE DA COSTRUZIONE

Mapei evidenzia che i produttori di materiali da costruzione non sono in grado di tenere il passo con la crescente domanda del settore. Anche le consegne sono soggette a ritardi in quanto gli autotrasportatori non hanno sufficiente capacità. La Mapei ha smesso di esportare lo scorso anno e ha iniziato a importare quest'anno per soddisfare gli ordini in portafoglio.

Data di pubblicazione: 30/8/2018

L’UFFICIO DI AUDIT STATALE ÁSZ PREVEDE UNO SFORAMENTO DEL BUDGET

I dati ad oggi disponibili indicano che sia le entrate fiscali che le spese statali possono sforare in diversi settori. Le entrate fiscali derivanti dalla tassazione delle imprese sono al di sotto delle previsioni, ma IRPEF, IVA ed entrate sulle transazioni finanziarie sono al di sopra del target, ma potrebbero non coprire comunque l’ammontare delle spese che è lievitato per effetto degli esborsi anticipati dei fondi europei non ancora trasferiti da Bruxelles. L’obiettivo di disavanzo per fine anno è stimato pari a 4,4 miliardi di euro e il raggiungimento del 2% di deficit rispetto al PIL potrà essere soddisfatto solo con i trasferimenti da Bruxelles e purché le spese non superino i ricavi nel secondo semestre dell’anno.

Data di pubblicazione: 30/8/2018

MERCATO DEL LAVORO

Nel periodo maggio- luglio 2018 le persone con impiego con età compresa tra i 15 e 74 anni hanno raggiunto 4.483.000; i disoccupati sono stati 166.000 e i lavoratori temporanei ungheresi all’estero circa 110.000. Su base annua, il mercato del lavoro primario è cresciuto di 92.000 unità con conseguente diminuzione del numero di persone nello schema di lavori pubblici che nel periodo in considerazione ammontano a 159.000 unità. Il tasso di disoccupazione è al 3,6%, mentre quello di occupazione al 60,3% con una domanda in crescita da parte delle imprese.

Data di pubblicazione: 30/8/2018

 

REALIZZAZIONE DELLA TERZA CORSIA PER LA M1

Il Ministro per l’Innovazione e la Tecnologia, László Palkovics, ha annunciato la costruzione della terza corsia per l’autostrada Budapest-Vienna della lunghezza di 43 km. Si tratta dell’autostrada più usata in territorio ungherese e si sta avvicinando al limite di tolleranza previsto. La costruzione della terza corsia inizierà nel 2021 e nel mentre saranno avviati i lavori di rinnovamento del manto stradale che terminerà nel 2019. Costo previsto 25 miliardi di fiorini (circa 86 milioni di euro).

Data di pubblicazione: 28/8/2018

PAGAMENTI ELETTRONICI

Il Governo, al fine di ridurre il volume della moneta in circolazione e sostenere la competitività del Paese, sta cercando di promuovere i pagamenti elettronici. In Ungheria sono in circolazione 9 milioni di carte bancarie, di cui il 75% sono contactless. Il volume della moneta in circolazione è pari al 14% del PIL, contro una media europea dell’8%. Tra i suggerimenti messi a punto dalla Banca Centrale per stimolare la competitività viene presa in esame anche la digitalizzazione dell’amministrazione pubblica che aumenterebbe l’efficienza dei processi amministrativi e ridurrebbe la corruzione. Il governo ha dato il proprio sostegno per l’installazione di terminali POS fin dal 2016 e ad oggi i 2/3 dei 3.200 municipi hanno nel proprio territorio negozi che accettano pagamenti elettronici. Il valore di tali pagamenti è pari a 5 trilioni di fiorini (circa 16 miliardi di euro) a giugno 2018 e rappresentano ¼ delle transazioni complessive, per cui c’è notevole spazio di crescita. Il Ministro delle Finanze intende introdurre il pagamento a mezzo carta elettronica anche presso le scuole secondarie per far crescere la conoscenza di questi mezzi di pagamento.

Data di pubblicazione: 28/8/2018

IN CALO L’INDICE DI FIDUCIA DI CONSUMATORI E IMPRESE

L’indice di fiducia dei consumatori e delle imprese, secondo le rilevazioni dell’istituto di ricerca economica GKI, è calato bruscamente da un massimo storico di 10,5 punti a luglio a 6,7 ​​in agosto, il livello più basso registrato fino ad ora per il 2018. I dati confermano le precedenti proiezioni di crescita di GKI al 4% per l'intero anno, ma con l’avvertimento che il PIL potrebbe raggiungere il suo picco. Secondo l’istituto le tendenze positive caratterizzate da bassi prezzi dell'energia e dai bassi tassi di interesse potrebbero finire presto.

L'indice di fiducia industriale ha raggiunto il punto più basso degli ultimi cinque mesi ad agosto, a causa del deterioramento delle scorte di ordini e in particolare di quelli per l’esportazione.

L'indice di fiducia delle costruzioni è cresciuto solo leggermente in agosto, con un miglioramento delle prospettive per le società di ingegneria civile, mentre è peggiorato per le società coinvolte nelle costruzioni di abitazioni residenziali. Developer e banche hanno fatto pressione sul Governo per un periodo di transizione dopo il 1 ° gennaio 2020, quando le aliquote IVA preferenziali per le nuove costruzioni saranno gradualmente eliminate e i tassi saranno aumentati dal 5% al ​​27%. Vi è il timore di un forte ridimensionamento del settore, che è stato un fattore trainante dell'economia ungherese negli ultimi due anni con una crescita superiore al 20%. In sostanza i costruttori chiedono che sia mantenuto il tasso inferiore di IVA per i progetti di costruzione non ancora completati entro dicembre 2019. L’indice di fiducia tra dettaglianti e grossisti ha subito cambiamenti minimi, mentre nel settore dei servizi è peggiorato notevolmente. In aumento tra le famiglie il timore della disoccupazione, della capacità di risparmio e della posizione finanziaria.

Data di pubblicazione: 28/8/2018

INAUGURATO IMPIANTO PER LA PRODUZIONE DI BATTERIE DI ACCUMULO

Sinergy, unità del gruppo Aleo, ha inaugurato lo stabilimento per la produzione di batterie di accumulo. Si tratta del primo stabilimento di tale tipo nell’Europa centro orientale. L’investimento ha un valore di 1,1 miliardi di fiorini (circa 3,5 milioni di euro) ed ha ricevuto un finanziamento a fondo perduto di 500 milioni di fiorini (1,6 milioni di euro) dall’Ufficio nazionale per l’Innovazione, Ricerca e Sviluppo (NKFI). Inoltre Sinergy parteciperà al controllo di frequenza della rete elettrica ungherese e lo scopo dell’impianto è quello di promuovere l’integrazione dei mercati delle energie rinnovabili, soprattutto eolica e fotovoltaica.

Data di pubblicazione: 24/8/2018

CONSUMI INTERNI NEL I SEMESTRE 2018

Nel primo semestre 2018 le vendite al dettaglio sono aumentate del 6,9% su base annua, secondo i dati pubblicati dall’Ufficio di statistica ungherese. La vendita di prodotti alimentari è aumentata del 4,4%, quella dei prodotti non alimentari del 9,9%, mentre le vendite di carburanti del 7,5%. L’aumento di domanda dei prodotti non-alimentari rispecchia la domanda di beni di consumo durevoli: mobili e prodotti elettronici sono aumentati del 12% nel periodo in considerazione. In aumento anche la vendita di autovetture, benché tali prodotti non siano inseriti nelle statistiche delle vendite al dettaglio. Il clima di fiducia tra in consumatori è positivo e si nota un aumento delle vendite a credito, sostenute dai bassi tassi di interesse.

Data di pubblicazione: 24/8/2018

 

NUOVA REGOLAMENTAZIONE PER GLI ESERCIZI COMMERCIALI

Secondo il decreto governativo approvato nella seconda settimana di agosto 2018, gli esercizi commerciali con superficie uguale o superiore a 400 m2 dovranno richiedere l’autorizzazione alle Autorità territorialmente competenti (comune) anche per I lavori per I quali non è richiesto un permesso di costruzione. Dal 2011 è in vigore una normativa che non permette la costruzione di nuovi esercizi commerciali superiori ai 300 m2.

Data di pubblicazione: 23/8/2018

COSTRUZIONE DI UN NUOVO PONTE PER I COLLEGAMENTI CON LA SLOVACCHIA

Sarà costruito un nuovo ponte sul fiume Ipoly in sostituzione dell’attuale in uso solo per biciclette e pedoni tra Vrbovka, Slovakia e Őrhalom in Ungheria. Il nuovo ponte consentirà il passaggio di autovetture e camion con un peso inferiore alle 3,5 tonnellate. Il progetto verrà finanziato attraverso il programma Interreg V-A, Slovacchia-Ungheria 2014-2020.

Data di pubblicazione: 23/8/2018

RIVISTA LA NORMATIVA SUI MUTUI IPOTECARI

La Banca Centrale ha pubblicato un decreto che modifica il rapporto rata/reddito per i mutui ipotecari. A partire dal prossimo 1 ° ottobre tale rapporto verrà abbassato al 25% per i prestiti ipotecari inferiori a 5 anni, al 35% per i prestiti rimborsabili tra 5 e 10 anni e al 50% per i prestiti oltre i 10 anni. L'obiettivo della Banca Centrale è quello di mitigare l'esposizione delle famiglie al rischio di tasso di interesse sia fisso che variabile. A causa della durata di 15-20 anni dei mutui ipotecari, la Banca ritiene importante garantire che le possibili variazioni future dei tassi di interesse a lungo termine non generino difficoltà di pagamento per le famiglie o, in uno scenario peggiore, la loro insolvenza. Dal 1 ° luglio 2019, considerando anche l'aumento delle retribuzioni nominali e reali negli ultimi anni, il Decreto consente di effettuare rate più elevate pari o superiori a 500.000 HUF (€1.600 circa) di reddito mensile invece degli attuali HUF 400.000 (1.300 circa).

Data di pubblicazione: 23/8/2018

ISTITUITO UFFICIO PER IL MONITORAGGIO DELLA SPESA PUBBLICA

Istituito presso il Gabinetto del Primo Ministro il dipartimento per la supervisione ed il monitoraggio della spesa pubblica. La sede sarà nell’ex palazzo della CIB Bank in Andrássy út 70 ed impiegherà circa 100 dipendenti. Secondo il Primo Ministro in questo modo non saranno più utilizzate consulenze esterne. L’Ufficio di controllo sui fondi europei della Commissione - OLAF – ha riscontrato diverse irregolarità in Ungheria riscontrando gravi irregolarità in 24 dei 29 progetti esaminati. Il PM ha firmato un contratto di consulenza per 4,8 miliardi di Fiorini (€ 16 milioni) nel maggio 2016 per quattro anni con gli studi legali SBGK (che rappresenta anche la famiglia Orban in alcuni casi), Nagy és Kiss e Ész-Ker.

Data di pubblicazione: 23/8/2018

 

SVILUPPI IMMOBILIARI

Ceetrus, developer dei negozi all’interno della catena Auchan, e Horwat HTL stanno lanciando una vasta gamma di progetti di sviluppo alberghiero. La società è ora entrata nello sviluppo immobiliare. Il primo progetto è la costruzione di 59 abitazioni in Kecskemét. In collaborazione con Horwat, l'azienda ha avviato sviluppi alberghieri a Budapest, Miskolc, Kecskemét e Szeged. La partnership ha deciso di avviare un progetto a Kecskemét a seguito dell’ampliamento degli impianti della Mercedes ed a Szeged per la presenza di ELI – Centro europeo di ricerca laser.

Data di pubblicazione: 17/8/2018

LA LIRA TURCA PESA SULL'ASTA DEI TITOLI UNGHERESI

L’agenzia del debito pubblico AKK ha venduto complessivamente di 61 milioni di HUF61 (187 milioni di euro) alle aste il 16 agosto, 6,5 miliardi di HUF in più rispetto al previsto ma a costi più elevati in quanto i rendimenti sono aumentati rispetto all'ultima asta di due settimane fa. Le tensioni della valuta turca hanno pesato sui prezzi delle obbligazioni e sulla valuta locale. Mercoledì il fiorino si è indebolito a 325 contro l'euro, ma ha ridotto le perdite come la lira si è ripresa. Anche i prezzi delle obbligazioni sono stati molto fluttuanti. L'AKK ha venduto HUF25bn (euro 81 milioni circa) di obbligazioni a tre anni, aumentando la sua offerta iniziale di HUF5bn dopo che gli intermediari avevano fatto un'offerta per 34,2 miliardi di HUF. Il rendimento medio si è attestato all'1,74%, 1 punto base sul benchmark del mercato secondario e 18 punti base sul rendimento dell'asta precedente. Per le obbligazioni a cinque anni, il rendimento medio è aumentato di 18 punti base rispetto all'ultima asta a 2,95%, che è 3 punti base sopra al benchmark. La domanda per le obbligazioni a dieci anni è stata modesta. Il rendimento medio è stato del 3,49%, 3 punti base sopra al benchmark e 20 punti base in più rispetto al rendimento della precedente asta di due settimane fa.

Data di pubblicazione: 17/8/2018

IL MINISTERO DELLE FINANZE RIVEDE LA CRESCITA DEL PIL PER IL 2018

A seguito dei dati preliminari pubblicati dall’Ufficio di statistica sulla crescita economica nel secondo trimestre (+4,6%), il Ministero delle Finanze ha rivisto le stime di crescita per l’intero anno al 4,3%. La crescita del secondo trimestre è attribuibile all’aumento nella produzione di servizi e ai consumi delle famiglie. Anche agricoltura ed industria hanno registrato una buona performance.

Data di pubblicazione: 16/8/2018

RIDUZIONE DI PERSONALE NEL SETTORE PUBBLICO

Il sindacato Mszosz respinge il piano del Governo, annunciato in questi giorni, senza preventiva consultazione con le parti sociali, che prevede una riduzione del personale del pubblico impiego del 15-20% a partire dal prossimo gennaio.

Data di pubblicazione: 16/8/2018

MIGLIORA LEGGERMENTE LA SICUREZZA SUL LAVORO

In lieve miglioramento la sicurezza sui posti di lavoro secondo le rilevazioni effettuate dagli ispettori del Ministero delle Finanze. Sono state riscontrate irregolarità in 5.305 su 7.098 società visitate nella prima metà del 2018. Il 74,7% delle attività commerciali non rispetta le regole, ma si registra un lieve miglioramento rispetto al 78,3% del 2017 e all’81,2% del 2016.

Data di pubblicazione: 16/8/2018

IN AUMENTO I PRESTITI BANCARI ALLE SOCIETÀ

Secondo i dati pubblicati dalla Banca Centrale, a giugno si è registrato un aumento del 15% su base annua dei prestiti bancari alle società. Il 60% del credito è andato alle imprese manifatturiere, alle attività immobiliari e al dettaglio. I prestiti al settore IT hanno visto la massima espansione nei precedenti 12 mesi, con un aumento del 61%, seguito da aumenti del 36,4% alle società finanziarie, del 35,3% alle società elettriche, del 21,9% al settore immobiliare e del 16,8% al settore manifatturiero. In diminuzione invece il credito alle società minerarie del 9,2% e del 2,2% al settore agricolo.

Data di pubblicazione: 16/8/2018

LA CROAZIA AVVIA LA COSTRUZIONE DI UN GASDOTTO BIDIREZIONALE VERSO L’UNGHERIA

Total Croatia news ha pubblicato la notizia dell’avvenuto avvio della costruzione di una stazione di compressione bidirezionale per il trasporto del gas tra Croazia e Ungheria che si innesta sul gasdotto già esistente fra i due paesi. Il gasdotto ha origine a Velika Kudina, località a 60 km da Zagabria. Le prime prove avranno luogo nella seconda metà del 2019. Plinarco, compagnia statale croata per il gas investirà circa 9 miliardi di fiorini nel progetto (circa euro 29 milioni).

Data di pubblicazione: 14/8/2018

GLI UTILI DI OTP DEL SECONDO TRIMESTRE SUPERANO LE PREVISIONI

Il gruppo bancario OTP ha realizzato profitti per 89,5 miliardi di Fiorini (circa 289 milioni) al netto delle tasse nel secondo trimestre, in aumento dell'11% rispetto al precedente anno. Si tratta del risultato più alto conseguito dopo quello del terzo trimestre 2008 realizzato allora grazie alla vendita della società assicurativa OTP Garancia. I risultati hanno superato le previsioni in parte perché OTP ha effettuato minori accantonamenti per perdite nel secondo trimestre rispetto alle previsioni degli analisti. La redditività di OTP è notevolmente migliorata e pertanto gli analisti ritengono che non ci sia ulteriore spazio per una ulteriore crescita dei profitti. OTP eroga mutui per l’acquisto di immobili ad uso abitazione, seguendo le direttive della Banca Centrale, per lo più ad un tasso fisso di interesse. Tali prestiti rappresentano l’80% di tutti i nuovi prestiti.

Data di pubblicazione: 14/8/2018

ESITI DELLA MISSIONE DEL FMI

La Missione del Fondo Monetario Internazionale di fine giungo ha evidenziato la forte crescita economica che ormai si protrae da alcuni anni ed attribuibile all’assorbimento accelerato dei Fondi UE e all’aumento dei redditi. Il debito estero è diminuito considerevolmente così come il debito pubblico, anche se ad un ritmo più lento. L’aumento della domanda interna ha prodotto un aumento del saldo di conto corrente che ha raggiunto il picco nel 2016. Il tasso di cambio si è recentemente deprezzato, mentre l’inflazione ha ripreso a salire. La disoccupazione continua a scendere, mentre aumenta la carenza di manodopera, nonostante sia stata favorita la mobilità dallo schema dei lavori socialmente utili, al mercato primario.

Il FMI raccomanda al Paese di fare di più per ridurre il debito, di eliminare le imposte settoriali e di intraprendere riforme strutturali per migliorare la produttività e creare un buffer di sicurezza per fronteggiare eventuali shock futuri. Il Fondo raccomanda anche di eliminare progressivamente le imposte settoriali rimanenti, di ampliare la base imponibile e di rafforzare ulteriormente l'amministrazione fiscale. Questi provvedimenti contribuirebbero a ridurre le distorsioni ed aumentare le entrate. Il Fondo suggerisce di trasformare la tassa di proprietà, in una moderna tassa immobiliare che aiuterebbe gli enti locali ad avere entrate per finanziare sanità, istruzione e infrastrutture. Suggerisce anche la riforma della pubblica amministrazione che contribuirebbe alla riduzione dei costi e l’eliminazione dei sussidi generalizzati, proteggendo i poveri con misure mirate. L'FMI raccomanda inoltre di contrastare la corruzione e per gli investimenti raccomanda di ridurre la burocrazia e di semplificare il contesto normativo. Inoltre, ritiene urgente migliorare istruzione e formazione professionale per affrontare gli squilibri di competenze.

