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Notizie economiche

 

Notizie economiche

Indici macroeconomici e dati sull'interscambio tra Italia e Ungheria (aggiornato al 31/10/2019)

 

NOTIZIE

L’UNGHERIA DESTINA L’1,53% DEL PIL IN R&S

In Ungheria, la spesa per la ricerca e lo sviluppo (R&S) è stata di oltre 654 miliardi di HUF (2 miliardi di €) nel 2018, un valore pari all'1,53% del PIL. Il Paese, a partire dal 1° ottobre 2019, ha rivisto il suo regime di sostegno agli investimenti, che non include più la creazione di posti di lavoro come prerequisito per il sostegno al bilancio. Infatti, dato che il tasso di occupazione ha raggiunto livelli record, l’obiettivo del governo è ora quello di rafforzare lo sviluppo tecnologico e la ricerca. Saranno infatti offerti agli investitori stranieri sussidi in denaro e agevolazioni fiscali fino al 50% del valore del progetto in dodici province.

Le imprese hanno svolto un ruolo importante nel finanziamento della ricerca e dello sviluppo. Esse hanno speso più di 342 miliardi di HUF nel settore, con un aumento del 25,7% rispetto all'anno precedente.

Data di pubblicazione: 30/10/2019

LA DISOCCUPAZIONE IN UNGHERIA SCENDE AL 3.5%

Il tasso medio di disoccupazione nel periodo luglio-settembre è stato del 3.5%, rispetto al 3.9% dell’anno precedente; rimane stabile tra gli uomini, mentre si è verificato un calo notevole soprattutto per la disoccupazione femminile. La durata media del periodo di disoccupazione è stata di 12,4 mesi. Tra i disoccupati, il 34,1% cercava lavoro da oltre un anno.

In Ungheria, il numero di occupati ha raggiunto i 4.521 milioni, in aumento rispetto ai 4.487 milioni di un anno prima. Il numero di dipendenti impiegati in lavori pubblici è sceso da 136.600 a 107.900, mentre il numero di lavoratori ungheresi all'estero è salito da 104.600 a 118.400.

Data di pubblicazione: 30/10/2019

L’UNGHERIA ACQUISTERÀ GAS NATURALE LIQUEFATTO (GNL) DAL QATAR DA GENNAIO 2021

Nel 2021, terminata la costruzione del terminale di gas naturale liquefatto in Croazia, l'Ungheria sarà in grado di acquistare GNL dal Qatar. Tale accordo con il Qatar cambierebbe radicalmente la sicurezza dell'approvvigionamento di gas dell'Europa centrale. Attualmente, la maggior parte dei paesi della regione riceve gas da un'unica fonte; il Qatar è divenuto il principale esportatore globale di GNL, con oltre 100 miliardi di metri cubi di gas esportati ogni anno. Si prevede che questo valore aumenterà a circa 145 miliardi di metri cubi nei prossimi anni. Il Qatar ha espresso la propria disponibilità ad avviare colloqui sulla consegna di GNL in Ungheria attraverso la Croazia. Il gas proveniente dal Qatar potrebbe far parte del mix energetico ungherese da gennaio 2021: ottenendo gas da fonti differenziate aumenta la sicurezza energetica e diminuiscono i costi.

Data di pubblicazione: 28/10/2019

L’UNGHERIA SALE DI UNA POSIZIONE NELLA CLASSIFICA "DOING BUSINESS"

L'Ungheria è salita al 52 ° posto, ottenendo un punteggio di 73,4 nell'ultima classifica Doing Business della Banca mondiale, che valuta il clima degli affari in 190 paesi. Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia si sono posizionati davanti all'Ungheria rispettivamente al 40 °, 41 ° e 45 ° posto.

Il rapporto fornisce indicatori quantitativi che riguardano 11 aree di attività: quanto l'ambiente normativo rende la vita delle imprese più o meno facile in termini di avvio di un’attività, la gestione dei permessi di costruzione, l’acquisizione di credito ed elettricità, la registrazione della proprietà. Valuta inoltre la protezione degli investitori di minoranza, il pagamento delle tasse, il commercio transfrontaliero, l'esecuzione dei contratti, la risoluzione dei casi di insolvenza e analizza anche la regolamentazione del mercato del lavoro.

Il rapporto della Banca mondiale rileva che l'Ungheria ha ottenuto una posizione peggiore nell’indicatore che valuta l’avvio di una nuova attività nel Paese; si è classificata al 108 ° posto per quanto riguarda i permessi di costruzione e ha avuto un rallentamento nei criteri che misurano la tutela dei diritti delle minoranze e dei permessi di costruzione. Il Paese ha però ottenuto il punteggio più alto nella categoria degli scambi transfrontalieri. L'Ungheria ha reso il pagamento delle tasse meno oneroso, diminuendo l'aliquota dell'imposta sociale pagata dal datore di lavoro e riducendo l’aliquota forfettaria. Inoltre, ha aumentato l’indennità per gli straordinari a 400 ore all'anno, rendendo la regolamentazione del lavoro più favorevole alle imprese. L'imposta sui salari è stata ulteriormente ridotta dal 1° luglio e si prevede che l'onere delle imprese si attenuerà maggiormente dal 2021, quando l'Autorità fiscale e doganale nazionale (NAV) inizierà a preparare le dichiarazioni dei redditi delle società come già accade per i privati.

Data di pubblicazione: 28/10/2019

BUZZ OPERERÀ PER CONTO DI RYANAIR

La filiale polacca Buzz di Ryanair sostituirà la low cost irlandese a partire dal prossimo dicembre. Tale modifica non influirà sul numero di rotte o voli offerti da Ryanair da o verso Budapest. Il motivo è da ricercare nei minori costi sostenuti da Buzz rispetto alla casa madre irlandese, consentendole di rimanere competitiva nell'Europa centrale e orientale, regione valutata come il principale mercato di crescita per la compagnia aerea. Ryanair prevede che il numero di passeggeri, con il controllo della base di Budapest crescerà del 24%. Inoltre, è stato annunciato il lancio di nuovi voli. Il gruppo Rynair gestisce attualmente cinque compagnie aeree: Irish Ryanair (DAC), Austrian Laudamotion, British Ryanair UK, Polish Buzz e Malta Air.

La compagnia aerea ungherese Wizz Air, principale low cost della regione, registra un traffico passeggeri da e per Budapest di circa 5 milioni di passeggeri ogni anno. Complessivamente offre oltre 600 rotte da 26 basi a 145 destinazioni in 44 paesi.

Data di pubblicazione: 28/10/2019

EUROSTAT RIVEDE I DATI SUL DEBITO E SUL DEFICIT

L'Ungheria ha modificato le statistiche sul debito pubblico e, come richiesto da Eurostat, ha incluso i dati relativi alle Fondazioni istituite dalla Banca Centrale Ungherese e alla compagnia di stoccaggio di petrolio e gas - MSZKSZ. A seguito di tale rivalutazione, il debito pubblico aumenta rispetto al PIL di 0,3 punti percentuali per il 2015, 2016 e 2018 e di 0,4 punti percentuali per il 2017. Anche il disavanzo di bilancio rispetto al PIL è aumentato di 0,1 punti percentuali per il 2015 e il 2016 e di 0,2 punti percentuali per il 2017.

Eurostat ha annunciato che il valore del debito pubblico nel 2018 è stato pari al 70,2% del PIL, correggendo il dato preliminare del 70,8% rilasciato ad aprile scorso.

Data di pubblicazione: 25/10/2019

ESITI DELLA MISSIONE DEL FMI

Si è conclusa con esito positivo della missione del FMI che stima una crescita superiore al 4% per l’anno in corso. La missione ha rilevato una crescita economica superiore alle aspettative, nonostante le difficoltà del contesto economico mondiale. I salari sono continuati a crescere, mentre la disoccupazione ha raggiunto il livello considerato fisiologico. L'economia ora sta funzionando al di sopra della capacità produttiva ed è quindi atteso un rallentamento, ma la messa in atto di riforme strutturali coordinate, come peraltro già indicato dalla Banca Centrale ungherese (300 misure – programma per un’Ungheria più competitiva), volte a migliorare la competitività, potranno contribuire a sostenere il trend della crescita e comunque attenuare il possibile soft landing dell’economia. Il FMI raccomanda al Governo di raggiungere gli obiettivi fiscali di medio termine e ricostituire un buffer di riserve da utilizzare in caso di flessione della crescita. E’ condivisa la scelta di politica monetaria “accomodante” della Banca Centrale, ma il FMI lancia l’avvertimento alle Autorità del Paese di essere pronte a rispondere alle pressioni inflazionistiche. Tra gli altri rischi, il FMI raccomanda un attento monitoraggio del mercato immobiliare, in forte crescita soprattutto nella capitale. La percentuale di acquisti finanziati dal risparmio privato è elevata e il debito delle famiglie è relativamente basso. Pertanto il FMI suggerisce di rivedere gli incentivi fiscali per gli acquisti di case poiché in tal modo si potrebbe moderare l'aumento dei prezzi. Il FMI raccomanda anche di accelerare il rilascio delle licenze nel settore delle costruzioni, di migliorare la rete di trasporto per i pendolari e facilitare un aumento dell'offerta abitativa attraverso un'efficace pianificazione urbana.

Data di pubblicazione: 25/10/2019

DAIMLER LANCIA LA PRODUZIONE DEL MODELLO AMG

La casa automobilistica tedesca Daimler ha annunciato l'avvio della produzione di tre modelli Mercedes-AMG in Ungheria. I modelli Mercedes-AMG sono dotati di un motore turbo a quattro cilindri da 2,0 litri con varianti da 285 kW o 310 kW, che è il motore a quattro cilindri più potente del mondo. Daimler si è stanziata in Ungheria nel 2012, con un investimento da 800 milioni di euro. Oggi lo stabilimento conta 4.000 lavoratori e ha prodotto 1 milione di auto dal lancio, di cui 190.000 nel 2018. La società ha ampliato la capacità produttiva, costruendo un moderno impianto di carrozzeria con un investimento da 580 milioni di euro. L'Ungheria già da tempo svolge un ruolo di primo piano nella produzione di modelli compatti Mercedes. Il primo modello dell'azienda a Kecskemet fu la Classe B nel 2012, seguita dalla CLA compatta a quattro porte nel 2013 e dalla CLA Shooting Brake nel 2015.

Data di pubblicazione: 17/10/2019

INVESTIMENTI A RISCHIO PER MANCANZA DI MANODOPERA

La mancanza di manodopera induce sempre più aziende a ripensare il proprio investimento in Ungheria. Si stima che manchino circa 200.000-250.000 lavoratori nel mercato del lavoro, ciò crea un ostacolo agli investimenti. A questo si aggiunge la nuova politica del governo di non concedere più sussidi per la creazione di posti di lavoro. Questa situazione è principalmente il risultato di fattori demografici e dovrebbe continuare per altri 20-25 anni, quindi se non avverrà un ulteriore miglioramento economico ed una apertura ai lavoratori provenienti da paesi terzi, la questione è destinata a perdurare.

I sussidi pubblici alla creazione di posti di lavoro verranno mantenuti solo in settori ad alto valore aggiunto.

Data di pubblicazione: 14/10/2019

APERTURA DI UN NUOVO IMPIANTO PER LA PRODUZIONE DI FORMAGGI

Szarvasi Agrár ha aperto un nuovo caseificio a Csabacsűd, nella contea di Békés Il progetto ha ricevuto un sussidio statale da 442 milioni di Ft. Il nuovo caseificio utilizza tecnologia italiana e raggiugerà la piena produttività nel 2020-21, producendo 7,5 milioni di chilogrammi annuali di formaggio. Parte della produzione verrà esportata in Italia e in Medio Oriente.

Data di pubblicazione: 14/10/2019

L’UNGHERIA SALE DI UN POSTO NELL’INDICE DI COMPETITIVITÀ

L'Ungheria è la 47° economia più competitiva al mondo su 141 (lo scorso anno si trovava alla 48° posizione), secondo l’ultimo Global Competitiveness Report del World Economic Forum. Su una scala da 1 a 100, l’Ungheria ha raccolto 65,1 di punteggio, rispetto ai 64,3 del precedente Report. Rispetto ai 28 stati membri dell'UE, l’Ungheria occupa il 24° posto, mantenendo invariata la posizione dello scorso anno.

Rispetto al 2018, l'Ungheria ha ricevuto una valutazione migliore nel settore informatico e delle comunicazioni e delle infrastrutture. Ha ottenuto buoni risultati anche in termini di indicatori economici. Il Paese ha ricevuto feedback negativi in materia di istruzione, assistenza sanitaria e ambiente istituzionale. Tra i 13 nuovi membri dell'UE l'Ungheria è decima.

Secondo il Ministro delle Finanze la competitività è legata anche alla stabilità macroeconomica. Il Programme for a More Competitive Hungary del 2018 ha identificato 6 aree prioritarie per migliorare la competitività del Paese: tassazione, occupazione, settore pubblico, assistenza sanitaria, educazione e ambiente aziendale. Tra gli obiettivi di politica economica dei prossimi anni figurano competitività e produttività.

Data di pubblicazione: 14/10/2019

TASSO DI INFLAZIONE DI SETTEMBRE: 2,8%

Nel mese di settembre l’inflazione è stata del 2,8%, contro il 3,1% del mese precedente, al di sotto dello standard del 3% auspicato dalla Banca Centrale (MNB). Gli aumenti maggiori si sono registrati per i prodotti alimentari +5,1%, alcolici e tabacco +8,4%. In diminuzione il presso del carburante -4,6%. I prezzi dei beni di consumo durevoli sono scesi dell'1,4%, mentre quelli dei servizi sono aumentati del 3,4%. I prezzi al consumo sono aumentati dello 0,1% a settembre.

Su base annua, l’inflazione è stimata al 2,9%. L'inflazione core, che esclude i prezzi volatili dei generi alimentari e dei carburanti, è stata del 3,9% destagionalizzata. Il tasso di inflazione calcolato con il paniere di beni e servizi utilizzati dai pensionati è stata del 3,1%. Takarekbank, rileva che i prezzi di alcuni servizi sono in forte aumento, in parte a causa delle pressioni salariali, mentre l'inflazione importata rimane negativa, con il prezzo dei beni durevoli in forte calo: ciò conferma le previsioni della MNB secondo cui l'inflazione importata rallenterà la pressione dei prezzi interni. Nel suo rapporto mensile sull'inflazione, la Banca nazionale ha attribuito il calo dell'inflazione complessiva al calo dei prezzi di alimenti e carburanti non trasformati, mentre gli effetti dell’indebolimento del fiorino si vedranno in un arco temporale di sei-otto mesi.

Data di pubblicazione: 10/10/2019

PREVISIONI DELLA BANCA NAZIONALE UNGHERESE SULLE PARTITE CORRENTI 

La Banca Nazionale Ungherese (MNB) stima che il disavanzo delle partite correnti sarà pari allo 0,9% del PIL nel 2019, allo 0,7% nel 2020 e allo 0,4% nel 2021. Nel 2018 l'Ungheria ha registrato un disavanzo delle partite correnti pari allo 0,5% del PIL. Da un lato si registra un deterioramento del saldo della bilancia commerciale a causa del calo della domanda sui mercati globali e dell’aumento della domanda interna, dall’altro grazie ai trasferimenti dell'Unione Europea, la capacità di finanziamento esterno netta sarà pari all'1,8% del PIL. A partire dal 2020, la MNB prevede un rallentamento delle importazioni dovuto a minori investimenti. Anche i finanziamenti UE sono stimati in calo visto l’avvicinarsi della fine del ciclo finanziario e l'MNB ha posto la capacità di finanziamento esterna netta al 2% del PIL nel 2020 e all'1,7% nel 2021. La posizione favorevole sui prestiti netti ridurrebbe il debito estero quasi a zero nel periodo in considerazione. La banca stima che l’inflazione continuerà a salire nel 2019 per effetto del prezzo del carburante e il tasso atteso per l’anno in corso è del 3,3%, per poi stabilizzarsi nel medio termine intorno al 3%. Rimangono invariate le previsioni per il 2020 e 2021, rispettivamente al 3,4% e al 3,3%. È prevista una crescita del PIL del 4,5% per il 2019, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto alle previsioni precedenti e del 3,3% nei prossimi due anni. L’obiettivo è quello di avere una crescita di almeno 2 punti percentuali al di sopra della zona euro. La Banca Centrale ha esortato i politici a dare seguito alle raccomandazioni illustrate nel “330-point Competitiveness Programme”, pubblicato nel febbraio scorso. L’istituto ha inoltre sottolineato la necessità di migliorare il livello dell’istruzione, lo stato di salute del capitale umano, l'efficienza dello Stato e ridurre la burocrazia e l'economia sommersa. L'attuazione delle raccomandazioni potrebbe comportare una riduzione dell'inflazione e una crescita del PIL di circa il 4%.

Data di pubblicazione: 8/10/2019

L’UNGHERIA LANCIA NUOVI INCENTIVI AGLI INVESTIMENTI

Dal 1° ottobre l 'Ungheria ha introdotto un nuovo sistema di incentivi agli investimenti, con l'obiettivo di attirare investimenti orientati alla tecnologia Secondo il nuovo programma la creazione di posti di lavoro non costituirà più una condizione preliminare per le sovvenzioni statali. La disoccupazione è ai minimi storici e quindi la nuova strategia del Governo mira a rafforzare lo sviluppo tecnologico, la ricerca e l’innovazione. Circa il 70% dei nuovi investimenti è high-tech, questo dato fa sì che il Paese si trovi al secondo posto nell'UE dopo la Danimarca.

Il governo offrirà agevolazioni fiscali agli investitori stranieri e sussidi in denaro fino al 50% del valore del progetto in dodici province. In quelle più sviluppate, il rapporto sarà compreso tra il 15% e il 25%. L’ammontare massimo dell’incentivo diminuisce se l’investimento è di grandi dimensioni (ad es. supera i 50 milioni di euro). Il Governo si riserva di concedere incentivi personalizzati in relazione al valore aggiunto che l’investimento può creare nel Paese, come ad esempio, consentire alle aziende di detrarre il doppio della loro spesa in ricerca e sviluppo dalla loro base fiscale, o di dimezzare le tasse sui salari per il personale coinvolto nel settore R&D.

Lo scorso anno sono stati effettuati 98 investimenti per un valore complessivo di 4,3 miliardi di euro, creando 17000 posti di lavoro. Nei primi nove mesi di quest’anno, gli investimenti esteri hanno raggiunto € 2,4 miliardi con la Corea del Sud al primo posto. Il paese asiatico guida gli investimenti nel settore delle batterie per auto elettriche dove l’Ungheria ambisce a diventare il polo europeo per le auto elettriche e a guida autonoma.

Data di pubblicazione: 8/10/2019

LO STATO ACQUISISCE QUOTE DI TELENOR

La società statale Antenna Hungária ha ottenuto una quota del 25% in Telenor Magyarország, secondo quanto riportato dal sito web HWSW. Il gruppo di investimento ceco PPF aveva acquistato il 100% della filiale ungherese di Telenor (norvegese), a luglio 2018. A seguito della recente acquisizione, la società potrebbe cambiare ragione sociale. Telenor Magyarország, grazie all’apporto di nuovo capitale, sarà uno dei candidati meglio posizionati alla prossima asta per l’assegnazione di frequenze.

Data di pubblicazione: 24/9/2019

MATOLCSY A FAVORE DELLA QUOTAZIONE IN BORSA DELLE IMPRESE STATALI

Il Governatore della Banca Nazionale, Matolcsy, durante la conferenza BSE 50, tenutasi a Budapest il 19 settembre, ha dichiarato di essere a favore della quotazione in borsa delle aziende pubbliche e delle banche. Nel suo discorso, Matolcsy ha affermato che l'Ungheria ha superato brillantemente le tre principali sfide del 21° secolo: geopolitica, tecnologica e finanza. Per quanto riguarda la geopolitica, dal 2010 le potenze globali hanno un interesse nello sviluppo del paese; nella tecnologia, l'Ungheria ha utilizzato il modello anglosassone in cui le imprese finanziarie sono al centro, il modello di economia di mercato sociale dei paesi europei in cui lo stato e il mercato cooperano e i modelli asiatici in cui lo stato guida politiche industriali forti e utilizza capitale estero. In termini di PIL pro capite, l'Ungheria ha raggiunto almeno il 25% rispetto ai paesi del Mediterraneo, il 15-20% rispetto alla Francia, ai paesi scandinavi e all'Austria e il 15% rispetto alla Germania nel periodo 2010 -2018. Tale sviluppo è stato possibile in quanto nel periodo in considerazione l’UE ha erogato 10.2 trilioni di fiorini (circa 32 miliardi di euro), e la Banca Centrale ha conferito 10.2 miliardi di fiorini (circa 32 milioni di euro). Il Governatore accomanda che il governo completi la proposta di 330 punti della banca centrale entro il 2030, al fine di aumentare la competitività del Paese in tempi brevi. Se l'Ungheria ambisce ad uno sviluppo guidato dall'innovazione, è necessario rafforzare il ruolo della Borsa e, in tale direzione, il Governatore ha evidenziato quattro proposte: la quotazione delle società statali e delle banche, il sostegno al mercato obbligazionario nazionale e la promozione di risparmi a lungo termine lanciando fondi di welfare e fornendo risorse statali per capitalizzare le PMI.

Data di pubblicazione: 23/9/2019

RINVIO DELL’INVESTIMENTO HANKOOK

Secondo quanto riportato dal giornale Világgazdaság, la compagnia sud-coreana Hankook Tire, leader nella produzione di pneumatici, ha rinviato l’investimento del valore di 89 miliardi di Ft (circa 280 milioni di euro), nello stabilimento di Rácalmás, a causa della mancanza di operai qualificati. La compagnia aveva precedentemente annunciato tale investimento come il quarto step del piano di sviluppo iniziato con la produzione di pneumatici in Ungheria nel 2007. Il governo aveva previsto un finanziamento di 3 miliardi di fiorini (circa 9 milioni di euro), che avrebbe dovuto portare alla conclusione del progetto entro la metà del 2020, ma secondo quanto riportato da HIPA, il contratto per la sovvenzione non è stato stipulato.

Data di pubblicazione: 17/9/2019

INVESTIMENTI HI-TECH

Il governo ungherese, al fine di garantire una crescita economica che superi la media dei paesi dell’Unione Europea di due punti percentuali nei prossimi anni, si sta adoperando al fine di creare un sistema innovativo, dove centrali risultano essere le università e le multinazionali.

Secondo il Segretario di Stato László György, la digitalizzazione delle infrastrutture garantirà al paese una quarta rivoluzione industriale; un ulteriore pilastro della strategia a lungo termine riguarda la creazione di collegamenti con i paesi vicini, tramite una rete di trasporti. György ha sottolineato come l’Ungheria sia stata un paese leader nella riduzione della tassa sulle imprese, che è la più bassa d’Europa (9%) e delle imposte sul lavoro: tali provvedimenti hanno favorito una crescita economica del 5%. Gli investimenti diretti esteri hanno come obiettivo soprattutto i settori orientati all’esportazione e negli ultimi nove anni il settore high-tech ha rappresentato circa il 70% del valore aggiunto negli investimenti industriali, più che in Germania e negli Stati Uniti. L’economia ungherese risulta essere meno fragile rispetto al passato e quindi in grado di avere una maggiore resistenza rispetto alle crisi economiche.

Data di pubblicazione: 17/9/2019

ASTA 5G - RIFIUTATA L'OFFERTA DELLA DIGI

La NMHH, Authority ungherese per i media e telecomunicazioni, ha registrato le offerte per le aste per gli spettri 5G, presentate da Magyar Telekom, Telenor e Vodafone, mentre ha rifiutato l’offerta della compagnia rumena DIGI, che non rispetterebbe i criteri standard stabiliti. Il bado riguarda lo spettro nelle bande 2600 MHz, 3600 MHz, 700 MHz e 2100 MHz. I vincitori dovrebbero essere annunciati tra fine settembre ed inizio ottobre. La concessione ha una durata di 15 anni, che può essere estesa di altri cinque anni.

La DIGI, divenuta nel maggio 2019 la quarta compagnia di telecomunicazioni dell’Ungheria, sarebbe stata esclusa dalla gara di appalto per aver violato norme antitrust negli ultimi 24 mesi e per questo sanzionata con un’ammenda del valore di 27.2 milioni di euro. La compagnia ritenendo la decisione illegittima e senza fondamenti giuridici, ha dichiarato che presenterà ricorso: quest’ultima presa di posizione della NMHH si va ad aggiungere ad altre risoluzioni passate che hanno sfavorito la compagnia romena nei bandi di telecomunicazioni.

I tre operatori telefonici presi in esame dalla NMHH hanno già testato la rete 5G: la Magyar Telekom nel circuito di veicoli con pilota automatico di ZalaZone; la Vodafone ha stabilito un ripetitore di rete nella medesima area, a Zalaegerszeg, a supporto di futuri test sulle automobili; mentre Telenor ha concluso una videocall pubblica in primavera utilizzando la stessa rete 5G.

Data di pubblicazione: 16/9/2019

BANK OF CHINA ESPANDE LA LINEA DI CREDITO MVM

La Bank of China ha ampliato la linea di credito in favore della società energetica statale MVM da € 250 milioni a € 350 milioni, rafforzando l’impegno della banca cinese nel settore energetico ungherese. MVM può ottenere credito in fiorini, euro o dollari fino al 2026 nell'ambito della linea di credito aperta nel 2015. Questa nuova facilitazione permetterà alla società elettrica di diventare un operatore a zero emissioni entro il 2025.

Data di pubblicazione: 6/9/2019

NUOVO INDICE REGIONALE DI BORSA

I rappresentanti delle borse di Budapest, Praga, Varsavia, Bratislava, Lubiana, Zagabria e Bucarest hanno firmato un nuovo accordo in occasione di un Forum economico a Krynica, in Polonia. Il nuovo indice dell'Europa orientale CEE PLUS è stato progettato per valutare l'attività azionaria nella regione sarà composto da oltre 100 titoli con un volume di scambi giornaliero minimo di € 90.000. CEE Plus sarà calcolato dalla Borsa di Varsavia su base giornaliera in termini di euro e dollari, nonché in tutte le valute locali.

Secondo il Presidente della Budapest Stock Exchange, le borse valori e i mercati azionari dell'Europa orientale dovrebbero cooperare strettamente al fine di fornire soluzioni innovative per le esigenze finanziarie e operative delle società locali. Il nuovo indice offre agli investitori al dettaglio e istituzionali un accesso più diretto ai mercati dei capitali dell'Europa orientale.

Data di pubblicazione: 6/9/2019

INAUGURAZIONE NUOVO STABILIMENTO BRIDGESTONE

Bridgestone ha inaugurato Tatabanya il nuovo stabilimento per la produzione di pneumatici. Il valore dell’investimento è stato di 9,2 miliardi di Ft (circa 29 milioni di euro). A regime lo stabilimento darà lavoro a 100 addetti e potrà produrre fino a 7,2 milioni di pneumatici nel 2020, con un aumento del 15%. La società giapponese ha anche aperto un magazzino di 10.000 m2 per 180.000 pneumatici, aumentando la capacità di stoccaggio totale a 600.000 pneumatici. L’investimento ha beneficiato di un sussidio governativo di 826 milioni di Ft (2,6 milioni di euro circa). Il Giappone è il maggiore investitore asiatico in Ungheria con 160 aziende che impiegano un totale di 35.000 lavoratori.

Data di pubblicazione: 4/9/2019

INVESTIMENTO BREMAS ERSCE

La Bremas Hungary, affiliata della società italiana Bremas Ersce ha inaugurato il nuovo stabilimento di produzione di interruttori domestici a Balassagyarmat, nella Contea di Nograd. La Bremas è una azienda leader nella progettazione, produzione e commercializzazione di interruttori (commutatori a camme, sezionatori, interruttori di posizione e di sicurezza, pulsanti, supporti per relè e interruttori per elettroutensili). La società italiana ha investito 5 milioni di euro nel progetto, creando 80 posti di lavoro. La società ha realizzato un edificio di 2.500 m2 sul sito di 2,7 ettari e costruirà una nuova struttura di 1.200 m2 nell’arco dei prossimi due anni per l’avvio di altre fasi del processo produttivo.

Data di pubblicazione: 4/9/2019

CREDITO ALLE IMPRESE

I prestiti alle imprese sono continuati ad aumentare nel secondo trimestre dell'anno. I nuovi esborsi hanno raggiunto 435 miliardi di fiorini (1,4 miliardi di euro) nel periodo, con un aumento del 16% su base annua, il dato più alto dalla crisi finanziaria. I dati sono stati presentati dalla Banca Centrale ungherese che sostiene che questa crescita a due cifre non porterà al surriscaldamento dell’economia ma migliorerà la convergenza verso la media regionale, poiché l'indebitamento delle imprese e delle famiglie è tra i più bassi dell'UE. Nel periodo in esame è aumentata la percentuale di contratti a lungo termine. La percentuale di prestiti a tasso fisso è aumentata dall'introduzione del sistema di finanziamento della MNB denominato “Funding for Growth Scheme”, in base al quale sono stati stanziati 135 miliardi di fiorini nei primi sei mesi (circa 420 milioni di euro). Con questo schema, la Banca Centrale mira ad aumentare la quota di prodotti di prestito a tasso fisso prevedibili nell'ambito del finanziamento degli investimenti.

I prestiti alle famiglie hanno raggiunto 500 miliardi di fiorini (circa 1,6 miliardi di euro) nei 12 mesi fino al 30 giugno e 170 miliardi di fiorini (circa 530 milioni di euro) nel periodo aprile-giugno, con un aumento annuale dell'8%. I prestiti ipotecari sono aumentati del 20% e quelli personali del 36%. La quantità di prestiti immobiliari con un tasso di interesse fisso a 10 anni è cresciuta dal 20% al 50% in un anno.

La Banca Centrale ritiene che i limiti relativi al tetto del debito riducano sia il rischio di indebitamento eccessivo sia l'esposizione ai rischi di tasso di interesse.

Data di pubblicazione: 3/9/2019

LA CRESCITA ECONOMICA IN RALLENTAMENTO

L'istituto di ricerca economica GKI prevede un marcato rallentamento dell'economia ungherese nella seconda metà dell’anno, come conseguenza del deterioramento delle aspettative delle imprese e dell'ambiente esterno, nonché dell'impatto discendente dei fondi dell'UE sugli investimenti. I dati economici del secondo trimestre anticipano, secondo l’Istituto, tale rallentamento. La produzione di veicoli, che rappresenta un terzo della produzione manifatturiera, è aumentata dell'1,5% a giugno, dopo una crescita del 10% nel primo semestre. Il settore delle costruzioni potrebbe anche affrontare una recessione, dopo il boom, poiché gli ordini sono diminuiti dell'11% rispetto al livello di giugno 2018. Anche la crescita delle vendite al dettaglio ha subito un lieve rallentamento nel secondo trimestre e nella seconda metà dell’anno anche la crescita dei salari potrebbe essere rallentare.

Data di pubblicazione: 3/9/2019

AUMENTO DEI PREZZI ALLA PRODUZIONE DELL’INDUSTRIA

I prezzi alla produzione dei prodotti industriali sono aumentati a luglio dello 0,3% su base annua. I prezzi alla produzione dei prodotti per la vendita sul mercato interno sono aumentati del 2,8%, mentre i prezzi dei prodotti all'esportazione sono diminuiti dello 0,9%. I prezzi franco fabbrica nei primi sette mesi sono aumentati del 2,3% su base annua, poiché i prezzi interni sono saliti del 4,9% e i prezzi all'esportazione sono aumentati del 2,3%.

Il fiorino si è deprezzato dello 0,2% nei confronti dell'euro e del 4,3% nei confronti del dollaro nei 12 mesi precedenti luglio.

Data di pubblicazione: 3/9/2019

DEBITO PUBBLICO IN CALO

A fine giugno, il debito pubblico ungherese si attestava al 68,7% del PIL compresi i dati di Eximbank, in calo rispetto al 70,0% di fine marzo, il valore più basso dal 2008. Senza includere i dati di Eximbank il debito sarebbe stato pari al 67% del PIL. Nel 2018 la Banca Centrale ungherese ha iniziato a pubblicare statistiche separate sul debito con e senza il bilancio della banca statale, in linea con una decisione di Eurostat, che ha sostenuto per anni che le attività di Magyar Eximbank avrebbero dovuto essere riclassificate all'interno del settore delle amministrazioni pubbliche, aumentando di fatto il debito pubblico. La riduzione del rapporto debito/PIL è stata resa possibile dalla solida crescita economica degli ultimi anni. Si rammenta che nel primo trimestre del 2019 il PIL è cresciuto del 5,3% e nel secondo trimestre del 4,9%, che è stato il più alto dei paesi UE.

Il disavanzo di bilancio dovrebbe scendere dall'1,8% nel 2019 all'1,5% nel 2020, all'1,2% nel 2021, allo 0,5% nel 2022, raggiungendo il pareggio di bilancio 2023, piano perseguito a lungo dal Primo Ministro Viktor Orban.

L'Ungheria ha perseguito una politica fiscale rigorosa e ha mantenuto il disavanzo al di sotto del 3%. Si rammenta che il Paese è uscito dalla procedura per deficit eccessivo nel 2013 dopo aver violato le norme sul disavanzo per nove anni consecutivi. La costituzione ungherese prevede che il rapporto debito/PIL scenda ogni anno fino a raggiungere il 50%.

Il fabbisogno finanziario netto delle amministrazioni pubbliche, che rappresenta con buona approssimazione il disavanzo delle amministrazioni pubbliche, è stato di 517 miliardi di HUF, pari all'1,2% del PIL negli ultimi quattro trimestri. I prestiti netti delle amministrazioni pubbliche sono stati di 120 miliardi di HUF nel secondo trimestre 2019, pari all'1,1% del PIL trimestrale. Secondo la legge di bilancio approvata il mese scorso, il debito pubblico dovrebbe scendere dal 68,6% nel 2019 al 65,5% nel 2020. Entro il 2021 il Paese dovrebbe essere in grado di rispettare il vincolo di Maastricht poiché gli analisti stimano che il debito lordo scenderà al di sotto del 60%.

Data di pubblicazione: 23/8/2019

IL GKI ALZA LA PREVISIONE DI CRESCITA DEL PIL AL 4,3%

L’Istituto di Ricerca Economica GKI ha visto al rialzo le stime di crescita del PIL di quest’anno dal 4% al 4,3%, sulla base dei migliori risultati del settore agricolo. Tuttavia, l’istituto economico prevede un rallentamento della crescita al 3,5% nella seconda metà dell’anno, da attribuire sia alle cupe prospettive per l’Europa riflesse dal calo di fiducia degli indici e sia dal minore impatto dei fondi UE. Secondo l’Istituto l’incertezza che circonda l’industria dell’automotive ridurrà la crescita della produzione industriale al 4% su base annua, al di sotto del 6% dei primi cinque mesi. Anche la produzione nel settore delle costruzioni diminuirà dal 40% dei primi cinque mesi al 20% di media per l’intero anno. Previsto anche un calo del potere d’acquisto dei salari e un aumento dell’inflazione. L’aumento dei salari reali è sceso dal 10% del 2017 all’8% del 2018, e quest’anno potrebbe raggiungere una media del 6-6,5%. La forte crescita dei salari sta supportando le vendite al dettaglio, che si stima aumenteranno del 5% nel 2019.

Gli analisti prevedono un’inflazione annuale media del 3,5% per il 2019, invariata dalla prima metà dell’anno. La politica monetaria espansiva della banca centrale ha indebolito il fiorino senza fermare l'aumento dei prezzi al consumo. L’introduzione del nuovo titolo di Stato al dettaglio (MAP+) ha indirettamente comportato un inasprimento monetario.

Data di pubblicazione: agosto 2019

CALO DEI TASSI DI DISOCCUPAZIONE E AUMENTO DEI SALARI E DELL’OCCUPAZIONE

L’Ufficio Centrale di Statistica ha annunciato che nel trimestre aprile-giugno i tassi di disoccupazione sono scesi al 3,3%, rispetto al 3,6% dello stesso periodo 2017. Il numero di disoccupati è diminuito di 9.700 negli ultimi 12 mesi, raggiungendo la soglia di 155.500. L’Ungheria ha quasi raggiunto la piena occupazione, a tale soglia mancano circa 250.000-300.000 posti di lavoro. Tuttavia, questo richiederebbe un intervento politico poiché l'attuale offerta di forza lavoro è composta da molti lavoratori non qualificati.

Secondo i dati dell’Ufficio Centrale di Statistica, i tassi di occupazione sono cresciuti ulteriormente nel trimestre di aprile-giugno. In tale periodo, il numero totale degli occupati ha raggiunto i 4,5 milioni: i lavoratori impiegati nel settore pubblico sono diminuiti, mentre sono in costante crescita i lavoratori ungheresi all’estero. Gli ungheresi impiegati nel settore pubblico nel periodo di riferimento sono 109.000, circa 60.000 in meno rispetto allo scorso anno. Infatti, un numero crescente di queste persone ha trovato un impiego nel settore primario. Il numero di ungheresi impiegati in unità locali stabilite all’estero ha raggiunto le 117.000 unità, 10.000 in più rispetto al precedente anno. Pertanto, sembrerebbe che la crescita dei salari degli ultimi anni non stia riducendo il numero di ungheresi espatriati, poiché il divario tra i redditi locali e quelli occidentali rimane comunque considerevole.

Per quanto riguarda i salari lordi e netti, nel mese di maggio si è registrato un incremento dell’11,2% per entrambi rispetto all’anno precedente, ammontando rispettivamente a 364.400 fiorini (1.138 euro) e 242.000 fiorini (756 euro). Questa crescita è stata stimolata da una maggiore retribuzione nel settore pubblico, dove i salari sono aumentati del 10,7% su base annua nel mese di maggio, rispetto al 3,6% di aprile. Nel settore privato, la crescita dei salari rimane costantemente al di sopra del 10%. Nei primi cinque mesi, il potere d'acquisto dei salari è cresciuto del 6,9%, mentre i salari netti sono aumentati del 10,6%, raggiungendo i 358.400 fiorini (1.120 euro). Negli ultimi tre anni i salari netti sono cresciuti del 40%, grazie alla crescente domanda di lavoro e all’accordo salariale di sei anni firmato tra il governo e le parti sociali a fine 2016. La crescita dei salari è legata alla carenza di manodopera e all’aumento del salario minimo. La crescita del PIL è stimata intorno al 4-5% per il 2019 grazie all’aumento dei salari (circa 10%) che influenzeranno positivamente il trend dei consumi.

Data di pubblicazione: agosto 2019

OTP E SOCIÉTÉ GENÉRALE FIRMANO PATTO DI COOPERAZIONE REGIONALE

La banca ungherese OTP e la francese Société Genérale hanno firmato accordi di cooperazione regionale per fornire servizi alle società internazionali che operano nell’Europa sudorientale. Tali accordi coprono ambiti quali la gestione internazionale della liquidità e i servizi per il mercato di capitali, la finanza strutturata e l’investment banking. In base agli accordi, i gruppi bancari forniranno alle società internazionali gli stessi servizi di cui beneficiano nei paesi di origine.

OTP ha recentemente acquisito diverse filiali di Société Genérale nella regione, e ieri ha concluso la compravendita dell’unità moldava, la SGMB. L’accordo di cooperazione per ora è operativo solamente in Ungheria, ma presto si estenderà anche a Bulgaria e Croazia. L’accordo comprenderà anche Serbia e Albania quando le relative trattative di acquisizione da parte di OTP saranno concluse.

La SGMB è la quarta maggiore banca moldava, con una quota di mercato del 13,3% ed è presente sia nel segmento retail, che in quello corporate.

Data di pubblicazione: agosto 2019

PROSSIMI INVESTIMENTI NELLA RETE STRADALE E FERROVIARIA

Il Ministro dell’Innovazione, László Palkovics, ha annunciato che il Governo investirà 5 trilioni di fiorini (circa 16 miliardi di euro) per lo sviluppo della rete stradale e ferroviaria da realizzare entro il 2024. Il Governo ha stanziato per tali progetti 3,2 trilioni di fiorini (10,2 miliardi di euro), mentre 1,4 trilioni di fiorini (4,4 miliardi di euro) saranno stanziati dai fondi europei. La rete stradale si estenderà per ulteriori 1000 km.

INVESTIMENTO AUTOMOBILISTICO COREANO A SALGÓTARJÁN

La società sud coreana Bumchun Precision costruirà un impianto a Salgótarján dove saranno prodotti connettori per batterie in alluminio per i produttori di auto elettriche. Il governo sosterrà l'investimento che ammonta a 13,3 miliardi di Ft (42 milioni di euro) con 2,7 miliardi di Ft (8,6 milioni di euro), poiché il nuovo impianto creerà 200 posti di lavoro. Tra i motivi che hanno spinto l’azienda coreana ad investire in Ungheria figurano: la forza lavoro ben istruita, l'infrastruttura industriale avanzata e le condizioni logistiche favorevoli.

Data di pubblicazione: agosto 2019

INCERTA L’ESPANSIONE DELLA CENTRALE DI PAKS

L’avvio dei lavori presso la centrale nucleare potrebbe subire un ulteriore ritardo dovuto al rilascio delle licenze e pertanto, l'inizio effettivo dei lavori potrebbe coincidere con le elezioni parlamentari del 2022. Inoltre, se dovessero intervenire delle modifiche strutturali, ci sarebbe bisogno di una nuova approvazione parlamentare. Anche le condizioni finanziarie (prestito russo) sono sempre più sfavorevoli rispetto ai tassi oggi disponibili sul libero mercato. Per questo motivo, il Ministro delle Finanze, Mihály Varga, ha chiesto di poter ripagare il prestito solamente quando la centrale nucleare sarà operativa.