Il FMI prevede una crescita del PIL per l'Ungheria del 4% per il 2018 e del 3,3% per il 2019, entrambi al di sotto delle proiezioni del governo. Il debito pubblico scenderà al 71,3% del PIL quest'anno e al 69,1% nel 2019. Il deficit di bilancio è stimato al 2,4% nel 2018 e del 2% nel 2019.

Data di pubblicazione: 9/8/2018

FMI SOLLECITA LA RIDUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO

Il FMI, nel corso della missione ai sensi dell’articolo IV dello statuto, raccomanda all’Ungheria di ridurre il debito pubblico e eliminare alcune specifiche tasse e intraprendere riforme strutturali per migliorare la produttività. Il rapporto fa stato della forte crescita economica e fiscale , ma rileva il rapporto debito/PIL è sceso solo leggermente. Il FMI stima una crescita del PIL del 4% per il 2018 e del 3,3% per il 2019. Il debito pubblico è stimato al 71,3% e al 69,1% il prossimo anno. Il deficit dovrebbe attestarsi al 2,4% nel 2018 e al 2% nel 2019. Il FMI ha suggerito una serie di misure che permetterebbero nella seconda metà dell’anno di iniziare a contenere il deficit per proseguire poi nel medio termine. Il FMI raccomanda anche l’eliminazione di alcune tasse settoriali, allargando la base contributiva, migliorando ulteriormente l’amministrazione fiscale ed eliminando sussidi generalizzati, proteggendo i poveri con misure mirate.

Data di pubblicazione: 7/8/2018

L'UE CONCEDE 200 MILIONI DI EURO PER LA COSTRUZIONE DI STRADE

L'UE contribuirà con 200 milioni di euro dei fondi di coesione alla costruzione del tratto autostradale che collega Debrecen con Berettyóújfalu, vicino al confine con la Romania. Lo scorso maggio l’UE ha annunciato 265 milioni di euro di finanziamento per un'altra sezione di collegamento autostradale Berettyóújfalu fino al confine.

Data di pubblicazione: 7/8/2018

NUOVI LAVORI ALL’AEROPORTO DI BUDAPEST

Entro il corrente anno inizierà la costruzione di un parcheggio multipiano e magazzini merci presso l’aeroporto internazionale di Budapest.

Data di pubblicazione: 7/8/2018

ACCORDO CON SIEMENS PER LA FORMAZIONE NELLE SCUOLE PROFESSIONALI

Il Ministero ungherese dell'innovazione e della tecnologia ha firmato un partenariato quadriennale con Siemens per un programma pilota di formazione professionale e l'introduzione di un percorso di doppia formazione che coinvolge studenti e insegnanti. Il programma coprirà il periodo dal 2018 al 2022 e coinvolgerà 40 scuole con 6.400 studenti e adulti, 400 insegnanti e membri del comitato d'esame. L’accordo ha un valore di 2 miliardi di fiorini (circa 6,5 milioni di euro) e Siemens chiederà un finanziamento al Fondo nazionale per l’occupazione.

Data di pubblicazione: 7/8/2018

 IMPIANTO BMW A DEBRECEN

La casa automobilistica tedesca BMW realizzerà in Ungheria un impianto per la produzione di auto convenzionali ed elettriche, in un’unica linea di produzione. Lo stabilimento avrà sede a Debrecen, seconda città del Paese ed il valore dell’investimento è stimato in 1 miliardo di euro. L’impianto sorgerà su un terreno di 400 ettari alla periferia della città e avrà una capacità di produzione di 150.000 veicoli all'anno. Nella fase iniziale impiegherà 1.000 addetti. La BMW si avvarrà di tecnologie moderne e lo stabilimento di Debrecen stabilirà nuovi standard in termini di digitalizzazione, sostenibilità e flessibilità, oltre a essere un leader tecnologico, con soluzioni innovative per l'automazione, sistemi di assistenza all'avanguardia e applicazioni logistiche flessibili.
La trattativa con il Governo ungherese si è protratta per oltre 14 mesi e Debrecen ha dovuto competere a livello interno con la città di Miskolc ed a livello internazionale con Slovacchia e Romania, entrambe in gara per ospitare l’investimento. Il settore automotive rappresenta il 5% del PIL del paese e il 17% di tutta la produzione industriale e un terzo delle esportazioni. A seguito dell'investimento di BMW, la cifra delle esportazioni potrebbe salire al 40%.

Data di pubblicazione: 7/8/2018

TELENOR VENDE I PROPRI ASSET IN UNGHERIA

Il gruppo di investimento ceco PPF Group ha completato l'acquisizione delle filiali di Telenor in Bulgaria, Ungheria, Montenegro e Serbia in un accordo del valore di 2,8 miliardi di euro. La Commissione europea ha dato il via libera alla venidta. L'accordo è stato annunciato a marzo da Telenor. La società ha circa 10 milioni di clienti nei quattro mercati: 3,4 milioni in Bulgaria, 3,3 milioni in Serbia e Montenegro e 3,1 milioni in Ungheria, ma ha perso circa 1 milione di abbonati negli ultimi tre anni. La cessione delle attività sarebbe compatibile con la raccolta fondi e la strategia di riduzione dei costi di Telenor, poiché la società sta pianificando una trasformazione verso il digitale. Il Telenor Ungheria è il secondo player sul mercato con una quota di mercato del 27,5%, indietro rispetto al leader del mercato Telekom, che ha il 47,5% del mercato. Il valore di mercato degli asset ungheresi a potrebbe essere compreso tra HUF235-325 miliardi (tra 750 milioni e un miliardo di euro), secondo le stime degli analisti.

Data pubblicazione: 3/8/2018

 NUOVE ACQUISIZIONI DI OTP

La banca ungherese OTP ha annunciato di aver siglato importanti accordi con la banca francese Société Generale. La banca DSK EAD, sussidiario di OTP in Bulgaria, ha raggiunto un accordo per l’acquisizione del 99,74% delle quote di Société General Expressbank, distaccamento bulgaro della banca francese. Quest’ultima, con una quota di mercato del 6,7%, è la settima banca in Bulgaria. Contemporaneamente, OTP ha acquisito l’88,89% di Banka Société Generale Albania SH. A., presidio di Société Generale in Albania. La chiusura finanziaria di entrambe le transazioni è attesa per l’ultimo trimestre del 2018. Inoltre, è in discussione tra le due banche la possibilità di siglare un accordo in materia di servizi, che porterà a collaborazioni in diversi ambiti, nei mercati di Albania, Bulgaria, Croazia e Ungheria.

Data di pubblicazione: 02/08/2018

MOL ENTRA NEL MERCATO DEL RICICLAGGIO DELLA PLASTICA.

La compagnia petrolifera ungherese Mol ha siglato un accordo di cooperazione strategica con l’impresa tedesca APK, specializzata nella produzione di tecnologie per il riciclaggio. Come primo atto di questa collaborazione, Mol sosterrà il completamento del nuovo impianto di riciclaggio della plastica situato a Merseburg. I due partner prenderanno parte a progetti condivisi nei principali mercati dove Mol è operativa ovvero nell’Europa Centrale ed Orientale.

Data di pubblicazione: 02/08/2018

STIME CONTRASTANTI SULL’EMIGRAZIONE.

Secondo i dati dell’Ufficio Centrale di Statistica (KSH), relativi al microcensimento del 2016, 600.000 ungheresi vivono all’estero e altrettanti starebbero pianificando di lasciare il paese nei prossimi anni. Secondo il “Microcensus” il numero di “espatriati” si attestava attorno alle 306.000 unità nel mese di ottobre 2016. L’Ufficio di statistica ammette che tali dati potrebbero non tenere conto della reale entità del fenomeno, dato che, oltre a riferirsi ad un campione limitato, sono state prese in considerazione esclusivamente unità familiari con domicilio registrato in Ungheria. Secondo alcune analisi condotte da analisti economici e agenzie indipendenti, questo numero potrebbe superare le 600.000 unità. Sono principalmente le nuove generazioni, ovvero la fascia d’età tra 25 e 45 anni, a mostrare una maggiore tendenza all’espatrio. Le principali destinazioni sono la Germania, il Regno Unito e l’Austria. Si tratta soprattutto di lavoratori qualificati o con diplomi universitari, che per la maggior parte emigrano alla ricerca di migliori opportunità lavorative. Per quanto riguarda i livelli educativi, il 30% degli espatriati e il 41% di chi ha fatto ritorno casa possiede un diploma di istruzione terziaria, mentre la media nazionale si ferma al 22%. Riguardo alle destinazioni, i 3 paesi che si trovano sul podio ospitano il 71% degli espatriati e il 57% di quelli che fanno ritorno in Ungheria. Tra le motivazioni a partire, oltre al lavoro, causa preminente nell’86% dei casi, vi è lo studio, per il 7%. La maggior parte dei lavoratori ungheresi espatriati è impiegata nei settori del commercio e dei servizi (entrambi al 23%), ma è importante anche la quota coinvolta nell’industria e nelle costruzioni. Il sondaggio di KSH ha tenuto in considerazione anche il potenziale migratorio, scoprendo che l’8,4% della fascia compresa tra 16 e 64 anni pianifica di emigrare nei prossimi 2 anni. Questo dato, pari a 510.000 persone, sarebbe catastrofico sul piano economico e sociale, ma va rivisto alla luce del fatto che solitamente soltanto il 20% del potenziale migratorio di traduce in realtà. 100.000 emigrati porterebbero comunque conseguenze critiche su un mercato del lavoro che sta già subendo forti pressioni per via della mancanza di manodopera.

Data di pubblicazione: 02/08/2018

ANNUNCIATI APPALTI PER LA COSTRUZIONE DI 3 NUOVI OSPEDALI

Pubblicate le gare d’appalto per la progettazione di tre complessi ospedalieri nella capitale, situati a Buda Sud, Pest Sud . Il governo destinerà 700 miliardi di fiorini (2,2 miliardi di €) allo sviluppo dei servizi sanitari della capitale e dell’intera regione centrale. Oltre ai tre ospedali, il governo intende ammodernare altri 25 ospedali e 32 cliniche. L’ospedale di Buda Sud farà parte di un progetto di investimento ex novo, localizzato a Dobogó nell’undicesimo distretto. Il nuovo complesso sarà funzionale in 5 anni e garantirà servizi a 1,2 milioni di persone. Secondo quanto dichiarato dal sottosegretario alla difesa István Szabó, l’ospedale di Nord Pest sarà costruito su Podmaniczy út, e sarà integrato nell’Ospedale Militare: il nuovo complesso sarà in grado di garanti 1.500 posti letto.

Data di pubblicazione: 02/08/2018

PICCO DI CRESCITA NEL PRIMO TRIMESTRE

GKI ha confermato le sue previsioni di crescita dell’economia ungherese al 4%. L’istituto di ricerca ha poi aggiunto che la crescita ha probabilmente raggiunto il picco ciclico nel primo trimestre, con il 4,4%. Le prospettive di crescita per il settore delle costruzioni e per gli investimenti sono rimaste inalterate, mentre per la produzione industriale le aspettative sono state riviste al ribasso di un punto percentuale (dal 5% al 4%). Il tasso di investimento potrebbe salire al 22%, raggiungendo i livelli pre-crisi, soprattutto grazie ai progetti di investimento nel settore pubblico, basati prevalentemente su finanziamenti europei. Il consumo dovrebbe segnare un incremento del 4,5%, mentre il consumo finale delle famiglie crescerà è stimato al 5,5%. Le previsioni relative al tasso di disoccupazione restano inalterate al 3,8%. Il tasso di inflazione annuale previsto da GKI, pari al 3,5%, è inferiore rispetto all’obiettivo governativo. La crescita delle retribuzioni lorde scivolerà dal +13% al +10%, con un incremento netto del 7%.

Data di pubblicazione: 02/08/2018

MOL ENTRA NEL MERCATO DEL TRASPORTO PUBBLICO

Con l’acquisizione della quota di maggioranza del produttore di autobus ITK Holding Zrt., il gruppo Mol si è ritagliato uno spazio importante nel mercato dei trasporti. ITK è stata fondata nel 2002 e le sue attività si concentrano prevalentemente nel trasporto via bus, nella manutenzione di autobus e nello sviluppo di sistemi di informazione e di controllo del traffico. La Holding ha recentemente sviluppato, in joint venture con la tedesca Daimler, il bus Mercedes Benz Reform 500 LE, che è ora in produzione nell’impianto di Debrecen. ITK ha poi pianificato la costruzione di un nuovo impianto di 10.000 m2 nei pressi dell’aeroporto di Debrecen, innalzando la produzione totale annuale a 1.000-1.200 unità. Il CEO del gruppo rimarrà alla guida di ITK come socio di minoranza. La mossa di Mol è coerente con la strategia aziendale 2030, che mira a dare una sempre maggiore enfasi ai servizi di mobilità.

Data di pubblicazione: 02/08/2018

PREZZI PRODUZIONE INDUSTRIALE IN AUMENTO.

I prezzi della produzione industriale hanno visto un incremento su base annua del 7,5%. Il dato, il più alto degli ultimi anni, è dovuto, secondo l’Ufficio Centrale di Statistica (KSH) al drastico aumento dell’8% del salario minimo, all’innalzamento dei prezzi petroliferi e all’indebolimento del fiorino. I prezzi connessi alla produzione domestica sono cresciuti in media del 7,3%: tra questi, il comparto manifatturiero ha visto un balzo del 7,7%, mentre quelli del comparto energetico un incremento del 7,6%. L’aumento delle buste paga e dei prezzi delle materie prime hanno schiacciato la competitività delle imprese ungheresi, già sotto pressione per le condizioni restrittive del mercato del lavoro. Questa pressione sul comparto industriale si rifletterà, presto o tardi, sui prezzi dei consumi finali.

Data di pubblicazione: 02/08/2018

 

AD PLASTIK GROUP ACQUISISCE TISZA AUTOMOTIVE.

AD Plastik Group, compagnia croata impegnata nella produzione di equipaggiamento automobilistico, ha annunciato l’acquisto dell’ungherese Tisza Automotive. Quest’ultima produce componenti in materie plastiche per l’industria dell’auto, ed è attiva sul mercato da oltre 15 anni. Dà lavoro a più di 400 dipendenti e, tra uffici ed area di produzione, copre una superfice di 22.400 metri quadri. Rappresenta il primo fornitore dell’impianto ungherese di Suzuki, ma ha siglato importanti contratti di fornitura anche con Bentley e Volkswagen. AD Plastik, costituita nel 1992 come distaccamento di Jugoplastika e privatizzata nel 1992, è leader nella produzione di componenti di plastica per auto nel mercato croato.

Data di pubblicazione: 02/08/2018

DIGI ALZA GLI OBIETTIVI DI SPESA.

L’azienda rumena Digi, un anno dopo l’acquisizione di Invitel, fornitore ungherese di telefonia e banda larga, ha annunciato investimenti tra 12 e 15 miliardi di fiorini (40/50 milioni di euro). L’acquisizione, approvata sotto alcune condizioni dall’organo ungherese di sorveglianza della concorrenza GHV a maggio, permette a Digi di diventare leader nel segmento televisivo, con una quota di mercato del 30,4%, e raggiungere la seconda posizione nel settore linea fissa e telefonia, con quote di mercato pari rispettivamente al 24,8% e al 22,7%. Lo scorso anno Digi ha visto un incremento di 1,1 milioni di utenti e ha totalizzato profitti per 2,2 miliardi di fiorini (6,7 milioni di €). È atteso l’ingresso del provider rumeno anche nel mercato della telefonia mobile, dove diventerebbe il quinto fornitore.

Data di pubblicazione: 02/08/2018

MERCATO IMMOBILIARE IN ESPANSIONE.

Secondo la ricerca di mercato effettuata dall’Ufficio Centrale di Statistica, i prezzi delle case di nuova costruzione hanno visto un rialzo del 12,2% su base annua e del 4% rispetto allo scorso trimestre. I prezzi delle case non di nuova costruzione sono invece cresciuti ad un ritmo più rapido, totalizzando un incremento del 12,4% su base annua e del 3,6% su base trimestrale. Lo scorso anno sono state vendute 154.000 case, 5,1% in più rispetto all’anno precedente, per un valore totale di 2,2 trilioni di fiorini (6,9 miliardi di €, crescita annuale del 16%). Nel 2017, il mercato immobiliare nella capitale ha visto un incremento per le case di seconda mano del 3,2%, con un prezzo medio di vendita pari a 24,4 milioni di fiorini (77.000€), mentre fuori dalla capitale il ritmo di crescita è più elevato, pari al 13,3% (mentre il prezzo medio è pari a 13 milioni di fiorini, o 41.000€). Il prezzo medio per metro quadro è pari a 463.000 fiorini (1.500€) a Budapest, 141.000 (450€) nelle piccole città e 70.000 (200€) nei paesi. Contemporaneamente, il numero dei permessi di costruzione ha visto un calo dell'8,9%: nello specifico, si segnala un tracollo pari al 27% nella capitale, una diminuzione del 3,5% nelle piccole cittá provinciali e nei paesi, e un aumento del 17% negli altri centri urbani.

Data di pubblicazione: 30/07/2018

 

VOSZ VORREBBE PIÙ IMPIEGATI NEL SETTORE PRIVATO

Secondo l’associazione dei datori di lavoro VOSZ, circa 100.000 lavoratori potrebbero essere reindirizzati al mercato del lavoro primario, al fine di alleviare la pressione data dalla carenza di forza lavoro (“job shortage”). In questa stima sono inclusi i lavoratori coinvolti nelle imprese di Stato. Si stima che il settore privato stia accusando una carenza di 200.000 lavoratori, mentre il milione di persone direttamente o indirettamente dipendenti dallo Stato rappresentano un onere eccessivo per il budget.