Un ulteriore problema riguarda il raffreddamento della centrale elettrica. Secondo gli esperti del settore, dovrà essere costruita una torre di raffreddamento per espandere la capacità di raffreddamento. In alternativa, il Danubio dovrebbe essere ampliato in prossimità dell’impianto. Tutto ciò potrebbe comportare costi aggiuntivi e ritardi, senza considerare l’impatto ambientale.

Data di pubblicazione: agosto 2019

INVESTIMENTO DA 41 MILIARDI DI FIORINI PER L’ESPANSIONE DI AUDI A GYŐR

Audi ha annunciato un investimento da 41 miliardi di fiorini (circa 125 milioni di euro) per espandere lo stabilimento di Gyor, dove verrà implementata una unità per la trasmissione elettrica. Il Ministro degli Affari Esteri e del Commercio Péter Szijjártó ha annunciato che il Governo sosterrà il progetto con di 6,4 miliardi di fiorini (19,6 milioni di euro). Tale espansione dovrebbe creare 250 posti di lavoro. Il presidente di Audi Hungaria, Achim Heinfling, ha dichiarato che il progetto di trasformazione elettronica dell’azienda copre sia la produzione che lo sviluppo. Infatti, la produzione di sistemi di propulsione elettrica nello stabilimento di Győr aumenterà in modo significativo e il centro di sviluppo verrà ampliato con una nuova officina entro la fine del 2022. Tuttavia, alcuni analisti economici hanno espresso preoccupazione per il fatto che la maggior parte degli investimenti diretti esteri è rivolta all'industria dell’automtive, che produce principalmente per l'esportazione, ma in proporzione impiega pochi addetti. Poiché il settore è sensibile alle crisi, un rallentamento della domanda potrebbe effetti molto negativi sull’economia ungherese.

La filiale slovacca di Volkswagen ha licenziato migliaia di persone dal suo stabilimento di Bratislava questa primavera. L'industria locale è già preoccupata che l'aumento dei salari spingerà le case automobilistiche a trasferirsi fuori dal paese e aprire nuove fabbriche in paesi dell’area più economici.

Data di pubblicazione: agosto 2019

NUOVA FABBRICA SUDCOREANA A TATABÁNYA

Il Governo ha concesso un finanziamento di 4,7 miliardi di fiorini (14,4 milioni di euro) alla società sudcoreana Doosan, per la costruzione di una fabbrica a Tatabánya che produrrà fogli di rame per batterie da utilizzare per auto elettriche (circa 2,2 milioni). Il valore dell’investimento è di 31 miliardi di fiorini (95 milioni di euro) e creerà circa 180 posti di lavoro. Il Ministro degli Affari Esteri e del Commercio Péter Szijjártó ha dichiarato che la Corea del Sud è stata il principale investitore straniero in Ungheria nella prima metà del 2019, investendo 350 miliardi di fiorini ( 1 miliardo di euro).

Data di pubblicazione: agosto 2019

INDICE DI FIDUCIA IN FORTE CALO

Secondo quanto emerge dal più recente indice di fiducia del GKI, da mesi le aspettative delle imprese sono peggiorate e anche i consumatori sono più pessimisti sulla loro situazione finanziaria. L’indice è precipitato dal 4,3 registrato a maggio al 2,4 a giugno e allo 0,6 a luglio. Sia l’indice di fiducia delle imprese che quello dei consumatori è sceso ai livelli più bassi degli ultimi 2 anni e mezzo.

L'indice di fiducia delle imprese è in costante calo da sette mesi e attualmente è allo stesso punto in cui si trovava all'inizio del 2017. L'indice di fiducia delle imprese è calato dai 5,7 punti di giugno ai 4,3 punti in luglio, mentre l'indice di fiducia dei consumatori è sceso da -7,0 in giugno a -10,1 in luglio. La fiducia dei consumatori si è indebolita perché le famiglie sono più preoccupare delle loro capacità di risparmio ed è meno probabile che acquistino beni durevoli di alto valore rispetto al mese scorso.

Anche la fiducia del settore industriale è scesa ai livelli di marzo 2017, sulla scia della tendenza di quest’anno. Il settore delle imprese ha registrato un calo in tutte le aree ad eccezione del settore delle costruzioni, che è rimasto invariato. Tuttavia, la disponibilità ad assumere è migliorata in tutti i settori durante questo mese. In tal senso, le società di costruzioni sono le più ambiziose.

Data di pubblicazione: agosto 2019

8.000 SOCIETÁ IN MENO RISPETTO ALL’ANNO SCORSO

Dai dati della società di consulenza aziendale Bisnode Magyarország emerge che il numero delle società attive che operano in Ungheria alla fine del secondo trimestre è diminuito di oltre 8.000 unità rispetto all’anno scorso. Secondo il database della società, il numero è sceso da 499.804 nel secondo trimestre del 2018 a 491.687 alla fine di giugno di quest’anno. Tuttavia, sono state fondate 1.129 società nuove rispetto alle 14.935 dell’anno scorso, registrando un aumento dell’8%. Registrati invece solamente 12 fallimenti rispetto ai 14 mila del 2018.

Aumentato del 4% il numero di società soppresse, raggiungendo le 19.534 unità. Il numero di nuove società è aumentato in modo più significativo nel settore delle costruzioni, dove sono state costituite 3.024 nuove ventures, registrando un aumento del 23% rispetto alle 2.458 dell’anno precedente.

L’industria manifatturiera dei prodotti minerali non metallici è dominante, e ha registrato un aumento del 53% in questo periodo, corrispondente a 40 nuove società. Il numero di imprese ben avviate è diminuito maggiormente nella contea di Komárom-Esztergom.

Data di pubblicazione: agosto 2019

LA 4iG SI E’ AGGIUDICATA UNA GARA DA 900 MILIONI DI FIORINI DELLA MÁV

La 4iG ha ottenuto un contratto con la MÁV per l’istallazione, il funzionamento e la manutenzione dei sistemi di sicurezza della società ferroviaria nazionale.

Il valore del contratto ammonta a 900 milioni di fiorini (2,7 milioni di euro) più IVA, che è una somma considerevole per la società 4iG. L’accordo quadro è previsto per 36 mesi, che può essere prorogato di altri 12 mesi se l’importo non è esaurito.

Il progetto consiste nel costruire, mantenere e riparare i sistemi di sicurezza, come le telecamere a circuito chiuso e i sistemi di controllo degli accessi, e mantenere e riparare i sistemi esistenti della MÁV.

Inoltre, la 4iG sta sviluppando un sistema di accesso unificato tramite tesserino magnetico per la MÁV e sta integrando altri sistemi a quelli già esistenti in loco, regionali e centrali. La 4iG ha ottenuto ordini da diversi miliardi di fiorini negli ultimi mesi, in parte con partner del consorzio, per un importo di 17 miliardi di fiorini (52 milioni di euro) nella prima metà di quest'anno.

Data di pubblicazione: agosto 2019

OFFERTE PER LA RISTRUTTURAZIONE DEL PONTE E DEL TUNNEL DI BUDAPEST

Pubblicate sulla Gazzetta europea i bandi di gara relativi alla ristrutturazione del Ponte delle Catene e del tunnel del Castello di Budapest. La data di scadenza per presentare le offerte è fissata per il 21 agosto. L’inizio delle costruzioni è previsto in ottobre, con una durata di due anni e mezzo. Il ponte e il tunnel verranno chiusi durante questo periodo.

I lavori di costruzione sono divisi in due progetti, per i quali le imprese edili possono presentare offerte separate. Uno consiste nel rinnovamento del Ponte delle Catene e di una strada sotterranea sotto la piazza Széchenyi István. L’altro riguarda il restauro del tunnel. Le società che si offrono per il rinnovo del Ponte delle Catene devono aver registrato almeno 10 miliardi di fiorini (3 milioni di euro) di ricavi nei tre anni precedenti, di cui 8 miliardi di fiorini (2,4 milioni di euro) devono provenire da costruzioni e restauri. I candidati per la ristrutturazione del tunnel devono avere un fatturato totale di almeno 3,5 miliardi di fiorini (107 milioni di euro), di cui 2 miliardi (6 milioni di euro) dovrebbero provenire dalla costruzione o ristrutturazione di ponti, cavalcavia, sottopassaggi o gallerie.

Il Consiglio Comunale di Budapest ha deciso di investire circa 23,4 miliardi di fiorini (72 milioni di euro) per questo progetto. Secondo la proposta, il Ponte delle Catene sarà rinnovato per 12,1 miliardi di fiorini (37 milioni di euro), il sottopassaggio di Széchenyi tér per 5,2 miliardi di fiorini (16 milioni di euro) e infine il tunnel per 6 miliardi di fiorini (1,8 milioni di euro). La città contribuirà alla ricostruzione con 17,4 miliardi di fiorini (53 milioni di euro) provenienti da risorse proprie, e lo Stato con 6 miliardi di fiorini (1,8 milioni di euro).

Data di pubblicazione: agosto 2019

IL GOVERNO POTREBBE ACQUISIRE UNA PARTE DI TELENOR HUNGARY E DI VODAFONE HUNGARY

Il Governo vorrebbe ottenere una quota del 25% dell’operatore di telefonia mobile Telenor Hungary, attraverso la società di trasmissione statale Antenna Hungaria. Le negoziazioni sono già iniziate e le negoziazioni dovrebbero concludersi entro la fine dell’anno.

Il gruppo ceco PPF aveva acquisito le filiali di Telenor in Europa centrale ed orientale per 2,8 miliardi di euro a giugno dell’anno scorso, ma gli analisti di settore paventavano già un passaggio al Governo ungherese. Si stima che sia necessario un investimento di circa 100 miliardi di fiorini (308 milioni di euro) per concludere l’affare, ma secondo i dati dell’azienda il valore di Telenor potrebbe essere di diverse centinaia di miliardi di fiorini. L’anno scorso Forbes lo aveva stimato per 350 miliardi di fiorini (1 miliardo di euro). Portfolio lo stima tra i 200 e 400 miliardi di fiorini (616 milioni e 1,2 miliardi di euro), collocando il valore di una quota del 25% a 50-100 miliardi di fiorini (154 e 308 milioni di euro). L’anno scorso le vendite della società hanno raggiunto i 170 miliardi di fiorini (523 milioni di euro), per un utile netto di 31 miliardi di fiorini (95 milioni di euro).

Inoltre, secondo indiscrezioni stampa, il Governo avrebbe intenzione di comprare anche una quota del 25% di Vodafone Hungary, sempre attraverso la società Antenna Hungaria.

Data di pubblicazione: agosto 2019

CALO DEL DEFICIT DI BILANCIO NEL MESE DI GIUGNO

Secondo i dati del Ministero delle Finanze, il deficit pubblico generale basato sul flusso di cassa, escludendo i comuni, è stato di 213 miliardi di fiorini (ca 655 milioni di euro) a giugno, il dato mensile più basso dal 2014. Il deficit per i primi sei mesi è cresciuto a 390 miliardi di fiorini (ca 1,2 miliardi di euro), o al 39,1% dell’obiettivo dell’intero anno, anch’esso un minimo storico. Esclusi i pagamenti anticipati di 364 miliardi di fiorini (ca 1,1 miliardi di euro) relativi ai progetti finanziati dell’UE, il deficit dei sei mesi sarebbe di 26 miliardi di fiorini (ca 80 milioni di euro). Le entrate fiscali continuano a superare i livelli dello scorso anno. I proventi delle imposte sul reddito sono stati superiori a 105 miliardi di fiorini (ca 32 milioni di euro), mentre la relativa imposta sui contributi sociali e l’assicurazione pensionistica, l’assicurazione sanitaria e i contributi del mercato del lavoro sono cresciuti di 260,1 miliardi di fiorini (ca 800 milioni di euro). I ricavi provenienti dall’IVA e dalle accise sono aumentati di 397 miliardi (ca 1,2 miliardi di euro) e 45 miliardi di fiorini (ca 138 milioni di euro), rispettivamente. Il Ministero si aspetta di raggiungere l’obiettivo di deficit di bilancio annuale dell’1,8% del PIL.

Data di pubblicazione: agosto 2019

FIRMATO NUOVO ACCORDO TRA UNGHERIA E ITALIA PER IL PORTO DI TRIESTE

Venerdì 5 luglio il Ministro degli Affari Esteri ungherese Péter Szijjártó ed il Vice Primo Ministro Matteo Salvini hanno presenziato alla firma dell’accordo di concessione della durata di 60 anni, a seguito del quale alcune aree private del porto di Trieste verranno acquisite dall’Ungheria. Su tale area, di circa 32 ettari, verrà realizzato un terminale portuale e logistico adatto a traffici marittimi multipurpose. Da parte ungherese saranno realizzati investimenti stimati in circa 100 milioni di euro mentre il traffico di merci è stimato pari a circa 2 milioni di tonnellate all’anno.

Data di pubblicazione: agosto 2019

VANTAGGI DEL TRASPORTO FERROVIARIO COMBINATO

Il Segretario di Stato per i trasporti, László Mosóczi, ha dichiarato che il trasporto ferroviario è il mezzo di trasporto più ecologico, dato che le emissioni di gas serra sono inferiori rispetto ad altre modalità di spedizione. Parlando dal terminal logistico di Bilk a Budapest, dove Ekol Logistics stava caricando il suo tremillesimo rimorchio su un treno merci, il SS ha affermato che combinare il trasporto merci e quello ferroviario offre un modo energeticamente sostenibile ed efficiente per soddisfare la richiesta di consegna porta a porta. Il Ministro ha aggiunto che migliorare la cooperazione tra le diverse modalità di trasporto consentirebbe una diminuzione di 50.000 camion all’anno sulle strade ungheresi.

L’obiettino dell’Unione Europea è di aumentare al 30% la quota del trasporto merci ferroviario a lunga distanza entro il 2030. L’Ungheria spenderà 1 trilione di fiorini (circa 3 miliardi di euro) di fondi UE entro il 2020 per lo sviluppo della rete ferroviaria. Il SS ha sottolineato che con il potenziamento della linea ferroviaria Budapest-Belgrado, l’Ungheria offrirà il percorso di consegna più veloce per le merci cinesi in ingresso al porto greco del Pireo e dirette verso l’Europa centro-orientale.

La compagnia turca Ekol è presente in 15 paesi e ha istituto la sua unità ungherese nel 2014. Attualmente conta 375 dipendenti. L’anno scorso ha registrato un fatturato di 16 miliardi di fiorini (circa 50 milioni di euro).

Data di pubblicazione: agosto 2019

SURPLUS DI BILANCIO NEL PRIMO TRIMESTRE

L’agenzia di stampa statale MTI ha annunciato che il Bilancio dello Stato ha registrato un surplus di 33 miliardi di fiorini (ca 102 milioni di euro) nel primo trimestre, corrispondente allo 0,3% del PIL. Il debito pubblico lordo ammonta a 29,37 trilioni di fiorini (ca 90 miliardi di euro), ovvero il 68,3% del PIL, in calo rispetto al 71,8% dell’anno precedente e al 69% di fine dicembre. Includendo il debito della banca statale Eximbank, si è registrato un debito pubblico lordo del 70,1%, in calo rispetto al 73,7% dell’anno scorso. Il debito pubblico netto rilevato a fine marzo è stato di 24,21 trilioni di fiorini (ca 74 miliardi di euro), ovvero il 56,3% del PIL.

Data di pubblicazione: agosto 2019

LE VENDITE DEL SUPER TITOLO DI STATO RAGGIUNGONO 1 TRILIONE DI FIORINI

Il Ministro delle Finanze Mihály Varga ha annunciato che le vendite del titolo di Stato MÁP+ hanno raggiunto 1 trilione di fiorini (ca 3 miliardi di euro). Varga sottolinea che il nuovo titolo al dettaglio è semplice, trasparente, facile da acquistare e offre alti tassi d’interesse, motivo principale della sua popolarità. Il Ministro ha dichiarato infine che le vendite del titolo hanno superato gli obiettivi.

Data di pubblicazione: agosto 2019

VISTE AL RIALZO DA TAKAREKBANK LE PREVISIONI DI CRESCITA

Takarekbank ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita del PIL ungherese per l’anno in corso che passano dal 4,4% al 4,7%, e per il 2020 dal 3,6% al 3,7%. Questa proiezione va ben oltre l’ultima previsione di crescita stimata dal Governo, che ammontava al 4%. Il PIL destagionalizzato dell’Ungheria ha raggiunto il 5,2% nel primo trimestre 2019, la cifra più alta dal 1990, registrando la crescita più veloce in Europa. Takarekbank ha evidenziato un rapido aumento degli investimenti, che sono saliti del 23,4% nei primi tre mesi. Le spese lorde in conto capitale sono state il maggior stimolo per l’economia negli ultimi due anni. La banca stima che entro il 2020 il livello di crescsita del Paese potrebbe raggiungere il 75% della media UE. Il buon andamento dell’economia ungherese si colloca in un momento di rallentamento dell’economia mondiale. Tuttavia, l’impatto dell’ambiente esterno potrebbe essere compensato dai grandi investimenti.

Takarekbank prevede una crescita dinamica dei nuovi investimenti. Nel corso del 2019 dovrebbero essere realizzati investimenti per un valore di 1 trilione di fiorini (3,1 miliardi di euro), rispetto ai 1,3 trilioni di fiorini (ca 4 miliardi di euro) del 2018. La maggior parte dei progetti finanziati dai fondi UE potrebbe essere completata in un futuro non troppo lontano, poiché l’Ungheria ha già allocato gran parte dei fondi provenienti da Bruxelles nell’ambito dell’attuale ciclo di bilancio che si concluderà nel 2020. L’inflazione complessiva potrebbe rallentare fino al 3% annualizzato in autunno e al 3,4% medio per l’intero anno, ma l’inflazione di base, quella determinante per le decisioni politiche, resterà vicino al 4%. Per quanto riguarda la politica monetaria, l’ambiente esterno rimane favorevole. Secondo l’istituto, finché le principali banche centrali rimarranno meno aggressive, non c’è alcuna pressione sulla banca centrale ungherese per rivedere l’attuale politica monetaria. Anche nella politica fiscale prevalgono tendenze favorevoli, poiché il bilancio ha registrato un surplus dello 0,1% nel primo trimestre 2019. Il Governo prevede un deficit dell’1,8% del PIL a fine anno, che sembra conseguibile. Nella legge di bilancio del 2020, l’obiettivo di deficit è stato fissato all’1%.

Anche Raiffeisen Bank ha pubblicato la sua previsione, che vede una crescita economica del 4,2% nel 2019 e del 3,1% nel 2020. La Raiffeisen Bank aggiunge che l’economia ungherese nella attuale fase è caratterizzata da tassi di disoccupazione costantemente bassi, salari in rapida crescita, inflazione in aumento, alti tassi di interesse e una crescita economica sopra la media.

Data di pubblicazione: agosto 2019

LA BORSA LANCIA UNA PIATTAFORMA PER LO SCAMBIO DI TITOLI

La Borsa Valori di Budapest (BSE) ha annunciato il lancio della nuova piattaforma XBond per lo scambio di titoli, previsto per il giorno 1 luglio.

Il nuovo mercato faciliterà il commercio di titoli emessi da società domestiche, e questo potrebbe agevolare anche il programma di crescita da 300 miliardi di fiorini (ca 930 milioni di euro) promosso dalla Banca Centrale (MNB), che consiste nell’acquisto da parte di quest’ultima di nuovi titoli emessi dalle compagnie.

Il presidente dello sviluppo commerciale della BSE Attila Varga-Balázs precisa che la nuova piattaforma aiuterà principalmente gli emittenti di titoli piuttosto che gli investitori.

Data di pubblicazione: 1/7/2019

LA BUDAPEST BANK POTREBBE ESSERE VENDUTA A TAKARÉKBANK E MKB

Il Governo discuterà la privatizzazione della Budapest Bank durante un incontro previsto per il giorno 10 luglio.

Secondo una proposta, lo Stato ridurrà la sua piena proprietà della Budapest Bank a una quota di minoranza, attraverso uno scambio di azioni con Takarékbank. La banca MKB potrebbe unirsi all’accordo successivamente.

La banca adempirà così ai suoi doveri di privatizzazione, in conformità con l’accordo firmato con la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (EBRD).

In precedenza cinque banche avevano manifestato interesse per l’acquisto della banca statale: Erste Bank, MKB, Raiffeisen Bank, Takarékbank e la banca belga KBC.

Secondo le voci di mercato, Takarékbank ha le migliori possibilità di concludere l’acquisto, dopo di che, se dovesse collaborare con MKB si creerebbe una “super banca” controllata da investitori vicini al Governo.

Data di pubblicazione: 1/7/2019

LA MOL ACQUISTA UN GASDOTTO STATALE

La FGSZ, filiale della MOL che si occupa del trasporto del gas, ha acquistato la società di gasdotti statale Magyar Gáz Tranzit (MGT) per 38 miliardi di fiorini (ca 118 milioni di euro). L’annuncio è stato pubblicato dalla MOL venerdì scorso sul sito web della Borsa di Budapest.