Data di pubblicazione: 27/7/2018

SZIJJÁRTÓ IN INDIANA

Mercoledì scorso, il Ministro degli Esteri Péter Szijjártó era ad Indianapolis, dove ha incontrato diversi leader d’azienda, tra cui i presidenti di BorgWarner Group e Indiana-American Water. In un discorso, il Ministro ha sottolineato come sia il settore automotive, sia quello della gestione delle acque possano spingere ulteriormente i rapporti commerciali tra Ungheria e Stato dell’Indiana, i quali già lo scorso anno hanno siglato un accordo di cooperazione. Il commercio bilaterale ha visto un aumento del 96% lo scorso anno, pari a 175 milioni di $, ed è ulteriormente avanzato del 22% nel primo trimestre del 2018. L’Ungheria siglerà un’intesa strategica con BorgWarner, un produttore di auto che impiega già 1.700 lavoratori a Oroszlány, che si focalizzerà sullo sviluppo di veicoli elettrici. Szijjártó ha poi incontrato i manager di Dana e Allison Transmission, entrambi con impianti in Ungheria.

Data di pubblicazione: 27/7/2018

SCIOPERI E COSTO DEL CARBURANTE COLPISCONO I PROFITTI DI WIZZ AIR

La compagnia aerea ungherese Wizz Air ha totalizzato 50 milioni di € di profitti al netto delle imposte nel primo trimestre dell’anno, segnando un brusco calo del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel periodo aprile-giugno, la percentuale di voli in orario è diminuita dall’82,3% al 74,5%, soprattutto a causa dei numerosi scioperi negli aeroporti europei, che hanno costretto la compagnia a cancellare 145 voli. Di conseguenza, i costi di compensazione a beneficio dei passeggeri sono aumentati del 202%, raggiungendo i 9,1 milioni di €. Le entrate si sono fermate a 553 milioni di €, totalizzando una crescita del 18%, inferiore alle stime. I costi, in aumento del 23%, sono stati sospinti dall’incremento delle paghe e dei prezzi dei carburanti. Wizz air ha sottolineato che la maggiorazione dei costi di personale è dovuta all’incremento delle capacità, e che lancerà nuove assunzioni per far fronte all’acquisto di 17 nuovi areo velivoli.

Data di pubblicazione: 27/7/2018

MNB MANTIENE I TASSI INALTERATI

Il Consiglio per la politica monetaria della Banca Centrale Ungherese (MNB), riunitosi martedì scorso, ha deciso di mantenere inalterato il tasso di sconto allo 0,9%. Il consiglio ha preferito non esternalizzare commenti riguardo al recente indebolimento del fiorino, ed ha anzi dichiarato che il raggiungimento dell’obbiettivo di inflazione del 3% richiede ancora il perseguimento di una politica monetaria espansiva. Il consiglio ha d’altra parte riconosciuto che la recente volatilità dei mercati monetari internazionali richiede un approccio più cauto.

Data di pubblicazione: 27/7/2018

MENO DISOCCUPATI REGISTRATI

Il numero di disoccupati registrati era pari a 240.700 unità alla fine di giugno, registrando un crollo del 13,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e raggiungendo il 5,2%. Tra i disoccupati registrati, solo il 9,8% era in avvio di carriera, mentre il 28,2% si trovava senza lavoro da più di un anno. Il 45,8% del totale non riceve sussidi sociali o dii disoccupazione.

Data di pubblicazione: 27/7/2018

VENDITE IN CRESCITA DEL 7% NEL MESE DI MAGGIO

Il numero delle vendite al dettaglio, secondo i dati pubblicati dall’Ufficio Centrale di Statistica hanno visto un aumento del 7,1% rispetto al maggio dell’anno precedente, raggiungendo i 955 miliardi di fiorini (3 miliardi di €). Secondo i dati corretti per gli effetti di calendario, l’aumento era del 7,7% nel mese di maggio, superiore al 6,1% di Aprile. Le vendite di prodotti alimentari (45% delle vendite totali) hanno segnato un rialzo del 5,6%, mentre i prodotti non alimentari (38% del totale) hanno visto un balzo del 9,8%. Le vendite di carburante (17% del totale) si sono fermate al +8,1%.

Data di pubblicazione: 27/7/2018

IL FIORINO DEBOLE SPINGE IL DEBITO AL RIALZO

Il debito pubblico ungherese è aumentato di 330 miliardi di fiorini (1,05 miliardi di €) nella prima metà dell’anno. l’aumento di 162 miliardi (514 milioni di €) nei primi 5 mesi dell’anno è stato surclassato dall’incremento di 168 miliardi (533 milioni di €) nel solo mese di giugno. La ragione di questo balzo in avanti va ricercata nell’indebolimento del fiorino. Di conseguenza, il debito pubblico potrebbe essere passato dal 72,3% del PIL nel primo trimestre al 74% nel secondo.

Data di pubblicazione: 27/7/2018

FONDI DI COESIONE

Secondo il Direttore Generale per la Politica Regionale e Urbana della Commissione Europea, la riduzione di fondi destinati all’Ungheria per il periodo 2021-2027 non è collegata a qualche forma di punizione nei confronti di Budapest, ma a diverse ragioni congiunturali, oltre che ad un diverso approccio da parte di Bruxelles. Il budget UE ha infatti dovuto scontrarsi con l’uscita di scena del Regno Unito, senza il quale la comunità perde il 15% del proprio PIL. Inoltre, le necessità sono ora ben diverse rispetto al passato: in quest’ottica va interpretata la riduzione dei fondi destinati alla PAC e l’incremento delle spese favore della gestione dei flussi migratori. In questo ambito, verrà data assistenza agli Stati nel controllo delle frontiere esterne e nel rimpatrio dei migranti irregolari, e verranno al tempo stesso destinati dei fondi di sviluppo nelle regioni di origine delle migrazioni. Le dotazioni del fondo di coesione sono stabilite secondo il criterio del PIL pro capite: l’Ungheria ha fatto dei significativi progressi in questo campo, mentre altri paesi, specie quelli dell’Europa meridionale, sono stati colpiti duramente dalla crisi, e beneficeranno dei fondi in misura maggiore. Tuttavia, stando a quanto dichiarato dal DG, è stata proposta una “rete di protezione”, per la quale nessuno Stato Membro potrà perdere più del 24% di supporto finanziario in termini reali tra un periodo e l’altro. L’Ungheria resterà comunque il primo beneficiario di fondi di coesione in termini di percentuale sul PIL (2,6%).Riguardo alla polemica sulla necessità o meno di inserire una variabile relativa al rispetto dello Stato di diritto per la ricezione dei fondi UE, il DG ha smorzato i toni: la nuova previsione risponde alla necessità, per la Commissione, di esercitare un più completo controllo sull’implementazione dei fondi, soprattutto nel caso in cui un beneficiario ritenga che uno dei suoi diritti non sia stato rispettato.

Data di pubblicazione: 27/7/2018

MOL, MFB E EXIMBANL LANCIANO NUOVI FONDI DI CAPITALE

La società di private equity ungherese Lead Ventures investirà nei prossimi 5 anni 100 milioni di € in aziende innovative in diversi settori, come energia, trasporti, vendita al dettaglio, chimica ed economia sostenibile. Lead Venturs ha completato la sottoscrizione di due fondi di capitale da 50 milioni di €: il primo, finanziato da Mol e la Banca di Sviluppo Ungherese (MFB) si rivolgerà soprattutto alle imprese del mercato interno. Il secondo, il cui capitale è assicurato da Mol e Eximbank, intende effettuare investimenti nell’intera regione.

Data di pubblicazione: 27/7/2018

I SALARI AUMENTANO DEL 10,9%

Secondo quanto annunciato dall’Ufficio Centrale di Statistica, i salari medi lordi erano pari a 327.500 fiorini (1040€) nel mese di maggio, segnando un incremento su base annuale del 10,9%. Il salario netto era invece pari a 217.800 fiorini (691€). I salari sono stabilmente in crescita da 65 mesi, grazie agli aumenti salariali nel settore pubblico, alla crescente domanda di lavoro nel settore privato e l’accordo sui salari minimi. Nei primi 5 mesi dell’anno, il salario medio lordo si è attestato a 323.400 fiorini (1026€), mentre quello netto a 217.800 (691€), entrambi in salita del 12,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato più alto riguarda il settore finanziario (610.800 fiorini, o 1939€). I salari al rialzo stanno mettendo sempre più pressione sulle PMI, che impiegano più di tre quarti della forza lavoro ma producono solo un quarto dell’output complessivo, e hanno visto la loro competitività erodersi. Secondo gli analisti il ritmo di crescita potrebbe diminuire nella seconda metà dell’anno, scivolando sotto il 10%, anche se la domanda di lavoro è destinata a rimanere molto alta.

Data di pubblicazione: 25/7/2018

PARLAMENTO APPROVA NUOVO PACCHETTO FISCALE

Il Parlamento ungherese ha approvato, con 131 voti a favore, 33 contrari e 23 astensioni, un pacchetto fiscale che va a colpire diverse aree. Viene introdotta un’imposta del 25% sul “supporto materiale per le operazioni d quelle ONG le cui attività supportano l’immigrazione”. Il gettito ricavato da questa nuova tassa sarà destinato alla protezione dei confini. Un altro provvedimento esclude i trasferimenti bancari fino a 20.000 fiorini dalla tassa sulle transazioni finanziarie. Secondo l’autore della legge, questa mira a rafforzare il pagamento elettronico e a ridurre l’utilizzo di denaro contante. Inoltre, sono state innalzate le penalità di mora, dal doppio del tasso base bancario (attualmente all’ 1,80%) a cinque punti oltre il tasso base (5,90%).

Data di pubblicazione: 25/7/2018

NUOVI PROGETTI CO-FINANZIATI DALL’UE

La Commissione Europea ha annunciato che 193 milioni di € provenienti dal fondo di coesione saranno investiti nella ricostruzione e nella modernizzazione della linea ferroviaria tra Székesfehérvár e Keszthely lungo la sponda del Lago Balaton (123 km). Come parte del progetto, 38 passaggi a livello su strada e 124 attraversamenti pedonali saranno modernizzati. Altri 13 nuovi passaggi pedonali saranno istallati. Il progetto dovrebbe essere ultimato entro l’aprile del 2019. Altri 125,5 milioni di euro saranno destinati allo sviluppo e all’elettrificazione della linea ferroviaria 2, che collega Budapest a Esztergom. Già ad aprile la Commissione aveva annunciato che 249,5 milioni di euro sarebbero stati investiti nello sviluppo della linea tra Szajol e Debrecen, mentre a maggio l’esecutivo europeo aveva reso pubblica l’intenzione di destinare 265 milioni di euro alla costruzione di una nuova sezione dell’autostrada M4. L’UE sta infine investendo 473,4 milioni di euro nella ricostruzione dell’intera linea 3 della metropolitana di Budapest. I binari e gli elementi di fissaggio saranno sostituiti integralmente. Tutte e 20 le stazioni e gli impianti di illuminazione saranno riammodernati. I lavori, il cui termine è programmato per il 2021, aumenteranno la capacità della linea, permettendo il trasporto di 13 mila nuovi passeggeri.

Data di pubblicazione: 25/7/2018

SALE LA FIDUCIA DELLE IMPRESE, SCENDE QUELLA DEI CONSUMATORI

L’indicatore combinato relativo alla tasso di fiducia di imprese e lavoratori ha visto un incremento nel mese di luglio, raggiungendo 10,5 punti, superando i 9,8 del mese precedente. La fiducia delle imprese ha raggiunto il record storico di 17,3 punti, in salita rispetto ai 15,3 nel mese scorso. Le imprese sembrano essere più fiduciose in tutti i settori, se si esclude quello del commercio, nel quale le aspettative si sono leggermente deteriorate. Per quanto riguarda il settore edile, sono più pessimistiche le imprese coinvolte nell’ingegneria civile, mentre si registra una crescita di fiducia nel settore delle costruzioni di edifici. Al tempo stesso la fiducia dei consumatori ha visto un drastico calo, segnando il dato peggiore dell’anno: l’indice è infatti passato dai -5,7 punti di giugno ai -9,0 dell’ultimo mese. I consumatori sono sempre più pessimisti riguardo alla loro situazione patrimoniale e alla possibilità di risparmiare in futuro.

Data di pubblicazione: 25/7/2018

MINISTERO CONFERMA DEFICIT DI GIUGNO

Con i 233 miliardi di fiorini (739 milioni di €) di disavanzo totalizzati nel mese di giugno, il deficit ungherese ha raggiunto, nella prima metà dell’anno, 1,4 trilioni di fiorini (4,4 miliardi di €), corrispondenti al 104,4% dell’obbiettivo annuale. Il deficit di bilancio centrale ha raggiunto 1,5 trilioni di fiorini (4,8 miliardi di €), mentre i fondi statali distinti e i fondi di previdenza sociale hanno totalizzato rispettivamente un surplus di 15,3 e 40,5 miliardi di fiorini (48,6 e 128,6 milioni di €). Così come nei mesi precedenti, le spese sono state spinte dal prefinanziamento di progetti finanziati dall’UE, costato finora alle casse dello Stato 1,1 trilioni di fiorini (3,5 miliardi di €). Sia le entrate che le spese hanno registrato degli aumenti: le prime sono passate da 8,5 a 9,1 trilioni di fiorini (27 e 28,8 miliardi di €); le seconde da 9,4 a 10,5 trilioni di fiorini (29,8 e 33,3 miliardi di €). I proventi derivanti da IVA e da imposte sul reddito sono aumentati rispettivamente di 214,2 e 128,3 miliardi di fiorini (680 e 407,3 milioni di €) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le imposte sui salari hanno garantito maggiori entrate per 141,2 miliardi di fiorini (448,2 milioni di €). Nonostante l’impennata del deficit, il governo non intende modificare le sue previsioni riguardo all’obiettivo di disavanzo annuale, pari al 2,4% del PIL.

Data di pubblicazione: 25/7/2018

6 MILIARDI DI SUSSIDI PER LA CREAZIONE DI POSTI DI LAVORO

Il Ministero delle Finanze ha annunciato una seconda tornata del programma di supporto alle PMI per gli investimenti volti alla creazione di posti di lavoro, del valore complessivo di 6 miliardi di fiorini (19 miliardi di €). Secondo il Ministro Mihály Varga il programma può portare alla creazione di 3000 nuovi posti di lavoro. Le imprese possono accedere a 1,5 milioni di fiorini (4.700€) di finanziamento per ogni posto di lavoro creato. A questa somma vanno aggiunti altri 700.000 fiorini (2.200€) nel caso in cui l’assunzione sia mediata da un’agenzia interinale, o altri 1,5 milioni se si assumono madri con figli giovani o chiunque sia stato in precedenza impiegato esclusivamente nei programmi di lavoro pubblici.

Data di pubblicazione: 25/7/2018

PROCEDURA DI INFRAZIONE

La Commissione Europea ha deferito l’Ungheria alla Corte di Giustizia poiché i regolamenti relativi alle tariffe sulle reti di distribuzione non sono in linea con le disposizioni del terzo “Pacchetto Energetico”. I regolamenti ungheresi escludono dal calcolo delle tariffe alcuni costi di mantenimento dei sistemi di distribuzione di gas ed energia elettrica, violando il principio secondo il quale tali costi debbano essere coperti dai prezzi. Budapest ha ricevuto una notifica formale al riguardo nel febbraio 2015, seguita da pareri motivati nel Dicembre 2016 e nell’Aprile 2017, ma non si è allineata con la legislazione europea.

Data di pubblicazione: 20/7/2018.

 

AUMENTANO LE SPESE PER RICERCA E SVILUPPO

La spesa in ricerca e sviluppo, secondo i dati pubblicati dall’Ufficio Centrale di Statistica (KSH), ha raggiunto nel 2017 i 517 miliardi di fiorini (1,7 miliardi di euro), totalizzando un incremento del 21% rispetto all’anno precedente. In termini di peso sul PIL, rappresenta l’1,35%, inferiore alla media UE che si attesta al 2%. Le attività di R&S rappresentano l’85% del totale speso e registrano un aumento del 17%, mentre gli investimenti in R&S sono aumentati del 54%. Nel piano di convergenza inviato a Bruxelles, il Governo ha definito le priorità per i prossimi 5 anni: stimolare la competitività e l’innovazione; sostenere lo sviluppo delle infrastrutture e la produzione ad alto valore aggiunto. Infatti, con i finanziamenti da parte dell’UE destinati a diminuire dopo il 2021, il Governo si sta concentrando su misure in grado di stimolare competitività e investimenti ad alto rendimento per mantenere il tasso di crescita dell’economia sopra il 4%. In quest’ottica è stato introdotto un nuovo incentivo per le spese in R&S: le imprese saranno in grado di ammortizzare il 25% dei costi connessi allo sviluppo di centri di ricerca (o all’espansione di quelli esistenti) tramite sovvenzioni in denaro o esenzioni fiscali. Saranno candidabili all’ottenimento delle sovvenzioni quelle imprese che saranno in grado di investire almeno 3 milioni di € e creare 25 nuovi posti di lavoro, impiegati direttamente o indirettamente nelle attività di R&S. Il numero di persone impiegate nel settore è cresciuto del 12% nel corso del 2017, raggiungendo le 61.000 unità.

 

WABERER´S INCONTRA TESLA E AMAZON

A margine della visita del Ministro delle Finanze Mihály Varga in California, una delegazione della società di traporti ungherese Waberer’s ha visitato il quartier generale di Tesla, dove ha espresso l’intenzione di voler testare ed utilizzare il nuovo camion semi-elettrico brevettato dalla società americana. La delegazione ha poi fatto visita alla sede di Amazon, dove ha discusso di cooperazione nell’ambito della distribuzione in Europa.

 

REVOCATA LA LEGGE SULLA CHIUSURA DEI PUNTI VENDITA

Il vice primo Ministro Zsolt Semjén e il Ministro all’Innovazione László Palkovics hanno presentato un disegno di legge mirante ad abrogare la legge, datata 2016, che obbliga i distributori di beni di rapido consumo a chiudere se non in grado di totalizzare profitti per due anni consecutivi. La legge, esplicitamente rivolta a colpire le grosse multinazionali della distribuzione, è applicabile solo ai distributori di beni di rapido consumo con entrate annuali superiori ai 15 miliardi di fiorini. La legge favorirebbe la catena ungherese CBA, in grado di sfuggire al campo di applicazione della norma in quanto opera in modo decentralizzato, essendo un conglomerato di diverse aziende di dimensioni minori. Secondo la Commissione Europea tale provvedimento violerebbe il principio della libertà di movimento dei capitali, nonché della libertà di stabilimento. Bruxelles ha pertanto lanciato, già nel 2016, una procedura di infrazione.

 

ROMANIA RIDUCE LE FORNITURE DI GAS

Il Parlamento rumeno ha approvato la settimana scorsa una legge che limita le esportazioni future di gas estratto dai nuovi giacimenti scoperti nel Mar Nero. La legge obbliga i proprietari dei giacimenti, ExxonMobil e OMV, a mettere all’asta metà della produzione e a trattenere l’altra metà all’interno del paese. Già a febbraio il Ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó aveva dichiarato che le imprese ungheresi avevano già siglato contratti per l’acquisto dell’intera produzione annuale di gas estratto dai suddetti giacimenti, pari a 4,4 miliardi di metri cubi. Secondo il capogruppo del partito etnico ungherese RMDSZ, la disputa tra i due governi può essere risolta da un compromesso siglato tra le compagnie energetiche e i due paesi.

 

RIDUZIONE DEI FONDI DI COESIONE

Secondo i dati del nuovo ciclo finanziario dell’UE per il periodo 2021-2027, l’Ungheria subirà una diminuzione dei fondi di coesione del 25%. Secondo il DG della Commissione per la politica di sviluppo urbano e regionale, i dati non sono ancora definitivi sia a seguito della Brexit che delle differenze di sviluppo tra Paesi dell’Europa centro-orientale e dell’Europa meridionale.

 

RESTRIZIONI ALL’ESPANSIONE DEI CENTRI COMMERCIALI

Un emendamento approvato dal Parlamento, volto alla protezione dell’ambiente urbano, potrebbe rendere difficoltosa la costruzione di nuovi centri commerciali. La legge richiede l’approvazione governativa per la trasformazione di esercizi commerciali con una superfice totale maggiore di 400 metri quadrati. Secondo alcuni osservatori questo provvedimento non è altro che un tentativo di limitare le acquisizioni di catene ungheresi da parte delle grandi catene multinazionali della distribuzione.

 

Data di pubblicazione: 19/7/2018.

 

ANDAMENTO INFLAZIONE

Secondo i dati pubblicati dall’Ufficio Centrale di Statistica, l’Inflazione ha raggiunto il 3,1% a Giungo, superando la quota 3%, per la prima volta dal 2013. Nella prima metà dell’anno, l’indice dei prezzi al consumo è stato del 2,3%. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati in media dello 0,3%. I prezzi degli alimentari sono diminuiti dello 0,4%, prevalentemente a causa di un calo del 4,4% dei prodotti stagionali. I prezzi degli altri beni sono aumentati dell’1,3%, mentre il carburante per auto ha visto un rialzo del 3,2%. Bevande alcoliche e tabacco sono più costosi dell’1,3%, mentre i prezzi di elettricità, gas ed altre fonti di energia sono rimasti pressoché inalterati. I prezzi dei beni di consumo durevoli sono calati dello 0,1%, quelli di calzature e abbigliamento dello 0,2%.

 

AVANZO COMMERCIALE IN DIMINUZIONE

Il surplus commerciale ungherese è in calo: infatti, secondo la stima rilasciata martedì dall’Ufficio Centrale di Statistica, l’avanzo è stato pari a 577 milioni di euro nel mese di maggio, a fronte degli 822 milioni dell’anno precedente. Le esportazioni sono stabili a 9,1 miliardi di euro, mentre l’import avrebbe visto un aumento del 2,9%, raggiungendo gli 8,5 miliardi di euro. L’UE assorbe l’81% dell’export ungherese, mentre contribuisce alle importazioni per il 77%. Secondo gli analisti i dati relativi al surplus sono destinati a subire ulteriori riduzioni nei prossimi mesi.

 

FATTURE ELETTRONICHE

Secondo i dati del Ministero dell’Economia, dal lancio della fatturazione elettronica obbligatoria il primo luglio u.s., un milione di imprese si sono registrate sul sito web dell’autorità fiscale NAV. Le imprese coinvolte in transazioni il cui importo dell’IVA è superiore a 100.000 fiorini, riporteranno automaticamente i dati all’ufficio fiscale. Secondo il Ministro Varga, queste misure non solo contribuiranno alla trasparenza dell’economia e a alla riduzione della mole burocratica, ma incoraggeranno l’adesione volontaria da parte delle imprese.

 

ANDAMENTO PRODUZIONE INDUSTRIALE

Secondo i dati pubblicati dall’Ufficio Centrale di Statistica (KSH), la produzione industriale è cresciuta a maggio dello 0,4% su base annua, e del 3,8% al netto degli effetti di calendario. Nel solo mese di maggio, la produzione industriale ha visto una crescita dell’1,9%, in aumento rispetto allo 0,2% del mese precedente. Nei primi 5 mesi dell’anno, la produzione industriale è aumentata del 3,1%, le esportazioni dell’1,1% e i consumi interni del 5,3%. I dati sul comparto industriale sono stati tuttavia negativamente influenzati dalla minore produzione di veicoli, del -5,2%. Si rammenta il settore automotive rappresenta il 28% della produzione manifatturiera ungherese, nonché il 35% del suo export. Nel mese di maggio, le esportazioni hanno registrato una diminuzione del -2%, mentre le vendite interne sono aumentate del +2,9% (+7,1% nel solo comparto manifatturiero).

 

PREVISIONI DI CRESCITA UE

La Commissione europea ha confermato le sue previsioni di crescita per l’Ungheria del 4% nel 2018 e del 3,2% nel 2019. La crescita ungherese è stata stabile nel primo trimestre, con un dato positivo dell’1,2%, dovuto soprattutto alla crescita della domanda interna. Al tempo stesso l’export sembra aver segnato un rallentamento, così come la produzione industriale. Secondo la Commissione il consumo privato è destinato a crescere rapidamente quest’anno, assieme ai salari reali. Ha poi aggiunto che gli investimenti restano elevati in tutti i settori, grazie all’elevata capacità produttiva, alla crescente spesa pubblica e al recupero del mercato immobiliare. Nonostante le nuove capacità produttive nell’industria dell’auto, la crescita dell’export ungherese resterà modesta. La dipendenza dell’economia ungherese dal settore automobilistico rischia di frenare la crescita del Paese a seguito delle guerre commerciali in atto.

L’inflazione ha registrato un incremento al 2,9% nel mese di maggio, dovuto principalmente all’innalzamento dei prezzi del petrolio e all’indebolimento del fiorino. Il tasso di cambio sfavorevole potrebbe provocare l’aumento dei prezzi anche dei beni non connessi al reparto energetico nei prossimi mesi. L’inflazione base sarà poi sospinta dalle dinamiche salariali, sottoposte a pressioni al rialzo dalle tensioni sul mercato del lavoro. L’indice rimarrà stabile attorno al 3% per tutto il 2019.

 

TRAFFICO IN CRESCITA ALL’AEROPORTO DI BUDAPEST

Per il terzo anno consecutivo, la crescita dell’aeroporto Liszt Ferenc di Budapest ha segnato una crescita a doppia cifra: il numero di passeggeri è cresciuto del 17% su base annua nei primi sei mesi dell’anno, raggiungendo i 6,8 milioni. Nel solo mese di giugno, la crescita è stata pari al 13%, mentre il numero di partenze ed arrivi ha visto un incremento del 12% nel periodo Gennaio-Giugno. Secondo il CEO dell’aeroporto, la rapida crescita della struttura è dovuta anche alla compagnia aerea ungherese WizzAir, che ha servito 26 milioni di passeggeri dal 2004 ad oggi. L’aeroporto è oggetto di un programma di sviluppo del valore di 160 milioni di euro, che include la costruzione di “Cargo city”, il nuovo centro di movimentazione della merce area. Questo progetto risponde all’ambizione ungherese di rafforzare la propria posizione come base strategica per il commercio nella regione.

Data di pubblicazione: 16/7/2018

MERCATO DELL’AUTO

Secondo le stime di Data House 70.000 auto sono state vendute in Ungheria nella prima metà del 2018, registrando un aumento del 29% rispetto all’anno precedente. A trainare la crescita del settore Suzuki, seguita da Ford e Skoda. Sono della compagnia giapponese entrambi i modelli più venduti: Suzuki Vitara, con 4.157 unità, e SX Cross con 1.824. Seguono Dacia Duster con 1.059, Opel Astra con 1.015 e Toyota Yaris con 941 veicoli.

ANDAMENTO MAPEI

Secondo quanto dichiarato dal CEO della filiale MAPEI ungherese, l’azienda ha visto il suo fatturato crescere del 32% nella prima metà del 2018. Lo stesso ha previsto un rallentamento delle vendite, dovuto alla fine del regime dell’IVA preferenziale, che tornerà al livello standard del 27% nel 2019. Mapei completerà in agosto il suo progetto da 2,5 miliardi di fiorini (circa 8 milioni di euro) volto all’aumento di capacità produttiva: questo permetterà all’azienda di rivitalizzare le esportazioni, dopo che l’esplosiva domanda interna ha assorbito tutto l’output. Il CEO ha poi sottolineato che il fiorino debole farà aumentare i prezzi dei materiali da costruzione, essendo questi per la maggior parte importati.

STIME DI CRESCITA DELLA RAIFFEISEN BANK

Raiffeisen Bank ha rivisto al rialzo le prospettive di crescita per il 2018, dal 3,8 al 4,2%, mentre mantiene inalterata la sua proiezione per il 2019 (+3,4%). Raiffeisen si aspetta un picco di crescita nella seconda metà dell’anno (+5%), per poi prevedere un calo nei mesi successivi. Anche le prospettive di inflazione sono state leggermente riviste, passando dal 2,4 al 2,6% per il 2018. I dati potrebbero superare l’obbiettivo della Banca Centrale, pari al 3%, nei mesi di giugno e luglio, ma questo sarebbe dovuto a cause temporanee ed esogene come l’aumento del prezzo del petrolio. L’indebolimento delle valute dei mercati emergenti ha coinvolto anche il fiorino che si è svalutato sia nei confronti delle valute dei partner regionali che del dollaro e dell’euro. I motivi sono da ricercare nell’alto rapporto debito/PIL, nella politica monetaria ultra espansiva portata avanti dalla banca Centrale e nella nuova politica dei dazi. Il cambio euro-fiorino, secondo le stime della banca, potrebbe fissarsi a 320 alla fine dell’anno.

ANDAMENTO PRODUZIONE INDUSTRIALE

Secondo i dati preliminari dell’Ufficio Centrale di Statistica, la crescita dell’industria ungherese ha segnato un rallentamento, dal +7,8% di aprile allo +0,4% di maggio. I dati corretti per gli effetti di calendario, mostrano un aumento del 3,8%, contro il 2,9% dello scorso mese. L’output è cresciuto dell’1,9%, nel mese di maggio. La produzione nei primi cinque mesi ha registrato un aumento del 3,1%. Gli analisti si aspettano un recupero dell’attività industriale nella seconda metà dell’anno, grazie all’ampliamento di alcuni progetti esistenti e al contesto economico favorevole. La produzione industriale, corretta per gli effetti di calendario, potrebbe mettere a segno una crescita del 6,5% nel 2018, contro il 5,6% del 2017.

Data di pubblicazione: 10/07/2018

SECONDO IL “PROPERTY INDEX” I PREZZI DEGLI IMMOBILI STANNO AUMENTANDO AD UN RITMO PIÙ BLANDO RISPETTO AL 2016

Nei primi 9 mesi del 2017 i prezzi degli immobili sono cresciuti in misura maggiore a Budapest, rispetto alle regioni esterne alla capitale, in linea con i trend europei. Tale differenza persiste in quanto i prezzi degli immobili sono condizionati dal grado di sviluppo cittadino e da innumerevoli fattori quali l’accesso alle reti di trasporto e la vicinanza agli istituti universitari.

In Europa solo Grecia e Italia hanno subito un calo dei prezzi immobiliari. La crescita più marcata è stata registrata dall’Islanda (+20%), seguita da Malta (+12%) e Irlanda (+11%). L’Ungheria si piazza al quinto posto con un aumento del +10,3% nei primi 9 mesi del 2017, registrando un significativo calo rispetto al 17% che l’aveva spinta al primo posto nel 2016.

Data di pubblicazione: 6/7/2018

UN COMANDO DI UNA DIVISIONE NATO CENTROEUROPEA “PATROCINATO” DALLA GERMANIA POTREBBE ESSERE STABILITO IN UNGHERIA

Secondo quanto annunciato nella conferenza stampa del 5 luglio 2018 dal cancelliere tedesco Angela Merkel e dal primo ministro ungherese Viktor Orbán.

Inoltre, il governo ungherese ha siglato degli accordi quadro con imprese tedesche, finalizzati alla modernizzazione delle forze armate magiare. Germania ed Ungheria hanno avviato una più stretta collaborazione orientata a innovazione e sviluppo, e i rispettivi ministeri istituiranno a tal fine dei gruppi di lavoro.

Data di pubblicazione: 6/7/2018

 

APERTURA DELL'UNITÀ DI BUDAPEST DELLA BANCA INTERNAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI

La Banca Internazionale per gli Investimenti (BII), intende aprire a Budapest una propria unità europea. In occasione della visita svoltasi a metà giugno è stato siglato un memorandum di intesa tra il Governo ungherese e la delegazione della banca, guidata dal Presidente del CDA Nikolay Kosov.

Secondo le dichiarazioni di Kosov, la scelta di Budapest come piattaforma privilegiata è stata unanime e rappresenta il punto d’avvio dell’espansione delle attività della Banca nei mercati europei.

I piani strategici della Banca nella regione sono stati discussi con il Ministro delle Finanze ungherese, Mihály Varga. Le attività verranno lanciate in modo graduale e le funzioni della nuova Unità Europea vedranno una significativa espansione solo in un secondo momento. Il nuovo ufficio si occuperà dell’identificazione di progetti, dell’adempimento di valutazioni primarie e svolgerà attività di tesoreria e capitalizzazione.

La BII fu fondata nel 1970 per promuovere la cooperazione economica tra i paesi del COMECON, focalizzata sul sostegno alle PMI ed ai progetti infrastrutturali socialmente significativi. Oggi è una banca di sviluppo multinazionale ed include Bulgaria, Cuba, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania, Mongolia, Vietnam e Russia.

Data di pubblicazione: 22/6/2018

DIMINUISCE IL DEBITO IN VALUTA ESTERA

L’Agenzia ungherese per la gestione del debito (AKK) ha rimborsato le obbligazioni 2018 in valuta estera e pertanto la quota di debito in valuta del paese è scesa al di sotto del 20% del totale del debito pubblico. In sostanza l’agenzia ha rimborsato obbligazioni in US $ per 369 milioni a febbraio scorso e €1.288 milioni con scadenza giugno. Entro la fine del 2018 resta un solo rimborso da pagare che ammonta a 244 milioni di euro, relativi all’emissione di un Eurobond.

La quota di debito in valuta estera è stata pari al 50% nel 2010, con un significativo progresso compiuto negli ultimi anni verso la riduzione dello stesso. Il governo ha posto grande enfasi sul finanziamento del debito dalle risorse interne, nella misura più ampia possibile. Di conseguenza, la vulnerabilità dell'Ungheria è diminuita notevolmente. Questo ha permesso al paese di vedere innalzato il proprio rating a “investment grade”.

Data di pubblicazione: 14/6/2018

CARENZA DI MANODOPERA

Mancano 80 mila lavoratori nel mercato del lavoro ungherese. I dati pubblicati dall’ Ufficio di Statistica ungherese (KSH) mostrano che la situazione sta progressivamente peggiorando nell’industria e nel settore delle costruzioni, ma la crisi ha cominciato a coinvolgere anche i trasporti. Il numero di lavoratori sta crescendo, mentre diminuisce il tasso di disoccupazione e nonostante sempre più lavoratori impiegati nei lavori di pubblica utilità stiano trovando occupazione nel mercato del lavoro primario, questo non è sufficiente per soddisfare la domanda.

Passando ai numeri, le imprese manifatturiere sono quelle che nel primo trimestre dell’anno hanno sofferto di più in termini di posti vacanti (con 24.000), ma non in termini di percentuale sul valore assoluto di posti di lavoro disponibili, dove le attività di supporto amministrativo e all’impresa, nonché le aziende operanti nei settori dell’informazione, comunicazione e salute hanno registrato i dati peggiori (rispettivamente 4,7% e 3,6%).

Il settore delle costruzioni, che sta attraversando un momento di boom, risente molto della carenza di manodopera: le case sono ultimate con ritardi sempre più consistenti, e non di rado gli edifici in via di costruzione subiscono rinvii, se non addirittura cancellazioni, dei lavori. Anche se ufficialmente i posti vacanti nel settore sono 4200, probabilmente la cifra reale è molto più alta.

Il settore dei trasporti è uno di quelli più colpiti, con un aumento di posti vacanti a 3600 unità, rispetto ai 1400 del marzo dello scorso anno.

Per quanto riguarda i settori più vicini al comparto pubblico, anche qui i numeri sono preoccupanti: a fronte di un dato moderatamente positivo nel comparto educativo (calo di 350 unità su base annua), il settore della salute e quello dei servizi sociali hanno visto il numero di posti vacanti aumentare drammaticamente (+1000 su base annua nel caso dei servizi sociali).

Data di pubblicazione: 14/6/2018

FERROVIA BELGRADO - BUDAPEST

La linea ferroviaria ad alta velocità Budapest- Belgrado, stando alle parole del Ministro degli Esteri Ungherese Peter Szijjarto, dovrebbe essere completata entro la fine del 2023. Szijjarto ha discusso il piano da 3 miliardi di euro con Ning Jizhe, vicepresidente cinese della Commissione per lo la Riforma e lo Sviluppo Nazionale. Il piano, finanziato principalmente da fonti cinesi, riguarda 350 km di percorso ed è parte di un più grande progetto mirato a connettere il Porto del Pireo all’Europa Centrale.

Circa 30 compagnie hanno espresso interesse nei confronti dell’infrastruttura: tra queste, sono stati selezionati due consorzi, composti da imprese cinesi e ungheresi.

Il budget stimato per la realizzazione del progetto è di euro 1,61, ma sono ancora in corso le trattative con la Eximbank cinese che dovrebbe finanziare l’85% dell’investimento con un prestito ventennale in US $ ad un tasso di interesse del 2,5%. L’opera potrebbe iniziare nel 2020. In termini finanziari, secondo la critica, l’accordo è svantaggioso per l’Ungheria in quanto basato su rendimenti stimati ed il paese non riuscirà a recuperare i costi sostenuti.

Mentre per il tratto Soroksar-Kelebia è stato pubblicato il bando durante i giorni del Vertice Cina-Europa Centro-orientale (27 novembre 2017 - http://ted.europa.eu/udl?uri=TED:NOTICE:475836-2017:TEXT:IT:HTML&src=0&tabId=0 ) , la pubblicazione del bando relativo alla tratta Ferencvaros-Soroksar è prevista entro il 2018. Il bando per la progettazione e costruzione della linea ferroviaria Soroksár-Kelebia (tratto ungherese) è stato aggiudicato alla società “Chinese-Hungarian Railway Nonprofit Ltd”.