La MGT gestisce la rete di gasdotti che collega Ungheria e Slovacchia, lunga 92km. La società era stata fondata dallo Stato l’1 gennaio 2012. Dopo questo acquisto, la FGSZ controllerà tutti i gasdotti presenti in Ungheria.

Data di pubblicazione: 1/7/2019

LA CRESCITA DEI PREZZI NEL SETTORE DELL’INDUSTRIA RALLENTA NEL MESE DI MAGGIO

L’Ufficio Centrale di Statistica ha annunciato che a maggio i prezzi della produzione industriale sono cresciuti del 2,7% rispetto all’anno scorso, hanno però registrato un calo dal 4,1% di aprile.

I prezzi dell’esportazioni industriali sono cresciuti dell’1,4%, mentre quelli domestici sono cresciuti del 5,4% a maggio. Nel periodo gennaio-maggio, i prezzi della produzione industriale sono saliti del 3,2%. I prezzi delle esportazioni industriali sono aumentati del 2%, mentre le vendite domestiche sono cresciute del 5,7% nei primi cinque mesi dell’anno.

Data di pubblicazione: 1/7/2019

SALARI IN CRESCITA IN APRILE

L’Ufficio Centrale di Statistica annuncia che lo stipendio medio lordo è stato di 371.100 fiorini (ca 1150 euro) ad aprile, registrando un incremento del 9% dall’anno scorso.

Lo stipendio medio netto è stato di 246.800 fiorini (ca 765 euro) ad aprile, anch’esso aumentato del 9% rispetto all’anno precedente.

I salari lordi sono cresciuti del 10,4% a 356.900 fiorini (ca 1106 euro) nei primi quattro mesi dell’anno. I salari reali sono aumentati del 4,9% a maggio e del 6,8% nei primi quattro mesi dell’anno.

Secondo l’analista della Banca ING Péter Virovácz le statistiche sui salari sono state una sorpresa negativa, dato che la crescita è scesa al di sotto del 10%. Ha poi aggiunto che il rallentamento è stato causato dai tagli sugli aumenti salariali nel settore pubblico.

Data di pubblicazione: 1/7/2019

PANNON FUEL APRE LA PRIMA STAZIONE GNL

Questo lunedì Pannon Fuel ha aperto la sua prima stazione GNL a Szigetszentmiklós nel raccordo anulare dell’autostrada MO. Si tratta della prima struttura GNL in Ungheria che serve gli autotrasportatori, offrendo anche CNG (gas naturale compresso).

I fondi europei hanno finanziato l’85% dei costi di 1,2 milioni di euro che sono serviti per la stazione di rifornimento, nell'ambito del programma PAN-LNG volto a creare un'infrastruttura di stazioni di rifornimento di GNL in Ungheria, compresa la costruzione di un impianto di produzione di GNL.

Data di pubblicazione: 28/6/2019

AVL PIANIFICA UN CENTRO R&S A ÉRD

Questo lunedì il Ministro degli Affari Esteri Péter Szijjártó ha annunciato che il produttore austriaco di componenti per auto AVL costruirà un centro di Ricerca e Sviluppo a Érd. Il Governo concederà un sussidio di 3 miliardi di fiorini (ca 9,2 milioni di euro) per il progetto di 12,5 miliardi di fiorini (ca 38,6 milioni di euro).

L’amministratore delegato di AVL, Dirk Janetzko, ha dichiarato che il centro svilupperà modi per ridurre le emissioni tossiche di diversi tipi di motori. Il progetto creerà 350 posti di lavoro, di cui 253 impiegati, nella periferia meridionale della città di Budapest.

Data di pubblicazione: 28/6/2019

LA SUZUKI ALZA L’OBIETTIVO DI PRODUZIONE

Questo lunedì Magyar Suzuki ha annunciato che quest’anno punta a produrre 185.000 macchine nella sua fabbrica a Esztergom, alzando l’obiettivo iniziale di 179.000.

Suzuki Magyar ha venduto 171.885 macchine l’anno scorso, di cui il 95% erano state fabbricate in Ungheria, generando un ricavo netto di 1,953 miliardi di euro. L’Ungheria è il quinto più grande mercato automobilistico, dopo il Regno Unito, la Germania, la Francia e l’Italia.

Le vendite ungheresi sono aumentate del 27% lo scorso anno. Suzuki ha venduto 9.075 macchine in Ungheria nei primi cinque mesi di quest’anno, compresi i modelli importati, guadagnandosi una quota di mercato del 14,9%. La società si aspetta un’ulteriore crescita della quota di mercato.

Data di pubblicazione: 28/6/2019

LA DISOCCUPAZIONE CALA NEL PERIODO MARZO-MAGGIO

Questo giovedì l’Ufficio Centrale di Statistica ha annunciato che il tasso medio di disoccupazione è stato del 3,4% durante il trimestre di marzo-maggio, in calo rispetto al 3,6% dell’anno precedente.

Quest’anno il numero di occupati ha raggiunto i 4,5 milioni, contro i 4,457 milioni dell’anno scorso. Il numero di lavoratori nelle opere pubbliche è sceso da 161.600 a 113.600, mentre il numero di lavoratori ungheresi all’estero è aumentato da 107.900 a 115.500.

Data di pubblicazione: 28/6/2019

I NUOVI TITOLI DI STATO STANNO CAMBIANDO IL MERCATO

Nel rapporto sull’inflazione pubblicato questo giovedì, la Banca Centrale MNB ha dichiarato che i nuovi titoli di Stato MÁP+ stanno ristrutturando il mercato obbligazionario. L’alto tasso di interesse dei titoli mantiene alto il tasso di risparmio delle famiglie, dato che sta attirando i risparmi delle famiglie nel mercato obbligazionario. L’interesse pagato alle famiglie genera anche spese e maggiori entrate dall’IVA.

La MNB aggiunge poi che il nuovo titolo attira anche entrate extra generate da recenti aumenti salariali.

Data di pubblicazione: 28/6/2019

WIZZ AIR COMPRA JET PER VOLI A LUNGO RAGGIO

Il sito web dell’industria aerea Airportal annuncia che Wizz Air ha ordinato 20 jet modello Airbus A321XLR per voli a lungo raggio, indicando piani di espansione del suo mercato. Il contratto è stato firmato questo mercoledì al Paris Air Show. Il velivolo, in grado di percorrere distanze fino a 8.700 km, arriverà nel 2026.

L’amministratore delegato József Várady ha confermato durante la cerimonia di firma che Wizz Air vorrebbe espandere le sue operazioni per includere voli a lungo raggio. I voli già esistenti per Astana e Dubai hanno riscosso successo, evidenziando che le operazioni a lungo raggio sono promettenti per la compagnia aerea.

I nuovi aerei inaugureranno nuove destinazioni in Nord America e Asia, aprendo il mercato di Wizz Air, che attualmente è focalizzato principalmente sulla regione dell’Europa Orientale.

Gli azionisti della compagnia aerea devono ancora approvare l’accordo.

Data di pubblicazione: 21/6/2019

LA BANCA MNB REAGISCE AL CALO DI LIQUIDITÀ

Ieri la MNB ha emesso un’offerta non programmata e valida una settimana per scambiare fiorini con valute estere, in modo da porre fine alla crescente carenza di liquidità nell’economia.

Dato che la liquidità del settore bancario è scesa durante la settimana scorsa, i tassi di interesse interbancari hanno iniziato ad aumentare bruscamente.

La ragione principale per questa scarsa liquidità è dovuta alle vendite dei nuovi titoli di stato al dettaglio, i MÁP+, che hanno ampiamente superato gli obiettivi pianificati, assorbendo la liquidità dal settore finanziario.

La MNB ha accettato offerte per un valore di 150 miliardi di fiorini (ca 464 milioni di euro) questo mercoledì. Il cambio fornisce liquidità sufficiente per il settore bancario fino al 27 giugno.

Data di pubblicazione: 21/6/2019

POTENZIALE COOPERAZIONE NEL MERCATO DEL GAS TRA UNGHERIA E CROAZIA

Il Ministro degli Affari Esteri ungherese Péter Szijjártó ha incontrato il Ministro dell’Energia e dell’Ambiente croato Tomislav Coric a Zagabria questo mercoledì. Durante la visita, i due Ministri hanno discusso la possibilità di una cooperazione tra i rispettivi mercati del gas e Szijjártó ha proposto l’abolizione delle tariffe nella frontiera comune. Nei prossimi mesi verrà organizzato un gruppo di lavoro congiunto per analizzare i pro e i contro e sviluppare i dettagli della collaborazione.

Secondo il Ministro ungherese, questo processo di integrazione tra i due paesi consentirebbe di creare un mercato del gas più ampio con una domanda maggiore, condizione che può risultare vantaggiosa nelle trattive sui prezzi con i fornitori.

Szijjártó ha anche dichiarato che la costruzione del rigassificatore nell’isola di Krk è un interesse nazionale. Infatti, l’apertura di rotte meridionali per il trasporto del gas proveniente da nuove fonti di approvvigionamento è una questione di importanza vitale per il paese. Il Ministro ha poi aggiunto che lo scenario più realistico per garantire la sicurezza energetica nell’Europa Centrale è la realizzazione di questo impianto di rigassificazione offshore, che consentirebbe ai paesi della regione di importare gas dalla Croazia. Per questo motivo, l’Ungheria si è offerta di acquistare una quota del 25% della società che possiederà e gestirà il terminal. Negoziazioni sono anche possibili con fornitori di gas naturale del Qatar, Algeria e Stati Uniti.

Data di pubblicazione: 21/6/2019

LA COMMISSIONE EUROPEA BOCCIA IL PIANO SULL’ENERGIA E IL CLIMA DELL’UNGHERIA

La Commissione Europea ha annunciato martedì che ha riscontrato dei difetti nella bozza del Piano Nazionale dell’Energia e il Clima del governo ungherese. La Commissione dichiara che l’Ungheria dovrebbe presentare obiettivi realistici e misurabili, insieme a possibili scadenze. Secondo il rapporto dell’istruzione UE, il progetto di aumentare la quota delle fonti energetiche rinnovabili non rispecchia completamente il potenziale dell’Ungheria. Inoltre, l’UE considera il contributo dell’Ungheria all’obiettivo comunitario di utilizzo efficace dell’energia particolarmente basso, e le politiche e misure adottate dal paese dovrebbero essere più dettagliate.

Data di pubblicazione: 19/6/2019

IL GOVERNO UNGHERESE AIUTA A COSTRUIRE RETI 5G

Il Ministro dell’Innovazione e Tecnologia László Palkovics ha dichiarato che lo Stato deve intervenire nella costruzione della rete 5G in Ungheria. Lo sviluppo dell’infrastruttura potrebbe essere più veloce se lo Stato coordina i fornitori di servizi, l’economia e il mercato. Ha poi sottolineato che la rete 5G è molto più di una nuova tecnologia per telefona mobile, in quanto potrebbe essere un catalizzatore in molte aree innovative.

La tecnologia 5G richiede un numero maggiore di stazioni base, ma con dimensioni inferiori, e più bande di frequenza. Palkovics ha anche aggiunto che un commissario del governo sarà incaricato di coordinare gli sviluppi del 5G. A luglio il governo approverà una strategia del 5G basata sulla cooperazione del settore statale e privato. Secondo il piano delineato dal Ministro, il lancio commerciale del 5G è previsto nel 2020 per quanto riguarda gli impianti industriali, mentre tutte le maggiori città e linee di trasporto in Ungheria saranno coperte da questa tecnologia entro il 2025. Verranno adibite delle frequenze anche per università e società industriali.

Data di pubblicazione: 19/6/2019

MENO FILIALI BANCARIE, PIÙ PERSONALE

Recenti cifre pubblicate dalla MNB rivelano che il numero di filiali bancarie ammontava a 2.007 a fine marzo, registrando un calo del 15,9% rispetto ai 2.387 dell’anno precedente. Questo dato è in linea con il trend degli ultimi anni.

I fattori che hanno contribuito a questo declino sono numerosi: per esempio, servizi online si sono sviluppati rapidamente e il numero di clienti che va nelle filiali per avere un contatto diretto con il personale è diminuito. Inoltre, poiché le filiali operative sono abbastanza costose da mantenere, le istituzioni finanziarie monitorano regolarmente la propria rete di filiali. I programmi di diminuzione dei costi riducono il numero di filiali e anche le attività di vendita vengono rimodellate: l’amministrazione cartacea viene rimpiazzata dal trattamento automatizzato e la consulenza diventa più rilevante. Tuttavia, il numero di dipendenti che lavora per le banche è dello 0,8% più alto nel primo trimestre di quest’anno rispetto all’anno scorso.

Data di pubblicazione: 19/6/2019

CRISI PER I MERCATI DEL LAVORO DELLA CEE

Secondo uno studio dell’Istituto degli Studi Economici Internazionali di Vienna (WIIW) i mercati del lavoro in Repubblica Ceca, Lituania e Polonia entreranno in crisi entro i prossimi due anni, raggiungendo un punto in cui l’offerta di lavoro eguaglierà la domanda. Le cause che hanno portato a questa situazione critica sono da imputare al calo demografico e all’emigrazione di massa della popolazione in età lavorativa verso l’Europa Occidentale. Tuttavia, questo problema riguarda l’intero blocco UE, dato che nel 2030 domanda e offerta di lavoro saranno uguali nella maggior parte dei paesi membri.

Secondo il WIIW, entro il 2050 l’offerta di lavoro supererà la domanda solamente in Francia e Danimarca, mentre le due curve si eguaglieranno in Bulgaria nel 2022, in Slovenia nel 2023 e in Ungheria, Slovacchia e Germania nel 2024. Entro il 2026 tutti gli stati UE dell’Europa Orientale avranno raggiunto il loro punto di equilibrio nel mercato del lavoro, ad eccezione della Romania (nel 2032) e Croazia (nel 2041).

Le quattro principali aree di intervento per contrastare queste tendenze demografiche consistono in una maggior produttività, immigrazione, tassi di attività e fertilità. Tuttavia, anche se queste politiche saranno perseguite con successo, è improbabile che modifichino radicalmente le aspettative.

Infine, secondo il WIIW il calo demografico potrebbe avere anche effetti positivi. Infatti, grazie anche al miglioramento delle infrastrutture e alle nuove tecnologie che incideranno sulla produttività industriale, potremmo assistere ad un incremento del PIL pro capite e degli standard di vita, come si è verificato in Giappone.

Data di pubblicazione: 19/6/2019

MKB QUOTATA IN BORSA

Il 17 giugno le azioni della banca ungherese MKB hanno iniziato ad essere scambiate nella Borsa Valori di Budapest. Le azioni erano state quotate in Borsa già il 30 maggio, ma il trading ha subito un leggero ritardo per mancanza di informazioni e documenti necessari per l’inizio delle negoziazioni. La MKB è il sesto maggiore istituto di credito ungherese ed è stato acquistato dallo Stato nel 2014, per essere privatizzato due anni più tardi a seguito di un piano di ristrutturazione approvato dalla Commissione Europea. La banca ha immesso sul mercato 100 milioni di azioni al prezzo di US$3,42.

L’amministratore delegato della MKB, Adam Balog, ha annunciato che la banca prevede di espandersi nel settore commerciale nei prossimi 5 anni. Gli azionisti principali della banca ungherese sono uomini d’affari vicini al Primo Ministro Viktor Orbán. L’ultimo report annuale della MKB evidenzia che le società possedute da Lorinc Meszaros, la Metis Private Equity Fund e la RKOFIN, hanno rispettivamente il 35% e il 13,6% delle quote partecipative della banca, per un totale di 48,6%. Lászlo Szijj, alleato del Primo Ministro e proprietario del gruppo di costruzioni Duna Aszfalt, è il secondo maggiore azionista della MKB. La Eirene Private Equity Fund possiede invece il 9,99%. Le azioni destinate ai dipendenti della MKB rappresentano il 2,8%.

Data di pubblicazione: 19/6/2019

OTP ED APOLLO PRESENTANO UN’OFFERTA PER LA BANCA SLOVENA ABANKA

La banca ungherese OTP e la società di investimento statunitense Apollo hanno presentato offerte rivali per acquisire la Abanka, il terzo maggiore ente finanziario sloveno, che attualmente è di proprietà statale. La proposta di entrambi gli offerenti ammonta a 400 milioni di euro, ma secondo la stampa locale l’offerta di Apollo sarebbe più alta. Sia OTP che Apollo hanno però rifiutato di commentare.

Abanka dovrebbe nominare l’acquirente lunedì e la decisione dovrà essere approvata dal governo. Il governo sloveno aveva salvato Abanka dalla bancarotta nel 2014, aumentando la propria partecipazione al 100% tramite un incremento di capitale. Questo piano di salvataggio aveva richiesto l’approvazione della Commissione Europea, che aveva invitato la Slovenia a vendere la banca entro la metà del 2019. La OTP gestisce 1500 filiali in nove paesi della regione, servendo 13 milioni di clienti.

Data di pubblicazione: 18/6/2019

PARCO SOLARE PIÙ GRANDE DELLA CEE

Il Ministro dell’Innovazione e Tecnologia ha annunciato che la China National Machinery Import & Export (CMC) ha ottenuto tutte le licenze per costruire un parco fotovoltaico da 100 MW a Kaposvár. Sarà il più grande parco fotovoltaico dell’Europa Centrale, con un investimento di 32 miliardi di fiorini (ca 100 milioni di euro). L’accordo è stato firmato ad aprile scorso a Pechino dal Ministro László Palkovics e l’amministratore delegato della CMC, Ruan Guang. La costruzione dell’impianto è già stata avviata. Il ministro ha aggiunto che la società cinese potrebbe investire fino a 1 miliardo di euro e aprire una base regionale in Ungheria nel futuro, per coordinare i progetti nei 16 paesi dell’Europa Centrale ed Orientale. Recenti dichiarazioni del governo ungherese annunciano che il paese mira a incrementare la sua capacità solare da 700 MW a 2.000-3.000 MW in cinque anni.

Data di pubblicazione: 18/6/2019

FIRMATO UN ACCORDO TRA UNGHERIA E SERBIA PER COSTRUIRE UN INTERCONNETTORE DI GAS

Venerdì 14 giugno è stato firmato a Budapest un accordo tra il Ministro degli Affari Esteri ungherese, Péter Szijjártó, e il Ministro dell’Energia serbo, Alexander Antic, per la costruzione di un interconnettore tra i due paesi. Szijjártó ha sottolineato che la fornitura di gas è una questione di sicurezza nazionale e di importanza strategica, dato che la Russia e l’Ucraina non hanno ancora raggiunto un accordo per il transito di gas per il 2020. Il Ministro ha dichiarato che le forniture di gas in Ungheria sono assicurate per il 2020, dato che il paese acquisirà circa quattro miliardi di metri cubi di gas dalla Russia da destinare a servizi pubblici. Inoltre, l’anno prossimo l’Ungheria riceverà altri due miliardi di metri cubi del gas russo tramite l’Austria. Szijjártó ha anche parlato della possibile diversificazione delle fonti di approvvigionamento del gas, ribadendo la sua lamentela sul ritardo degli alleati nel prendere decisioni che potrebbero aiutare l’Ungheria a ridurre la dipendenza dal gas russo. Infatti, la costruzione del rigassificatore in Croazia non è ancora iniziata e il consorzio OMW-Exxon Mobil deve ancora decidere se avviare il suo progetto nella parte rumena del Mar Nero.

Il Ministro ha poi aggiunto che la fonte di approvvigionamento più promettente e alternativa a quella russa è il gas proveniente dalla Turchia, che passerà attraverso la Bulgaria e la Serbia. La procedura di offerta per un massimo di dieci miliardi di metri cubi della capacità del nuovo interconnettore si terrà a settembre. La costruzione dell’interconnettore inizierà nell’estate del 2020 e sarà completata entro la fine del 2021. L’Ungheria e la Serbia stanno coprendo i rispettivi costi di costruzione nei rispettivi territori.

Data di pubblicazione: 18/6/2019

AUMENTO DELLA PRODUZIONE DELLE COSTRUZIONI AL 40%

Ad aprile l’Ufficio Centrale di Statistica ha registrato un aumento nel settore delle costruzioni del 40,1% su base annua. In dettaglio la costruzione di edifici è aumentata del 34,3% , stimolata da nuovi sviluppi di uffici e abitazioni; le opere di ingegneria civile, basate principalmente su progetti infrastrutturali, sono aumentate del 47,9%. La produzione del settore è cresciuta del 45,8% su base annua nei primi quattro mesi, raggiungendo un output in termini assoluti di 1,1 trilioni di fiorini (circa 3,4 miliardi di euro).

A fine aprile, lo stock di ordini delle società di costruzioni è sceso del 6% su base annua: gli ordini per edifici sono cresciuti del 50,3% ma quelli di ingegneria civile sono scesi del 19,3%. Anche il volume di nuovi ordini è diminuito del 4,4%, dove si registra un aumento per la costruzione di edifici +19% e una pari diminuzione per le opere di ingegneria civile. Gli analisti ritengono che il motore di tale crescita sia da attribuire agli investimenti statali e ai finanziamenti dall’UE, nonché ad imprese che gestiscono immobili commerciali, tra cui sviluppi alberghieri e nuovi progetti di edilizia abitativa.