Secondo quanto dichiarato da Szijjarto, il contratto con la compagnia vincitrice dell’appalto sarà concluso entro la fine dell’anno.

Data di pubblicazione: 14/6/2018

 

FATTURAZIONE ON LINE PER COMBATTERE LE FRODI IVA

Il Ministro delle Finanze ha annuciato che a luglio entrerà in funzione un sistema di fatturazione online che permetterà di far emergere “operazioni sommerse” e di ridurre i costi amministrativi. Il nuovo sistema consentirà al governo di ridurre le frodi IVA al 10% del PIL entro il 2018 dal 20% del 2013 e di far emergere l’economia sommersa. Da settembre 2014 le rivendite hanno installato una connessione online con l’ufficio delle imposte e successivamente è stato anche introdotto un sistema di tracciabilità del trasporto di merci (Ekaer) sul territorio ungherese.

Il software di fatturazione inoltra i dati alla NAV delle fatture in cui il valore dell'IVA è di almeno 100.000 fiorini (314 €). Se il valore dell'IVA è 500.000 fiorini (€ 1.600) o superiore i dati della fattura cartacea devono essere inoltrati il giorno successivo alla data di emissione.

Il sistema consentirà inoltre agli imprenditori di visualizzare tutte le loro fatture inviate all'ufficio delle imposte, comprese quelle rilasciate loro dai loro partner.

Data di pubblicazione: 8/6/2018

AUMENTO DELLE RISERVE IN VALUTA ESTERA

Le riserve in valuta estera della Magyar Nemzeti Bank (MNB) hanno raggiunto il livello massimo registrato negli ultimi due anni ovvero € 25,2 miliardi alla fine di maggio, in aumento di € 2 miliardi rispetto al mese precedente. L’unico mese in cui le riserve internazionali sono diminuite quest'anno è stato a febbraio, quando è maturata la tranche da 369 milioni di dollari di un debito quinquennale da 1,2 miliardi di dollari. Nel corrente mese di giugno maturerà un debito di € 1,28 miliardi di titoli denominati in valuta estera.

Nel 2017 il debito estero ungherese a breve termine è diminuito ulteriormente, raggiungendo il minimo storico di € 16,4 miliardi alla fine dell'anno. La Banca Centrale ha sottolineato che il livello attuale del debito a breve termine supera ancora significativamente il livello atteso e giudicato valido dagli investitori, sulla base della regola Guidotti-Greenspan, secondo cui le riserve di un paese dovrebbero essere pari al debito estero a breve termine con un anno o meno maturità.

Negli ultimi anni, il governo ha reso prioritario ridurre la quota di debito in valuta estera all'interno del debito totale dell'Ungheria per ridurre l'esposizione del paese alle fluttuazioni del mercato globale e aumentare la scadenza media degli strumenti di debito. La quota del debito in valuta estera è scesa dal 60% nel 2010 a circa il 25% nel 2017.

Data di pubblicazione: 8/6/2018

I FONDI PAC CON IL NUOVO BUDGET UE

La percentuale di budget dedicato alla Politica Agricola Comune (PAC) per il periodo 2021-2027 è la più bassa registrata fino ad ora (28,5%), corrispondente a €365 mld (a prezzi correnti). Di questi, €265,2 mld sono destinati ai pagamenti diretti, €20 mld alle misure di supporto al mercato (EAGF) e €78,8 mld allo sviluppo rurale (EAFRD). Altri €10 mld saranno accessibili nell’ambito del programma di ricerca Horizon Europe. Passando alle allocazioni per i diversi Stati, il documento della Commissione Europea mostra che per l’Ungheria i fondi della PAC subiranno una contrazione del 24% (€7,59 mld in pagamenti diretti, €2,59 mld per lo sviluppo rurale e €200,6 mln per le misure di protezione del mercato, per un totale di €13,6 mld).

Inoltre la Commissione proporrà una riduzione dei pagamenti per azienda agricola fino a €60.000 e un massimale obbligatorio per i pagamenti superiori a €100.000.

Le PMI riceveranno un più alto livello di assistenza per ettaro. Inoltre, gli Stati Membri saranno messi nella possibilità di offrire alle piccole aziende una cifra tonda annuale, semplificando così le procedure amministrative. Poiché le realtà agricole dei diversi paesi sono molto diverse tra loro, la classificazione di piccole e medie imprese sarà appannaggio degli Stati Membri. Questi ultimi potranno inoltre allocare autonomamente il 15% dei fondi PAC, distribuendoli tra pagamenti diretti e sviluppo rurale.

Le condizioni di parità tra gli Stati membri saranno raggiunte attraverso la presentazione, da parte di ciascuno Stato Membro, di Piani Strategici orientati al raggiungimento di 9 obiettivi comuni, che saranno analizzati e valutati dalla Commissione Europea.

Molta attenzione anche al clima e alla protezione dell’ambiente: la nuova PAC spingerà gli agricoltori al raggiungimento di livelli di consapevolezza sempre più alti, grazie a misure obbligatorie e incentivanti. I pagamenti diretti, ad esempio, saranno condizionati a requisiti più stringenti, mentre gli stati membri dovranno offrire incentivi al raggiungimento di tali requisiti. Almeno il 40% del budget PAC è orientato all’azione climatica. Il regime delle nuove condizionalità agirà proprio in tal senso.

La nuova PAC sfrutterà al meglio i vantaggi delle più recenti innovazioni e tecnologie. Saranno destinati €10 mld nell’ambito del programma di ricerca Horizon Europe, a sostegno di progetti relativi all’agroalimentare, allo sviluppo rurale e alla bio-economia; gli Stati Membri saranno incoraggiati all’utilizzo di big data e nuove tecnologie per il monitoring; sarà dato sostegno alla digitalizzazione del mondo rurale (ad esempio mediante l’estensione della banda larga), e sarà spinta la competitività della produzione agricola europea.

Data di pubblicazione: 7/6/2018

CRESCITA DEL PIL NEL I TRIMESTRE 2018

Nel primo trimestre 2018, secondo i dati pubblicati dall’Ufficio di Statistica ungherese, il PIL è cresciuto del 4,4%, rispetto allo stesso periodo del precedente anno. Il principale contributore all’ottenimento di tale risultato sono stati i servizi. Si tratta del quinto trimestre consecutivo con una crescita superiore all’1% su base trimestrale. I dati corretti per gli effetti di calendario mostrano una crescita del 4,7% rispetto allo stesso trimestre del 2017 e dell’1,2% rispetto all’ultimo trimestre sempre del 2017.

Il valore aggiunto dei servizi è aumentato del 4,9%, quello dell’industria del 2%,quello delle costruzioni del 23% sotto la spinta dei fondi UE con conseguente rischio di volatilità, mentre quello dell’agricoltura è diminuito dello 0,6%. Tutti i rami dei servizi sono aumentati (informazione e comunicazione +12%, commercio all’ingrosso e al dettaglio, alloggio e attività di ristorazione +8,2%, trasporti e magazzinaggio +5,2%, attività professionali, tecniche, scientifiche e amministrative +6,8%, attività finanziarie ed assicurative +0,6%) ad eccezione di amministrazione pubblica, scuola e sanità che sono diminuiti dello 0,3%. Per quanto riguarda l’industria, il valore aggiunto del sotto settore manifatturiero è stato del 2,5%, rispetto allo stesso periodo del 2018, con tutti i rami in crescita ad eccezione di macchinari ed attrezzature.

Alla formazione del PIL, i servizi hanno contribuito per il 2,6%, l’industria per lo 0,5% e le costruzioni per lo 0,5% . All’interno dei servizi, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, alloggio e attività di ristorazione hanno contribuito per lo 0,7%; attività professionali, tecniche, scientifiche e amministrative per lo 0,6%; i servizi di informazione e comunicazione per lo 0,5%. Amministrazione pubblica, scuola e sanità hanno abbassato la crescita del PIL dello 0,1%.

Sotto il profilo della spesa, i consumi finali effettivi delle famiglie sono aumentati del 5,1%, rispetto allo stesso periodo del 2017, grazie ai consistenti aumenti salariali. La spesa per i consumi è aumentata del 5,9% con un aumento dei volumi in tutti i gruppi di spesa. La spesa pubblica per consumi del governo e trasferimenti sociali è aumentata del 5%. Gli investimenti fissi lordi sono aumentati del 17% . Il volume degli investimenti in costruzioni, macchinari e attrezzature è aumentato notevolmente. Il commercio estero ha registrato un saldo positivo di circa 2,2 miliardi di euro con esportazioni in crescita per il 3,5% e le importazioni per il 3,8%. Alla formazione del PIL i consumi hanno contribuito per il 3,6% e gli investimenti fissi lordi per lo 0,7%.

Secondo gli analisti, l’economia ungherese continuerà in questa sua traiettoria positiva sostenuta dall’aumento della domanda per i servizi che è alimentata dalla crescita dei salari (nel mese di marzo la crescita dei salari si è rallentata). L’espansione del settore delle costruzioni dovrebbe rimanere stabile grazie ai contratti in portafoglio e all’afflusso dei fondi europei. Anche la produzione industriale dovrebbe continuare a crescere sulla base degli indicatori ad oggi disponibili. Consumi ed investimenti rappresentano quindi le leve di crescita dell’economia nei prossimi mesi. Per il 2018 la stima di crescita è del 4%, mentre per il 2019 si prevede un calo, in vista di un rallentamento dell’economia europea e dell’impossibilità di accelerare ulteriormente l’assorbimento dei fondi europei che sono già stati erogati per oltre il 60%. Il governo ungherese ha annunciato ieri di voler aumentare le riserve generali nel bilancio del prossimo anno del 50% , per fornire un cuscinetto per le potenziali implicazioni negative di un rallentamento nella zona euro e per fronteggiare le politiche monetarie restrittive.

Data di pubblicazione: 6/6/2018

ACQUISIZIONE DI IMPIANTO FOTOVOLTAICO DA PARTE DELLA MVM

Lo Stato ungherese potrebbe procedere all’acquisizione dell’impianto solare da 16 megawatt localizzato vicino alla centrale di Mátra.

Mentre MVM si prepara all’acquisizione, il governo avvierà una profonda razionalizzazione della compagnia. I piani di espansione sui mercati esteri per ora sono accantonati, mentre sono in programma revisioni di spesa e riduzioni di personale che, verosimilmente, non dovrebbero riguardare il settore dell’energia solare.

La centrale di Mátra, acquisita dalla tedesca RWE quando Gyula Horn (Partito Socialista MSZP) era prima ministro, è stata venduta lo scorso anno ad un consorzio Ceco-Ungherese. Da parte ungherese è coinvolta la società Status Power Invest (SPI), di proprietà di Lőrinc Mészáros, molto vicino al Primo Ministro. SPI acquisirà le quote ceche, che fanno capo alla compagnia Energeticky a Prumyslovy Holding (EPH), in due fasi fino al 2019. Già al momento dell’accordo di vendita con RWE era pronto un progetto di espansione del parco solare da 2x20 Megawatt.

Data di pubblicazione: 6/6/2018

ANDAMENTO PRODUZIONE SETTORE AUTO NEL 2017

I maggiori attori della produzione automobilistica in Ungheria hanno pubblicato i dati sugli utili relativi al 2017.

Dopo l’acquisizione da parte della francese PSA, Opel sta incontrando diverse difficoltà: anche se la produzione nell’impianto di Szentgotthárd ha mostrato dati positivi, il numero di motori prodotti è sceso del 23% nel corso del 2017. Inoltre, i ricavi dell’azienda sono crollati del 12% su base annua, raggiungendo quota €150 mln. A calare sono stati anche i dati relativi alle vendite, agli utili di esercizio (-40%), al margine operativo (sceso dal 17,5% del 2016 all’11,9% del 2017) e agli utili al netto delle imposte (-40% su base annua). Il management della compagnia ha deciso di non pagare i dividendi sui profitti del 2017.

Anche Suzuki ha mostrato dati negativi, con un declino della produzione pari al 16% su base annua. Le vendite annuali si sono contratte dell’8%, mentre gli utili di esercizio sono in significativa espansione, soprattutto grazie alla riduzione dei costi dei materiali. Anche se, come Opel, Suzuki non pagherà i dividendi quest’anno, i profitti netti della compagnia hanno toccato quota €86 mln (+127% rispetto all’anno precedente).

Data di pubblicazione: 6/6/2018

L’UNGHERIA RIVEDE IL CONTRATTO PER LA FORNITURA DI GAS CON GAZPROM

L’Ungheria ha raggiunto un accordo con il gigante russo Gazprom su volumi e prezzo delle furniture di gas per il prossimo anno, e ha dato il via alle negoziazioni per il 2020.

In occasione della sua visita in Russia, il Ministro degli Affari Esteri Szijjarto ha incontrato il ministro degli esteri Sergey Lavrov, il Ministro dell’Industria e del Commercio Denis Manturov, il CEO di Gazprom Alexey Miller e il vice CEO di Rosatom Kirill Komarov. Ulteriori forniture di gas saranno garantite dalla modernizzazione dei sistemi di gasdotti bulgari e serbi. Nonostante i termini del contratto siano segreti, alcune fonti riportano che l’Ungheria avrebbe ridotto la quantità di gas “take or pay” e che si sia garantita il diritto alle riesportazione dello stesso. E’ stato anche firmato un accordo per il collegamento dell’Ungheria al gasdotto in via di costruzione “Turkish Stream”, che raggiungerebbe il mercato turco ed europeo bypassando l’Ucraina attraverso il Mar Nero.

Szijjarto ha tuttavia già affermato lo scorso febbraio di voler fortemente ridurre la dipendenza dalle forniture di gas russe ed è in programma l’importazione di 4,4 miliardi di m3 dalla Romania dopo il 2022.

Per quanto riguarda gli altri punti in discussione, la compagnia russa Rosatom ha annunciato che la costruzione dei due nuovi blocchi della nuova centrale nucleare ungherese di Paks, che saranno operativi a partire dal 2026, inizierà nel 2020.

Data di pubblicazione: 31/5/2018

L’UNGHERIA PERDE UN POSTO NELLA CLASSIFICA UE “DIGITAL ECONOMY AND SOCIETY INDEX” (DESI) 2018

Nonostante si sia piazzata tra i primi posti nell’utilizzo dei social media (84% degli utenti internet li utilizza), ha dimostrato ritardo nello sviluppo dei servizi pubblici digitali. L’indice relativo alla connettività è risultato positivo, considerata l’ampia presenza di banda larga veloce ed ultra veloce in tutto il paese.

Riguardo all’indice relativo allo sviluppo del capitale umano, l’Ungheria si piazza sotto la media UE, e paga l’assenza di competenze tecnologiche di base da parte di metà della popolazione, nonché il basso numero di laureati in materie matematiche e scientifiche. Anche il dato relativo all’acquisizione di tecnologie digitali da parte delle aziende è rimasto piuttosto basso: l’Ungheria si piazza al 25o posto, con solo il 14% delle aziende a condividere informazioni per via elettronica, contro il 34% della media UE. La diffusione di servizi transazionali online rimane debole: solo il 49% utilizza e-banking ed e-Commerce, contro una media UE pari rispettivamente al 61% e al 68%.

È la sfera dei servizi pubblici digitali a rimanere la più grande sfida dell’economia digitale: l’Ungheria si piazza in posizioni molto basse negli indici connessi alla digitalizzazione della pubblica amministrazione: è 23a nella riutilizzazione di informazioni utili da parte della pubblica amministrazione e 25a nella sofisticatezza dei servizi.

Data di pubblicazione: 22/5/2018

 

 

PREVISIONI DI CRESCITA DELLA BERS

La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) ha spinto al rialzo le previsioni di crescita dei paesi aderenti, al 3,3% per il 2018. Tuttavia la Banca ha fatto presente che la crescita dei paesi dell’Europa centro orientale ha già raggiunto il picco ed il rafforzamento del dollaro potrebbe causare un rallentamento sensibile delle loro economie. Secondo la Banca, la decisione del Presidente USA Donald Trump, di ritirare il paese dall’accordo sul nucleare iraniano potrebbe far schizzare al rialzo il prezzo del petrolio. Secondo il Chief Economist, Sergei Guriev, questi paesi, se vogliono sviluppare nuove fonti di crescita, devono intervenire in modo strutturale sui fattori produttivi, oltre a favorire una maggiore integrazione nell’economia globale e lo sviluppo di infrastrutture sostenibili. Guriev ha poi messo in guardia dal rischio connesso al crescente debito pubblico e privato dei paesi dell’area, considerata la politica di rialzo dei tassi che molto probabilmente verrà perseguita anche quest’anno dalla FED. Gran parte del debito accumulato nell’area in questione è infatti denominato in valuta straniera e la svalutazione della moneta locale porterebbe ad un inasprimento del rapporto debito/PIL.

Data di pubblicazione: 15/5/2018

ANDAMENTO TITOLI PUBBLICI

L’Agenzia Governativa per la Gestione del Debito (AKK) ha venduto lo scorso 10 maggio titoli triennali, quinquennali e decennali per un valore complessivo di 90,5 miliardi di HUF (287 milioni di €).

Lo scambio di titoli a breve termine ha rasentato lo zero fino alla seconda metà del 2017, per poi subire una brusca accelerazione nelle ultime settimane, mentre i titoli a lungo termine hanno seguito la tendenza internazionale al rialzo nel settore, crescendo mediamente di 50-65 punti base negli ultimi due mesi.

L’orientamento della Banca Centrale Ungherese (MNB) resta rivolto ad una politica monetaria espansiva per un periodo prolungato, nonostante le tendenze globali vadano in senso opposto.

AKK ha venduto titoli triennali per un valore di 29 miliardi di HUF, a fronte di un offerta degli operatori primari pari a 43 miliardi di Huf. Il rendimento medio è salito allo 0,9%, 16 punti base in più rispetto all’asta precedente. L’offerta iniziale per i titoli quinquennali ha subito un rialzo da 8,5 a 33,5 miliardi di HUF, dopo aver ricevuto offerte pari a 62 miliardi di HUF dagli operatori primari. Il rendimento medio è aumentato di 13 punti base, raggiungendo l’1,42%. Infine, per quanto riguarda i titoli decennali, questi sono stati venduti per un valore complessivo di 28 miliardi di HUF, in linea con l’offerta iniziale. Il rendimento medio è salito al 2,71%, guadagnando 17 punti base.