Takarékbank prevede che quest'anno entreranno sul mercato circa 25 mila case, e 700 mila metri quadrati di uffici sono ancora in fase di sviluppo. La banca stima che la crescita annua per il 2019 sarà del 30%. La carenza di manodopera rimane però un grosso problema per l’intero comparto.

Secondo le previsioni di governo il settore potrebbe attirare circa 25 trilioni di fiorini (77,5 miliardi di euro) in nuovi ordini nei prossimi anni.

Data di pubblicazione: 18/6/2019

CALO NEI PROFITTI DEL SETTORE BANCARIO A CAUSA DELL’AUMENTO DEI COSTI

Secondo i dati della Banca Nazionale, nel primo trimestre di quest’anno le banche ungheresi e le filiali estere hanno registrato un utile netto consolidato di 125 miliardi di fiorini (ca 390 milioni di euro), inferiore ai 138 miliardi (ca 430 milioni di euro) del primo trimestre dell’anno scorso.

Nei primi tre mesi di quest’anno i costi operativi sono aumentati di 41 miliardi di fiorini (128 milioni di euro), intaccando gli utili. L’indice di redditività del capitale proprio (ROE) è sceso sotto il 10% per la prima volta dal 2016. Anche l’indice di redditività del capitale investito (ROA) è sceso all’1,1% dall’1,4% dell’anno precedente, in linea con i profitti in calo e con il capitale proprio in aumento.

Il gettito netto degli interessi è cresciuto da 287 a 304 miliardi di fiorini (da 895 a 948 milioni di euro), mentre i ricavi netti provenienti da commissioni e provvigioni sono aumentati da 149 a 179 miliardi di fiorini (da 465 a 558 milioni di euro). Il rapporto tra i prestiti in sofferenza è crollato da 1,9 a 1,6 trilioni di fiorini (da 5,9 a 4,9 miliardi di euro) alla fine di marzo, ovvero dal 7% al 5,2% del totale.

Il giornale economico on-line Portfolio sottolinea anche che l’efficienza dei costi delle banche ungheresi non è migliorata, dato che il rapporto costi/utili è sceso al 73% dal 70% dell’anno scorso. Questo è parzialmente dovuto alla transizione allo standard contabile internazionale IFRS. Tuttavia, secondo Portfolio ciò non spiega completamente la scarsa struttura dei costi del settore, uno dei meno efficienti in Europa.

Data di pubblicazione: 11/6/2019

L’ISTITUTO DI RICERCA ECONOMICA GKI ALZA LA PREVISIONE DI CRESCITA UNGHERESE

Il 3 giugno l’Istituto di Ricerca Economica GKI ha annunciato un rialzo di 0,5 punti percentuali della sua previsione di crescita PIL, portandola al 4%.

La revisione è stata fatta dopo che il Central Statistics Office KSH ha confermato una crescita economica del 5,3% nel primo trimestre del 2019, rispetto al relativo periodo dell’anno precedente. Questo incremento è stato il più veloce mai registrato e di gran lunga il più veloce in UE, che vede una crescita media dell’1,5%.

Il GKI, considerato che i finanziamenti UE sono destinati a salire quest’anno, ha modificato anche la previsione sulla crescita degli investimenti, portandola dal 13% al 17%.

Lo stock degli ordini nell’industria delle costruzioni è stato inferiore dell’1,2% rispetto all’anno scorso e alcuni investimenti nel settore automobilistico sono stati posticipati. Il GKI registra una crescita della produzione industriale e delle vendite al dettaglio del 4% e 5% rispettivamente, al di sopra della sua precedente stima.

Il tasso di disoccupazione al 3,5% è uno dei più bassi in UE. La crescita dei salari reali sarà pari al 6,5% quest’anno, in calo dall’8% del 2018 e dal 10% del 2017. Questo è dovuto all’aumento dell’inflazione. Infatti in aprile l’inflazione ungherese è stata la seconda più altra in UE, posizionandosi al 3,9%.

Il GKI ritiene che nel 2019 sia inevitabile l'inasprimento delle condizioni monetarie interne. Infatti, ha affermato che il lancio del nuovo titolo di stato quinquennale può essere considerato una restrizione monetaria indiretta.

Versione inglese del rapporto

Data di pubblicazione: 7/6/2019

LA PRODUZIONE DEL SETTORE MANIFATTURIERO UNGHERESE SEMBRA POSITIVA

Il 3 giugno l’Associazione della Logistica, degli Acquisti e dell’Economia dei Materiali (MLBKT) ha annunciato che l’indice PMI (purchasing managers index) destagionalizzato è salito a 57,9 punti a maggio dai 55,1 di aprile. La cifra è la più alta dall’inizio del 2018. Il dato ungherese è in netto contrasto con la cupa produzione nell’Eurozona.

I recenti dati IHS Markit mostrano che a maggio il settore manifatturiero ha continuato a contrarsi con un punteggio di 47,7 punti, in calo rispetto al 47,9 di aprile. Il report mensile ha indicato anche che la Germania, il più grande mercato di esportazioni dell’Ungheria, ha continuato a subire un grave deterioramento.

L’indice PMI evidenzia gli ottimi risultati ottenuti dall’Ungheria negli ultimi sei mesi, sebbene gli analisti concordino sulla scarsa affidabilità di questo indicatore dovuto dalla sua volatilità che spesso registra movimenti irregolari. Netto è il contrasto con le deboli attività industriali della zona euro.

I dati mostrano anche un incremento del 5,3% dell’economia ungherese nel primo trimestre, superando le previsioni degli analisti. Questo aumento è dovuto principalmente alla crescita stellare nel settore delle costruzioni e negli investimenti. Anche l’aumento del reddito famigliare rappresenta un motore per lo sviluppo economico, e secondo gli analisti potrebbe aiutare l’Ungheria ad affrontare un rallentamento dell’economia globale.

Tra i sottoindici, il nuovo indicatore degli ordini si è rafforzato ed è rimasto sopra la soglia di pareggio di 50. Anche l’indice del volume di produzione è stato più alto e ha contribuito a dimostrare l’espansione. Per il secondo mese consecutivo, l’indice di occupazione ha segnalato un declino dopo otto mesi di espansione. Le scorte acquistate sono salite per il nono mese di fila e i tempi di consegna sono stati più lunghi a maggio.

Data di pubblicazione: 7/6/2019

DISEGNO DI LEGGE DI BILANCIO UNGHERESE 2020

Il giorno 4 giugno u.s. il Governo ha presentato la proposta di bilancio al Parlamento, che sarà chiamato al voto finale il 12 luglio p.v. Il Ministro delle Finanze, Mihály Varga, ha esposto i quattro pilastri su cui poggia il disegno di legge: sostegno alle famiglie con l'obiettivo di invertire il declino della popolazione, piano d'azione per la protezione dell'economia, tagli alle tasse e aumento di spesa per la sicurezza. 

Il bilancio prevede entrate per 21.424,7 miliardi di fiorini (circa euro 68,015 miliardi) e una spesa di 21.791,7 (euro 69,180 miliardi) con un deficit pari a 367 miliardi di fiorini (euro 1,165 miliardi). Il disegno di legge si basa su una crescita economica annua del 4% e un deficit di bilancio dell'1% del PIL. Stima che il debito pubblico scenda al 65,5% del PIL entro la fine dell’anno e che l’inflazione si posizioni al 2,8%. Il Ministro Varga ha dichiarato un allontanamento dal Piano di Convergenza a favore di un consolidamento dell’equilibrio di bilancio, stimando una contrazione del deficit ed un raddoppio delle riserve. L'impatto dei tagli fiscali annunciati di recente (30 maggio) non è stato incluso nella proposta di bilancio. Il Ministro ha messo in evidenza l'aumento delle riserve, che equivalgono all'1% del PIL, sufficienti a fronteggiare un possibile deficit. Il disegno di legge accantona infatti 488 miliardi di fiorini in riserve (euro 1,5 miliardi), di cui 378 miliardi di fiorini (euro 1,2 miliardi) nel Fondo di protezione nazionale e 110 miliardi di fiorini (euro 350 milioni) per le riserve generali. Nelle riserve generali sono stanziati 10 miliardi di fiorini (euro 32 milioni circa) per le misure di governo straordinarie.

Data di pubblicazione: 7/6/2019

IL VOLUME DEL COMMERCIO AL DETTAGLIO CRESCE DI 8,5% AD APRILE

Il Central Statistics Office ha annunciato che ad aprile il volume del commercio al dettaglio è aumentato dell’8,5% su base annua. Secondo le cifre riviste per gli effetti di calendario, la crescita è stata del 7,1%. La differenza rispetto all’anno precedente si deve soprattutto alla cadenza della Pasqua: l’anno scorso è caduta a marzo, incrementando il volume d’affari al dettaglio di quel mese, mentre quest’anno ad aprile. I dati aggiustati evidenziano aumenti del 4,4% nelle vendite alimentari, del 6,6% nelle vendite non alimentari e del 5,5% nelle vendite di carburante.

Il volume del commercio al dettaglio per il periodo gennaio-aprile è stato del 6,8% più alto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le vendite alimentari sono salite del 3,6%, le vendite non alimentari del 9,5% e le vendite del carburante del 10,1%. La crescita del consumo delle famiglie, alimentata da elevanti aumenti salariali, è stata notevole all’inizio del secondo trimestre.

Data di pubblicazione: 6/6/2019

NON CI SONO LIMITI ALLE VENDITE DEI NUOVI TITOLI DI STATO MÁP+

Il 3 giugno 2019 sono stati messi sul mercato i nuovi titoli di stato quinquennali MÁP+, con tassi di interesse fissi e predeterminati per ciascun periodo di interesse. È previsto un tasso d’interesse del 4% nel primo anno, con un aumento graduale di 0,5 punti percentuali per ogni anno successivo fino a raggiungere il 6% nel quinto anno. Nel primo anno, l’interesse è distribuito semestralmente, mentre in quelli successivi viene assegnato annualmente.

I MÁP+ possono essere acquistati e trasferiti da persone di cittadinanza ungherese residenti o meno nel paese. I non residenti possono acquistare o trasferire questo titolo di stato in conformità con le leggi vigenti in materia di cambio. I MÁP+ possono essere acquistati e venduti presso la Tesoreria di Stato Ungherese attraverso la piattaforma elettronica chiamata WebTreasury, presso i Servizi Postali Ungheresi (Magyar Posta) e presso le filiali delle banche commerciali.

Entro una settimana l’intero investimento può essere rimborsato presso la Tesoreria di Stato a un tasso del 99,75%. Lo strumento finanziario non sarà disponibile per gli investitori istituzionali.

Non è previsto alcun investimento minimo e non ci sono limiti nell’acquisto.

Secondo l’analisi del giornale economico Portfolio, l’ammontare degli interessi nel quinquennio sarebbe del 4,94%.

I MÁP+ sono più attrattivi dei titoli quinquennali indicizzati all’inflazione (PMÁP) solamente nella misura in cui la media dei tassi d’inflazione usata per calcolare l’interesse di quest’ultimi rimarrà sotto il 3,25%. Inoltre, sono anche più attrattivi dei titoli triennali indicizzati all’inflazione (PMÁP) solamente finché la media dei tassi inflazionistici usata per il calcolo dell’interesse di quest’ultimi rimarrà sotto il 3,03%.

Data di pubblicazione: 6/6/2019

 

GLI INVESTIMENTI DI BMW E DAIMLER IN UNGHERIA SONO DAVVERO A RISCHIO?

Secondo un articolo del quotidiano tedesco Handelsblatt , BMW e Daimler avrebbero intenzione di bloccare i loro investimenti in Ungheria, a causa di un calo della domanda. BMW ha smentito tale informazione, mentre la Daimler ha confermato il rinvio del progetto di espansione dello stabilimento di Mercedes-Benz a Kecskemèt per un periodo di tempo non specificato. Infatti, sebbene BMW sia riuscita a mantenere la stabilità delle vendite nel primo trimestre 2019, quelle di Mercedes e Audi hanno registrato un calo del 4,5% e 13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La decisione di non ampliare gli stabilimenti ungheresi sarebbe quindi giustificata dal crollo della domanda.

Tuttavia, le argomentazioni utilizzate dal quotidiano tedesco per spiegare il rallentamento o le sospensioni degli investimenti in Ungheria risultano abbastanza incerte: i numeri mostrano chiaramente la convenienza di aprire attività produttive in questo paese. Infatti, secondo i dati Eurostat il settore dell’automotive in Ungheria rivela una notevole efficienza, e la forza lavoro ungherese in questo ambito è la più produttiva. Inoltre, il costo del lavoro in Ungheria è tra i più competitivi in Europa. Nel comparto auto compatte le vendite di Mercedes-Benz non sono diminuite ma anzi la vendita di quelle prodotte in Ungheria è aumentata dell’11% nel primo trimestre di quest’anno. Inoltre sia lo stabilimento della BMW a Debrecen che il progetto della Daimler a Kecskemèt sono incentrati sull’uso di tecnologia intelligente e pertanto gli investimenti in Ungheria creerebbero capacità produttive all’avanguardia e convenienti, con cui le società automobilistiche tedesche potrebbero assicurarsi importanti risparmi nel lungo periodo.

Anche la posizione geografia dell’Ungheria gioca un ruolo strategico, permettendo ai loro prodotti di essere trasportati rapidamente e a basso costo verso i principali hub in Europa. Lo stato ungherese ha poi investito nei dintorni di Kecskemèt e Debrecen, in modo da favorire la costruzione e il funzionamento delle nuove fabbriche tedesche.

Data di pubblicazione: 24/5/2019

INAUGURATA LA PRIMA FASE DELLA PISTA DI PROVA ZALAZONE IN UNGHERIA OCCIDENTALE

La prima prova della pista per veicoli a guida automatica a Zalaegerszeg è stata inaugurata il 20 maggio, durante una cerimonia a cui ha partecipato il Primo Ministro Viktor Orban. Il circuito ZalaZone è un progetto finanziato dal governo dal valore di HUF 45 mld (EUR 138 mln), che sarà completato entro il 2020. La pista ungherese, unica nel suo genere nell’area CEE, è stata disegnata appositamente per testare veicoli autonomi ed elettrici.

Durante la cerimonia il Primo Ministro ungherese ha affermato che il progetto ZalaZone è uno dei primi passi verso il futuro dell’economia digitale, e che il centro potrebbe diventare un hub regionale, possibilmente con un raggio europeo. Ha continuato dichiarando che è nell’interesse nazionale che le 620 aziende automobilistiche attive in Ungheria pensino al paese non solo come un sito produttivo, ma anche come un hub per l’innovazione e un’opportunità per guadagnare un vantaggio competitivo. Ha poi informato che nell’attuale ciclo di bilancio UE, l’Ungheria ha investito circa HUF 800 mld in centri di ricerca per lo sviluppo di veicoli.

ZalaZone è anche un terreno di prova per la tecnologia 5G. Vodafone ha lanciato la prima stazione base 5G permanente in Ungheria, collegandola alle sue reti e utilizzando la frequenza autorizzata posseduta dalla compagnia per supportare la sperimentazione dei veicoli del futuro.

Data di pubblicazione: 22/5/2019

L’INDUSTRIA UNGHERESE SFIDA IL RALLENTAMENTO DELL’EUROZONA E AMPLIA LE PRESTAZIONI NEL MESE DI MARZO

Secondo i dati preliminari dell’Ufficio di Statistica, nel mese di marzo la produzione industriale è aumentata del 2,1% rispetto a febbraio, passando dal 5,9% all’8%. Si registra un’accelerazione del ritmo di crescita nel settore automobilistico, contrastato da un leggero rallentamento in quello dei computer, dell’elettronica e dei prodotti ottici. Gli analisti osservano che l’industria ungherese si è dimostrata resiliente nei confronti del rallentamento economico globale. L’anno è iniziato con una crescita più contenuta, del 4,4% per via dello sciopero di una settimana all’Audi, che ha arrestato la produzione della maggiore azienda automobilistica del paese e ha intaccato le esportazioni industriali. Il mese successivo la produzione è salita al 5,9% e il settore automobilistico ha recuperato la perdita di gennaio e le esportazioni industriali sono decollate. L’export contribuisce al 90% della produzione automobilistica in Ungheria.

Quest’anno il volume della produzione nel settore automobilistico è stimato a 10 trilioni HUF (31,8 miliardi EUR), partendo da un livello record di 8,5 trilioni HUF nel 2018. L’Ungheria è diventata un centro per la produzione automobilistica in Europa Centrale: è uno dei pochi paesi in Europa dove tutte e tre le maggiori case tedesche, Audi, Mercedes e BMW, hanno strutture di produzione. Rispetto allo stesso trimestre de 2018, la produzione industriale è aumentata del 6,2% e si stima che il PIL del primo trimestre 2019 sarà all’incirca del 5%, ma i dati saranno disponibili nei prossimi giorni.

Secondo gli analisti di Takarekbank, le nuove competenze del settore manifatturiero e il lancio di nuovi modelli di produzione nel settore automobilistico potrebbero dare un ulteriore slancio alla produzione industriale nel 2019. Possibili rischi sono legati al deterioramento del commercio europeo, i al rallentamento nella crescita economica cinese e globale, e agli effetti indiretti dell’incertezza risultante dalla Brexit.

Data di pubblicazione: 10/5/2019

IL GRUPPO TAKAREK LANCIA UNA NUOVA BANCA COMMERCIALE

Takarekbank è la nuova banca commerciale che raggruppa le cooperative di risparmio ungheresi, aperta in sette contee e nella capitale. Il gruppo Takarek ha un attivo totale pari a 2,5 trilioni di HUF (7.7 miliardi di EUR) e una quota di mercato del 6,5%, aggiudicandosi il quarto posto nella classifica dei gruppi bancari più grandi del paese.

Gli azionisti hanno approvato un piano strategico quinquennale volto alla fusione delle cooperative di risparmio, con il fine di istituire una banca universale. Entro la fine di ottobre altre undici cooperative di risparmio verranno incorporate alla Takarekbank.

L'integrazione del vasto e frammentato settore ungherese delle cooperative di risparmio gode del sostegno del governo, che auspica una partecipazione domestica del 50% nel settore. Ci sono voci secondo cui il gruppo Takarek è il candidato preferito per acquistare la Budapest Bank a seguito dell’accordo che il governo ha concordato con la BERS di privatizzare la banca. Con una possibile fusione con MKB, la quinta banca più grande del paese, posseduta in maggioranza da Lorinc Meszaros, la nuova banca diventerebbe il secondo maggiore ente finanziario del paese, ed un rivale per la OTP, leader del mercato.

Data di pubblicazione: 9/5/2019

LA BANCA OTP ENTRA NEL MERCATO SLOVENO CON UNA NUOVA ACQUISIZIONE

La OTP ha firmato un accordo per acquisire il 99.73% di SKB, quarta banca slovena, con una quota di mercato pari al 9%. SKB fa parte del gruppo francese Société Générale. La OTP ha recentemente acquisito anche le succursali in Bulgaria e Albania, ed è prossima all’acquisizione di quelle in Serbia, Moldavia e Montenegro. Il totale del bilancio aggregato delle banche slovene ammonta a 38,8 miliardi di euro, di cui il 3,3% appartiene alla SKB. Alla fine del 2018 la SKB ha realizzato un tasso di rendimento del capitale proprio (ROE) del 16%, rispetto al 18,9% della OTP; mentre il tasso di rendimento del capitale investito (ROA) è stato del 1,8%, contro il 2,3% della OTP.

Data di pubblicazione: 7/5/2019

INVESTIMENTO MOL

MOL ha avviato un investimento di 3 miliardi di fiorini (circa 97 milioni di euro) per la produzione di bitume di gomma a Zalaegerszeg. Il contributo statale è stato di 750 milioni di fiorini (circa 2,5 milioni di euro) provenienti dallo schema di sostegno alle grandi società. La MOL ha iniziato la produzione nel circuito pilota nel 2012 e ha ralizzato la costruzione di 60 km di strada con materiale ecologico composto da bitume e granulato di gomma. La compagnia petrolifera ha sviluppato la tecnologia con Pannon University. Il nuovo impianto produrrà 20.000 tonnellate di bitume di gomma annualmente a partire dal 2020, utilizzando mezzo milione di pneumatici usati, del peso di 3.000 tonnellate, sufficienti a spianare 200 km di strada. Il nuovo asfalto di gomma bitume riduce il rumore del traffico, accorcia la distanza di arresto dei veicoli ed è meno soggetto alla produzione di buche.