Data di pubblicazione: 15/5/2018

 

RISERVE INTERNAZIONALI

Le riserve in valuta straniera hanno raggiunto 23,17 miliardi di euro a fine aprile, con un incremento di 109 milioni rispetto al mese precedente. Le riserve nei primi quattro mesi dell’anno sono diminuite di 201 milioni di euro e rispetto allo stesso periodo del 2017 sono diminuite di 1,21 miliardi di euro. La diminuzione delle riserve è strettamente collegata alla strategia della Banca Centrale e del Governo di ridurre l’esposizione esterna, favorendo l’indebitamento denominato in fiorini e riducendo l’ammontare delle obbligazioni in valuta straniera. Le operazioni swap della Banca Centrale collegate alla conversione del fiorino e le spese governative in valuta estera hanno determinato la diminuzione delle riserve valutarie nel primo quadrimestre 2018. Come sottolineato dalla MNB il livello del debito a breve termine supera significativamente il livello giudicato valido dagli investitori ovvero che le riserve di un paese dovrebbero essere pari al debito estero a breve termine con anno o meno di maturità (regola Guidotti-Greenspan). La prossima scadenza di debito in valuta è fissata a giugno quando maturerà una tranche dell’Eurobond per un valore di 1,28 miliardi di euro.

Il 7 maggio scorso la Banca Centrale Ungherese ha venduto all’asta swap in fiorini in cambio di euro per un valore di 150 miliardi di fiorini. Già dal 2016 la Banca Centrale ha introdotto aste swap a scadenza settimanale, mensile e trimestrale al fine di spingere la liquidità del sistema bancario che a seguito della messa in atto di questi strumenti, è salita da 1,58 a 1,72 trilioni di fiorini.

Data di pubblicazione: 8/5/2018

WIZZAIR OTTIENE LICENZA PER OPERARE IN UK

La filiale britannica della low cost Wizz Air ha ottenuto il 3 maggio scorso dalle autorità britanniche il certificato di operatore aereo (AOC) e la licenza operativa (OL), necessarie per assicurare le operatività nel post-Brexit. La compagnia è in forte espansione e nel 2017 ha trasportato a 23,8 milioni di passeggeri, contro i 20 milioni dell’anno precedente e ha registrato un profitto netto record di €246 milioni nell’esercizio finanziario concluso a marzo.

Data di pubblicazione: 4/5/2018

LA COMMISSIONE EUROPEA RIVEDE AL RIALZO LE STIME DI CRESCITA DELL’UNGHERIA

La Commissione ha rivisto al rialzo le stime di crescita dell’Ungheria per il 2018 che prevede ora al 4% contro il 3,7% di febbraio. Per il 2019 la previsione è del 3,2%. Il governo stima una crescita del 4,3% per quest’anno e del 4,1% per il prossimo.

Secondo la Commissione il buon andamento dell’economia è da attribuire agli investimenti ed ai consumi, anche se il crescente limite di capacità nel settore delle costruzioni ed in altri, avrà un effetto frenante sulla crescita del 2019 ed oltre. Inoltre la Commissione prevede che l'impatto positivo dell’incremento del salario minimo sui consumi diminuirà. Anche la crescita dell’occupazione diminuirà col diminuire delle riserve disponibili. La Commissione stima anche una netta crescita degli investimenti societari che saranno sostenuti da un'elevata capacità di utilizzo, da afflussi di IDE e da un crescente assorbimento di fondi UE. Il rapporto investimenti / PIL potrebbe salire al 25% entro il 2019, vicino al suo picco storico.

Il deficit è stimato al 2,4% del PIL dall'1,7% dello scorso anno, mentre per il 2019 la stima è del 2,1%. Il debito pubblico diminuirà leggermente, passando al 73,3% del PIL quest'anno dal 73,6% dell'anno scorso. Per il 2019 la stima è del 71%, grazie all’alto tasso di crescita del PIL nominale.

Data di pubblicazione: 4/5/2018

 

 

PREVISIONI ECONOMICHE GKI

Nell’ultimo rapporto del centro di ricerca economica GKI, la crescita annuale del PIL è stimata al 4%, ma un rallentamento è atteso nel settore delle costruzioni e delle vendite al dettaglio, che nel 2017 hanno registrato una crescita superiore alle attese. Al tempo stesso, il continuo deterioramento della competitività, le tensioni sempre più accese con l’UE, nonché la possibile diminuzione dei fondi europei dopo il 2020 pongono delle sfide alla sostenibilità della politica economica governativa. La disoccupazione è scesa dello 0,7%, raggiungendo il 3,9%, uno dei dati più bassi dell’UE, ma se si tengono in considerazione i lavoratori inclusi nello schema di “lavoro pubblico” il tasso di disoccupazione arriva al 7,4%. La rapida crescita nei salari lordi rallenterà dal 13% del 2017 al 10% di quest’anno, implicando un aumento del 7% dei salari reali, visto che secondo il GKI l’inflazione si attesterà intorno al 2,7%.

GKI stima un calo del surplus commerciale dagli €8,1 miliardi dello scorso anno ai €7 miliardi di quest’anno, dal momento che aumenteranno le importazioni. Il surplus nella bilancia delle partite correnti è stimato intorno ai 2,5 miliardi di euro, contro i 3,6 dello scorso anno, tale diminuzione attribuibile principalmente al calo del surplus commerciale.

L’Istituto di ricerca ha sottolineato che il deficit di bilancio ha raggiunto nel primo trimestre il 64% della stima annuale. Questo non comprometterebbe il parametro UE secondo la metodologia ESA. Un aumento del deficit avrebbe comunque un impatto negativo sulla riduzione del debito.

Data di pubblicazione: 3/5/2018

INTERVISTA AL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE BANCARIA UNGHERESE

Il presidente dell’Associazione bancaria ungherese, Mihaly Patai, ha dichiarato nel corso di un’intervista che è necessario una riduzione della tassa speciale sul settore bancario, nonché degli ostacoli per i pagamenti elettronici. Patai ha inoltre espresso scetticismo riguardo alle previsioni del vice governatore della Banca Centrale, Márton Nagy, che stima una crescita del 12% dei prestiti societari e un aumento del 15% dei prestiti alle famiglie, entro il 2030. Secondo Patai le proiezioni relative alla crescita dei prestiti al dettaglio sono realistiche, mentre ci sono perplessità riguardo alla crescita dei prestiti societari ed egli ha sottolineato che l’aumento del credito è nell’interesse sia delle banche sia dell’economia in generale. Patai ritiene che la svolta nei rapporti tra banche e governo risalga al 2014, in occasione della conversione dei mutui in Franchi svizzeri. L’onere di tale conversione è ricaduto sulle banche e tale richiesta è arrivata dal governo proprio prima che la Banca Centrale svizzera dichiarasse di non avere più intenzione di mantenere il franco svizzero ad un tasso di cambio fisso nei confronti dell’euro. Il Presidente dell’Associazione ha espresso il suo apprezzamento per la lungimiranza di tale scelta politica. Patai ha poi difeso la politica monetaria non ortodossa della banca centrale ungherese, ritenendo che dovrebbe essere definita “pro-attiva” in quanto le misure introdotte hanno stimolato la crescita del credito.

L’Associazione Bancaria prevede un rendimento nel settore bancario pari ad oltre Ft300 miliardi nei prossimi anni, ovvero un ROE vicino al 10%, in calo rispetto ai Ft632 miliardi dello scorso anno, quando i rendimenti sono cresciuti grazie alla riduzione della tassa speciale sulle banche.

Data di pubblicazione: 3/5/2018

PRESTITI ALLE PMI: I PIANI DI ERSTE BANK

Sono in arrivo nuovi prodotti finanziari, lanciati da Erste Bank, per le PMI ungheresi e l’Istituto stima di aumentare il volume dei prestiti del 50% nel corso dell’anno. È stato previsto di velocizzare le istruttorie a 5 giorni, con un massimo importo del prestito di Ft 75 milioni, con una scadenza di 10 anni. I tassi di interesse saranno pari al tasso BUBOR più un punto percentuale, con una tassa di gestione variabile tra lo 0,2% e lo 0,35%. La banca ha 50.000 clienti tra le PMI, 6.000 delle quali hanno un gettito annuale compreso tra i Ft 300 milioni e Ft15 miliardi. La percentuale di prestiti in sofferenza è dell’1%. Il volume di prestiti concessi da Erste alle imprese è aumentato del 66% nel corso degli ultimi due anni, arrivando a raggiungere i Ft500 miliardi nel dicembre 2017. Secondo il vice governatore della MNB, Márton Nagy, il settore bancario si sta preparando ad un periodo interessante in quanto si prevede un’accelerazione nella crescita del volume dei prestiti del 10-15%, contro il 5-10% di oggi. Questo dovrebbe portare entro il 2030 ad una crescita del volume dei prestiti societari dall’attuale 17% del PIL al 30%.

Data di pubblicazione: 3/5/2018

SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA RELATIVAMENTE ALLA TASSA PER L’ISPEZIONE DELLA CATENA ALIMENTARE E ALLA TASSA SUI PRODOTTI DEL TABACCO

Nel luglio 2015, la Commissione europea ha avviato due indagini per esaminare se due misure ungheresi, con strutture tariffarie fortemente progressive, fossero in linea con le norme dell'UE in materia di aiuti di Stato. La prima misura riguarda una tassa per l'ispezione della catena alimentare e la seconda una tassa sul fatturato derivante dalla produzione e dal commercio di prodotti del tabacco. In entrambi i casi, la Commissione ha evidenziato che la progressività delle aliquote basate sul fatturato fornisce alle imprese con un fatturato basso un vantaggio competitivo rispetto ai loro concorrenti, in violazione delle norme UE in materia di aiuti di Stato. La Commissione ha quindi vietato all’Ungheria di applicare le tasse in parola fino alla conclusione delle indagini.
Pochi mesi dopo, l’Ungheria ha impugnato la decisione della CE presso la Corte di Giustizia europea. Il verdetto finale afferma che le misure nazionali in questione possono essere considerate come aiuti di Stato incompatibili con il mercato interno. Poiché l'Ungheria non ha contestato le decisioni definitive e non ci sono stati ricorsi da parte di terzi, le decisioni sono diventate definitive e giuridicamente vincolanti. L'Ungheria ha ora due mesi per presentare ricorso.

Data di pubblicazione: 26/4/2018

CASO DI PESTE SUINA

Secondo quanto riportato dal quotidiano ungherese Világgazdaság, a causa del virus della peste suina africana, rilevato in un cinghiale nella contea di Heves, sabato 21 aprile, è stata bandita l’esportazione di carne di maiale e prodotti a base di carne in Serbia, Giappone, Taiwan, Singapore e Corea del Sud. Con Singapore, riferisce il quotidiano, potrebbe essere raggiunto un accordo che escluderebbe solo le carni provenienti dall’area soggetta a restrizioni.

Grave il danno economico: negli ultimi anni, il Giappone è diventato il principale mercato di esportazione, generando un quarto (76,2 milioni di EUR) dei ricavi totali.

Dal 2016 l'Ungheria ha monitorato i cinghiali selvatici morti per peste suina nelle contee orientali, vicino alle frontiere con Ucraina e Polonia con controlli alle frontiere. Dal 2017 ha aumentato la sorveglianza passiva nel resto del paese. Questo primo caso è stato comunque rilevato nel centro del paese, lontano dalle aree di sorveglianza. L'area diventerà ora una zona soggetta a restrizioni.


Data di pubblicazione: 26/4/2018

COLLABORAZIONE TRA GRAPHISOFT E LA SOCIETÀ ITALIANA TEAMSYSTEM

Graphisoft introdurrà sul mercato ungherese la linea di software STR Vision messa a punto dalla società italiana Team System Group. Si tratta di software gestionali per imprese edili, amministrazioni pubbliche, studi tecnici e professionisti impegnati nel settore edile. STR Vision consente stime migliori per la pianificazione e manutenzione degli immobili, con risparmi considerevoli per i costruttori. Il direttore commerciale di Graphisoft Ungheria ha sottolineato l'importanza di pianificare i costi di sviluppo della proprietà con la progettazione architettonica.

Graphisoft è uno dei quindici brand del gruppo tedesco Nemetschek leader mondiale nella produzione di software per l’industria delle costruzioni. Graphisoft è presente in oltre 100 paesi e il suo prodotto principale è il software Archicad, uno strumento di progettazione architettonica in 2D/3D.

Data di pubblicazione: 24/4/2018

FONDAZIONI DELLA MNB

Eurostat ha espresso delle riserve circa i dati riportati dall’Ungheria in relazione alla classifica delle sei Fondazioni della Banca Centrale ungherese. Eurostat ritiene infatti che le Fondazioni, incluse le filiali, debbano essere incluse tra gli enti pubblici, come avvenuto di recente per Eximbank. Le fondazioni hanno investito al momento della loro fondazione in titoli di stato, che sono stati gradualmente svenduti dall'ottobre 2016 dopo che la Banca centrale europea (BCE) ha richiesto alla MNB di garantire misure sufficienti per evitare un finanziamento monetario della Banca Centrale verso il Governo. Lo stock di titoli governativi è stato quindi ridotto da 210 miliardi di HUF di fine 2015 ai 40 miliardi di HUF di settembre 2017. Se le Fondazioni venissero riclassificate all’interno del settore amministrazioni pubbliche, sarebbe rivisto al rialzo anche il rapporto debito/PIL.

Data di pubblicazione: 24/4/2018

 IL FMI RIVEDE AL RIALZO LE STIME DI CRESCITA

Secondo le ultime stime del FMI (World Economic Outlook), il PIL dell'Ungheria aumenterà del 3,8% nel 2018 dopo il 4,0% registrato lo scorso anno, una decelerazione poco significativa. Nelle previsioni di ottobre, il FMI stimava una crescita del PIL del 3,4% sempre per il 2018. Per il 2019 la stima di crescita dell’economia è del 3%. L’inflazione è stata rivista al ribasso e passa dal 3,2% di ottobre al 2,5% attuale, mentre per il 2019 è stimata al 3,3%

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione la stima del FMI è del 3,8 per il 2018, e del 3,5 % per il 2019.

Data di pubblicazione: 19/4/2018

POSSIBILE AUMENTO DEI TITOLI DEL DEBITO PUBBLICO

Secondo la recente analisi di Bloomberg, vista la crisi geopolitica in corso, i titoli governativi ungheresi e polacchi potrebbero diventare particolarmente attraenti poiché comportano minori rischi politici e assicurano rendimenti significativi per gli investitori, rispetto alle basse rendite dell'Eurozona. L'Europa centro - orientale sta diventando uno dei mercati favoriti dagli investitori dei mercati emergenti in quanto le minacce commerciali, le sanzioni e i rischi geopolitici di fatto creano una ritirata degli investitori dal mercato russo e turco nonostante i rendimenti elevati.
Gli investitori sono alla ricerca di alternative e in Europa centrale, dove i mercati continuano a beneficiare della crescita non inflazionistica e del raffreddamento delle tensioni politiche, sia la Polonia che l'Ungheria sembrano essere la scelta ideale. Sebbene entrambi i Paesi siano in conflitto con l'UE, i loro rendimenti non riflettono le tensioni politiche e sono più alti che nella zona euro.

Data di pubblicazione: 17/7/2018

KRAVTEX ESPANDE LA PRODUZIONE IN UNGHERIA

Kravtex, società ungherese produttrice di autobus, intende espandere la propria capacità produttiva e modernizzare la propria tecnologia con un investimento di due miliardi di fiorini (6,43 milioni di euro). Il gruppo Kravtex-Kühne, fondatore del marchio Credobus, avvierà un programma di investimenti per 2 miliardi di HUF e questo aiuterà l'azienda a rafforzare la propria posizione sul mercato, soprattutto attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie. Il programma sarà finanziato con risorse proprie e a partire dal corrente anno saranno introdotti nuovi modelli di Credobus. Obiettivo dell’azienda non è solo quello di espandere la capacità produttiva, ma anche di migliorare l'efficienza e aumentare la produttività.
Data di pubblicazione: 17/7/2018

OTP – PROGRAMMA INVESTIMENTI

Nel corso della Assemblea generale di OTP, il presidente Sándor Csányi ha parlato dei piani di investimento per il 2018; l'AGM ha approvato il dividendo 2017 pari a 219 fiorini per azione e un programma di riacquisto di azioni proprie. E’ in corso un'acquisizione in Serbia e un'altra in Croazia che si concluderà in estate. Le acquisizioni si concentreranno in Europa e in particolare nell’area centrale e orientale. Il programma di “buy back” è stato autorizzato per le sole azioni ordinarie e per un numero massimo di 70 milioni.

Stabilità, redditività e crescita rimangono gli obiettivi chiave della politica aziendale. Secondo il Presidente Csányi è attesa una crescita nella regione. Segni di surriscaldamento fiscale si stanno manifestando solo in Romania, mentre Russia e Ucraina potrebbero potenzialmente essere aree a rischio perché il rublo è stato deprezzato a causa delle sanzioni statunitensi. Tuttavia egli ha confermato che OTP resterà in Russia e continuerà a crescere, attraverso acquisizioni. La banca prevede una crescita del 6% delle spese operative, a causa della crescita dei salari e degli investimenti nel digitale, in quanto l'intero sistema IT deve essere aggiornato.
Data di pubblicazione: 17/7/2018

UNGHERIA E ADOZIONE DELL’EURO


Il capo economista della Banca nazionale di Ungheria (MNB) Palotai, nel corso di una tavola rotonda organizzata a Parigi dall'ufficio estero della banca centrale presso la business school HEC Paris Alumni e Dumakavics - business club parigino degli ungheresi in Francia, ha affermato che la banca centrale ungherese è fondamentalmente a favore di qualsiasi proposta che possa contribuire a rinnovare l'Unione europea, rafforzare la sua economia e migliorare la sua stabilità finanziaria e la sostenibilità del debito pubblico. Tuttavia, ha avvertito che quando si valutano queste idee - la maggior parte delle quali sollecitano una più stretta cooperazione nell'Eurozona - bisogna prendere in considerazione gli interessi dei paesi al di fuori dell'area dell'euro. In altre parole, dovrebbero rispettare il principio di parità di trattamento e condizioni di concorrenza uguali. L'Ungheria non può appoggiare proposte che potrebbero trarre finanziamenti attraverso la riduzione dei fondi di coesione. Egli ha sostenuto che MNB è a favore di una più stretta cooperazione tra i paesi dell'area dell'euro a livello di un'unione bancaria o di un'unione di mercato dei capitali. Tuttavia, ha sottolineato la necessità di assicurarsi che i paesi che adottano l'euro solo più tardi possano aderire all'area alle stesse condizioni. Palotai ritiene che garantire una convergenza sostenibile sia più importante per l'Ungheria che adottare l'euro il prima possibile. Le conseguenze negative di questo sono già state subite dai paesi mediterranei. Inoltre, basandosi su ciò che mostrano le esperienze di convergenza, il rispetto dei criteri di Maastricht è insufficiente di per sé e ci sono nuovi criteri da considerare, in relazione ai quali la MNB aveva già avanzato diverse proposte.