Data di pubblicazione: 7/5/2019

ACQUISIZIONE TUNGSRAM

La Tungsram è subentrata ai lavori di manutenzione di tubi e motori aeronautici di GE Aviation Hungary. Tungsram investirà $ 1,5 milioni nel suo stabilimento a Kisvárda per aggiungere la manutenzione di parti di motori di aerei . L’attività di manutenzione del motore aeronautico di GE sarà trasferito a Tungsram nel 2019. Tungsram otterrà gli accreditamenti necessari per la manutenzione del motore aeronautico sia dall'Agenzia europea per la sicurezza aerea che dalla Federal Aviation Administration degli Stati Uniti. GE era il proprietario di Tungsram fino al 2018, quando vendette tutta la sua attività di illuminazione in Europa, inclusa la produzione ungherese. Tungsram rimane uno dei più grandi fornitori di GE in Ungheria. L'investimento consente a Tungsram di entrare in un nuovo settore in rapida crescita accanto al suo core business di illuminazione.

Data di pubblicazione: 7/5/2019

INVESTIMENTO KNORR-BREMSE

La compagnia tedesca, produttore di freni per carrozze ferroviarie, prevede di creare un centro di innovazione a Budapest.

Data di pubblicazione: 7/5/2019

OSSERVAZIONI DI EUROSTAT SUL CALCOLO DEL DEBITO PUBBLICO

Eurostat ha richiesto all’Ungheria di contabilizzare nelle spese del budget le attività della MSZKSZ, società di stoccaggio del gas e del petrolio ed i bilanci delle Fondazioni della Banca Centrale. La contabilizzazione di tali spese inciderebbe sul debito del Paese: MSZKSZ avrebbe un peso di +0,4% per il 2018 e le Fondazioni dello 0,1% per il 2017.

Data di pubblicazione: 26/4/2019

 

IL GOVERNATORE DELLA BANCA NAZIONALE UNGHERESE RICHIAMA ALLA NECESSITÀ DI CONSOLIDARE IL SETTORE BANCARIO UNGHERESE

Il governatore della Banca Nazionale Ungherese, Marton Nagy, ha affermato che il settore bancario ungherese ha bisogno di consolidarsi e ha bisogno di migliorare radicalmente l’efficienza in modo tale da poter sostenere meglio l’economia.

Secondo il vice-governatore il numero ideale di banche per l’economia ungherese sarebbe di cinque istituti. Il principale obiettivo del settore bancario è aiutare l’economia a crescere di due o tre punti percentuali sopra la media dell’eurozona, insieme ad una crescita annuale di tre punti percentuali del rapporto credito/PIL, così come il 12-14% di crescita annuale dei prestiti, ovvero 8-10 punti percentuali superiore rispetto all’area euro. E’ inoltre fondamentale migliorare l’efficienza e puntare su prodotti digitali e soluzioni fintech e questo dovrebbe realizzarsi con il programma di consolidamento attraverso le cinque banche rimaste. Secondo il vice governatore, il numero di filiali e di dipendenti in proporzione al rapporto prestito/PIL è alto in Ungheria rispetto ai sistemi bancari finlandese, svedese e slovacco, elencati come buoni esempi.

Nagy alludeva all’alto costo dei servizi bancari come ad esempio i conto titoli o i rimborsi dei prestiti in un’unica soluzione. Oltre agli obiettivi a lungo termine, Nagy ha messo a punto alcuni obiettivi a breve termine, come la riduzione della percentuale dei mutui immobiliari a tasso variabile al 10-15% dall'attuale 60%. Il mercato immobiliare è guidato dal boom dei risparmi, non dai prestiti, poiché meno della metà degli acquisti domestici sono finanziati con mutui bancari. L'indebitamento delle famiglie non è comunque eccessivo.

Data di pubblicazione: 15/4/2019

TÓTH SOSTITUISCE PATAI AD UNICREDIT

Il dott. Balázs Tóth sarà il nuovo presidente e CEO di UniCredit Ungheria. Tóth sostituirà Mihály Patai, nominato vice governatore della Banca Centrale Ungherese (MNB)), dopo 13 anni ad UniCredit. Il nuovo CEO lavora in UniCredit Ungheria dal 2006, è a capo del settore commerciale, degli investimenti e del private banking di UniCredit e fa parte del Consiglio di Amministrazione dal 2008.

Data di pubblicazione: 5/4/2019

 

LEAD VENTURES INVESTE IN NUOVE TECNOLOGIE PER LA PERFORAZIONE

Lead Ventures, società di venture capital ungherese, ha firmato un contratto di finanziamento da 4,2 milioni di euro con la società slovacca GA Drilling, una delle più promettenti start-up di energia dell'Europa centrale, per lo sviluppo di un trapano al plasma. La transazione è tra i maggiori investimenti di capitale di rischio in Ungheria all'estero negli ultimi anni.

GA Drilling ha firmato un contratto di servizio con MOL, che testerà la tecnologia dei trapani al plasma sui pozzi di idrocarburi di MOL. L'innovativo processo di perforazione è rispettoso dell'ambiente e potrebbe portare ad una riduzione di costi e tempo rispetto ai metodi convenzionali dell'industria petrolifera.

Data di pubblicazione: 4/4/2019

NUOVI PARCHI SOLARI NELLA CONTEA DI NÓGRÁD

Radix Union, azienda con sede a Kosice, e Greentechnic Hungary hanno inaugurato un parco fotovoltaico da 22 milioni e mezzo di euro con una capacità di 16,5 MW a Szügy, nella contea di Nógrád. Il parco genererà elettricità che potrà alimentare 10.000 case. Il parco solare comprende 33 pannelli solari con una capacità di 500 KW ciascuno.

La costruzione di un altro parco solare con 40 pannelli solari con la capacità di alimentare 25.000 case inizierà presto nell'area di Mátraverebély-Bátonyterenye, sempre nella contea di Nógrád.

Le energie rinnovabili rappresentano il 14,5% del consumo energetico dell'Ungheria, ha dichiarato Katalin Szili, commissario per i ministri, aggiungendo che l'Ungheria rispetta gli obiettivi dell'UE e contribuisce agli sforzi volti ad arrivare al 20% entro il 2020 e al 32% entro il 2030.

Data di pubblicazione: 4/4/2019

FAKT AG PIANIFICA IL PIÙ GRANDE INVESTIMENTO AGRICOLO IN UNGHERIA

Il gruppo tedesco FAKT AG sta lavorando ad un progetto agroalimentare nell'Ungheria occidentale che, in termini di valore, sarà tra i più alti mai registrati e paragonabile ai grandi investimenti greenfield di Audi e Mercedes e creerà 5.000 posti di lavoro. FAKT mira a produrre e trasformare frutta e verdura in modo moderno e sostenibile, creando al contempo un ambiente lavorativo e abitativo vivibile intorno al sito. Il progetto prevede infatti anche la costruzione di un asilo nido, una scuola elementare, un centro di formazione, strutture ricreative e immobili residenziali per il personale e la direzione, a disposizione anche degli investitori. Verranno costruiti una serra di 300.000 mq, un giardino verticale di 200.000 mq, un congelatore da 160.000 mq, un impianto di lavorazione, un magazzino e un centro logistico di 145.000 mq. Per sviluppare l'infrastruttura per il progetto da 1 miliardo di euro, FAKT collaborerà con la ditta di costruzioni ungherese KESZ, attiva in Germania da 15 anni e le due società hanno una lunga esperienza in progetti comuni.

Data di pubblicazione: 4/4/2019

L’UNGHERIA CONSIDERATA UN “PARADISO FISCALE”

L'Ungheria è tra i sette paesi dell'Unione europea che "presentano i tratti di un paradiso fiscale", secondo le conclusioni del Comitato speciale del Parlamento europeo sui reati finanziari, l'evasione fiscale e l'elusione fiscale (TAX3). L'Ungheria ha ridotto l'imposta sui redditi delle società al 9% nel 2017, la più bassa dell'UE, ma le società multinazionali pagano ancora meno tasse. Le 30 maggiori società multinazionali hanno generato entrate per 34,8 miliardi di euro nel 2017, ma hanno pagato come imposta sulla società solo il 4% del totale. Le maggiori imprese tedesche hanno pagato il 3,5% di tasse sui loro profitti in Ungheria rispetto al 16,3% che avrebbero pagato in Germania. Queste constatazioni sono contenute in un pacchetto di raccomandazioni approvato dai deputati europei il 26 marzo u.s., dopo un'inchiesta durata un anno. Il rapporto è stato approvato con 505 voti a favore, inclusi quelli dei deputati di Fidesz presenti durante la sessione, che hanno accettato di concedere a Bruxelles maggiori diritti per combattere l'evasione fiscale.

Durante la sessione, i legislatori hanno anche chiesto l'eliminazione progressiva dei regimi per commercializzare la cittadinanza e i permessi di soggiorno per gli stranieri benestanti. Attualmente, 20 dei 28 Stati Membri hanno in essere questi programmi. Il governo ungherese ha lanciato il programma nel 2013, concedendo permessi di soggiorno agli stranieri che acquistavano titoli di stato ungheresi inizialmente per € 250.000, aumentati a € 300.000 in un secondo momento. Il programma, circondato da controversie, ha permesso il soggiorno a lungo termine di 19.855 cittadini non comunitari fino al 2017, quando il programma è stato sospeso a tempo indeterminato.

Data di pubblicazione: 4/4/2019

 

L'UCRAINA OFFRE IMPIANTI DI STOCCAGGIO PER IL GAS

Il distributore statale Ukrtransgaz ha annunciato che l'Ucraina offrirà 12 miliardi di metri cubi di impianti sotterranei di stoccaggio di gas a clienti europei, tra i quali l'Ungheria, in previsione di un possibile arresto nel 2020 dei trasferimenti di gas naturale dalla Russia attraverso l'Ucraina. Secondo Ukrtransgaz, tramite il gasdotto di proprietà della società, 68 milioni di metri cubi di gas potranno essere spediti giornalmente in Ungheria, rispetto ai 15 milioni di metri cubi dall'Austria.

L'Ungheria ha una capacità di stoccaggio totale di 6,3 miliardi di metri cubi, di cui 1,2 miliardi di metri cubi sono una riserva strategica; l'offerta giornaliera di riserve non può superare 78,6 milioni di metri cubi. L'Ungheria consuma circa 10 miliardi di metri cubi di gas all'anno, due terzi dei quali provengono dalla Russia attraverso l'Ucraina; il 20% deriva da produzione interna e il resto è importato dall'Austria.

Data di pubblicazione: 27/3/2019

 

KSH ADOTTA UN NUOVO METODO PER IL CALCOLO DELLE STATISTICHE SALARIALI

L'Ufficio Centrale di Statistica (KSH) dal 29 marzo cambierà il suo metodo di calcolo delle statistiche salariali. Al momento, KSH utilizza come dato per il calcolo delle statistiche il valore dello stipendio medio comunicato da società con almeno cinque dipendenti. Con il nuovo metodo KSH attingerà dal più ampio database di salari segnalati alla NAV, l’autorità fiscale ungherese.

La società di consulenza “Policy Agenda” prevede che questo produrrà un calo sostanziale dei valori nelle statistiche sui salari medi. Ad oggi le statistiche si basano su dati relativi a 2,8 milioni di persone che lavorano in aziende con cinque o più dipendenti. Tuttavia, il numero totale di dipendenti è vicino a 4,5 milioni. Inoltre, le micro-imprese tendono a riportare alle autorità fiscali salari che sono al di sotto dei guadagni effettivi e l'inclusione di questi salari nei dati ridurrà significativamente il valore del salario medio. Secondo una proiezione delle agenzie di consulenza, la retribuzione lorda media a dicembre, includendo le micro imprese sarebbe stata di 290.000 - 300.000 fiorini (935-968 euro) anziché 360.000 fiorini (1160 euro) come rilevato dall’Ufficio di Statistica.

Fonte: 25/3/2019

MAPEI RADDOPPIA LA CAPACITÀ PRODUTTIVA

Mapei, produttore adesivi, sigillanti e prodotti chimici per l'edilizia, ha aperto una nuova fabbrica da 9 milioni di euro (2,8 miliardi di Fiorini) a Sóskút, nella contea di Pest, raddoppiando la sua capacità produttiva annuale da 55.000 a 110.000 tonnellate.

Anche l'impianto di stoccaggio è stato raddoppiato, raggiungendo i 15.000 m2. In risposta alla carenza di manodopera, l'azienda l'anno scorso ha fornito formazione qualificata a 7347 persone e promosso l'industria dell'edilizia nelle scuole.

Data di pubblicazione: 25/3/2019

LÁZÁR PUBBLICIZZA UNA LINEA FERROVIARIA TRANSFRONTALIERA

L’ex Ministro János Lázár ha annunciato che nei prossimi otto-dieci anni potrebbe essere costruita a nuova linea ferroviaria che collega Pécs a Debrecen, attraversando la Serbia e la Romania, con un costo di 800 miliardi di Fiorini (più di 2 miliardi e mezzo di euro). La linea proposta andrebbe da Pécs a Baja, attraverserebbe il confine fino a Subotica in Serbia, tornando poi in Ungheria attraverso Szeged. Prima di procedere verso Oradea in Romania e Debrecen in Ungheria, sarebbero previste delle fermate anche a Hódmezővásárhely e Békéscsaba,

Il quotidiano Csongrád ha riferito che Lázár, ora membro del Parlamento, ha illustrato al Primo Ministro Viktor Orbán il piano della nuova linea ferroviaria e che il Primo Ministro ha approvato la proposta. La proposta è all'ordine del giorno del meeting congiunto serbo-ungherese in programma per aprile; Lázár ha dichiarato che il governo serbo sarebbe pronto a sostenere finanziariamente il progetto. Poiché il piano è in sintonia con la strategia di sviluppo dei trasporti dell'Unione Europea, alcuni fondi UE potrebbero essere disponibili, ma Lázár ha raccomandato al Primo Ministro l’utilizzo anche i fondi di bilancio ungheresi.

Data di pubblicazione: 25/3/2019

GMD COSTRUISCE UNA FABBRICA A DOROG

Il gruppo francese GMD, produttore di componenti di alluminio per auto, ha investito più di 46 milioni di euro (Ft14,5 miliardi) per la trasformazione di uno stabilimento industriale a Dorog, nel distretto di Komárom-Esztergom. Péter Szijjártó, Ministro degli Affari e Commercio Esteri, ha annunciato che il governo sta fornendo una sovvenzione di oltre 9 milioni di euro (Ft 2,9 miliardi) poiché il progetto creerà 240 posti di lavoro. L’impianto utilizzerà robot e secondo il Ministro, l'economia ungherese ha bisogno di tali investimenti per stare al passo con le ultime tecnologie. GMD ha scelto l'Ungheria tra l'agguerrita concorrenza di 14 paesi in cui ha filiali. La sede ungherese di GMD è stata fondata nel 1999, iniziando la produzione nella vicina Oroszlány nel 2000.

Data di pubblicazione: 11/3/2019

MATERIAL-PLASTIK APRE UN IMPIANTO DA 3,1 MILIARDI DI FIORINI

Material-Plastik, azienda produttrice di materiali da imballaggio, ha aperto un reparto di produzione da 10 milioni di euro (Ft 3,1 miliardi) presso la sua sede di Soltvadkert. La società ha ricevuto una sovvenzione statale di 4,5 milioni di euro (Ft 1,4 miliardi) per il nuovo reparto che ha una superficie di di 6000 m2. Il Ministro delle Finanze, Mihály Varga, ha affermato durante la cerimonia d’apertura che il piano di competitività del Ministero è costruito su aziende come Material-Plastik, che investono in innovazione. Con questa espansione, l'azienda raddoppierà la sua produzione. Material-Plastik fornisce società multinazionali e ungheresi in molti settori, dai mangimi per animali domestici, alle acque minerali, all'industria della birra. Nel 2018 il fatturato netto è salito a 21 milioni di euro (Ft 6,5 ​​miliardi) dai 18 milioni di euro del 2017.

Data di pubblicazione: 11/3/2019

LICENZIAMENTI NELL’AZIENDA DI TECNOLOGIE NNG

NNG, uno dei principali sviluppatori di software in Ungheria, sta licenziando il 10% del personale, circa100 persone, dalla sua sede di Budapest. L'azienda sviluppa sistemi di navigazione di bordo per le case automobilistiche. Il CEO, Giles Shrimpton, pur confermando la solidità dell’azienda, ha affermato che deve ripensare la sua struttura operativa. La società in cinque anni ha triplicato le sue vendite e l'organico, acquisito società in America e Israele, aumentato le quota di mercato in Cina. L'intera industria automobilistica sta attraversando però una profonda e continua trasformazione poiché le maggiori case automobilistiche stanno chiudendo le basi di produzione regionali per crearne di completamente nuove per lo sviluppo.

Lo scorso anno, NNG ha ricevuto 3 milioni di euro (Ft 1 miliardo) dall'ufficio di ricerca e innovazione NKFIH per creare 60 nuovi posti di lavoro nel settore R&S. L'azienda si è impegnata infatti a sviluppare un sistema di navigazione di nuova generazione per auto a guida autonoma entro 30 mesi. NNG ha confermato rispetterà gli impegni presi nell'accordo. Alla domanda sulle voci di una possibile acquisizione, NNG ha dichiarato che le aziende IT di successo a livello globale sono gli obiettivi preferiti delle acquisizioni.

Data di pubblicazione: 11/3/2019

L’UNIONE EUROPEA FINANZIERÀ L'AUTOSTRADA M8

Corina Cretu, Commissario Europeo per la Politica Regionale, ha annunciato che il Fondo di Coesione dell'UE sta fornendo oltre 218 milioni di euro a favore di due progetti ungheresi.

Il fondo trasferirà €203,5 milioni per la costruzione dell'autostrada M8 che collegherà l'Ungheria a Graz, in Austria. Il tratto di 29 km tra Körmend e la stazione di frontiera di Rábafüzes sarà costruito da Duna Aszfalt e Mészáros és Mészáros per €200 milioni (62 miliardi Ft). La prima pietra del progetto è stata posata l'8 marzo dell’anno scorso.

L'UE sta anche finanziando, con €15 milioni, la modernizzazione di un impianto di depurazione di liquami che serve 1.410 abitazioni a Budapest e Budaörs. Il progetto sarà completato entro giugno 2020.

Nell’attuale ciclo finanziario (2014-2020), l'Ungheria è destinataria di 25 miliardi di euro di fondi europei, pari 2.532 euro a persona.

Data di pubblicazione: 7/3/2019

MVM APRE UNA FATTORIA SOLARE A PAKS

MVM Zöld Generáció, la filiale di energia rinnovabile della società energetica statale MVM, ha inaugurato una fattoria solare da oltre 29 milioni di euro (Ft. 9 miliardi). L'UE ha coperto il 35% dei costi della struttura, il più grande impianto fotovoltaico in Ungheria.

La struttura si trova vicino alla città di Paks, ha una capacità di 20,6 MW con 74.000 pannelli solari su 51 ettari. L'azienda è in grado di produrre 22,2 GWH annuali di elettricità distribuiti dalla rete ad alta tensione. L’impianto ridurrà le emissioni di anidride carbonica dell'Ungheria di 22.000 tonnellate all'anno.

Il presidente e CEO György Kóbor ha dichiarato alla cerimonia di apertura che MVM intende diventare il più grande operatore di energia solare in Ungheria.

Data di pubblicazione: 7/3/2019

IL THINK TANK ECONOMICO UNGHERESE PREVEDE UN FORTE RALLENTAMENTO DELLA CRESCITA

L'istituto di ricerca economica ungherese GKI ha rivisto leggermente le sue previsioni di crescita per il 2019 dal 3,4% al 3,5%. La proiezione di GKI è in linea con la maggior parte delle previsioni, tra le quali quella della Banca Centrale Ungherese (MNB), ma è significativamente inferiore all'obiettivo del governo del 3,9%.

L'anno scorso, la crescita economica dell'Ungheria, la più alta dal 2004, è stata trainata dai consumi interni e degli investimenti, rispettivamente cresciuti del 4,6% e del 16,5% su base annua. GKI prevede che l'afflusso di trasferimenti UE, uno dei principali catalizzatori della crescita ungherese, rimarrà stabile, ma genererà un aumento solamente del 7% delle spese in conto capitale. Analogamente, il tasso di crescita del consumo interno scenderà probabilmente al 4%, poiché la crescita dei salari sarà più bassa e compensata dall'aumento dell'inflazione. Secondo le previsioni, l’aumento dei salari reali sarà del 5-5,5% e le vendite al dettaglio passeranno da una crescita del 6% al 4%. L'inflazione media annua è stimata al 3,5% dal 3% del 2018.

L’Istituto prevede anche una forte decelerazione nel settore delle costruzioni, dal 22,3% del 2018 al 5%, e nel settore della produzione industriale, dal 3,6% al 3%.

GKI ha dichiarato che lo schema del governo di sostegno alle famiglie e i programmi per la crescita della competitività recentemente annunciati da MNB e dal Ministero delle Finanze, sono stati elaborati senza alcuna consultazione con le parti sociali e senza alcuna valutazione d’impatto preventiva. In aggiunta, non c'è un vero impegno per riformare il sistema educativo, l'assistenza sanitaria e altri servizi pubblici. I programmi non affrontano i problemi legati al calo dei trasferimenti UE e la maggior parte delle proposte sono centrate sullo stato piuttosto che orientate verso i mercati.

Data di pubblicazione: 6/3/2019

FITCH INNALZA IL RATING DI QUATTRO BANCHE UNGHERESI

Fitch Ratings ha aggiornato il rating di quattro banche ungheresi a seguito di un precedente innalzamento del rating del Paese il mese scorso. Anche S&P ha migliorato le valutazioni della Magyar Export-Import Bank (Magyar Eximbank).

Fitch ha innalzato i Long-Term Issuer Default Ratings (IDRs) di K+H Bank e Erste Bank Ungheria da 'BBB' a 'BBB+'. Ha inoltre aggiornato gli IDR a lungo termine della Banca di Sviluppo Ungherese (MFB) e di Magyar Eximbank, da "BBB-" a "BBB". L’outlook rimane stabile.

Gli aggiornamenti sono arrivati ​​quando il 22 febbraio u.s., Fitch ha aumentato il rating sovrano dell'Ungheria a "BBB" da "BBB-". Fitch ha fatto notare che gli IDR a lungo termine di K&H e Erste Bank Ungheria sono fissati ad un solo livello sopra a quello del rating sovrano ungherese in quanto si riflettono i rischi che il Paese dovrà affrontare. I rating di MFB e Magyar Eximbank sono invece allo stesso livello del rating sovrano ungherese, riflettendo, secondo Fitch, l'elevata propensione delle autorità a fornire un supporto straordinario a entrambe le banche, se necessario.

Nella sua analisi, Fitch ha dichiarato che il settore bancario ungherese è stabile e caratterizzato da un ampio capitale. Il credito alle imprese è cresciuto del 14,8%, mentre la crescita dei mutui è stata del 10% nel 2018. La crescita del credito rimarrà solida, sostenuta dal Piano di Finanziamento per la Crescita della Banca Nazionale e dai prestiti senza interessi garantiti dallo stato alle giovani coppie sposate; questi prestiti sono parte delle ultime misure adottate dal governo per il sostegno alle famiglie.

S&P ha invece aumentato gli Issuer Credit Ratings in valuta estera e locale della Magyar Eximbank da "BBB-/A-3" a "BBB/A-2". Il 15 febbraio u.s., S&P aveva infatti alzato il country rating dell'Ungheria a "BBB/A-2".

Data di pubblicazione: 6/3/2019

MATOLCSY ANNUNCIA UN PROGRAMMA PER AUMENTARE LA COMPETITIVITÀ UNGHERESE

Il governatore della Banca Centrale ungherese (MNB), György Matolcsy, ha presentato una lista di riforme e miglioramenti economici da attuare nei prossimi anni per modernizzare l'economia del Paese. Nel suo discorso alla Camera di Commercio e Industria Ungherese, ha avvertito che la mancata adozione di queste misure lascerà l'Ungheria nella "trappola del reddito medio", una situazione in cui le esportazioni soffrono a causa degli alti salari e della mancanza di prodotti ad alto valore aggiunto. Matolcsy ha sottolineato che il rinnovamento del settore finanziario e dell'amministrazione statale avrebbero effetti moltiplicativi positivi.

Lo scopo del programma, strutturato in 330 punti, è quello di aumentare la competitività dell'Ungheria e raggiungere l'80-90% del livello di sviluppo dell'Austria entro il 2030. Tra i molti obiettivi vi sono anche una costante crescita del PIL di due punti percentuali in più rispetto alla media UE, un miglioramento annuo del 7% della produttività delle PMI e un aumento della spesa per ricerca e sviluppo al 2% del PIL. Il piano mira inoltre a raggiungere le 110.000 nascite all'anno e ad ampliare l’aspettativa di vita sana fino ai 64 anni.

Il programma prevede una crescita annua dei salari reali del 5% per raddoppiare gli stipendi reali entro il 2030, la riduzione dell'imposta sul reddito sotto al 10%, il raddoppiamento dell'importo di prestiti aziendali, un aumento di 10.000 PMI, principalmente votate all’export. Tra i numerosi punti elencati, figura inoltre la volontà di portare il tasso di disoccupazione al di sotto del 6% in ogni contea, ridurre le importazioni di energia sotto al 50%, l'eliminazione del debito pubblico in valuta estera e un'università ungherese classificata tra le migliori 200 al mondo.

Il programma è disponibile in lingua ungherese sul sito della MNB.

Data di pubblicazione: 4/3/2019

IL RAPPORTO DELLA COMMISSIONE EUROPEA EVIDENZIA RISULTATI CONTRASTANTI

Nel country report sull’Ungheria, la Commissione Europea ha evidenziato progressi moderati in alcune aree, ma afferma che il progresso è minimo o inesistente nella maggior parte dei settori analizzati. Sono necessarie ulteriori azioni per migliorare la competitività dell'economia.

Il rapporto afferma che, poiché l'occupazione non può essere aumentata ulteriormente, la crescita economica non può più essere stimolata basandosi sul surplus di forza lavoro. Perché la crescita continui, la produttività dovrebbe essere migliorata. Il rapporto rileva che l’Ungheria spende meno rispetto agli altri paesi del gruppo Visegrád nei settori della sanità, ricerca e sviluppo; anche nel settore dei servizi la produttività è inferiore rispetto agli altri paesi Visegrád.

La Commissione Europea dichiara nel rapporto che la trasparenza e l’affidabilità del governo ungherese si sono deteriorate da quando l'Ungheria ha aderito all'UE, e in particolare dal 2013.

La quota di contratti, conclusa dopo la negoziazione senza pubblicazione preliminare per le offerte al di sopra della soglia UE, è diminuita marcatamente di anno in anno e ha raggiunto il 5% nel 2018. Tuttavia, la percentuale di appalti pubblici con un singolo offerente è salita quasi al 40%; una percentuale superiore al 20% rappresenta un grave rischio di corruzione.

Data di pubblicazione: 4/3/2019

SK INNOVATION E SAMSUNG CONTINUANO AD INVESTIRE

L’azienda coreana produttrice di batterie per auto elettriche, SK Innovation, aprirà una seconda fabbrica in Ungheria, un investimento da quasi 750 milioni di euro. La nuova fabbrica sarà costruita di fianco al primo impianto SK a Komárom, su un terreno che era già stato acquistato in precedenza e, secondo il Ministro degli Affari e Commercio Esteri, Péter Szijjártó, creerà 1000 nuovi posti di lavoro. Il governo erogherà dei sussidi ma le negoziazioni sull’ammontare degli aiuti governativi non sono ancora concluse. I lavori di costruzione cominceranno a marzo e si prevede che la produzione inizierà nel 2021; ulteriori dettagli sulle tempistiche o sulla futura capacità dell’impianto non sono ancora stati rivelati.

Anche Samsung prevede di espandere la sua fabbrica di batterie in Ungheria, aperta nel 2017 con un investimento di oltre 320 milioni di euro. Per l’allargamento dell’impianto è previsto un investimento di oltre 450 milioni di euro che creerà 600 nuovi posti di lavoro; l’impianto impiegherà 1500 lavoratori entro il 2020.

Data di pubblicazione: 4/3/2019

OTP – ANDAMENTO 2018

Al netto delle imposte OTP Bank ha realizzato nel 2018 un profitto di 1 miliardo di euro, il 13% in più rispetto al 2017. Nel 2018 le filiali estere di OTP hanno contribuito al 38% dei profitti della banca, il 3% in più rispetto all’anno precedente. In particolare, l’unità bulgara (DSK Bank) ha realizzato, al netto delle imposte, un profitto di oltre €152 milioni (HUF 47.3miliardi), OBH in Croazia €80 milioni (HUF 25miliardi), OTP Ucraina oltre €78 milioni (HUF 24.4miliardi) e OTP Russia ha chiuso l’anno con un profitto di quasi €53 milioni (HUF16.4miliardi).

Data di pubblicazione: 4/3/2019

 

LUFTHANSA INVESTE 135,5 MILIONI DI EURO IN UNGHERIA

La nuova filiale di Lufthansa Technik AG, denominata Lufthansa Technik Miskolc, costituisce il più grande investimento effettuato a Miskolc finora. L’inizio dei lavori è previsto per il 2021 e, con uno spazio di produzione di 20,000 metri quadri, la filiale rappresenterà uno dei più grandi centri in Europa di manutenzione, riparazione e revisione di aeromobili. Lufthansa Technik Miskolc impiegherà circa 400 lavoratori. Il centro che verrà creato a Miskolc ospiterà non solo velivoli Lufthansa, ma servirà anche altri operatori internazionali.

Il Ministro ungherese per gli Affari e Commercio Esteri ha evidenziato quanto questa decisione dimostri l’attrattività dell’Ungheria come sede di attività economiche e ha sottolineato che il governo sta contribuendo al progetto con dei sussidi per la formazione professionale. I corsi per i lavoratori inizieranno già nel 2019 presso i centri Lufthansa in Germania, Cina, Irlanda e USA. Il Ministro ha inoltre messo in luce l’impatto positivo che avrà una multinazionale tedesca come Lufthansa sulla qualità dell’industria aereonautica ungherese.

Data di pubblicazione: 25/2/2019

I SALARI SONO CRESCIUTI DELL’11.3% NEL 2018

Secondo il centro di statistica ungherese (KSH), i salari nel Paese continuano a crescere. Nel 2018 si è registrata una crescita dell’11.3% e i salari reali, grazie ad un’inflazione rimasta relativamente stabile, sono cresciuti dell’8.3%. Il potere d’acquisto potrebbe continuare ad aumentare grazie all’innalzamento dell’8% del salario minimo e alla mancanza di manodopera.

In dicembre, lo stipendio medio lordo ammontava a 1.100 euro, mentre quello netto a circa 750 euro, 10.2% in più rispetto all’anno precedente. In particolare, nel 2018 lo stipendio medio lordo dei dipendenti a tempo pieno presso imprese che impiegano almeno 5 lavoratori e presso istituzioni no profit è stato di 1065 euro (1100 se vengono esclusi gli addetti nelle opere pubbliche).

Data di pubblicazione: 25/2/2019

LA FABBRICA UNGHERESE DELLA MERCEDES AVVIA LA PRODUZIONE DEL NUOVO MODELLO CLA

Lo stabilimento Mercedes-Benz situato nella città ungherese di Kecskemet, rimarrà la culla anche del nuovo modello Mercedes CLA. Sulla scia del successo della CLA Coupè introdotta nel 2013, anche la seconda generazione della berlina verrà realizzata esclusivamente in Ungheria.

Lo stabilimento conta quasi 4700 dipendenti e negli ultimi cinque anni più di 75000 modelli CLA sono stati prodotti a Kecskemet; dal 2018 viene prodotta anche la Classe A, per un totale di 190.000 veicoli realizzati solo nel 2018. La nuova CLA Coupè e la first edition CLA saranno pronte a partire da maggio 2019.

Secondo la dirigenza dello stabilimento, la decisione di confermare ed incrementare la produzione presso la fabbrica di Kecskemet è risultato dell’alto livello tecnologico combinato alla flessibilità produttiva raggiunti dallo stabilimento negli ultimi cinque anni.

Data di pubblicazione: 25/2/2019

FITCH AGGIORNA IL RATING DELL’UNGHERIA

Anche Fitch rivede al rialzo il rating del paese che passa da BBB- a BBB con outlook stabile. Alla base del provvedimento figurano la riduzione del debito esterno dal 34,4% del 2013 al 10% nel 2017; l’avanzo di conto corrente che l’agenzia stima rimanere stabile anche per il prossimo anno; il massiccio afflusso di capitale. L’Agenzia stima che il rapporto debito/PIL passerà dal 71% di fine 2018 al 68% nel 2019 e al 66% nel 2020. Il deficit passerà dal 2,1% del 2018, al 2% del 2019 ed all’1,9% nel 2020. Tra i rischi, il maggiore è rappresentato dalla crescente minaccia all’indipendenza del sistema giudiziario la cui ultima vicenda in ordine di tempo riguarda la costituzione di tribunali amministrativi i cui giudici sono nominati dal Ministro della Giustizia.

Data di pubblicazione: 25/2/2019

2018: l’economia ungherese è cresciuta del 4,9%

Secondo i dati preliminari dell’Ufficio di Statistica ungherese, nell’ultimo trimestre il PIL ungherese è cresciuto del 5% su base annua e del 4.8% calcolando gli effetti di calendario. Prendendo in considerazione l’intero 2018, la crescita ha raggiunto il 4.9%, superando le previsioni degli analisti (4.5%).

A tale risultato hanno contribuito in primo luogo il settore dei servizi di mercato, seguito da investimenti, consumi e turismo. Secondo il Ministro delle Finanze, Mihály Varga, la crescita del PIL è stata facilitata dall’accordo della durata di sei anni con i sindacati sul salario minimo, dalla riduzione del cuneo fiscale e dal settore delle costruzioni, fortemente potenziato da misure governative.

Complessivamente, una forte domanda interna e l’esportazione di servizi hanno bilanciato il rallentamento causato dal mercato esterno. Nonostante la riduzione della crescita economica nei paesi europei più sviluppati, in Ungheria non vi è quasi traccia di rallentamento; un tale tasso di crescita appare però insostenibile e calerà al 3.5% nel 2019. Secondo alcuni analisti, la domanda interna resterà forte, ma diminuiranno gli investimenti.

Data di pubblicazione: 15/2/2019

Crescono l’industria edilizia e la produzione industriale

L’industria edilizia è cresciuta del 22.3% nel 2018, facendo aumentare i prezzi del 9.5%. Si è registrato un aumento del 16% nella costruzione di edifici e un aumento del 31.4% in altri progetti edilizi.

Anche la produzione industriale è cresciuta del 3.6% dal 2017. Le esportazioni industriali sono aumentate dell’1.4% e le vendite interne del 6.8%. Il settore automobilistico, che rappresenta il 27% della produzione industriale, è aumentato dell’8-9% su base annua, mentre la produzione di computer ed elementi elettronici ha visto un aumento del 17.9%.

Data di pubblicazione: 15/2/2019

Huawei Ungheria continua a crescere e respinge le accuse del Segretario di Stato americano

Huawei Ungheria avrebbe realizzato nel 2018 un fatturato superiore a 258 milioni di euro (80miliardi di Fiorini). Rispetto al 2017, il fatturato di Huawei Technologies Ungheria è cresciuto del 40% e continua ad espandere la produzione e gli impianti logistici. La compagnia impiega direttamente o indirettamente più di 2000 lavoratori ed è la prima compagnia cinese con la quale il governo ha firmato un accordo di cooperazione strategica nel 2013. Huawei ha investito più di un miliardo di euro ($1.2 miliardi) in Ungheria e ha pagato più di 193 milioni di euro in tasse (Ft 60miliardi) negli ultimi cinque anni.

La società ha respinto le accuse mosse dal Segretario di Stato americano Mike Pompeo, che durante la sua visita a Budapest ha messo in guardia i leader ungheresi sul possibile uso improprio delle tecnologie Huawei da parte dei servizi segreti cinesi. L’amministratore delegato della filiale ungherese, Wu Biqiang, ha sottolineato l’affidabilità del gruppo e l’importanza attribuita alla sicurezza informatica.

Data di pubblicazione: 15/2/2019

L’inflazione rallenta a gennaio

A gennaio l’inflazione è scesa al 2.7% su base annua. L’inflazione di base, calcolata escludendo i prezzi dell’energia e dei prodotti stagionali, è tuttavia salita al 3.2% su base annua, superando il target della Banca Centrale ungherese, fissato al 3%. Secondo Péter Virovàcz, analista di ING, questo potrebbe portare ad un’impennata dei tassi d’interesse, stabili dal 2011. Anche l’aumento dei salari sta contribuendo e contribuirà alla crescita dell’inflazione di base.

Data di pubblicazione: 15/2/2019

 

ELMŰ-ÉMÁSZ: PROGETTI NEL SETTORE DELLE RINNOVABILI

Elmű-Émász Solutions, filiale della società energetica tedesca RWE-EnBW, pianifica di aumentare del 30% la sua partecipazione nel mercato ungherese di pannelli solari. La compagnia è in fase di negoziazione con Fővárosi Vízművek, società per gli acquedotti di Budapest, e progetta di costruire un parco solare con una capacità superiore ai 100MW. Finora le autorità hanno rilasciato licenze per l’installazione di impianti fotovoltaici con una capacità produttiva di circa 1 TWh e Elmű-Émász progetta di acquisire il 15-30% di questo mercato.

Nell’ultimo anno, Elmű-Émász ha installato più di cento caricatori per veicoli elettrici e punta al 30% delle quote di mercato anche in questo settore. La compagnia si aspetta infatti una crescita significativa nel settore energetico ungherese e dei veicoli elettrici: sono presenti nelle strade ungheresi più di 10.000 veicoli ibridi a ad emissioni zero, il doppio rispetto a quanto pronosticato per il periodo 2019-2020.

Data di pubblicazione: 12/2/2019

DIMINUISCE IL SURPLUS COMMERCIALE UNGHERESE

Il surplus della bilancia commerciale ungherese per il 2018 ammonta a €6,04 miliardi, livello più basso raggiunto negli ultimi sette anni. Nel 2017 il surplus commerciale per il mese di dicembre aveva registrato €571 milioni, mentre a dicembre 2018 la cifra è scesa a €398 milioni. Le esportazioni sono aumentate del 4.3% su base annua, toccando 105,1 miliardi di euro, allo stesso tempo però, anche le importazioni sono aumentate del 6,9%, raggiungendo i 99 miliardi di euro. La domanda interna in crescita ha avuto un forte impatto sul volume delle importazioni, mentre la crescita delle esportazioni è stata limitata dalla caduta della domanda esterna.

Circa l’80% delle esportazioni e il 74% delle importazioni sono avvenute attraverso scambi con stati membri dell’UE.

Data di pubblicazione: 12/2/2019

BRIDGESTONE TATABANYA DIVENTA FORNITORE DIRETTO DI COLOSSI AUTOMOBILISTICI

Bridgestone, azienda giapponese produttrice di pneumatici, ha annunciato che la sua filiale in Tatabanya comincerà la vendita diretta a quattro compagnie automobilistiche internazionali: BMW, Audi, Volkswagen Group e Mercedes. L’anno scorso Bridgestone Tatabanya ha prodotto 5 milioni di pneumatici, vendendone il 40% direttamente a case automobilistiche locali ed internazionali, e vorrebbe raggiungere i 7.2 milioni entro il 2020. La filiale ungherese continua ad espandersi; nel 2018 la compagnia ha investito €268 milioni per l’installazione di macchinari digitali basati sull’intelligenza artificiale e ha costruito un magazzino di 10,000m2 aumentando la capacità di stoccaggio.

L’azienda conta attualmente 1200 dipendenti e ha una rete di 750 fornitori composta principalmente da PMI ungheresi dai quali ha acquistato merci e servizi per un valore complessivo di più di 14 miliardi di euro. La produzione di pneumatici è uno dei settori che sta crescendo più velocemente e Bridgestone negli ultimi tre anni ha visto un aumento delle vendite passando da €116 milioni a €214 milioni.

Data di pubblicazione: 8/2/2019

OTP FIRMA CONTRATTO DI ACQUISIZIONE DI MOBIASBANCA

Il 6 febbraio u.s., la banca ungherese OTP ha firmato un accordo per comprare una quota azionaria dell’87.85% della Mobiasbanca, filiale moldava di Société Générale Group. La chiusura finanziaria della transazione è prevista nei prossimi mesi. Mobiasbanca l’anno scorso ha registrato un utile netto superiore a 15 milioni di euro, con asset complessivi per un valore di 560 milioni di euro. OTP e la banca moldava hanno inoltre concluso un accordo di cooperazione per sostenere gli investimenti di società finanziarie.

Obiettivo di OTP è l’espansione sui mercati esteri e, perseguendo tale strategia a gennaio ha acquisito la filiale bulgara di Societe Generale Group e l’anno scorso sono state avviate le trattative per l’acquisizione anche della filiale serba. OTP mira anche all’acquisizione di Banca Romaneasca in Romania, ma la vendita è stata bloccata dalla Banca Centrale greca che detiene una parte del capitale sociale della banca rumena.

Data di pubblicazione: 8/2/2019

L’UNGHERIA INVESTIRÀ PIÙ DI 3 MILIARDI DI EURO PER LO SVILUPPO DEL SISTEMA FERROVIARIO

L’Ungheria intende investire oltre 3 miliardi di euro di fondi UE nei prossimi sette anni per lo sviluppo del sistema ferroviario. Il Segretario di Stato per i trasporti, László Mosóczi, ha dichiarato che questi fondi concorrono all’obiettivo ungherese di diventare uno dei cinque paesi più attrattivi d’Europa. Per raggiungere quest’obiettivo infatti, l’Ungheria deve compiere progressi significativi nei settori del trasporto, innovazione, sostenibilità e strategie economiche.

Data di pubblicazione: 8/2/2019

L’OCSE ELOGIA LA CRESCITA ECONOMICA UNGHERESE MA RACCOMANDA UNA POLITICA FISCALE PIÙ SEVERA

Alvaro Pereira, direttore del settore studi Paese dell’Ocse, durante la conferenza del 31 gennaio u.s. a Budapest, ha lodato la dinamica crescita dell’Ungheria: il PIL è cresciuto del 4.6% nel 2018 grazie ai consumi interni e agli investimenti, la disoccupazione ha raggiunto minimi storici e i salari stanno aumentando.