Data di pubblicazione: 17/7/2018

KOMÉTA 99 REGISTRA UN AUMENTO DEI RICAVI DEL 20%

L’azienda di proprietà italiana, con sede a Kaposvár dove produce lavorati in carne, ha registrato un aumento dei ricavi del 20% passando dai 36 miliardi di fiorini del 2016 agli attuali 43 (circa euro 140.000.000)

Kométa 99 è operativa dal 1994, e circa la metà dei suoi prodotti vengono esportati in Italia. La società è molto impegnata sotto il profilo della qualità e pertanto non utilizza soia ed ha ridotto il contenuto di sale del 25%.

L'ambasciatore italiano Massimo Rustico ha ribadito come l’azienda sia un esempio positivo di cooperazione tra un'impresa locale e il governo locale. Al capitale della società partecipa il comune con una quota del 38%, ma entro il 2020 i proprietari riacquisteranno il 33% di tale capitale.

Data di pubblicazione: 11/4/2018

NOMINATO TEAM DI CONSULENTI PER L’ACQUISTO DELLE AZIONI INA DETENUTE DA MOL

La Croatia, per riacquistare il pacchetto azionario di INA detenuto da MOL(49,08%), si avvarrà di un team di consulenti guidato da Morgan Stanley e di cui fanno parte Intesa San Paolo e Privredna Banka Zagreb. Il team dovrà preparare la transazione, effettuare una valutazione e cercare potenziali partner strategici. Zagabria, che detiene il 44,84% di INA, e Mol con una quota del 49,08%, è da diversi anni in disaccordo sui diritti di gestione e sulla strategia di investimento INA.

INA ha una capitalizzazione di mercato di circa 33 miliardi di kune (5,49 miliardi di dollari).

Zagabria ha intentato un arbitrato contro Mol all'inizio del 2014, sostenendo che il gruppo ungherese avrebbe acquisito il controllo di INA con la corruzione, non avrebbe dato seguito agli investimenti concordati con gli azionisti e avrebbe violato la legislazione croata sulle società commerciali. Il tribunale ha respinto tutte le accuse alla fine del 2016. Successivamente è stata annunciata la decisione del governo croato di voler riacquistare il capitale INA detenuto da Mol.

Data di pubblicazione: 11/4/2018

BRUA – L’UNGHERIA SI RITIRA DAL PROGETTO

La Banca Europea di Ricostruzione e Sviluppo (BERS) ha erogato un prestito di 60 milioni di euro alla compagnia rumena Transgaz al fine di completare i lavori del connettore che fa parte del progetto BRUA. Il progetto in parola prevede la creazione di un unico gasdotto che attraversi Bulgaria, Romania, Ungheria ed Austria con un trasporto minimo di 10 miliardi metri cubi di gas all’anno, mentre la portata massima raggiunge i 23 miliardi di metri cubi. La creazione di questo collegamento permetterebbe la fornitura di gas anche verso l’Europa occidentale allacciando il BRUA con il futuro gasdotto trans-Adriatico (TAP) completando così il progetto del Southern Gas Corridor. Nonostante ciò i finanziamenti europei sono arrivati ad un momento di stallo in quanto la società ungherese che sia era impegnata nel completamento del connettore con l’Austria ha deciso di ritirarsi dal progetto BRUA. A riguardo l’operatore ungherese FGSZ ha dichiarato di voler sfruttare pipeline già esistenti con la Slovacchia e l’Ucraina. La BERS sostiene anche l’offerta di acquisto della compagnia rumena per la società greca DESFA e per alcuni investimenti in Moldavia. Se l’acquisto della DESFA da parte di Transgaz andasse a buon fine, il trasporto del gas dall’ Italia all’Est Europa sarebbe gestito esclusivamente dalla Transgaz. A causa del blocco creato dall’Ungheria la Commissione europea ha approvato un’estensione del finanziamento per 179 milioni di euro a favore della Transgaz, al fine di assicurare la fornitura di gas dai giacimenti offshore rumeni verso i paesi limitrofi. L’Unione Europea è impegnata a portare a buon fine il progetto iniziale in modo tale che i connettori possano raggiungere il centro di scambio austriaco di Baumgarten. Questo porterebbe dei vantaggi non solo alla Romania, che potrebbe vendere il gas nel libero mercato, ma contribuirebbe alla creazione di un mercato unico dell’energia.

Data di pubblicazione: 11/4/2018

 

DEBITO PUBBLICO A FINE 2017

Secondo i dati preliminari della Banca Centrale (MNB), il debito pubblico ungherese, incluse le passività di Eximbank, è stato pari al 73,6% del PIL nel 2017, contro il 76% del 2016. Se dal calcolo si escludono le passività di Eximbank, il rapporto debito/PIL è pari al 71,7%. Sempre nel 2017, la necessità di finanziamento esterno è stata di 721 miliardi di fiorini (circa 2,3 miliardi di euro) che ha generato un deficit dell’1,9% rispetto al PIL, contro l’1,7% del 2016.

Il CEO dell’ agenzia del debito pubblico ungherese - AKK - ha annunciato che la quota di debito pubblico detenuta in valuta estera verrà ridotta sotto la soglia del 20% entro la fine del 2018 e al 10% entro il 2022. Nel 2017 la quota è stata del 22.

Data di pubblicazione: 5/4/2018

GKI RIDUCE LE PREVISIONI SUL LIVELLO DI INFLAZIONE

Il centro di ricerca statistica ungherese GKI ha ridotto le previsioni sull'inflazione del 2018, dal 3% al 2,7%, nell’ultimo report pubblicato il 21 marzo scorso. L’espansione prevista dei consumi si attesterà attorno al 4% quest'anno in aumento rispetto al 3,5% stimato lo scorso trimestre. La GKI ha ridotto anche le sue previsioni sul tasso di disoccupazione del 2018 dal 4% al 3,7%. Mentre le proiezioni sulla crescita del PIL sono rimaste invariate al 3,8% ed al 9% per gli investimenti in capitale fisso. La società ha stimato inoltre che il surplus ungherese diminuirà da 4,5 miliardi di euro del 2017 a 3,5 miliardi di euro quest'anno. Infine la relazione riporta che il tasso base del MNB non varierà nel 2017 ed il cambio medio dell'euro sarà 312 Ft (fiorini).

Data di pubblicazione: 22/3/2018

BOND GIAPPONESE

L'Ungheria ha emesso il 14 marzo un samurai bond per un valore di 30 miliardi di yen (227 milioni di euro). Le obbligazioni a tre anni hanno una cedola dello 0,37%, ma hanno un rendimento dello 0,6% dopo la conversione in euro, un minimo storico , secondo il ministero dell'Economia. Il ministero dell'Economia ha definito l'emissione di 227 milioni di euro una pietra miliare, che rappresenta un terzo dell'emissione obbligazionaria denominata in valuta estera prevista per quest'anno. Il capo dell’Agenzia del debito pubblico - AKK, Gyorgy Barcza ha dichiarato che vale la pena essere presenti sui mercati giapponesi, poiché gli investitori asiatici acquistano per il lungo periodo, restano in possesso dei titoli fino alla loro scadenza. L'Ungheria prevede di emettere quest'anno solo 1 miliardo di euro di debito in valuta estera, al di sotto dei 2,3 miliardi di euro dovuti alla scadenza. Ha detto che la riduzione della quota di debito in valuta estera all'interno del debito complessivo rimane l'obiettivo del governo. L'AKK prevede che la quota di debito in valuta estera scenderà al di sotto del 20% del debito complessivo l'anno prossimo, dal 22% attuale.

Data di pubblicazione: 16/3/2018

FITCH CONFERMA IL RATING DELL’UNGHERIA

L’agenzia americana di rating Fitch, ha mantenuto le sue previsioni sul breve periodo e sul lungo periodo sul grado di solvibilità del debito ungherese classificandolo “BBB-“,in linea con le previsioni di mercato. L’agenzia ritiene che il debito pubblico sia ancora , si riscontri un alto livello di imprevedibilità delle politiche governative e volatilità macroeconomica.

L’Agenzia rileva che il PIL è cresciuto del 4,2% nel 2017, grazie ad una serie di fattori esterni favorevoli, al contributo dei fondi europei, alla crescita dei salari e agli stimoli che sempre vengono varati prima delle elezioni. Per il 2018 Fitch stima la stima di crescita del PIL al 4%, il deficit di bilancio al di sotto del 3%, nonostante il recente annuncio del governo per ulteriori tagli fiscali. Inoltre l’Ungheria è riuscita a ridurre il suo debito estero netto rispetto ai valori del 2010, che era un noto impedimento per il merito di credito del paese.

L’agenzia ritiene che anche dopo le elezioni politiche di aprile, la politica economica non subirà variazioni sostanziali. Il rating ungherese potrà ottenere un miglioramento, se il debito sarà ulteriormente ridotto in rapporto al PL e se crescerà la fiducia degli investitori nelle politiche economiche del Paese.

Il rating dell’Ungheria assegnato dalla Fitch è stato confermato anche dalla S&P’s con “BBB-“ e dall’agenzia Moody’s con “Baa3”.

Data di pubblicazione: 14/3/2018

LA SOCIETÀ SK INNOVATION APRE UN CENTRO PER LA PRODUZIONE DI BATTERIE A KOMAROM

La società Sud Coreana SK Innovation aprirà un impianto per la produzione di batterie a celle fotovoltaiche nel parco industriale Komaron. L’investimento ha un valore 312.75 milioni di euro ( 97.5 miliardi di fiorini) e beneficerà di finanziamenti governativi a fondo perduto per un ammontare di 8,17 miliardi di fiorini (circa 27 milioni di euro). Il nuovo impianto o genererà 410 nuovi posti di lavoro.
L’industria di punta dell’economia ungherese è quella automotive, che impiega 176,000 persone e contribuisce per un terzo all’intera produzione industriale del paese.

LA COMMISSIONE EUROPEA RICHIEDE UNA MODIFICA SULLA LEGGE CHE REGOLA LA VENDITA DEI PRODOTTI AL DETTAGLIO

La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Ungheria e ha dato due mesi di tempo al paese per modificare la legge che restringe i profitti sulla vendita di prodotti alimentari ed agricoli. La legge attualmente in vigore impone che ogni rivenditore al dettaglio applichi lo stesso margine di profitto sui prodotti alimentari ed agricoli sia nel caso di beni importati da paesi EU che prodotti sul territorio nazionale. Nel “parere motivato” la Commissione afferma che la legislazione non è conforme alle normative dell'Unione europea. Tale esigenza potrebbe frenare la vendita di prodotti importati, che di solito sono meno noti al consumatore nazionale, a prezzi più interessanti. La Commissione ha inoltre aggiunto che i regolamenti ungheresi limitano la libera circolazione delle merci e pregiudicano la libera formazione della fissazione dei prezzi e della concorrenza leale.

PROGRAMMA CITTÀ NUOVE – PROGETTI A ZALAEGERSZEG E SZOMBATHELY

Il Ministro senza portafoglio Lajos Kósa, che sovraintende allo sviluppo delle città metropolitane, ha annunciato la realizzazione di nuove opere su larga scala nelle città di Zalaegerszeg e Szombathely. Questi piani fanno parte del più ampio progetto “Città moderne”. Nello specifico verrà predisposto un investimento di 240 miliardi di fiorini (circa euro 800 milioni) per la città di Zalaegerszeg, destinati alla costruzione del collegamento stradale M76 tra la città e l’autostrada M7, e la creazione di un’ulteriore arteria tra Zalaegerszeg e Vasvár, quest'ultima collegata alla rete autostradale austriaca.

 

AUMENTO DEL PIL NELL’ULTIMO TRIMESTRE DEL 2017

Il PIL ungherese è aumentato del 4.4% nell’ultimo trimestre del 2017, grazie allo sviluppo dei servizi e del settore delle costruzioni, che hanno registrato un +1,9%, mentre le attività agricole hanno subito una battuta d’arresto con una riduzione dell’11%, come dimostrano i dati dell’ufficio di statistica. Il valore generato dalle aziende manifatturiere è aumentato del 3,6% nel periodo considerato, rispetto ai dati del 2016. Il settore delle costruzioni ha registrato un notevole aumento del 36%, mentre il settore dei servizi è aumentato del 3,6%. La crescita del PIL segnala quindi un sostanziale incremento della produzione rispetto al 2016, dove il PIL è aumentato del 2,2%.

 

NUOVI OBIETTIVI E STRATEGIE DI CRESCITA ECONOMICA

Il Ministro dell’economia Mihály Varga ha stilato un piano dei principali obiettivi di politica economica nel medio periodo che si articolano in: 1) crescita economica al di sopra della media europea tra il 2018 ed il 2022; 2) presentazione al Parlamento di un disegno di legge sul pareggio di bilancio entro il 2020; 3) percentuale debito/PIL al di sotto del 60% entro il 2022; 4) cuneo fiscale: le imposte sul reddito dovrebbero essere ridotte al di sotto del livello regionale entro il 2022. Contribuzione sociale abbassata all'11,5%; 5) come precedente annunciato, il Ministro ha riconfermato la creazione di 1 milione di posti di lavoro nell’arco di 10 anni, di cui tra 250.000 e 300.000 entro il 2020; 6) aumentare il numero di persone iscritte a strutture di formazione aziendale fino a raggiungere 75.000 unità dalle attuali 53.000 entro il 2022; 7) far entrare nei circuiti internazionali almeno tre o quattro aziende ungheresi come la Tunsgram (illuminazione), Ikarus (autobus), e Medicor (strumenti medicali).

Secondo il Governatore della Banca Centrale , Matolcsy, il 2018 è un anno fondamentale per il paese, poiché a livello globale è in atto un cambiamento nelle politiche monetarie, economiche e geostrategiche. Se il paese sarà in grado di sviluppare nuove strategie competitive, potrà raggiungere il livello medio di sviluppo dell'Unione europea entro il 2030 e il livello austriaco entro il 2050. Importanti passi avanti sono stati fatti dal governo negli ultimi anni per quanto riguarda il mercato del lavoro, il regime fiscale, il debito pubblico, solo per citarne alcuni. Secondo il Governatore, per raggiungere tale obiettivo di crescita, è necessario che l’economia si trasformi da “Labor Intensive” a “Capital Intensive”. Non mancano problemi da risolvere come quello demografico, la mancanza di manodopera qualificata, basso valore aggiunto degli IDE, elevato divario tra PIL e PNL (4-5%). La Banca Centrale già nel 2016, su richiesta del Primo Ministro, ha indicato cinquanta misure per migliorare la competitività. Il pilastro centrale di tale cambiamento resta il sistema bancario che dovrebbe essere molto più competitivo di quanto non sia oggi.

 

NUOVO CENTRO R&S HYUNDAI A BUDAPEST

La Hyundai Electric & Energy Systems Co. Ha aperto a Budapest un nuovo centro integrato di ricerca e sviluppo (H-TEC) per le energie rinnovabili. Il centro è dotato di strumentazioni ed aree per lo sviluppo di prototipi e sistemi di controllo energetico. H-TEC rappresenta per la società il principale centro di ricerca per lo sviluppo di motori e pianifica ulteriori investimenti per aumentare la competitività dell’azienda. L'anno scorso, con l’obiettivo di espandere la propria rete di business in Europa, la società ha acquisito una filiale bulgara attraverso l’affiliata Hyundai Heavy Industries.

NUOVI INVESTIMENTI AUDI IN UNGHERIA

L’Audi metterà in funzione a Györ un nuovo centro di R&S per motori elettrici ed a combustione interna di nuova generazione. Il valore complessivo dell’investimento ammonta a 6,15 miliardi di fiorini (circa 2 milioni di euro). Il contributo governativo ammonta ad un quinto del valore. Nel centro saranno assunti 30 ingegneri .
Audi Ungheria nel 2017 ha prodotto 1.965.165 milioni di motori, con un aumento della produzione su base annua del 2%. Per il management di Audi Ungheria la sede di Györ dovrà diventare un hub per la produzione di motori elettrici, con un target di produzione fissato al 25% della produzione complessiva entro il 2025. I dati registrati nell’ultimo anno sulla produzione dei vari modelli, hanno messo in evidenza una riduzione del 14% della produttività rispetto al 2016, per tale motivo la società ritiene necessario iniziare la produzione della nuova Audi Q3. La produzione del nuovo modello avverrà in uno stabilimento già equipaggiato con 700 robot.

Audi impiega 12.300 persone e con l’indotto arriva a 30.000 addetti, gestisce in Ungheria il più grande stabilimento per la produzione di motori e la maggiore industria orientata all’export.

L’industria automobilistica nel 2017 ha raggiunto una produzione di 25,7 miliardi di euro e rappresenta il il 28,7 della produzione industriale del paese. L’export del settore automotive è aumentato del 2%, mentre le entrate fiscali del 7%.

L’AGENZIA S&P CONFERMA IL RATING DELL’UNGHERIA

L'agenzia di rating Standard & Poor's (S & P) ha confermato il rating del debito sovrano dell'Ungheria a BBB- / A-3, una decisione in linea con le previsioni fatte dagli analisti. Il rating secondo S&P, riflette le solide prospettive economiche del paese, ed il miglioramento del settore bancario. La S&P ha previsto inoltre nelle sue analisi una crescita del PIL del 3,5%, che è però superiore alla crescita potenziale di lungo termine del paese.

Nella sua analisi, S & P prevede una crescita del PIL del 3,5%, che è superiore alla crescita potenziale di lungo termine del paese. Tra il 2019-2021, si prevede che la crescita economica dell'Ungheria decelererà al 2,5%, a causa delle sfide strutturali. I fattori alla base della crescita economica dell'Ungheria sono il boom dei consumi, lo stimolo fiscale, l'aumento dei salari minimi, l'accelerazione delle sovvenzioni dell'UE e la posizione finanziaria del settore privato e il miglioramento delle prospettive economiche in Europa. S&P prevede che il deficit di bilancio scenderà al di sotto del 2,2% del PIL nel 2018-21, ma il debito pubblico rimarrà superiore al 60%. La crescita dopo il 2020 potrebbe essere ostacolata dai minori finanziamenti dell'UE dovuti al nuovo bilancio del periodo 2020-2027.