Tra i maggiori rischi rilevati, l'OCSE identifica le misure tardive di politica monetaria da parte della Banca Centrale, l'eventuale surriscaldamento del mercato del lavoro e la distribuzione regionale disomogenea della crescita economica e l’invecchiamento della popolazione. Gli investimenti esteri si concentrano nel nord-ovest del paese e le regioni più povere non sembrano essere coinvolte in politiche di integrazione efficienti. L’organizzazione suggerisce di alzare l’età del pensionamento a 65 anni entro il 2022 e di adottare una serie di misure che permetteranno il mantenimento di un sistema pensionistico adeguato (la maggior parte dei pensionati ungheresi attualmente riceve una pensione che non permette di superare la soglia di povertà).

Data di pubblicazione: 8/2/2019

UNGHERIA E SLOVENIA PROGETTANO DI COLLEGARE LE LORO RETI DEL GAS

L’Ungheria e la Slovenia hanno presentato una richiesta congiunta per ottenere fondi europei per collegare le loro reti di distribuzione del gas. Questa mossa permetterebbe all’Ungheria di importare gas naturale liquefatto (GNL) dall’Italia. La decisione del Consiglio europeo arriverà in primavera e le negoziazioni tra le due nazioni sulla portata della rete stanno procedendo.

Il Ministro per gli Affari Esteri e Commercio, Peter Szijjarto, ha evidenziato l’importanza di diversificare le forniture di gas, tenendo in considerazione la situazione incerta del terminale GNL a Krk (Croazia). Il terminale di Krk giocherà un ruolo fondamentale per la fornitura di gas in Europa centro-meridionale ma l’avvio dei lavori è stato posticipato più volte. Il governo croato ha approvato a gennaio un finanziamento di €244 milioni per la prima fase del progetto e secondo il Ministro croato per l’Ambiente, la connessione Ungaro-Slovena non pregiudicherà il progetto di costruzione del terminal o i contratti attesi con i paesi confinanti con la Croazia.

Data di pubblicazione: 7/2/2019

CAMBIA IL PANIERE PER IL CALCOLO DELL’INFLAZIONE

Il Central Statistics Office ha modificato circa 1.000 tra prodotti e servizi che compongono il paniere di riferimento per la rilevazione dei prezzi al consumo e che contribuiscono alla determinazione dell’inflazione. Il nuovo paniere include, tra gli altri prodotti, smartphone Android da 32GB che hanno sostituito quelli da 8GB, 0,5kg di caffè in grani invece di 1kg di caffè macinato, il cambio gomme auto invernali e il bagaglio a mano.

Data di pubblicazione: 4/2/2019

MEDLIFE (RUMENA) COMPRA UN CENTRO MEDICO UNGHERESE

Il più grande operatore sanitario privato in Romania, Medlife, ha annunciato l’acquisto della quota maggioritaria del 51% della compagnia sanitaria privata Rózsakert Medical Center (RMC). RMC è tra le dieci più grandi aziende sanitarie private ungheresi, con un fatturato di €4,2 milioni nel 2017. Il settore sanitario privato è in crescita in Ungheria e Medlife ha colto dunque un’importante opportunità d’investimento.

Data di pubblicazione: 4/2/2019

SZIJJARTO AVVIA UN NUOVO PIANO PER LE ESPORTAZIONI

Il Ministro degli Affari Esteri e Commercio, Peter Sziijjarto, ha annunciato la firma di un accordo di cooperazione con nove aziende ungheresi che hanno significativamente contribuito alle esportazioni. L’accordo prevede l’istituzione di un programma prioritario per gli esportatori (KEPP), i quali avranno la priorità nell’accedere ai servizi statali per la promozione delle esportazioni e saranno consultati sui provvedimenti che riguardano le esportazioni. Le nove compagnie sono: 77th Elektronika Műszeripari, ANY Biztonsági Nyomda, ARH In-formatika, Csaba Metál Öntödei, Graboplast Padlógyártó, the KÉSZ Group, Master Good, Mediso Medical Imaging Systems e Natur-tex Gyapjú- és Tollfeldolgozó.

Data di pubblicazione: 4/2/2019

FINISCE LO SCIOPERO DEI DIPENDENTI AUDI MA ALTRI SINDACATI INIZIANO UN ROUND DI PROTESTE

Dopo una settimana di sciopero, è stato raggiunto l’accordo tra il sindacato dei lavoratori Audi e l’azienda automobilistica. Secondo informazioni ufficiose, le due parti hanno approvato un contratto di 15 mesi che prevede una crescita del 18% dei salari, un aumento minimo di €240 al mese. L’accordo prevede anche premi per la fedeltà del lavoratore: 20 euro aggiuntivi al mese dopo cinque anni nell’azienda e premi una tantum al raggiungimento dei 10, 15, 20 e 25 anni di servizio. I lavoratori avranno inoltre diritto ad un intero fine settimana libero al mese.

Altri sindacati hanno iniziato le loro proteste per l’aumento dei salari. Il sindacato Etmosz ha avviato una vertenza contro la Robert Bosch Elektronika a Hatvan e la Starters E-Components Generators Automotive (SEGA) a Miskolc.

Data di pubblicazione: 4/2/2019

 

GKI PREVEDE UN AUMENTO DEL PIL UNGHERESE AL 3.4% NEL 2019

L’istituto di ricerca economica GKI ha rivisto in crescita il PIL per il 2019 dal 3.2% al 3.4%. GKI stima che continueranno ad affluire i trasferimenti UE, mentre per gli investimenti è prevista una contrazione, con una crescita al 5%. Le ultime stime del Ministero delle Finanze prevedono per il 2019 una crescita dell’economia del 3.9%.

Data di pubblicazione: 31/1/2019

AKK ESPANDE IL PORTAFOGLIO OBBLIGAZIONARIO

L’agenzia ungherese per la gestione del debito pubblico (AKK) intende espandere la propria offerta di strumenti finanziari introducendo la vendita di titoli per il mercato al dettaglio. L’obiettivo è quello di aumentare i finanziamenti domestici e ridurre la percentuale di debito denominato in valuta estera. Nell’ultimo trimestre gli investitori al dettaglio ungheresi hanno aumentato le loro obbligazioni in fiorini a EUR 24 miliardi, pari al 25% del debito complessivo.

L’Agenzia prevede inoltre l’emissione di obbligazioni destinate ai cittadini ungheresi che vogliono creare un fondo di risparmio, in vista della pensione. La bozza di progetto per queste obbligazioni statali per fondi pensionistici (NYEMA) è già stata consegnata al Ministero delle Finanze e il loro collocamento dovrebbe avvenire entro l’anno. Le obbligazioni avranno un prezzo simile a quello dei baby bond, senza costi di transazione, e il premio potrebbe variare a seconda dell’età del sottoscrittore. Questo significherebbe offrire ai più giovani un rendimento maggiore per promuovere l’idea di autosufficienza o premi più elevati per chi è vicino all’età della pensione. Le NYEMA matureranno quando il proprietario raggiunge l’età pensionabile e saranno pagate o in un’unica soluzione o con rate mensili.

Data di pubblicazione: 31/1/2019

IL PM UNGHERESE OSPITA IL PRESIDENTE DELLA IIB NELLA NUOVA RESIDENZA

La discussione tra il Primo Ministro Orban e Nikolay Kosov, Presidente della Banca Internazionale di Investimento (IIB), si è focalizzata sull’istituzione del quartier generale della IIB a Budapest. Kosov ha informato Orban sulle attuali attività della banca e sui progetti futuri. L’IIB è stata fondata nel 1970 ed è un’istituzione multilaterale per lo sviluppo che supporta in particolare le PMI e progetti infrastrutturali socialmente rilevanti.

L’aver stabilito la sua sede centrale in Europa significa per l’IIB ottenere un ulteriore impulso per l’espansione sui mercati finanziari internazionali, predisporre un sostanziale aumento di capitale e delle operazioni di investimento. Per quanto riguarda Budapest invece, questa mossa rafforzerà la capitale ungherese come centro finanziario e offrirà nuove opportunità di finanziamento per le imprese locali. Il portafoglio di investimenti dell’IIB in Ungheria eccede infatti i 100 milioni di euro.

La banca prevede di investire nell’economia dei paesi azionisti in settori chiave quali energia, agricoltura, produzione alimentare, prodotti farmaceutici, sviluppo delle infrastrutture e mercati finanziari.

Data di pubblicazione: 31/1/2019

L’UNGHERIA PERDE CINQUE POSIZIONI NELL’INDICE GLOBALE DI INNOVAZIONE

Secondo l’indice di innovazione 2019 di Bloomberg, l’Ungheria ha perso cinque posizioni nella classifica delle nazioni più innovative, scivolando al 32esimo posto e facendosi sorpassare da tutti gli altri membri del Gruppo di Visegrad, ad eccezione della Slovacchia.

L’Ungheria ha raggiunto invece i suoi migliori risultati nella valutazione del valore aggiunto manifatturiero (12esimo posto); nonostante ciò, l’Ungheria occupa l’ultimo posto per produttività tra tutti i membri UE. Il settore delle piccole-medie imprese è infatti sotto pressione per la competizione con le multinazionali e per gli aumenti dei salari. Sebbene l’accesso ai finanziamenti sia stato facilitato, la mancanza di manodopera qualificata e la crescita dei costi del personale stanno danneggiando il settore.

Il Primo Ministro Orban ha dichiarato che l’economia ungherese deve crescere secondo un ritmo sostenibile per l’attuale quantità di manodopera ed ha evidenziato le cifre record del livello di occupazione ungherese. La stampa locale ha interpretato le sue parole come volontà di intraprendere ulteriori iniziative per migliorare la competitività del paese ed oltrepassare il 4% di crescita nei prossimi anni. Si prevede che il Primo Ministro annuncerà nel suo discorso alla nazione il 10 febbraio p.v., una serie di misure per aiutare le famiglie ed accelerare l’economia.

Per stimolare la competitività ungherese, la Banca Nazionale ha inoltre sollecitato ulteriori tagli fiscali, misure per alleggerire le norme burocratiche e l’adozione di nuove tecnologie. Senza una svolta decisiva per aumentare la competitività, il PIL calerà al 3.5% nel 2019 e al 3% nel 2020.

Data di pubblicazione: 30/1/2019

LA CRESCITA DEI SALARI RESTA SOPRA AL 10%

La crescita dei salari, lordi e netti, ha raggiunto a novembre il 10.4% su base annua (Central Statistics Office – KSH) e i lavoratori hanno ricevuto in media uno stipendio lordo di €1.116, ovvero €742 netti. I salari sono aumentati ad un ritmo sopra la media nel settore delle costruzioni, della vendita al dettaglio e nel settore dell’accoglienza; le contrattazioni salariali nel settore pubblico hanno portato ad incrementi nei settori dell’educazione, della salute e delle forze dell’ordine. Nel settore privato invece, premi e bonus hanno spinto la crescita delle retribuzioni fino all’11.1% su base annua, contro l’8.1% del settore pubblico.

Il tasso di crescita a due cifre è stato raggiunto grazie ad un accordo tra datori di lavoro, sindacati e governo che ha visto un aumento dei salari minimi e tagli alle imposte sul reddito. Da metà 2018 gli aumenti hanno però un andamento negativo e si stima che i salari continueranno a salire, ma ad un ritmo più moderato (7-9%) e che l’inflazione ridurrà il potere d’acquisto facendo scendere l’aumento dei salari reali al 6%.

Data di pubblicazione: 30/1/2019

IL MASSICCIO FLUSSO DI FONDI UE RIDUCE IL DEFICIT DI BILANCIO UNGHERESE

Alla fine del 2018 il deficit ungherese, escludendo gli enti locali, corrispondeva a €4.52 miliardi. Il trasferimento di fondi europei per quasi 3 miliardi di euro ha contribuito a ridurre notevolmente il disavanzo che aveva raggiunto il 2,4% del PIL, ora sceso al 2% (dato provvisorio). Una delle ragioni di tale sforamento è da ricercare nello scarto generato dal prefinanziamento da parte del governo dei progetti supportati dall’Unione Europea ed i rimborsi ricevuti da Bruxelles, arrivati a fine anno. Alla riduzione del deficit ha contribuito anche il buon andamento dell’economia: le entrate di bilancio sono cresciute del 3.4% grazie all’aumento dei salari e dei livelli di occupazione. In aumento anche le entrate derivanti dal gettito sui consumi e dall’IVA. In diminuzione le entrate derivanti dalle imposte sulle società a causa delle norme sugli acconti d’imposta del 2017.

Le spese sono invece cresciute ad un ritmo più lento (1.2%): i sussidi alle famiglie e le spese per il welfare sono scese dell’1.8% e il ridimensionamento dei lavori pubblici ha portato ad una riduzione del 15.4% del fondo nazionale per l’occupazione.

Data di pubblicazione: 30/1/2019

 

MFB AVVIA UN PROGRAMMA DI PRESTITI BALLOON

La banca per lo sviluppo nazionale MFB ha lanciato un programma di sostegno finanziario alle imprese denominato “Competitiveness Program” per stimolare la crescita delle aziende. I prestiti potranno essere richiesti per qualunque obiettivo di crescita: investimenti in capitale fisso, acquisizioni, finanziamenti del capitale circolante. Secondo il progetto di MFB, il prestito potrà essere richiesto sia in fiorini che in euro e potrà variare da un importo minino di € 3 milioni fino ad un massimo di € 30 milioni. Alla scadenza del prestito, della durata massima di dieci anni, dovrà essere pagata una maxi rata finale corrispondente al 40% della quota capitale. MFB ha già stanziato più di € 300 milioni per il programma, ma a fronte di un’elevata domanda è disposta ad aumentare l’offerta.

Data di pubblicazione: 23/1/2019

I PRESTITI ALLE AZIENDE CRESCONO DEL 70%

Nel periodo Gennaio-Novembre 2018 sono cresciuti del 68%, raggiungendo 930 miliardi di fiorini (circa 3 miliardi di euro). I prestiti complessivi a fine novembre ammontavano a 7,5 trilioni di fiorini (circa 24 miliardi di euro).

Data di pubblicazione: 18/1/2019

CRESCE IL NUMERO DELLE IMPRESE INDIVIDUALI

A fine 2018, le imprese con socio unico hanno raggiunto il numero di 496.600 unità. Il trend di crescita dura da sei anni. Nel corso del 2018 sono state create 75.558 nuove imprese con socio unico e 35.828 sono state chiuse. Questa tipologia di aziende si concentra soprattutto nei settori dell'istruzione e dell'insegnamento, della finanza, dell'agricoltura e delle arti.

Data di pubblicazione: 18/1/2019

LA BANCA CENTRALE ESTENDE IL DIVIETO DI PRELIEVO DALLA NHB

Il MNB ha esteso il divieto di prelevare depositi per un importo superiore ai 7 milioni di Ft dalla banca NHB per 30 giorni. Già dal 18 dicembre la Banca Centrale aveva disposto un divieto immediato perché l’audit aveva rilevato che la liquidità della NHB era in pericolo.

Data di pubblicazione: 18/1/2019

BOSCH INVESTE 14 MILIARDI DI FIORINI A MISKOLC

Il gruppo tedesco Bosch investirà 45 milioni di euro nella suo impianto a Miskolc. L’investimento è destinato ad aumentare le linee di produzione per prodotti di nuova generazione e sistemi di controllo. La Il Ministro degli Esteri, Peter Szijjártó, ha dichiarato che Germania si conferma il partner commerciale più importante dell’Ungheria e rappresenta il 29% di tutti gli investimenti diretti esteri. Nel 2018 si sono registrati 98 investimenti (28 tedeschi) che hanno portato €4 miliardi. Il contributo ungherese è stato pari a € 435 milioni.

La Bosch è presente in Ungheria dal 1898 e impiega 15.000 lavoratori in nove filiali, con un fatturato complessivo in Ungheria di € 780 milioni.

Data di pubblicazione: 18/1/2019

AUMENTI SALARIALI NEL SETTORE PRIVATO, LA DISCUSSIONE CONTINUA

Secondo il presidente della Camera di Commercio e dell’Industria Ungherese, Parragh, i salari del settore privato in Ungheria potrebbero crescere ad un tasso a due cifre, oltrepassando l’aumento dell’8% del salario minimo. I sindacati di diverse industrie hanno dichiarato che lotteranno per un aumento dei salari di almeno 10%. L’aumento dipenderà però dalla dimensione delle aziende. Parragh ha aggiunto che la mancanza di manodopera sta influenzando gli aumenti dei salari. Un accordo triennale concluso nel 2017 aveva stabilito un aumento del 5% ma il tasso di crescita dovrebbe essere più alto se si vogliono evitare fughe di personale. Le compagnie statali ne discuteranno all’inizio della settimana prossima.

Data di pubblicazione: 18/1/2019

IL DEFICIT DI BILANCIO NEL 2018 VICINO AL 2% DEL PIL

Il Ministro delle Finanze Mihály Varga ha annunciato che il deficit di bilancio ha raggiunto nel 2018 quota €4.5 miliardi, pari al 2% del PIL, quindi sotto il target del 2.4% della previsione di bilancio. Il debito pubblico sarebbe sceso al 71% (alla fine del 2017 era al 73.3%) e il budget ha registrato un surplus di oltre un miliardo di euro a dicembre. Varga ha aggiunto che nonostante i tagli alle tasse, le entrate fiscali sono aumentate rispetto al 2017 e l’economia è cresciuta del 4.6% durante l’anno, superando le previsioni. Il Ministro ha attribuito il merito di questa forte crescita alle manovre per far emergere l’economia sommersa, ai sussidi statali per l’acquisto di immobili e all’accordo sui salari. Il governo ha condotto una severa politica fiscale nel 2018, nonostante fossero in programma le elezioni e rimane aperto a nuove proposte come la rimozione dell’imposta sulle transazioni. Entro il 30 giugno è previsto il lancio di un regime fiscale ad hoc per le pensioni. Secondo Varga sarebbe auspicabile che una fetta del risparmio delle famiglie fosse destinato ai risparmi per la pensione.

Data di pubblicazione: 18/1/2019

LA FATTURAZIONE ONLINE DELL'UNGHERIA GENERA ENTRATE EXTRA PER IL BUDGET

Il sistema di fatturazione online in vigore da luglio, per gli importi uguali o superiori a 100.000 fiorini (311 euro) ha aumentato le entrate IVA e ha contribuito a ridurre le frodi. I dati vengono inviati direttamente all'ufficio delle imposte, che può rilevare qualsiasi attività fraudolenta prima che l'IVA venga rimborsata. Il sistema consentirà inoltre agli imprenditori di visualizzare tutte le fatture inviate all'ufficio delle imposte, comprese quelle rilasciate dai loro corrispondenti. Nei primi sei mesi sono state presentate 28 milioni di fatture. I ricavi da IVA sono aumentati di oltre 400 miliardi di fiorini (pari a circa 1,3 miliardi di euro) nel 2018 rispetto all'anno precedente, grazie agli sforzi per far emergere l'economia sommersa. L'IVA non pagata in termini di PIL è scesa al 13% dal 20% nel 2013.

Nel 2015 è stato introdotto un sistema elettronico per il tracciamento del trasporto di merci (Ekaer) in Ungheria e su strade pubbliche tra Stati membri.Le aziende sono obbligate a fornire all'autorità fiscale informazioni dettagliate ai fini dell'IVA su determinati veicoli aziendali che utilizzano strade pubbliche.

Tuttavia, in ottobre, la Commissione europea ha avviato una procedura d'infrazione nei confronti dell'Ungheria per quanto riguarda il regolamento in quanto potrebbe violare la direttiva IVA dell'UE, introducendo formalità amministrative nelle transazioni transfrontaliere. Il governo ha reagito in modo provocatorio e ha promesso di mantenere il regolamento in vigore.

Data di pubblicazione: 9/1/2019

TRASFERIMENTO FONDI EUROPEI

Nel 2018 sono stati trasferiti all’Ungheria fondi europei per un valori di 4,4 miliardi di euro di cui 1 miliardo a valore sui fondi 2007-2013. A fine 2018 il Paese ha ricevuto il 31% dell’intero ammontare allocato per il periodo 2014-2020 pari a circa 29 miliardi di euro, cui vanno aggiunti i fondi PAC per un ammontare di circa 7 miliardi di euro.

Data di pubblicazione: 9/1/2019

ROLLS-ROYCE PARTECIPA ALL’AMPLIAMENTO DELLA CENTRALE NUCLEARE DI PAKS

Rolls-Royce ha firmato una lettera di intenti per cooperare con OT Industries, una sussidiaria di MOL, nell'ampliamento della centrale nucleare di Paks. Le due società lavoreranno per fornire motori diesel di emergenza e sistemi di controllo ai nuovi blocchi della centrale.

La Rolls-Royce coopererà con la società russa Rosatom

Data di pubblicazione: 9/1/2019

 

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