IL RUOLO DELLE MULTINAZIONALI IN UNGHERIA

Secondo quanto emerso nel corso di una Conferenza presso l’Istituto Civitals, László Vértesy docente presso l’Universitá della Pubblica Amministrazione, ha rilevato che tra le 100 piú grandi aziende del paese solo 7 sono realmente di proprietá ungherese. Le grandi aziende impiegano il 35% della forza lavoro e contribuiscono alla formazione del PIL per il 46,5%. I loro ricavi ammontano a 26000 miliardi di fiorini (circa 85 miliardi di euro) di cui il 20% nelle prime top 5.

Tra le otto maggiori aziende figurano: MOL, Audi, GE, MVM, Telekom, Richter, Hankook e Mercedes. Il settore automobilistico é molto rilevante in Ungheria. Le sovvenzioni statali per le multinazionali sono aumentate dell’11% tra 2011-2016, a 170 miliardi di fiorini (circa 560 milioni di euro). Le multinazionali riceverebbero sovvenzioni statali comprese tra 4,6-6,4 milioni di fiorini, mentre le PMI non ricevono abbastanza fondi. Il lavoro presso le multinazionali è generalmente maggiormente retribuito rispetto ad altre aziende, ma in Ungheria, i salari risultano essere più bassi della media dei paesi occidentali (Un impiegato ungherese di una multinazionale riceve un quarto o un terzo di quello di un impiegato tedesco tedesco).

 

LA COMMISSIONE EUROPEA APPROVA LA VENDITA DELLA MÁTRAI ERŐMŰ

La commissione Europea ha approvato l’acquisizione della centrale elettrica alimentata a carbone Mátrai Erőmű da parte di una joint-venture costituita dall'ungherese Opus e dalla EP Power Europe con sede a Praga. Mátrai Erőmű è la più grande centrale elettrica a carbone del Paese, con una capacità di 966 MW, fornisce il 15% dell'elettricità, la percentuale più alta dopo la centrale nucleare di Paks. A dicembre l'Opus Global e l'EP Power Europe hanno stipulato una joint venture con quote del 50-50% e acquistato una partecipazione del 72,6% della centrale elettrica tedesca RWE Power e della EnBW Energie di Baden. La Commissione ha concluso che l'acquisizione non compromette il principio di concorrenza, date le limitate sovrapposizioni tra le attività delle imprese. Mátrai Erőmű è proprietaria del maggiore impianto fotovoltaico dell’Ungheria con 72.000 pannelli che generano 16 MW di energia.

 

CRESCITA SETTORE COSTRUZIONI


Forte crescita del settore costruzioni che nel 2017, secondo i dati dell’Ufficio di Statistica, è aumentato del 29,6%, dopo la battuta d’arresto subita nel 2016 per il ritardo nei trasferimenti dei fondi UE. Nel solo mese di dicembre si è registrato un più 35% su base annua. Il settore è stato il primo contributore alla crescita del PIL.
La costruzione di edifici è aumentata del 27%, mentre i lavori di ingegneria civile del 34,8% a seguito di lavori di riammodernamento ferroviari ed autostradali. L’aumento del 124,7% dei nuovi contratti rispetto al precedente anno, prefigura un anno di crescita anche per il 2018. Le aziende di settore stanno cercando di ultimare i lavori entro il 2019, termine ultimo per il riconoscimento dell’IVA al 5% anziché 27%.
La carenza di manodopera resta il principale problema e nel 2018 è prevista una crescita del 20%.

ESTENSIONE DEL GASDOTTO CON LA SLOVACCHIA

Il ministro degli Affari Esteri e del Commercio, Péter Szijjártó ha annunciato a Bratislava che il Governo ha approvato il progetto per la costruzione di un gasdotto che collegherà il centro di distribuzione ungherese all’interconnettore del gas ungherese-slovacco. Questa decisione fa seguito al recente accordo tra la Romania e L’Ungheria che permetterà a quest’ultima di trasportare il gas dal Mar Nero entro il 2022. La costruzione di questo gasdotto, lungo 100 km, aprirà quindi un nuovo corridoio per la consegna del gas proveniente dal Mar Nero fino alla Slovacchia.

 

CONNESSIONE CON LA ROMANIA PER IL TRASPORTO DI GAS

La Romania ha annunciato che implementerà tutte le misure tecniche necessarie per esportare gas verso l’Ungheria entro il 2020 e per consentire il trasporto di gas dal Mar Nero entro il 2022. Questo permetterebbe all’Ungheria di diversificare l’approvvigionamento di gas ed essere meno dipendente dalla Russia. Le aziende ungheresi hanno già riservato 4,4 miliardi di metri cubi di spazio per il trasporto del gas. La Romania si è impegnata a installare compressori attraverso i quali 1,75 miliardi di metri cubi di gas possono essere inviati in Ungheria entro il 2020 e, con un’ulteriore espansione fino a 4,4 miliardi di m3 di gas entro il 2022. Il gas proviene dai giacimenti del Mar Nero ed è estratto da società petrolifere Exxon Mobil e OMV.

 

MESSA IN PRODUZIONE DI GAS PROVENIENTE DA GIACIMENTI UNGHERESI

La multinazionale ungherese del gas&oil, MOL, inaugurerà a luglio una nuova produzione di gas nell’area di Vízvár, vicino al confine con la Croazia. Quattro pozzi saranno collegati alla rete nazionale, fornendo il 4-5% della produzione di gas naturale in Ungheria. La capacità giornaliera del giacimento sarà di circa 200.000 m3 di gas e 120 m3 di condensa o olio leggero. MOL alimenta il 20% della domanda domestica di gas naturale con la produzione nazionale.

 

LA CONTINENTAL APRIRÀ UN CENTRO DI AI PER 5.5 MILIARDI HUF A BUDAPEST

La Continental Autmotive Srl, una succursale della azienda tedesca Continental AG, aprirà un centro di competenza per l’intelligenza artificiale (AI) a Budapest, entro il prossimo maggio. Il governo ungherese fornirà finanziamenti per 1,37 miliardi di fiorini (euro 4,4 milioni) su un investimento totale stimato di 5.5 miliardi HUF (euro 17,8 milioni).
Obiettivo della Continental è Vision Zero : zero incidenti e l’intelligenza artificiale è una competenza fondamentale per il design delle auto senza pilota.

Il centro AI di Budapest sarà integrato nella rete globale di produzione di software e posto all’interno della business unit ADAS (Advanced Driver Assistance Systems – Sistemi avanzati di assistenza alla guida). La società avrebbe scelto Budapest come sede, per la forte presenza dell’industria automobilistica e di università e centri di ricerca specializzati, in linea con gli obiettivi dell’azienda. Il centro di competenza darà lavoro a circa 100 ingegneri e svilupperà soluzioni per gestire situazioni di guida complesse con l'aiuto dell'apprendimento automatico.

 

IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE IN UNGHERIA SCENDE AL 3.8% NELL’ULTIMO TRIMESTRE DEL 2017

Continua a crescere il mercato del lavoro in Ungheria. Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,8% nell’ultimo trimestre 2017, mentre su base annua il tasso di disoccupazione è stato del 4,2%, un punto percentuale in meno rispetto al 2016. Il numero dei disoccupati è stato pari 192 mila unità, ovvero 43.000 unità in meno rispetto al 2016. E’ leggermente diminuito il numero di lavoratori pubblici ( di circa 40.000 unità) e l’Ufficio di Statistica stima che 14.000 persone sono rientrate dall’estero. Attualmente sarebbero impiegati all’estero circa 103.000 persone. Il mercato del lavoro primario resta molto solido. Nell’ultimo trimestre del 2017, il livello di occupazione è stato del 59.8% . Il numero dei disoccupati è sceso a 157.000 unità, circa 30.000 unità in meno rispetto all’anno precedente. Il numero di persone occupate, non considerando le persone impiegate nel settore pubblico e le persone impiegate all’estero, risultano pari a 4.166.0000 unità, 88.000 in più rispetto all’anno precedente.

INAUGURATO IL NUOVO COLLEGAMENTO FERROVIARIO TRA CINA E BUDAPEST

Un nuovo servizio di treno merci che collega il porto della città di Xiamen nell’est della Cina a Budapest è stato inaugurato il 19 gennaio. Il treno è partito dal polo logistico di Xiamen con 35 container contenenti beni per un valore complessivo di 3.5 milioni di dollari, tra cui prodotti tecnologici, vestiario, scarpe e materiali edili. La consegna impiegherà 18 giorni.
L’Ungheria si è impegnata per diventare un centro logistico per i beni cinesi in quanto la sua posizione geografica la rende un ottimo passaggio per raggiungere i paesi dell’Europa occidentale.
Il governo di destra di Victor Orbàn ha accelerato gli sforzi per migliorare i legami politici con la Cina, tramite il lancio della politica –apertura verso l’Est- con lo scopo di diventare un leader regionale per attirare capitali ed investimenti cinesi in Ungheria. Gli accordi bilaterali sono stati intensificati da quando Pechino ha rivelato il suo piano della One Belt Road Initiative del 2013. L’ungheria è il più grande esportatore verso la Cina tra i paesi dell’Est Europa con 2 miliardi di dollari e attira molti degli investitori cinesi.

SUMMIT CINA-CEE 16+1

Budapest ha ospitato il summit Cina-CEE 16+1 a novembre, nel quale sono stati firmati una serie di accordi. L’aeroporto di Budapest ha firmato una cooperazione con compagnie di logistica cinese nel tentativo di diventare una rete di trasporto cargo per i prodotti cinesi, soprattutto a fronte delle dinamiche di crescita dell’e-commerce.
La corsa per il miglioramento della linea ferroviaria Budapest-Belgrado, che include la costruzione di una seconda linea, è stato annunciato al summit di Budapest.

MFB EROGA 80 MILIARDI DI FIORINI PER UN PROGRAMMA DI FINANZIAMENTO

La banca di sviluppo ungherese MFB ha lanciato un programma di 80 miliardi di fiorini (circa 270 milioni di euro) per finanziare la produzione, l’acquisto e il leasing di macchinari agricoli.
Ci saranno 30 miliardi Ft di fondi messi a disposizione di aziende ungheresi che producono macchinari agricoli e di aziende registrate nell’ Area Economica Europea (EEA) con stabilimenti in Ungheria. Le aziende possono richiedere un prestito compreso tra i 150 milioni e 3 miliardi di fiorini. Il prestito avrà una durata massima di 15 anni e l’impresa dovrà partecipare con una quota del 10%.

Per quanto riguarda le PMI , sono disponibili di 50 miliardi Ft (circa 170 milioni di euro) per l’acquisto di macchinari agricoli. La dimensione del prestito potrà variare tra 1 milione e 100 milioni di fiorini, con una scadenza massima a sette anni.

L'INFLAZIONE RALLENTA A DICEMBRE

Secondo i dati preliminari dell’ufficio di statistica, l'inflazione, su base annua, è scesa al 2,1% a dicembre dal 2,5% di novembre, leggermente al di sotto delle stime degli analisti.
I prezzi al consumo sono rimasti invariati rispetto al mese precedente e nel 2017 sono aumentati complessivamente del 2,4%, il livello più alto degli ultimi cinque anni. Le variazioni dei prezzi del carburante nel mese di dicembre sono state contenute e hanno contribuito a far scendere l’inflazione.
I maggiori aumenti sono stati rilevati per gli alcolici, tabacco e carburante, che sono aumentati del 6,8%, seppur da una bassa base di partenza. I prezzi dei generi alimentari sono aumentati del 3,5% su base annua, lo 0,1% in più rispetto al mese precedente. I prezzi dei carburanti sono aumentati dello 0,8% su base annua, un netto rallentamento rispetto alla crescita del 5,9% di novembre. Il prezzo dei servizi è aumentato dell'1,1% sempre su base annua. I beni di consumo sono stati l'unico settore in cui i prezzi sono diminuiti, in calo dello 0,4% su base annua.
Su base mensile i prezzi alimentari sono aumentati dello 0,1% e l'energia per le famiglie dello 0,2%, mentre i prezzi del carburante sono diminuiti dello 0,4%. L'inflazione core, che esclude i prezzi dei combustibili volatili e dei prodotti alimentari, è stata del 2,6% a dicembre e del 2,3% in media nel 2017. Nonostante i forti aumenti salariali non ci sono ancora state pressioni al rialzo sull'inflazione, ma man mano che l'economia cresce ed aumenta la produzione, questi dovrebbero avere un impatto sull'inflazione.
Nei primi mesi del 2018 l’ufficio di statistica stima che l’inflazione potrebbe scendere al di sotto del 2% per poi accelerare nel secondo semestre, avvicinandosi al livello target del 3% entro la metà del 2019, in linea con le stime della Banca Centrale ungherese.
Gli analisti stimano che l’inflazione nel 2018 si attesterà tra il 2,5 e il 2,7% .

KONZUM SMENTISCE L'ACQUISIZIONE DI NORDTELEKOM

Il presidente-CEO di Konzum, Gellért Jászai, ha smentito le voci secondo cui la società quotata presso la Borsa di Budapest avrebbe intenzione di acquistare la NordTelekom. Nel mentre, a seguito a seguito di una affermazione di János Lázár, capo dell’ufficio del Primo Ministro, di istituire un fornitore di servizi di telecomunicazione mobile di proprietà statale dopo le elezioni del prossimo aprile, il prezzo delle azioni della compagnia di telecomunicazioni è salito di oltre il 50%. In Konzum detiene una partecipazione di minoranza Lőrinc Mészáros, sindaco della città natale del primo ministro Viktor Orbán.
Konzum è una holding, la cui attività principale è costituita dalla gestione di proprietà immobiliari e fornitura di materiali da costruzione. La società detiene anche una partecipazione in OPUS che a sua volta detiene una quota di Appeninn (developer immobiliare), e nella compagnia di assicurazioni CIG.

 

LA BANCA MONDIALE MODIFICA AL RIALZO LE PREVISIONI SUL PIL UNGHERESE

Nel rapporto “Global Economic Prospects”, pubblicato il 10/1/2018, la Banca Mondiale prevede una crescita del 3,9% per il 2017, del 3,8% per il 2018, del 3,1% per il 2019, del 2,9% per il 2020. Le previsioni per il 2017 sono state riviste in aumento dello 0,2% e dello 0,1% quelle per il 2018 e per il 2019.

Il Ministero dell’Economia ungherese prevede una crescita del 4,1% per il 2017 e del 4,3% nel 2018 per poi riscendere nel 2019 e nel 2020 rispettivamente al 3,8% ed al 3,7%.

Fonte: HM, 11/1/2018

 

L’ISTITUTO DI RICERCA GKI PREVEDE UN BOOM NEL 2018 PER IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

Secondo l’Istituto, il settore delle costruzioni quest'anno dovrebbe aumentare del 10%, sulla base degli ordini esistenti e del sentimento di fiducia che aleggia nel settore. A tale crescita contribuiranno i fondi europei e la riduzione dell’IVA sulle nuove costruzioni. Anche per il 2019 le previsioni sono di crescita, stimata ad oggi, al 7%.

IN DIMINUZIONE IL SURPLUS COMMERCIALE

Il surplus commerciale nel 2017 è diminuito per effetto della contrazione di beni e servizi. Il deterioramento è attribuibile all’aumento dei prezzi delle commodities, ma secondo lo studio della Banca Centrale, la contrazione è da attribuire principalmente ai volumi scambiati. Lo studio rileva la diminuzione dell’export di macchinari, mentre è aumentata l’importazione di macchinari dall’estero grazie alla crescita degli investimenti. Dalla fine del 2016, il contributo della bilancia commerciale al PIL è diminuito di circa il 2%, per i tre quarti attribuibile al calo delle esportazioni di beni e per un quarto al calo dei servizi.

Mentre il calo del saldo dei beni è stato principalmente causato dalla maggiore crescita delle importazioni di beni, che ha superato le esportazioni, la diminuzione del saldo dei servizi è stata principalmente dovuta alla decelerazione delle esportazioni. Il calo dell'eccedenza del saldo delle merci nella seconda metà del 2016 è collegato a una più lenta crescita delle esportazioni di beni a seguito delle temporanee interruzioni di produzione in fabbrica e al calo della produzione industriale a causa del cambiamento dei modelli, mentre nel 2017 può essere attribuito alla maggiore importazione di beni per la forte domanda interna. La crescita delle esportazioni è stata sostenuta anche dall'aumento della domanda esterna nel 2017, ma dal secondo trimestre sono cominciate ad aumentare le importazioni, superando la crescita delle esportazioni. La diminuzione del saldo dei servizi è attribuibile alla decelerazione della crescita delle esportazioni di servizi, che si protrae dal 2015, mentre sono in aumento le importazioni di servizi. In contrazione tutti i settori dei servizi ad accezione dei trasporti.

Il calo delle esportazioni nette di macchinari, in una disaggregazione settoriale più dettagliata, secondo la Banca Centrale è dovuto principalmente all'aumento delle importazioni di veicoli stradali. Negli anni successivi alla crisi, l'eccedenza delle esportazioni di macchinari è stata sostenuta principalmente dalle esportazioni nette di apparecchiature di telecomunicazione, registrazione audio e lettori, mentre dopo il 2012 - in linea con l'espansione degli investimenti dell'industria automobilistica - è stata sostenuta dalle esportazioni nette di veicoli stradali. Tuttavia, nonostante la diminuzione, le esportazioni nette di macchinari rimangono ad un livello elevato.

La crescita economica degli ultimi trimestri è stata sostenuta dalla domanda interna, in particolare dalla robusta crescita degli investimenti, in un’ampia gamma di settori in cui è aumentata la produzione. Anche gli investimenti nel settore pubblico e nei settori strettamente collegati al settore pubblico si sono notevolmente ampliati, sostenuti dai fondi UE 2014-2020 e da fondi governativi.

GOVERNO: PER IL 2018 SONO FAVOREVOLI LE PROSPETTIVE DELL’ECONOMIA UNGHERESE

Secondo quanto dichiarato dal Ministro dell’Economia Mihaly Varga, il 2018 inizia con i migliori auspici di crescita rispetto al 2017. Il responsabile del dicastero ha dichiarato che alla luce dei dati attualmente disponibili si prevedono una crescita del 4,1% per il 2017 ed un deficit di ca. il 2%, inferiore rispetto al previsto ed anche per il 2018 si proietta un deficit ridotto. Il debito pubblico rimane su una traiettoria di calo e secondo i dati preliminari esso è stato pari al 74,5% alla fine del 2017 contro il 76% del 2016.

Per ulteriori dettagli comunicati dal Ministro consultare il sito inglese del Governo.

 

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